Vai al contenuto

Rasa il pratino?

8 maggio 2010

[Grazie a Eloisa per la segnalazione]

Questo post nasce su segnalazione di una nostra lettrice, ed è da ore che tento di scriverlo. L’occasione è data dalla pubblicità di un rasoio per donne. In realtà non si tratta di un banale rasoio: ad un’estremità presenta le lame di un normale rasoio, all’altra un trimmer che serve ad accorciare, rifinire, spuntare, sfoltire. Nel kit, inoltre, è inclusa una serie di formine (vi ricordate quelle del pongo?) che permettono di conferire al cespuglietto la forma che più si preferisce.

A vedere lo spot, le mie reazioni sono state diverse, man mano. Dopo aver superato un’inevitabile fase di ilarità di fronte a tanta idiozia, ho iniziato ad innervosirmi per lo stesso motivo. Successivamente, ho iniziato a notare dei particolari e a riflettere sulla questione depilazione e su tutto ciò che implica a livello culturale, ed è partito un vortice di pensieri che, temo, non potrò esaurire in un solo articolo.

Ma partiamo dall’analisi della pubblicità: «A volte una ragazza/Si sente un poco giù/Se il mondo è un po’ arruffato non ci pensare più». La soluzione? «Rasa il pratino!». Il video è colmo di riferimenti che, lì per lì, possono sfuggire. Il tutto inizia con una ragazza che accarezza un gatto (un pussy-cat?) su un divano, con due felci ai lati. Un po’ preoccupata, ma tutto sommato sorridente. Le viene in mente la soluzione, e accenna un sorriso ammiccante. A quel punto spalanca la porta di casa su un prato (notare che nel frattempo il suo look serioso è diventato allegro e molto, molto rosa), nel quale delle ragazze che spingono dei rasaerba anch’essi rosa intonano felici: «Rasa il pratino!». Nella scena successiva abbiamo una ragazza con delle forbici da giardiniere che spunta un cespuglio (sottile metafora, non c’è che dire), e qui inizia anche il riferimento razziale. Nella versione italiana questo aspetto sparisce quasi del tutto, ma se si presta attenzione alla versione inglese (negli USA è stata diffusa invece un’altra versione della pubblicità, meno esplicita ma sempre piena di alberelli e cespuglietti), si noterà quanto segue: la ragazza di colore, strizzando l’occhio, dice che «alcuni cespugli sono davvero grandi», mentre la ragazza asiatica dice che «alcuni giardini sono molto piccoli», mettendosi la mano sulla bocca con fare un po’ vergognoso. Ad ogni modo, ci dice la bionda che riappare dopo, con l’attrezzo giusto si sistema tutto, ogni tipo di giardino.

A questo punto abbiamo un momento di incoraggiamento: «ovunque vedo un ciuffo/lo affronto con decisione», ci dicono, e fa la sua comparsa (persino) una motosega. Rosa anche quella, naturalmente. Dopo l’operazione, fortunatamente, la bionda ci rassicura del risultato comunicandoci che «all that’s left for me to see are tulips on the mound»: questa è sottile, quasi geniale. Tutto ciò che resta di visibile sono tu-lips – two lips (due labbra) sulla collinetta. Sospiro di sollievo, non si vede più nient’altro. Nella versione italiana – decisamente triste rispetto a quella inglese, che per lo meno ha dello humour – abbiamo poi un «Foresta selvaggia basta/Spazza via tutti quei rasta» accompagnato dalla presenza di un (evidentemente fallico, ma forse a questo punto sono anch’io un po’ suggestionata) soffia foglie, anche lui rosa. Lo spot si conclude con un «Se ti senti ruvidina /Rasa il pratino/Dai una bella spuntatina/Rasa il pratino» nel quale la bionda che all’inizio accarezzava il bel gatto sul divano tiene in braccio il povero micio che, poverino, è stato rasato anche lui e sembra ormai un pollo esposto in macelleria.

Questo il succo della pubblicità, tra immagini e testo della canzone. Posto e garantito che ognuno ha il sacrosanto e legittimo diritto di gestire i suoi peli pubici come meglio preferisce, mi chiedevo: ma perché tutta questa attenzione alla depilazione intima femminile? Che cosa c’è sotto? Mi sono sempre spiegata questa tendenza pensando che facesse parte delle fantasie maschili, in modo più o meno sano (?), un lato un po’ pedofilo per cui gli uomini tendono ad eccitarsi – o ad eccitarsi più facilmente – all’idea di avere di fronte una donna-bambina, un soggetto più debole rispetto al quale sentire di avere una dominanza psicologica. Leggendo alcuni dei commenti che hanno iniziato a proliferare in rete a proposito di questa pubblicità, però, mi si è aperto un altro filone di pensieri, che ha a che fare essenzialmente con la metafora del prato: «As for “mow the lawn” — what’s under the grass, sistah? Dirt, worms, bugs…. it’s not a very nice analogy». Cosa c’è sotto l’erba, sorella? Sporco, vermi, insetti. No, non è una bella analogia. E non è per fare della psicologia spicciola, ma mi sembra proprio che questo commento suggerisca un’idea interessante. Certo non è nuova. Ma sembra proprio che alla vagina sia associato un nuvolone di paure da parte maschile – un nuvolone che finisce per riflettersi sulle donne che, ormai in gran quantità, non fanno che tagliare, potare, sfrondare, sfalciare, sentendosi evidentemente sporche e di conseguenza difficilmente accettate dai loro uomini.

Nei Monologhi della vagina (che dovrebbero essere parte integrante ed obbligatoria dell’educazione di ogni donna – direi dal momento stesso in cui si realizza di avere una vagina; ma anche e soprattutto di ogni uomo) di Eve Ensler c’è una parte interessante proprio su questo. Credo ci sia bisogno di riflettere, pubblicità a parte, su che cosa ci sia dietro tutta questa faccenda.

Voi che ne pensate? Donne, diteci come la vedete (in tutti i sensi). Uomini, fateci capire.

About these ads
38 commenti
  1. Maura permalink
    8 maggio 2010 08:23

    “Mi sono sempre spiegata questa tendenza pensando che facesse parte delle fantasie maschili, in modo più o meno sano (?), un lato un po’ pedofilo per cui gli uomini tendono ad eccitarsi – o ad eccitarsi più facilmente – all’idea di avere di fronte una donna-bambina, un soggetto più debole rispetto al quale sentire di avere una dominanza psicologica.”…Io l’ho sempre pensata così, è chiaro!E’ quella che chiamano “infantilizzazione della donna”…E le tue considerazioni successive sono sicuramente legate a questa prima osservazione: la cosa secondo me ha radici culturali lontanissime, addirittura religiose ( la donna viene spesso demonizzata dalle religioni monoteiste e la sua vagina è il simbolo di tentazione malsana) ,che poi si sono fuse con i modelli mutuati dal mondo del porno.
    In sostanza la donna è una figura diabolica, “sporca”, che va “depurata” per essere accettata dall’uomo.
    Così oggi le ragazzine si depilano le parti intime e non sanno che vanno incontro a possibili infezioni, irritazioni e così via…Però si rendono più “femminili”, più “desiderabili” dagli uomini che non sono più capaci di giudicare la bellezza senza prendere spunto dai “modelli pubblicizzati”…
    In sostanza la donna deve soffrire, sottoporsi a trattamenti innaturali ( se i peli ci sono un motivo VALIDO ci sarà) dolorosi, rischiosi per la sua salute solo per compiacere un uomo!
    “Sembra proprio che alla vagina sia associato un nuvolone di paure da parte maschile” questa frase mi ha ricordato una discussione che tempo fa ebbi con un “bifolco” il quale sosteneva che una donna che ha avuto più partner è meno “igienica” di un uomo che ha avuto tante donne e che all’uomo farebbe schifo andare a letto con qualcuna che è stata penetrata precedentemente da un altro uomo, che potrebbe trasmettere malattie, tutto in maniera unidirezionale: dalla donna all’uomo( “essere puro”)…Questo deve far riflettere…Probabilmente un giorno inventeranno un sapone anti-donna così come hanno fatto con gli immigrati!

  2. specnaz permalink
    8 maggio 2010 12:52

    Le letture che sono state date della cosa (paura atavica, pedofilia incipiente) in effetti, dall’”esterno”, sembrano tutto sommato dare delle chiavi di lettura quasi conclusive alla questione. Tuttavia, da portatore di cromosomi XY ho riflettuto, come dire, intra moenia, e vi propongo, in sintesi quella che è, nel mio piccolo, la mia parziale analisi:

    1) Prescindendo dall’aspetto legato alla sfera sentimentale, in riferimento al problema sollevato innanzitutto credo vada mantenuta la distinzione tra due macrogruppi: uomini (G1) che per svariati motivi tendenzialmente hanno una nulla o quasi nulla vita sessuale (si intende con partner “spontanei”, quindi, in genere i G1 vanno dagli onanisti cronici ai “clientes” più o meno abitudinari) e uomini che, al contrario, hanno un’attività sessuale tendenzialmente confacentesi alla spontaneità dei propri istinti (G 2).

    2) Per quanto riguarda G1, da un lato ritengo anch’io ci siano fondate ragioni nello spiegare in chiave psicologica il senso di appagamento dato dalla fantasia di sottomissione in generale (sia essa pedofila o meno), che credo comportato dalle crescenti rabbia e frustrazione conseguenti alle insicurezza, inadeguatezza e malessere con se stessi che comporta il senso di cronico rifiuto a priori percepito, in genere, di default dal soggetto G1. D’altra parte però non credo però che le “paure” di cui si parlava (malattie ecc.) rientrino quali fattispecie che possano spiegare tale preferenza, basta fare un giro in internet per constatare il climax ad infinitum a parte post cui tende l’ “extreme sex” (le pratiche sado-fetish più estreme, l’animal sex, ecc.).

    3) Per quello che riguarda G 2, mi spiego il fenomeno come una tendenza ciclica. Le fantasie che alimentano il desiderio tendono a divenire insufficienti man mano che gli appetiti che si sentono vengono soddisfatti e corrisposti. Si sente sempre più il bisogno di qualcosa di nuovo di diverso(ci si annoia…). Non paia strano che per tanti G1 eccitati dall’artificialità estetica data dall’assenza di peli pubici o da bizzare acconciature inguinali, tanti altri (G2 in genere) declinino alla lunga la preferenza per una condizione “nature”, alla quale poi magari si sostituirà di nuovo una preferenza per il suo opposto e viceversa.

    4) La differenza tra G1 e G2, a mio parere, è riconducibile al fatto che il desiderio di G1 subisce un climax tendenzialmente degenerante, mentre G2, in genere, tenderebbe più che altro ad una “sana” ciclicità legata ad alterne fasi delle dinamiche “desiderio-appagamento”. Tutto ciò questo, naturalmente, va letto in chiave teorica e, soprattutto, soppesato col carattere proprio di ciascun individuo. (Quindi, sebbene tutto sto ragionamento sia da prendere con le molle, ritengo tuttavia plausibile sostenere che, in percentuale, un G1 “sano” tanto sia tanto difficile quanto, al contrario, sia facile, tuttavia, incontrare un G1 “depravato…)

    5) Non ritengo plausibile sostenere che le dinamiche legate alla sessualità siano spiegabili e circoscrivibili e, soprattutto risolvibili, alla luce di dinamiche meramente sociali. In questo senso comprendo il disappunto femminista (non necessariamente femminile) nel vincolo ad un quotidiano esercizio di coazione sulla propria naturalità, ma il senso di tale coazione mi si spiega solo in riferimento alla frustrazione del desiderio della donna di un “desiderio naturale” di essa parte dell’uomo. In questo senso un ipotetico “devi desiderarmi così perché voglio che tu mi voglia così come sono e come decido io che tu debba desiderarmi” in teoria apparentemente non contraddittorio, è smentito apagogicamente dalla prassi: è una mera chimera, semplicemente , perché è impossibile tener assieme due cose.

    6) Concludo mettendo in luce un aspetto importante che mi pare non sia stato preso in considerazione., ovvero come la stessa dinamica verrebbe vissuta al contrario. Da questo punto di vista, la ricercatezza nella desiderabilità viene vissuta dall’uomo in maniera completamente diversa da quel senso di coazione che nel post si lamentava. Per noi è assolutamente “naturale” cercare di essere il più affascinanti, fisicamente prestanti possibile, nell’utopia di risultare assolutamente irresistibili urbi et orbi. Ora, nessuna donna deve sentirsi “obbligata” a fare di sé la riproduzione 1/100 dei Giardini del Boboli, a patto però di non pretendere poi di giudicare le modalità in cui si manifesta in un uomo il desiderio per essa.
    Dato che qui non sono in discussione la parità dei diritti o uguaglianza sociale, anche volendo, spiegatemi razionalmente perché mai un uomo dovrebbe accettare di sentirsi giudicato, magari dall’alto in basso, nel momento in cui non trova desiderabile una donna per le cose per cui lei pretenderebbe di essere desiderata, sia “nature” o meno?

  3. redazionefemminileplurale permalink*
    8 maggio 2010 21:07

    Il commento di Thesenator è stato rimosso come spam.

  4. 9 maggio 2010 01:23

    A nome della redazione: questo blog accetta i commenti in automatico e non è mai stato cancellato il commento di chichessia. Quello rimosso qui sopra indirizzava a un sito di gioco d’azzardo: ci è parso il caso di segnarlo come spam.

    Il tema della depilazione femminile parebbe banale, ma ha moltissime implicazioni. Per come la vedo io, la domanda fondamentale è: i modelli massmediatici hanno preso il sopravvento sul corpo femminile?, e la risposta secondo me è sì. Non c’è parte del corpo femminile che non abbia un modello massmediatico a cui adeguarsi. Dalle unghie dei piedi (laccate, curate) alla punta dei capelli (soffici, profumati) le donne vivono attorniate da immagini che non ritraggono come loro sono, ma come dovrebbero essere. Non a caso l’industria cosmetica femminile è tra i settori che hanno risentito meno della crisi economica mondiale. E’ chiaro che qui si tratta di vendere, vendere, vendere: in particolare, vendere alle donne prodotti superflui. Dice specnaz che il punto è la libertà e la legittimità dei gusti sessuali maschili. Ma qui il punto non è che le donne “pretendano” di essere desiderate in una certa maniera, ma che socialmente si “pretende” che, per raggiungere un modello femminile fatto di plastica, loro consumino prodotti cosmetici: non stiamo parlando di desideri individuali, ma di modelli mediatici che attingendo a taboo e pregiudizi fanno profitto.

  5. specnaz permalink
    9 maggio 2010 11:26

    Cara isaroseisarose, non ho messo in dubbio né negato il fatto che ci sia un’oggettiva incidenza del fattore socio-economico in riferimento alla “depilazione” o, in generale, a tutti quegli aspetti che ineriscono ad una artificializzazione estetica della donna.
    Tuttavia la tua contestazione non mi trova d’accordo perché il punto che tu sollevi e che sostieni essere centrale, non mi pare affatto corrispondere al busillis del post di Sauerophelia, soprattutto in riferimento a quella che nel finale emergeva quale vexata questio e che era ciò su cui mi premeva rispondere e prendere posizione.

    Il punto che contestavo e che continuo a contestare era il certificare “causalmente”, a mio modo di vedere troppo semplicisticamente, tali dinamiche in riferimento al fatto che esse possano sembrare rispondere funzionalmente ad alcune connaturate “tare” proprie dell’uomo in generale; in questo caso, l’incidenza della propaganda di certe acconciature inguinali alla vaginofobia che nel finale del post veniva esplicitamente chiamata in causa.

    Mi esprimo brevemente anche in riferimento a quella che tu poni quale questione fondamentale, cosa che mi dà modo di chiarire ancor meglio il senso del mio disappunto.

    Tu scrivi: “Per come la vedo io, la domanda fondamentale è: i modelli massmediatici hanno preso il sopravvento sul corpo femminile?, e la risposta secondo me è sì.”
    Ora, la mia domanda sarebbe stata la seguente: c’è stato forse nella storia un momento in cui le dinamiche sociali, non necessariamente socio-economiche, non abbiano inciso su fattori specificamente legati lato sensu alla soggettività dell’individuo in generale? La mia risposta è no. Quello che tu denunci per la contemporaneità, a mio modo di vedere, non sembra nei fatti così diverso dalla censura perbenista vittoriana o dalla vessazioni subite per secoli dalla donna da parte del cattolicesimo.

    Quello che voglio dire che ritengo la questione molto ma molto più complessa, atavica e generale di quanto non possa apparire prima facie, e che soluzioni troppo stocastiche e massimaliste – come , in questo caso, quella del ricondurre e spiegare l’incidenza mediatica della vagina rasata ad una vaginofobia incipiente e generalizzata – mi sembrano ricalcare più dinamiche da caccia alle streghe che rischiano di divenire, a tutti gli effetti, controproducenti in vista di quella che vuole proporsi quale efficacie reazione all’attuale stato, intento di cui questo blog, con senso critico, si fa latore.

    Spero comprenderete il mio disappunto anche e soprattutto alla luce del fatto di come certe posizioni “leggere e semplicistiche” minino le possibilità un dialogo costruttivo tra generi e di quanto le possibilità di tale dialogo tendano ad allontanarsi tanto quanto a parte hominis ci si senta sempre più a priori e indistintamente additati quali bamboccioni insensibili cronicamente immaturi e incapaci geneticamente di riconoscere anche un minimo valore in sè per qualsiasi cosa si trovi al di là della punta del proprio prepuzio (per i circoncisi, mutatis mutandis, al di là di quella proprio glande).

  6. Davide Boratto permalink
    10 maggio 2010 16:24

    Sarà in ciò che per certi versi appaio e sono folcloristico o che mi si venga o non venga a dire che sono reiteratamente folcloristico (famoso esempio di “bifolklorismo”) mi sento in questo frangente di rompere la timidezza provinciale per dire la mia, in fondo questo è un blog! Ecco che al vedere la simpatica immagine del taglierbino che rasa la patatina mi son tirato a leggere quanto avete scritto. Per quanto riguarda l’utilità evolutiva dei peli in alcune zone io posso dirvi che i miei peli sulle spalle sono utili al mimetismo nella caccia “nature” con lance e amigdale, quanto che la depilazione provoca l’ispessimento degli stessi e irritazioni fisiche e psichiche. Ad una donna che mi richiedesse depilazione totale non potrei concedere amore per l’impossibilità dell’atto. Non di meno sono stato vittima di commenti femminili più volte tesi a denigrare l’irsutezza del petto villoso del maschio con facce che poi si scomponevano appena notando il limitare della foresta che fa capolino dalle magliette a collo stretto. Vogliamo parlare dell’immagine dei maschi delle pubblicità? Non vi piacciono i ventenni palestrati con massa grassa sotto il 3% che sfoggiano una pelle color mogano priva anche del ricordo dei peli? Uomini copertina che sbucano nella pubblicità delle lamette da barba o di qualsiasi altro prodotto in cui si deve veicolare il supposto celodurismo del masculo, un masculo tuttavia sempre più americano alla “He-Man”? Cos’è questo un femminismo al contrario teso a depotenziare la mia autostima, è un complotto? Per me sì. Ma noi sappiamo bene che i problemi sono altri e ce ne infischiamo giustamente della pubblicità in genere! Fa schifo questa pubblicità del tagliaerba e delle formine per il pelo pubico? Fa schifo, ma credo si debba prenderla in ridere. In fondo l’uomo figo che ha la donna figa ha sempre una macchina grossa sotto al culo stando alle pubblicità, e nella realtà poi è anche vero ed è una scelta di entrambi perché ci sono persone a cui va bene così.
    Per quanto riguarda il terrore che gli uomini nutrono per la vagina come antro misterioso e la difficoltà per noi uomini di anche solo nominare termini come “mestruazioni” sono questi sintomi della mia mancanza di sensibilità? O esempio del terrore biblico della capacità riproduttiva della donna? Continuo a dire che da maschi e da femmine ne ho sentite di cotte e di crude, almeno da quando avevo quindici anni, di cose fatte dentro e fuori dal letto (corna, tradimenti e prestazioni sessuali) e, se non bastasse, i film che parlano dei rapporti fra uomo e donna sono il pane di tutte le cinematografie mondiali e prima dei romanzi di tutti i tempi e prima dei racconti di creazione di tutti i popoli. Per restare in tema: ne ho le palle piene di sentirmi raccontare di come si tromba, di quanto bisogna trombare, di chi bisogna trombare, questa però è la realtà in cui siamo inseriti. Sentire donne discutere di lui “che ce l’ha che tira un po’ a destra e sopra non è che sia perfetto perché ha il glande un po’ troppo schiacciato” o uomini discutere di “l’ho fatta venire come una fontana” mi sembra esaurisca il problema della paura della donna o della falsa onnipotenza del maschio in un bel zero a zero. E anche io discuto sempre del sesso e mi esprimo a colpi di doppi sensi con ilarità e spregio contro quelli che queste cose me le han raccontate come esperienze di vita. Per mia esperienza i rapporti sono difficili soprattutto quando si hanno due personalità molto indipendenti e nessuna delle due vuole essere passiva o incline a compromessi e funzionano male per altri diecimila motivi e voi tutti lo sapete meglio di me!
    Uomini di tipo G1 e uomini G2: per quanto mi riguarda a dal mio piccolissimo pulpito parziale a me sembra una forma di sessismo. Forse sono un uomo G1 che scopa poco: considerazione che lascio discutere a voi; gli uomini e le donne forse sono anche più di chi scopano o non scopano a differenza di quanto vogliono farci credere tutti i giornali, le pubblicità e persino gli imprenditori e i politici, o almeno io me ne sono autoconvinto, e posso sbagliare. Per quanto riguarda i porno credo che l’utilizzatore maggiore sia sempre il maschio e nonostante ciò l’onanismo maschile e femminile mi sembra sempre una pratica sana di evoluzione sociale positivamente anticlericale da sbandierare con fierezza! I supporti che si usano dipendono dai sessi e dall’esperienza personale, siano essi filmati, esperienze, fantasie partite da scambi di sguardi ad un tramonto di dieci anni fa con una donna/uomo che non conoscevo, o talvolta persino un “patner”. Ritengo che universalmente guardare i porno sia triste perché rende il sesso un circo (che poi non è che non lo sia anche nella realtà), è avvilente perché credo che l’utilizzatore vorrebbe trovare un altro tipo di sostituto a quella necessità, ma indubbiamente e tremendamente semplice: perché evita tutti i problemi di una relazione ed è per questo motivo che il porno è un mercato che coinvolge milioni di milioni di individui ambosessi, non so chi ne esca più svilito se la figura del maschio o quella della donna da tutto ciò. Bisogna anche dire che le pornostar non sono obbligate, ma sono pagate profumatamente, se poi troviamo immorale che la società malata spinga uomini e donne a entrare nell’industria del porno con promesse di denaro scopriamo l’acqua calda, la società è ingiusta e fottutamente bastarda e la regola che vige sull’uomo del terzo millennio è ancora largamente la legge del più forte. E nonostante ciò possiamo e dobbiamo denunciare tutto ciò ma non credo che opposizioni come maschilismo-femminismo colgano il problema alla radice. E dopotutto quel che dicono i cartoni disney uno dei maggiori parametri per scoparsi qualcuno è sempre stato e resta la bellezza fisica, infatti da sempre sia i miei amici fighi che le mie amiche fighe hanno avuto molti patner e gli altri hanno avuto le leggende metropolitane; possiamo parlare con invidia di “puttane” e “troii” (più semplicemente bastardi in cerca di gloria da bar), ma la verità è che anche di tutto ciò non dobbiamo tener conto, sono le donne più troie o i maschi più troii? A me che me ne frega? Ad ognuno il suo. Ma non penso questo sia maschilismo o che l’immagine della donna sia la più maltrattata. Chi fa più schifo: una rumena che batte in statale o un imprenditore padano annoiato che se la carica in auto?
    Un problema che però mi sento di condividere è quello della donna bambina, è un problema serio, perché se devo pensare ad un patner che mi segua oltre i trent’anni allora non vorrei accanto a me una bimba perché se io devo essere pronto ad aiutare la mia lei nei momenti di difficoltà, mi aspetto utilitaristicamente che lei faccia lo stesso con me, cosa che una bambina non può fare (fantascienza perchè io mi sposerò milionario a 70′anni con tre ventenni del sud della Russia, oppure mi sposerò una 70′enne russa milionaria condivedendola con altri tre mariti con cui mi picchio ogni giorno pur di spartirmi l’eredità). Ma anche questo alla gente va bene, e allora che se lo prendano (sempre per restare in tema). Non è questione di maschilismo ma è, per me, questione di far forte un ideale di coerenza personale, di forza del singolo, sia esso maschio o femmina, di anticonformismo e di essere conformisti ad ogni evenienza che ci sia utile e basta. La mia è solo una opinione, che non vuole essere moralista e se lo sono stato uccidetemi, spero di non aver urtato nessuno, se così mi scuso e aspetto le vostre critiche. Vi lascio con una cosa che mi è cara: 8==>()

  7. sauerophelia permalink*
    10 maggio 2010 19:48

    @ Tutti: rispondere ai vostri articolatissimi commenti richiederebbe altri dieci post!

    Tuttavia, mi interessa sottolineare un paio di cose:

    @ Specnaz: In primo luogo, credo che le dinamiche legate al desiderio e alla sessualità siano profondamente influenzate dalla società: con questo non intendo certo dire che, di conseguenza, una determinata modalità del desiderio sessuale sia da rifiutare rispetto ad un’altra soltanto perché si riconosce il ruolo delle dinamiche sociali nel suo originarsi e nel suo essere quella determinata modalità piuttosto che un’altra. Lo scopo del mio post era quello di tentare di capire, semplicemente, quali siano le dinamiche sociali e psicologiche sottese a questo specifico desiderio legato alla depilazione intima femminile. Perché, insomma, proprio così e non altrimenti, soprattutto in questi ultimi anni o decenni. Non credo che un intento del genere debba necessariamente essere letto come caccia alle streghe al contrario, ma semplicemente come un desiderio – da parte di chi la vagina ce l’ha – di capire. E credo che questo desiderio sia legittimo. Con questo di certo non affermo, peraltro, che nel privato di ognuna/o di noi ci debba essere un modo piuttosto di un altro di vivere la sessualità. Lungi da me compilare il decalogo delle cose permesse ad una donna (o ad una femminista) e la censura sulle restanti. Sarebbe stupido e non avrebbe nulla a che fare con lo scopo che questo blog e le riflessioni che ci stanno dietro.

    In secondo luogo, non nego di certo che per chiunque di noi sia “naturale” tentare di rendersi più desiderabili e attraenti per la persona che ci interessa, ma il mio punto è un altro: e cioè, come mai, tra le mille possibilità che ci sono, tutta questa attenzione proprio a questa cosa e non ad un’altra? Non che non ce ne siano altre, ma la mia impressione è che ci sia un focus particolare sulla questione.
    Il mio interesse, dunque, in questo caso è spiccatamente antropologico: non ho istanze specificamente politiche contro la depilazione. Ognuno fa quel che gli garba.

    @ Isaroseisarose: credo che lo sfruttamento economico della questione sia secondario, nel senso che per me prima viene la tendenza sociale, e poi quella del mercato (che può anche alimentarla cavalcando l’onda, ovviamente). Mi rendo conto che sto invertendo struttura e sovrastruttura, ma se il mercato della cosmetica femminile è così sviluppato e non sente crisi, credo sia proprio perché i bisogni ai quali si rivolge sono radicati in qualcosa di molto profondo.

    @ Maura: la questione riguardante la concezione e la percezione di ciò che significa “igiene” in relazione agli organi sessuali femminili secondo me è interessantissima, e sto cercando di capirci qualcosa. To be continued.. ;-)

  8. Federico permalink
    16 maggio 2010 11:10

    La pubblicità esiste in inglese da circa 14/15 mesi, nessuna ragazza a cui l’ho fatta vedere ne è rimasta scandalizzata.

    1) La traduzione della pubblicità è pessima, ovviamente in Italia non c’è il gusto dell’homour che si può trovare in altri paesi per certi argomenti: forse perchè noi partiamo un po prevenuti. Parlo sia di donne sia di uomini:
    Uomo: la pubblicità parla di t**a ahahah
    Donna: maschilisti str***i

    2) Parlando dell’originale, il modo in cui è stata creata, l’idea artistica, è eccezionale per proporre un prodotto del genere.

    3) Come si evince dal titolo è per “donne che si vogliono mettere il bikini”, allora forse il problema non sta nel perchè c’è una pubblicità del genere ma perchè si arriva a farne una simile; del resto se tu donna per sentirti al posto giusto nella società, o perchè il maschilismo che la pervade ti fa sentire obbligata, ti costringi a metterti il filo interdentale al posto del costume magari una tagliatina va data no?

    4) Da uomo direi che non è per nulla una fantasia, almeno non mia e di tutti quelli che conosco, visto che, dicendo la cosa in maniera terra terra, se si rasa, gratta e non è piacevole; giusto nei film porno.

    5) Non so se in Italia ci sia questa passione per l’aiuola rasata, come diceva Grignani, ma mi pare che, prendendo un uomo a “caso”, Tinto Brass, ha sempre manifestato il gradimento per la peluria; uno come lui, purtroppo bisogna dirlo, influenza molto l’idea maschile e i suoi desideri carnali.

    6) E’ sicuramente una questione igienica, perchè un conto è dare una spuntatina (e non vedo niente di male se è troppa e fa sentire a disagio), un conto è tutta, fin li tutti d’accordo.

    Alla fine rimane una questione etica, cioè secondo la mia opinione, del perchè siamo arrivati a questo, altrimenti spererei che nessuno si scandalizzerebbe per una pubblicità del genere.
    Trovo molto più odiose pubblicità di assorbenti che consentono di fare la ruota o ti rendono più felice tutti i giorni della tua vita.

    Per ultimo direi che andrebbe ritradotta o lasciata in lingua originale.

  9. sauerophelia permalink*
    16 maggio 2010 18:52

    Caro Federico, rispondo ai tuoi punti:
    1) sono d’accordo con te: la traduzione italiana della pubblicità è pessima, anche se d’altra parte c’erano cose (geniali) che in italiano non si potevano rendere. Quanto al commento standard della “donna” su questa pubblicità non mi trovi d’accordo, invece: ma su questo torno dopo;
    2) sono d’accordo sul fatto che l’idea pubblicitaria in sé, a prescindere da qualsiasi valutazione di altro genere, sia brillante;
    3) mi sembra che “bikini” sia un termine che si usa per indicare le zone intime, quelle che appunto si depilano (anche) allo scopo di indossare il costume; non credo che la pubblicità intenda dire che quel rasoio è fatto proprio per chi vuole mettere il bikini. Si parla di una tendenza non limitata, a mio parere, alla questione spiaggia – tant’è che nella pubblicità non se ne parla;
    4) credo che invece moltissimi uomini – e ne conosco – abbiano questa fantasia (anche e proprio in relazione al porno);
    5) come sopra; credo che Rocco Siffredi abbia preso il posto di Tinto Brass da un bel pezzo;
    6) in che senso “è sicuramente una questione igienica”? Nel senso che secondo te è meglio rasarli oppure no, da questo punto di vista? A me sembra che si sia diffusa l’idea per cui è più igienico rasarsi, ma su questo sono molto molto scettica.

    Infine, quanto alla questione “etica” di cui parli e alla tua frase iniziale: qui nessuno si scandalizza (non è un blog di bacchettone questo ;-) ), né mi sembra, nel mio post, di aver giudicato offensiva questa pubblicità (lo sarebbe, casomai, per la solita rappresentazione della donna come una cretinetta sorridente e vestita di rosa: ma questo è un altro discorso). Non la trovo peggiore di tante altre, e il motivo per cui ci ho scritto un post è il seguente: questo spot, semplicemente, porta al centro dell’attenzione una questione che secondo me vale la pena di approfondire per una questione di interesse antropologico, se così lo vogliamo chiamare. Mi va, “semplicemente”, di capire il perché di certe tendenze. Voglio capire che cosa ci sta dietro.

    Grazie per il commento!

  10. Federico permalink
    17 maggio 2010 22:12

    Ciao

    1) Il mio riferimento era generico, per fortuna non tutte le donne sono cosi, altrimenti non avrei nemmeno risposto. Potrei postare molti commenti positivi e divertiti di donne quando uscì in inglese. Senza dubbio certi giochi di parole non erano possibile ma non mi pare abbiano fatto un grande sforzo, insomma potevano fare sicuramente meglio secondo me.

    3) Se vai sul sito della wilkinson puoi vedere che il target è il costume/estate, il prodotto si chiama proprio Wilkinson Bikini:
    http://wilkinsonsword.co.uk/women/showroom/quattro_for_women_bikini

    4) Gusti, rimane il fatto che obbligare una ragazza a farlo è veramente stupido, necessita allontanarsi al più presto da certi uomini.

    5) Personalmente sono due cose completamente diverse: Rocco è porno, Brass è eros; ma immagino che molti uomini vorrebbero la propria vita come quella di Rocco.

    6) I peli devono esserci, proteggono, hanno la loro funzione, comprendo la spuntatina se ci si sente a disagio; se poi qualcuno ti dice che i peli raccattano sporco ed è meglio rasarsi fai presente che basta lavarsi -.-

    In un mondo sano sarebbe una pubblicità eccelsa, ma ovvio che l’uso della donna che viene fatto oggi porta a fare di tutta un’erba un fascio; il problema nasce da lì, con tutta la buona volontà, con tutto quello che ci propinano, siamo portati a vedere certe cosi in un certo modo, sempre.
    Per una pubblicità del genere ci può stare tutto quello che c’è, anche la ragazza cretinetta; vogliamo mettere con donne praticamente donne per macchine, scarpe, shampoo e cosi via?

    Vi metto all’attenzione questa pubblicità di una lavatrice di una famosa marca:
    http://www.geekologie.com/2008/12/advertisers_take_note_now_this.php
    In italia non c’è, ma l’audio non serve.

    Insomma si può partire da un video come quello del prato ben rasato, ma è altrove lo schifo, ben più radicato nella società ormai purtroppo.

    Ciao ^^

  11. 23 maggio 2010 16:24

    Voi di uomini non avete capito un cazzo. Ecco come stanno le cose.

  12. Claudio permalink
    23 maggio 2010 16:26

    Noooooooo Peppe, ma che dici??? Loro sono ESPERTISSIME di uomini, non lo sapevi?

  13. Elle permalink
    23 maggio 2010 17:32

    “Mi sono sempre spiegata questa tendenza pensando che facesse parte delle fantasie maschili, in modo più o meno sano (?), un lato un po’ pedofilo per cui gli uomini tendono ad eccitarsi – o ad eccitarsi più facilmente – all’idea di avere di fronte una donna-bambina, un soggetto più debole rispetto al quale sentire di avere una dominanza psicologica.” Ti rendi conto o no che stai semplicemente sparando a zero sul Genere Maschile? Della serie “Non sappiamo a chi dare la colpa, diamola ai maschi” tutti, in generale. Credo sia inutile approfondire, perché la sintesi del mio pensiero, sta nell’evidente commento di Peppe.

  14. 23 maggio 2010 22:53

    Ragazzi, grazie dei commenti e delle critiche, qui sono i benvenuti se aperti al confronto.

    Allora, mi pare che vi siate sentiti offesi in particolar modo dall’equiparazione tra quella che è una preferenza estetico-sessuale (la depilazione intima femminile) e quella che una preferenza estetico-sessuale non è (la pedofilia siamo tutti d’accordo nel classificarla come un’orrenda e violenta perversione).
    A questo punto andiamo al sodo. Comincio io.
    Il post di sauerophelia io l’ho letto, ovviamente, da donna. E devo dire che girava per la testa anche a me che a un uomo che mi chieda di rasarmi completamente piaccia vedermi più “bambina” (più su, Maura parlava di infantilizzazione della donna). Perché una vagina senza peli è quella di una bambina, questo è ovvio. Siamo tutti adulti e non c’è bisogno di far notare che i peli nello sviluppo sono il sintomo della maturità sessuale.
    Però voi uomini vi siete arrabbiati tutti. E potreste avere ragione, ma se è così fateci capire. Si tratta di un gusto come gli altri, tipo “stasera arricciati i capelli” o “mi piaci di più con la maglietta bianca”? Perché, per molte donne, suona diversamente.

    • 23 maggio 2010 23:46

      quindi secondo il tuo ragionamento le donne che chiedono di farsi la barba agli uomini sono delle pedofile essendo il viso di un bimbo quello imberbe per definizione?

      • Tin permalink
        1 aprile 2011 03:06

        Veramente il paragone da te inserito è alquanto inesatto seppur apparentemente intellettualoide: purtropo per te il viso non è un apparato sessuale, e la vagina sì :) . Le donne non mi pare sian solite richiedere agli uomini di rasarsi l’inguine :P , non tanto quanto gli uomini arrivino a pretendere il contrario invece.

    • Claudio permalink
      24 maggio 2010 18:27

      Hai ragione, quanto siamo permalosi! Che c’è di male a bollarci come pedofili?

  15. antigonexxx permalink*
    23 maggio 2010 23:38

    @isaroseisarose: guardati il blog di Peppe e avrai tutte le risposte ;-)

    • 24 maggio 2010 00:00

      @antigone: hai ragione. e io speravo in un confronto. che noia.

      • maschileindividuale permalink
        24 maggio 2010 00:27

        il trucchetto della delegittimazione è l’ultima spiaggia di chi non ha argomenti.
        l’ennesima figuraccia delle femministe

  16. 24 maggio 2010 00:43

    per un attimo avevo letto il trucchetto della depilazione

  17. sauerophelia permalink*
    24 maggio 2010 01:32

    Allora ragazzi, avete posto molte e interessanti questioni, quindi andrò per ordine.

    @ Beppe: grazie del commento, ma lo trovo un tantino sintetico e non mi è chiaro il punto. Cioè, mi sembra evidente che tu non sia d’accordo e io potrei anche aver sbagliato in pieno la mia analisi. D’altra parte, questo è il brutto delle ipotesi: diversamente dalle verità assolute, possono dimostrarsi errate. Mi potresti cortesemente spiegare che cosa, secondo te, non ho capito?

    @ Claudio: be’, sì, abbastanza. Potrebbe stupirti molto scoprire che nessuna di noi è lesbica, frustrata, o affetta da fallofobia o fallopenìa. Inoltre, abbiamo spesso a che fare con gli uomini, e sai, ogni tanto si tenta di capirci qualcosa, di loro e della società. Magari sbagliando, come dicevo a Peppe, ma siamo aperte al confronto e a chiunque abbia la voglia e il modo di aiutarci a comprendere le cose a cui ci interessiamo.

    @ Elle: non mi è chiaro il punto del mio post in cui sparo a zero sul “Genere Maschile” (così come non mi è chiaro l’uso delle maiuscole, ma soprassediamo, troppe cose in una volta). Poi non ho capito bene di che cosa do la colpa, e a chi.. E poi sì, mi andrebbe molto approfondire, perché se la sintesi del tuo pensiero è nel sintetico commento di Beppe, be’, a me non è evidentissimo. A parte il fatto che non siete d’accordo con me, palesemente.

    @ Maschile individuale: francamente mi sono sempre chiesta perché tante donne – spesso le mamme dei miei fidanzati, ad esempio – insistessero sul fare la barba. Anche questa faccenda, se diventa un’ossessione, evidentemente rimanda ad una questione più profonda che ha a che vedere con il fatto che una faccia pulita, per un qualche motivo, sembra più affidabile o “per bene”. Cosa che, ad esempio, non mi trova d’accordo.

    @ Tutti: ma se discutessimo DAVVERO della questione? Cioè, non vedo interventi, a parte quello abbozzato da maschile individuale. Mi basterebbe capire qual è il punto.

  18. Claudio permalink
    24 maggio 2010 18:19

    Con chi bolla gli uomini come pedofili è inutile discutere, per non parlare poi di altri post che ho letto quì, e poi voi donne siete quelle che capiscono tutti, noi uomini abbiamo il cervello nelle mutande

  19. 24 maggio 2010 18:44

    Vi ricordo che la pubblicità in oggetto è rivolta a un pubblico femminile…

  20. 24 maggio 2010 21:08

    “Mi sono sempre spiegata questa tendenza pensando che facesse parte delle fantasie maschili, in modo più o meno sano (?), un lato un po’ pedofilo per cui gli uomini tendono ad eccitarsi – o ad eccitarsi più facilmente – all’idea di avere di fronte una donna-bambina, un soggetto più debole rispetto al quale sentire di avere una dominanza psicologica.”
    ———————————-

    Credo di aver perso il conto di tutte le volte che ho letto questa vaginata. Femministe italiane, inglesi, statunitensi, australiane, svedesi… tutte con questa cagatina dell’uomo che se preferisce una fica “tenuta un pò in ordine” sarebbe un pedofilo. E’ male-bashing allo stato puro, come al solito. Una scusa per offendere, insultare gli uomini, per dar libero sfogo alla propria becera misandria di femmine complessate. Facile smontare una simile vaginata: è vero, le bambine non hanno peli. Poi però crescono e devono depilarsi dappertutto per rimanere senza peli. Seguendo quel non-ragionamento femmicretinista, allora un uomo per non avere una “latente tendenza pedofila” dovrebbe anche rifiutare di relazionarsi con: femmine che non si depilano le gambe, le ascelle, le braccia, le sopracciglia… tutte operazioni dove le femmine rimuovono della peluria in eccesso per risultare più gradevoli esteticamente. E’ chiaro quindi che il ragionamento “fica con diversi gradi di depilazione=maschio pedofilo” sia soltanto l’ennesimo aborto di femmine imbevute di ideologia femmicretinista. Avessero almeno la coerenza di dire chiaramente: “io non mi depilo li sotto perchè non mi va, se il mio compagno non l’accetta me ne sbatto”. Questo avrebbe un senso, invece le femmicretiniste fabbricano contorte spiegazioni di “psicologia” da neurodeliri con il solo scopo di fare del solito, vecchio, becero pestaggio anti-maschile. E se fossero minimamente coerenti, le femmicretiniste, non rimuoverebbero un singolo pelo dal loro corpo: braccia, gambe, sopracciglia, ascelle. Tanto anche questa cosa della “depilazione” dev’essere un retaggio del perfido patriarcato, per rendere le donne “oggetti sessuali” alla mercè dello sporco e sudicio “desiderio maschile”.

    • Tin permalink
      1 aprile 2011 03:08

      Sei molto fastidioso da leggere ^^, dimostri una frustrazione verso le femmine pari a quella che tu critichi.

  21. paola permalink
    28 maggio 2010 01:04

    Care (e cari, se ci sono) della redazione, ma perché postate questa roba? E’ vero che il mondo è bello perché è vario, è vero che è bello dimostrarsi tolleranti e pluraliste/i, sforzarsi di comprendere gli sragionamenti di tutti, evangelizzare gli oscurantisti, tutto quello che volete, ma a tutto c’è un limite: terrei come minimo da non superare il registro medio delle scritte nei cessi, tralasciando le esternazioni che lo superano. Con amore :)

  22. 28 maggio 2010 02:02

    Bella domanda, ce la siamo fatta anche noi!
    Riflettevamo insieme che questo lasciare spazio alla realtà ha senso… Se lasciassimo solo i commenti educati e cestinassimo quelli brutali, potremmo forse dare la falsa impressione che occuparsi della condizione femminile oggi sia una accozzaglia di cose politically correct, sorrisi, congiuntivi e declinazioni. Invece – e lo stiamo scoprendo noi con voi – è più guerra di quanto non ci si potesse aspettare (e dire che noi ottimiste non lo siamo mai state).
    Comunque, nel caso in cui la somma di insulti concentrati in un commento dovesse diventare davvero insopportabile, non ci faremo scrupoli a cancellarlo. Anche se abbiamo la soglia del dolore piuttosto alta. Ci scusiamo con lettrici e lettori. ;)

  23. dio abortito permalink
    23 gennaio 2011 14:26

    certo che è proprio vero che le femministe si fanno delle seghe mentali paurose!! ahahahahahaha

    ah, io mi vergognerei se fossi in te, hai dichiarato che agli uomini a cui piace la figa depilata sono pedofili latenti… vergogna! come ti permetti di mettere sullo stesso piano ragazzi con una certa preferenza estetica a degli uomini disturbati che si arrapano coi bambini?? ma come cazzo stai su… tu riusciresti a trovare 1000 modi per insultare un uomo solo dal modo in cui piscia… bah

    • Tin permalink
      1 aprile 2011 03:11

      Se ti senti così colpito da un’ipotesi al punto da uscire con risate isteriche e insulti o bestemmie, io ti consiglierei un’attenta analisi della tua psiche. Come si suol dire… la lingua batte dove il dente duole, ed evidentemente hai (come tanti altri che hanno commentato peggio di ragazzine col ciclo qui dentro), un dentino che ti fa male :P

  24. Enea88 permalink
    17 febbraio 2011 12:11

    Si potrebbe partire da un presupposto leggermente diverso: perché in generale le donne si truccano e gli uomini no?
    Sicuramente perché truccarsi vi fa sentire più belle, ma la sensazione di soddisfazione dipende dall’idea (inconscia) che essere più belle significa essere accettate all’interno di una società. Il procedimento mentale secondo me è questo: mi trucco-sono bella-essendo bella sono accettata-sono soddisfatta.
    Questa tesi difficilmente sarà accettata; lo immagino, ma provate a pensare che se non avessimo bisogno di sentirci accettati e se non avessimo nessun interesse per il giudizio delle persone che ci circondano non sprecheremmo neanche 1 minuto del nostro tempo per sembrare più belli.
    La bellezza, in questo caso, è una forma di infantilismo. Si potrebbe fare un paragone molto azzeccato: tutti i bambini piccoli ci sembrano belli perché in senso evoluzionistico la bellezza è la loro unica arma di sopravvivenza: sono indifesi, non autonomi e riescono a sopravvivere ai primi anni di vita solo grazie all’amore di persone adulte.
    Quindi secondo me anche la depilazione rientra in una serie di azioni che le donne compiono per modificare l’aspetto esteriore identificando la bellezza come una sorta di regressione infantile; una specie di ricatto interno per cui nonostante l’autonomia io (donna) voglio mostrarmi bambina, indifesa e in cerca di protezione perché inconsciamente voglio essere accettata ( e non necessariamente dominata).
    Evidentemente questo è solo un elemento che influenza l’attrazione maschile; l’uomo è attratto da caratteristiche infantili (glutei sodi, pelle morbida e candida, forme rotonde) ma ovviamente anche da altre caratteristiche esteriori, ma in questo caso, il fenomeno della depilazione rientra in una categoria definita.

  25. Veronica permalink
    27 maggio 2011 11:58

    Care redattrici del blog,

    Innanzi tutto complimenti. Il vostro blog e` fatto molto bene e tratta argomenti interessanti. L`ho conosciuto solo ieri, ed ho passato la serata ad esplorarlo, leggendo post che trattavano dal Islam ed il burqua alla Santache`, dall`aborto a Ruby, dalla violenza alla bellezza.

    Brave!

    Adesso, il mio commento sul post in questione : ma vi sembra un argomento tanto importante, quello sulla depilazione intima?

    Ok, ho capito: dallo spot e partita una riflessione sull`ossessione della bellezza, e sul desiderio da parte dell`uomo di una donna-bimba (senza peli).

    Ma….non trovate di esagerare?

    La mia impressione e` che le femministe, in Italia come all`estero, abbiamo o stiano perdendo, credibilita`. Siamo etichettate come estremiste, lesbiche, fissate, rabbiose, pazze etc.etc. Quando non e` cosi: battersi per i diritti delle donne e` battersi per i diritti umani.

    Ora, c`era davvero bisogno di dedicare un post ad uno spot abbastanza cretino? Di -sottilmente o no- implicare che un uomo che preferisce la pelata e` uno che non rispetta le donne? Quando ci sono tanti topic piu` importanti a cui dedicare passione e impegno : discriminazioni sul posto di lavoro, violenza domestica, abuso del corpo femminile nei media.

    Io l`ho trovato molto carino lo spot, allegro e non volgare. Certo, parlava-o canticchiava- di rasare la Jole, ma dopottutto era lo spot di un rasoio per bikini. Non era come se stessero publicizzando un auto o una macchina per il cappuccino e le ragazze cominciassero improvvisamente a cantare della loro micia. Per il tipo di prodotto che vendeva-un rasoio per parti intime-mi sembrava molto di buon gusto.

    Ora l`’accusa` patata rasata-pedofilia mi ha lasciata un po` perplessa. Mi ha ricordato di quando il mio compagn0, con cui sto tuttora insieme e siami stati insieme da 8 anni, mi chiedeva se potevo rasarmi, all`inizio del nostro rapporto. Ed io-ventenne dicevo: Ma perche`? Mi vuoi come una bambina?-

    Ieri sera, parlando con lui su Skype-io sono a Londra a finire gli studi- gli ho chiesto la fatidica domanda: perche` ti piace la pelata? Ecco la sua risposta, ingentilita di contenuti : Bhe, perche`quando pratico su di te il sesso orale, mi da piu` libera visuale.

    Ora, potrebbe essere stata solo una scusa. Magari gli piace la micia rasata e basta. Ma dubito fortemente che il mio compagno da 8 anni, la mia anima gemella, la persona che mi ha spinto a viaggiare ,allontanandomi da lui, per realizzare me stessa, sia un pedofilo latente, un mostro che aspetta solo di venire alla luce.

    Quale e`il mio punto? Care compagne, forse dovremmo scegliere le nostre battaglie con piu` cognizione di causa. Se siamo cosi pronte a labellare gli uomini come mostri per una questione di pelo, come possiamo sperare di farci prendere sul serio da loro, quando cerchiamo di fargli capire che no, la societa` non e` paritaria, che non importa che sulla carta le donne abbiano dei diritti, che nella realta` avere una vagina (spelata o meno) e` ancora un handicap.

    Come faccio io, giovane femminista, a sperare di essere presa sul serio di fronte allo sguardo scettico di uomini e donne che pensano che tutto sia stato fatto e la battaglia gia` vinta, se vedo le mie compagne sprecare tempo su argomenti francamente futili.

    Io mi raso, perche` i peli mi fanno orrore. Ma voglio lavorare, e avere una famiglia e soprattutto non dover scegliere fra i due,, come fanno gli uomini. I peli sotto le mie mutande non fanno parte della mia agenda di lotta.

  26. sauerophelia permalink*
    27 maggio 2011 22:54

    Cara Veronica,

    ti rispondo per punti:

    1) No, non mi sembra di esagerare: questo blog si occupa di tutto ciò che ha a che fare con le donne, da un punto di vista politico, sociale, culturale. L’argomento in questione per me rientra nell’ultimo ambito e sì, mi sembra interessante chiedermi, da un punto di vista antropologico, perché in questa epoca storica vada di moda “presentare” gli organi sessuali femminili in un modo piuttosto che in un altro; non ho accusato nessuno di essere un criptopedofilo, ho soltanto fatto la considerazione (banale, se vuoi) per cui una vagina depilata innegabilmente richiama la vagina di una bambina. Mi sono chiesta che tipo di bisogno ci sia, da parte maschile, alla base di questa preferenza (del tutto storica, e culturale, ripeto);

    2) mi fa piacere che tu e il tuo ragazzo abbiate trovato un accordo rispetto alla faccenda, ma come dicevo sopra, il mio interesse era di carattere generale;

    3) questo è un punto fondamentale per me (e per noi): io non “spero” che gli uomini mi prendano sul serio, perché non ne ho bisogno, perché gli uomini non sono una controparte da cui io attendo concessioni, non sono i professori di scuola a cui devo dimostrare di essere una brava studentessa per essere credibile nelle mie affermazioni. Le mie affermazioni sono credibili perché motivate. La mia agenda politica è chiara (la trovi qui: http://femminileplurale.wordpress.com/2011/05/27/si-siamo-femministe-ecco-perche3/) e non aspetto che sia un uomo a “riconoscermi” per credere che sia valida e portarla avanti con convinzione. Come vedrai, non include “i peli sotto le mie mutande”, come dici tu: perché, appunto, questa è una questione che riguarda il costume, e non la politica.

    4) Infine, se posso, un’ultima cosa: è vero, spesso le femministe sono etichettate nel modo che dici tu. Ma non posso pensare di farmi inibire nelle mie analisi e nel mio discorso culturale e politico per paura di essere etichettata in un certo modo. Soprattutto se quell’etichetta non mi si addice proprio per nulla.

    Detto questo, ti ringrazio molto per i complimenti e spero che continuerai a seguirci. Non bisogna lasciarsi inibire per paura di passare per acide isteriche e quant’altro! Non foss’altro perché non lo siamo :-)

    • Veronica permalink
      28 maggio 2011 13:30

      Ciao sauerophelia,

      Ti ringrazio per la replica, scritta nel solito modo pacato e rispettoso che distingue questo sito. E` cosi` raro, in Italia, trovare gente che argomenta opinioni diverse senza saltarsi alla gola.

      Ora, voglio solo chiarire un punto. Quando io parlo di persone che etichettano le femministe con certi termini-e ne approfitto per rispondere a Paola: no, ovviamente lesbica non e` un insulto. E` solo un`altra etichetta che molta ci appioppa. Si, chiamami sessista ma non mi va di vedermi attribuita una sessualita` non mia solo per la mia ideologia politica. Questo, non il termine medesimo, e` insultante- non e` per dire che ci dobbiamo inibire in riguardo a quelle persone, uomini e DONNE -e si, donne maschiliste, ahime`, ce ne sono- che non ci prendono sul serio.

      Io ne faccio, semplicemente, un discorso di strategia. Se voglio vincere la guerra-convicere la societa` che ci sono ancora tante discriminazioni contro le donne- io credo che si debbano lasciar perdere le battaglie superflue. Piu` la societa` in grande ci prende come delle povera pazze isteriche che stanno a blaterare tutto il giorno, piu` saremo azzittite.

      E si, perche` io credo che un movimento femminista che non si rivolga all`estterno, alla societa` piu`grande, cercando di cambiarla…bhe, non risponde al suo scopo.

      Riguardo al tema centrale pilu/no pilu, bhe se vuoi farne una ricerca antropologica meriterebbe piu` approfondimento. Come i peli pubici e gli organi sessuali sono considerati nelle varie comunita`.

      Sull`assioma spelata=bambina, mi trovi in disaccordo. Non so se hai figli/nipoti/bambini di amici a cui hai mai cambiato un pannolino. Io l`ho fatto e, peli o no, la vagina di una bambina e` comunque molto diversa da quella di una donna adulta. Questo se parliamo puramente di fisiologia.

      Sull`estetica non so. Credo che ci siano un grande numero di ragioni per cui agli uomini puo` piacere o meno. Magari pure perche`, come diceva qualcuno, neo film porno il 90% delle attrici ce l`ha rasata. Ma credo che, alla fin della fiera, si tratti di un puro parere estetico, senza grosse ideologie dietro.

  27. paola permalink
    28 maggio 2011 00:53

    scusa, Veronica, mi sforzo di capire le tue argomentazioni ed il tuo punto di vista, ma ho solo una domanda: “lesbica” è un insulto? E’ una qualifica che di per sé dovrebbe svalutare l’interlocutrice nel suo ruolo dialettico?

  28. Kenzo permalink
    28 maggio 2011 01:51

    Per dirla alla romana, “qui se parla tanto, ma se scopa poco”. Ora, al di là di g1, g2, voli pindarici, gente pedofila (il discorso della donna-bambina regge ed è noto, ma fino a un certo punto), femministi, maschilisti, uomini s*****i (tutti, no?) e donne t***e (tutte, no?), il discorso è molto semplice: alla maggior parte degli uomini piace la passerina depilata. Soprattutto a quelli sotto i 30 anni. Perché? Diamone, per una volta, una causa pratica: no, non perché siamo una mandria di pedofili, la causa primaria è da addurre ai film/giornali/filmati porno, coi quali ogni giovine cresce e plasma il suo braccio destro; in quei contesti, il 99% delle colline è diserbato totalmente. Non è un caso che agli uomini piacciano anche altre pratiche (che citare qui non sarebbe elegante) che le donne di natura non immaginano, ma che in contesti porno sono all’ordine del giorno.

    E poi è questione di gusti. A me piace depilata perché la trovo maggiormente pulita, meno aromatica (eh, non è che il pelo sia un arbre magique…) ed essendo un amante di certe pratiche orali, beh, lo trovo molto, molto, molto più piacevole. Così scampo anche l’arresto per pedofilia!

    Nel resto dell’europa nordoccidentale, Spagna e Portogallo escluse, unico dubbio la Germania, la stragrande maggioranza delle ragazze si depila lì, essendo quasi un fatto culturale e legato all’igiene personale che è entrato nelle menti della popolazione. In Inghilterra/Eire e Scandinavia, quasi ti guardano storto se, parlando di certi argomenti, poni la fatidica domanda: è come se venissi da un mondo più arretrato. In questo senso, le ragazze italiane sono meno attente (generalizzazione, su, lo sappiamo che esistono le eccezioni…) alla cura di zone “sessualmente sensibili”, dimostrato anche dalla % di figliuole che si dipinge unghie di mani e piedi (ancora, vai nei paesi anglosassoni, trovare mani o piedi non pittati è un’impresa complessa).

    Gente, non stupiamoci se non capiamo… siamo solo su una lunghezza d’onda diversa (alcuni direbbero arretrati, ma io sono più per il “de gustibus”).

    Ah, non sarebbe male, ad ogni modo, studiare il sesso e le sue dinamiche, nonché le ragioni e i modi delle pulsioni sessuali d’entrambi i sessi, per evitare di sparare alcune delle boiate scritte in alcuni post. Non sono un sessuologo, ma basta guardare fuori dalla propria finestra per capire che il mondo NON è l’Italia.

    • Paolo1984 permalink
      28 maggio 2011 08:51

      ci tenevo a chiarire che non tutti i maschi si sono masturbati sui porno (io personalmente mi masturbavo e mi masturbo ancora sulle scene d’amore delle soap e dei film non porno) e per me vagina depilata o pelosa non fa differenza..l’unica cosa che m’interessa è che la ragazza padrona della vagina mi desideri come la desidero io
      Penso che ogni donna sia libera di depilarsela o non depilarsela per i motivi che vuole, foss’anche per far contento il proprio ragazzo che ovviamente ricambierà il favore.

  29. theneldeserto permalink
    24 dicembre 2011 10:29

    Scusate se mi intrometto.
    E’ la prima volta che leggo questo blog.
    Io trovo sconcertante che si sia partorita una montagna da un topolino come questo.
    Ho letto commenti ai limiti della filosofia più alta che si può trovare nei libri universitari, ma che hanno comunque per oggetto il pelo vaginale (!)
    Ma stiamo scherzando?
    Boh… io sono solo un uomo, piuttosto semplice a dirla tutta.
    A me piace rasata. Più rasata è meglio è.
    Ma questo vale PER ME.
    Conosco tanti altri miei amici e colleghi a cui, invece, un po’ di peluria piace.
    Potrà anche essere che il pelo protegge, per carità.
    Ma non viviamo più nelle caverne! Di quanto pelo abbiamo bisogno per proteggerci?!
    La “protezione” è una difesa inconsistente in quanto non ha più motivo di esistere…
    Per me sono solo pippe mentali.
    Io alla mia ragazza piaccio di più con la barba… Me ne lascio sempre un po’ per il piacere di farle piacere, e non per questo mi sento un cagnolino alla mercé di una donna.
    Al contempo lei, in intimità, indossa per me abiti sexy… senza per questo sentirsi una prostituta alla mercé di un magnaccia.
    Stare in coppia è bello per questo. Ci si dona a vicenda venendo incontro all’altro (nei limiti del possibile chiaramente).
    Qui non si è nemmeno sfiorato il discorso della depilazione maschile.
    Io, ad esempio, mi rado! Quasi totalmente.
    Mi piace vederlo più così che non con una foresta amazzonica alla base.
    Lo faccio per me perché mi sento più “a posto” e curato.
    Piace di più anche alla mia ragazza. Mi chiedo cosa ci sia di male in tutto questo.
    Non mi sento un depravato per questo.
    La mia ragazza non si depila. E’ al naturale.
    Chiaro che mi piacerebbe che si depilasse sotto anche lei. Ma pazienza.
    Non le va? Nessun problema. Non mi faccio mille pippe mentali.
    E non mi sento un pedofilo a preferire una vagina rasata.
    Mi sembra ovvio che, senza pelo: si vede di più, si vede subito, è più maliziosa.
    Soprattutto da davanti! Ed anche in certe posizioni, quando guardo io preferisco vedere il pene scomparire nella vagina piuttosto che vederlo annaspare dentro una foresta!
    E poi non rimangono fastidiosi peli in bocca (che a toglierseli dalla lingua risulta un’operazione decisamente poco erotica a mio modo di vedere)…
    Queste ultime righe non sono un mio parere: sono dati di fatto.
    Poi non nego che la cosa possa risultare più eccitante per un netto richiamo ai film porno.
    Ma ci sarà un motivo se nel 90% della pornografia, sia la donna che l’uomo sono rasati!
    Quindi è proprio da ignoranti l’accostamento alla “donna bambina”….
    Qualcuno si è scandalizzato per lo spot della Wilkinson.
    Mettetevi nei panni di chi ha un’azienda come questa e deve sponsorizzare il proprio prodotto dedicato alla depilazione genitale femminile.
    Ma come cavolo dovevano presentarla sta cosa? Non è facile!
    Si cerca di fare una cosa “soft”, non si può parlare apertamente della funzione dell’oggetto, né tanto meno mostrare immagini applicative o esemplificative.
    Lo spot non poteva che essere messo in piedi così. Ilarità, colori, humor e doppi sensi in quanto il possibile acquirente deve comunque arrivare a capire a cosa serve l’oggetto.
    Poi che lo acquisti o meno e tutta un’altra cosa.
    E’ la donna che decide, la Wilkinson propone.
    In tutti questi post l’unico coerente ed equilibrato mi sembra quello di Veronica.
    Saluti a tutti e buon Natale.

I commenti sono chiusi.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 110 follower

%d bloggers like this: