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Pro-life?

5 giugno 2009

crociatiE’ ormai di qualche giorno fa la notizia dell’omicidio, nell’atrio di una chiesa, di Heorge Tiller. Era un medico abortista, uno dei pochissimi, negli USA, a praticare l’interruzione di gravidanza dopo la ventesima settimana; la legge americana consente l’aborto in questa fase della gravidanza soltanto nei casi in cui ci sia pericolo per la vita della donna o minaccia di danni irreversibili ad una sua funzione corporea importante. Questo limite è dovuto al fatto che la ventesima settimana è il momento dal quale si ritiene che il feto abbia la capacità di vivere autonomamente.

I movimenti antiaborto negli Stati Uniti si sono sempre caratterizzati per una notevole violenza ed un forte estremismo (non è la prima volta che un medico abortista viene ucciso). E anche da noi, negli ultimi anni, si è tentato di inasprire il conflitto sui problemi (bio)etici. Penso a Ferrara e alla sua campagna contro l’aborto che però non intendeva chiedere modifiche alla legge 194 (sic!), o più recentemente alla guerra mediatica contro Beppino Englaro e tutti coloro che sostenevano la sua scelta. Certo, da noi non si è ancora arrivati all’escalation americana. Tuttavia, quando si inizia a dare dell’assassino a qualcuno, la via che porta alla punizione autogestita dell’assassino è poi breve. E dato che questi movimenti pro-life sono – bisogna ammetterlo – davvero poco sottili dal punto di vista teorico, non sembra si rendano conto delle contraddizioni che portano con sé. Come giustamente ha osservato un brillante blogger, infatti, questi moralissimi difensori del Bene, della famiglia e della vita-che-il-buon-dio-ci-ha-dato, difendono la vita ma non proprio quella di tutti.

C’è da stare molto attenti, a certa gente. Dicono che la vita non è un bene disponibile, che tradotto vuol dire: la vita è di dio, non tua, quindi non pensare di avere alcuna possibilità di decisione a proposito. Salvo poi non avere argomenti per dimostrare l’assurda tesi: cercano disperatamente degli argomenti razionali, e non di fede, per ottenere credibilità nel pubblico dibattito, ma è una battaglia persa: argomenti razionali per dimostrare che la vita non è un bene disponibile per il soggetto che ne è portatore non esistono, semplicemente.

Il culmine dell’assurdo lo si raggiunge quando, elevandosi a portavoce (e portapistola) di un presunto dio che sarebbe d’accordo con queste tesi, ammazzano qualcuno che non la pensa come loro. Geniali.

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9 commenti leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    5 giugno 2009 10:51

    considerando poi che la maggior parte di questi sostenitori della vita sono anche favorevoli alla pena di morte diventa davvero impossibile riuscire ad addurre motivazioni razionali al loro agire.
    come conciliare queste due posizioni?Mi sfugge come possa essere possibile credere che la vita appartenga a Dio, per poi ritenere di poter ammazzare qualcuno solo perchè una giuria fatta di uomini lo ha deciso…mah!

  2. 6 novembre 2009 20:11

    Penso che la coerenza non sia un presupposto dei cosiddetti “pro-life”. L’interesse principale è impedire la libera autogestione del corpo femminile, tutto il resto è secondario. Per questo non si preoccupano certo di aiutare in tutti i modi le vere vite in pericolo, gli innumerevoli bambini abbandonati o maltrattati… Non serve certo al loro scopo.

  3. athos permalink
    2 maggio 2010 22:56

    Ciao a tutti

    a me piace porre in dubbio quasi tutto,….da buon razionalista che sono , non ci sono e non ci devono essere tabu, o cose che non si possono pensare.

    Il primo > Considero il concetto ” libera autogestione del corpo femminile ” un atteggiamento arrogante , simile a quello che un maschio ha quando guida una automobile e apostrofa la compagna seduta al suo fianco > sono io quello che guida , e si fa come dico io.
    Io penso che che la donna non dovrebbe avere da sola la liberta di fare quello che vuole anche se il corpo é suo, ..é come dire che io , maschio, posseggo il mio corpo e ne faccio assolutamente quello che voglio, ….mi sembra una bestialitá.

    Secondo: deve essere la scienza a dirci se e quando si puo praticare l´aborto ! ovvero dovrebbe dirci quando esattamente inizia la vita . Cavolo ! se la scienza dicesse che la vita inizia dopo 4 settimane dal concepimento non si puo mica abortire dopo !
    Il fatto che questa decisione venga presa da un movimento di pensiero, o politico, o da una maggioranza con un referendum mi sembra una……, la voglio dire alla Fantozzi……., una cagata pazzesca .

  4. 2 maggio 2010 23:14

    @athos
    Hai mai pensato che, per la scienza, anche un batterio, un’alga e un elefante sono vita? Così l’embrione: certo, è vivo. Ma come dobbiamo comportarci con batteri, alge, elefanti ed embrioni lo dobbiamo capire da noi. La scienza, purtroppo, non ci dice come agire.
    Secondo, tu dici: “la donna non dovrebbe avere da sola la liberta di fare quello che vuole anche se il corpo é suo“. Ma athos, poniamo il caso: una donna incinta per un ragione qualsiasi non vuole avere un figlio… che si fa? La si lega al letto per nove mesi? Le si mandano i carabinieri a controllarla a vista?
    Davvero, sarei felicissima se volessi condividere come la vedi: è da un po’ che cerco qualcuno che abbia la pazienza di spiegarmelo.
    https://femminileplurale.wordpress.com/2009/11/15/aaa-antiabortista-cercasi/

    • athos permalink
      2 maggio 2010 23:40

      Grazie della risposta.

      Comunque io rimango dell idea che sia la scienza a schiarici le idee su questo tema,… anche perché un embrione non lo paragono ad un batterio o ad un’alga , ..credo che sia qualcosa di piu e di diverso, ammesso e non concesso che sia vita.

      Se una donna incinta per un ragione qualsiasi non vuole avere un figlio… io penso che debba decidere insieme al suo compagno e non abbia l´esclusiva. Fifty – fifty diciamo.
      Altrimenti é giustificato il comportamento arrogante del marito che decide lui dove e quando si va solo perché quida l´automobile, o del datore di lavoro che impone ritmi di lavoro schiavisti perché l´azienda é sua.
      Il mondo fatto di arroganza non mi piace.

  5. 3 maggio 2010 00:19

    @athos
    Grazie a te. Scusa se ti rispondo ancora ma come ti dicevo sono davvero interessata.

    1. Allora, questione vita. Con il paragone tra embrione e batteri ed elefanti non volevo certo sminuire. Invece, volevo solo dire che la nozione scientifica di “vita” è molto più semplice di quanto non ci si aspetterebbe. L’embrione all’inizio è una cellula (si chiama zigote). Da un punto di vista scientifico, le cellule possono essere vive o morte. Nel caso dello zigote, la cellula è viva. Bene, e cosa vuol dire che è viva? Niente. Solo che lo zigote comincia a dividersi in 2 cellule, poi in 4, poi in 8, eccetera, con tutta una serie di attività e processi. Solo che non c’è niente di “speciale” o “diverso” in questo, che non succeda anche in tutto il mondo animale e vegetale. La domanda “Come dobbiamo agire?” non riceve, secondo me, alcuna risposta dalla scienza.

    2. Secondo, questione donna e questione il corpo è mio = arroganza.
    Tu dici fifty-fifty: la donna ne deve parlare con il compagno e poi si decide. Bene, ma se lei è contraria alla gravidanza e lui è a favore, che si fa? Io ti sto proprio chiedendo di immaginare questo: quando una donna non vuole – proprio non vuole – portare avanti la gravidanza?
    Facciamo un esperimento. Tu hai un caro amico appartenente a una particolare religione che – poniamo – crede nella sacralità di ogni forma di vita animale. Tu non condividi le sue idee, ma le rispetti. Il tuo amico, per esempio, è vegetariano, sta attento a non pestare le formiche sul marciapiede e quando trova un ragno in camera lo accompagna fuori dalla porta con delicatezza. Tu e il tuo amico state camminando assieme per strada quando, all’improvsiso, a te entra un moscerino in un occhio. Tu stai per lavarti gli occhi con dell’acqua, anche se in questo modo uccideresti il moscerino. Ma il tuo amico, volendo salvare l’animaletto, ti tiene ferma la testa e comincia a metterti le dita negli occhi. Poniamo che tu dica: “Smettila, tira via le mani dai miei occhi!” saresti arrogante o staresti difendendo un tuo diritto?
    Per la donna e la gravidanza, secondo me, è una cosa simile (non dico uguale, simile). Il corpo è suo, e agire secondo la propria coscienza non è arrogante. Arrogante, secondo me, è chi vuole agire secondo la propria coscienza sul corpo altrui.

    • athos permalink
      3 maggio 2010 22:34

      Penso di aver capito

      il punto cruciale é considerare l´embrione al pari di una cellula animale o vegetale , o un moscierino.

      Va bene . OK consideriamolo cosí.

      Ma allora mi sorge un altra domanda: quando non si puo piu considerare una semplice cellula ? Secondo te, non secondo la scienza.

      Io mi pongo queste risposte :
      Risposta Nr. 1 quando esce alla luce , ovvero dopo che é nato ( improbabile)
      Risposta Nr. 2 due mesi prima di uscire dal pancino della mamma ( .. anche questo …i medici dicono che ….)
      Risposta Nr 3 quattro mesi prima ( forse , ma non capisco la differenza fra quattro mesi e due ……)

      Caspita ! ci sará un momento in cui tutti, sia io che te, possiamo dire : adesso é un essere vivente come noi .

      PS ma tu di dove sei ? voglio dire la cittá .

      Athos

  6. 3 maggio 2010 23:47

    @athos
    Ci siamo capiti: è l’etica – e non la scienza – a poterci dare I 3 esempi che fai tu sono tutti validi, nel senso che ci sono sia persone comuni che intellettuali che supportano ognuna delle tre.
    Quanto al tuo auspicio finale “ci sará un momento in cui tutti, sia io che te, possiamo dire : adesso é un essere vivente come noi“, siamo da capo: questo momento non è oggettivo, non è scientifico, non è dimostrabile con prove alla mano.
    C’è quindi da trovare un compromesso pubblico e, secondo me, la 194 (la legge italiana sull’aborto) è una buona legge perché fa proprio questo: trova un compromesso tra persone che, eticamente, la pensano in modo diverso.
    Così se una donna non vuole abortire può farlo ma, se vuole, può farlo. Il che mi pare giusto.

    • athos permalink
      4 maggio 2010 00:31

      Assurdo !

      Tu dici : ” I 3 esempi che fai tu sono tutti validi, nel senso che ci sono sia persone comuni che intellettuali che supportano ognuna delle tre…”

      Se é l’etica di un popolo quella che decide quando si puo´ abortire la cosa ha solo un nome , chiaro a tutti , perché é successo non molto tempo fa ma forse nessuno te lo ha mai raccontato e spiegato bene : Nazismo o nazionalsocialismo come lo vogliamo chiamare.
      Loro avevano questa etica : si puo abortire anche durante la nascita se il nascituro non era come lo si voleva : sano , robusto con i capelli biondi e gli occhi azzurri . La razza ariana. La superazza che avrebbe conquistato il mondo.

      Sempre l´etica é stata la causa delle persecuzioni dello scienziato Galielo Galiei da parte della Chiesa, o di Tommaso Moro bruciato al rogo perché contrario all´etica del suo tempo.

      No mia cara ! non viviamo piu nel medioevo oscurantista o nel periodi dei regimi dittatoriali dei primi anni del novecento. Quelle mentalitá bigotte sono scomparse, ora viviamo nel era della scienza.

      un bacio Athos

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