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Hallo? Hallo…?

1 luglio 2009

napolitano

“Capisco le ragioni dell’informazione e della politica, ma il mio augurio ed il mio auspicio di qui al G8, data la delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale, è avere una tregua nelle polemiche“.

Roba che, se te lo raccontano, non ci credi. Eccolo qui, l’allucinante appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parla da Capri nel giorno del suo compleanno.

Dunque. Io del Presidente non è che non mi fido, eh, ci mancherebbe. Quando all’inizio del suo mandato si parlava di una “occupazione delle più alte cariche dello Stato” da parte della sinistra, gongolavo. Anche se non possiamo e non vogliamo dimenticare che ci sono stati momenti di tensione (come quando Napolitano ha firmato il lodo Alfano in due minuti due), resto convinta che Di Pietro, Travaglio, Grillo e la Guzzanti siano stati degli ingenui ad attaccarlo direttamente, quella volta a piazza Navona. La forza e la dignità delle istituzioni politiche è fondamentale e delicata, e l’indebolimento politico della più alta carica dello Stato non è in ogni caso una buona notizia per nessuno.

Questa volta però ho la netta sensazione che ci sia in ballo qualcosa di davvero strano.

Il Giornale osserva che Napolitano ha dato una mano a Berlusconi. Sono d’accordo. A questa assurda difesa di Berlusconi pare aver portato la conversazione “un po’ più ampia” che Napolitano riferisce di aver avuto col premier riguardo al G8.

Ma che cosa vorrebbe mai dire una tregua? Una tregua dell’informazione? Una tregua delle domande dei giornalisti? Una tregua delle indagini della Procura di Bari? Visto che c’è il G8 che vogliamo fare? Mandiamo giornalisti e magistrati in vacanza?

Risponde giustamente Giannini su Repubblica quando dice che una cosa è la tregua, una cosa sono i fatti.

E altrettanto giustamente Gilioli quando osserva che il prestigio internazionale di un Paese non deriva dal buttare le zozzerie sotto il tappeto, ma dallo svelarle.

Comunque, provo a rasserenarmi: al G8 di giornalisti ce ne saranno. Uh, se ce ne saranno. Sogno che qualcuno del Financial Times, del Guardian, di El Pais o dell’Observer si alzerà e dirà qualcosa come: “Mister Berlusconi, why did you refuse to answer the questions about your connection to young women?“. O qualcosa del genere. E lì non basterà dire che è il solito complotto della perfida sinistra comunista. Perché se a uno del FT dai del comunista non fai una bella figura.

Nonostante tutto cominci a puzzare di bruciato, attendo quindi il G8 con una vaga speranza. Come è già stato ricordato qui, rinnovo a tutte l’invito a firmare l’appello delle donne italiane alle first ladies. Comunque auguri di buon compleanno a Napolitano e dita incrociate.

P.S. Appunti per il futuro: la prossima volta il Papa deve assolutamente essere nero; e il Presidente della Repubblica deve assolutamente essere donna.

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