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Avanzi di balera

8 luglio 2009

il circoNon voglio sminuire la gravità di quanto sta accadendo in Italia in queste settimane.

Certamente, gli scandali a sfondo sessuale che stanno coinvolgendo il nostro primo ministro e che i giornali di mezzo mondo stanno stigmatizzando – a dispetto delle minacce governative – sono significativi del costume italiano e delle vette che lo squallore nostrano ha ormai raggiunto. Certo è che non si tratta di nulla di così nuovo: già nel 1991 Formica ebbe a definire l’ultima Assemblea Nazionale del PSI “una corte di nani e ballerine”. Gianni De Michelis, tanto per fare un esempio, si rese noto non soltanto per il suo coinvolgimento in Mani Pulite, ma anche per la sua passione per le donne e il ballo (fu di Enzo Biagi la definizione di “avanzo di balera”): è del 1988 il suo famoso volume Dove andiamo a ballare questa sera? Guida a 250 discoteche italiane, un notevole esempio di cosa significasse, anche allora, essere un personaggio politico di spicco (De Michelis ricoprì cariche importanti, fu vice presidente del consiglio dei ministri, ministro del lavoro e degli esteri.. e naturalmente è ancora un soggetto attivo nel nostro scenario politico).

Insomma, almeno da trent’anni la politica italiana è il triste specchio della nostra società, e talvolta la anticipa, le fa da modello. Insomma, la rappresenta ma allo stesso tempo la ispira, la educa. In questo paese, che da sempre vede in conflitto tendenze modernizzatrici e morale cattolica, la risultante delle forze in gioco è un puttanaio rispetto al quale la chiesa non dice nulla, se non in casi estremi (ovvero, troppo visibili per poter tacere, a costo di cadere nel ridicolo) come negli ultimi giorni. L’ipocrisia è la vera politica nazionale, la vincitrice di ogni consultazione elettorale e di ogni referendum o questione che riguardi temi legati alla sessualità o alla salute (vedi la legge 40, o il caso Englaro), con i preti in prima linea nella battaglia per salvare l’embrione ma sempre nelle retrovie quando si tratta di AIDS (come ricorda il nostro Giovannino), ricerca scientifica, accanimento terapeutico, crisi alimentare mondiale..  ah, se avessero con l’Africa questa fissa della nutrizione e dell’idratazione obbligatorie.

VignettaDetto questo, il punto qual è: l’Italia è un paese bacchettone, almeno all’apparenza. Ma la realtà? La realtà è che se il nostro presidente del consiglio si circonda di giovanni e belle ragazze, nell’ambito di grandiose feste organizzate nella sua residenza romana o nella sua sontuosa villa in Sardegna, feste che si possono – perché no – raggiungere con i voli di stato.. be’, se il nostro presidente del consiglio fa questo, sicuramente gli altri paesi lo svergognano, ma metà degli italiani lo invidia, diciamoci la verità. Provate a parlare con un cittadino “medio”: fortunello Silvio, che a 72 anni si tiene le ragazzine sulle ginocchia e usa i voli di stato per farsi arrivare i nani e le ballerine direttamente a domicilio. Ma insomma, a chi non piacerebbe? Ha ragione, lui, a dire che più di metà degli italiani è con lui. E poi, sempre meglio che avere squadre di camicie nere, come ha sottolineato lui.

La sinistra, e anche noi, ci aggrappiamo disperatamente allo scandalo sessuale sperando che sia la volta buona.. ma:

1) E’ davvero questo il problema? E’ davvero questo il motivo per cui noi non vogliamo lui a governarci? O non, piuttosto, i sospetti dei suoi rapporti con la mafia, la sua pessima azione politica su tutti i fronti, la negata libertà di informazione, i suoi processi, la sua appartenenza alla P2, il suo essere legato a filo doppio con il Vaticano, per non parlare della Lega, o dei fascisti? Un po’ mi sorprende, o forse no, che l’Italia avesse bisogno proprio delle escort e di Topolanek con l’uccello al vento a Villa Certosa, per scandalizzarsi;

2) La questione, per quanto riguarda le donne, dovrebbe essere considerata più profondamente. Il “ciarpame senza pudore” non è una novità degli ultimi mesi. Tanto per limitarci al passato recente: Mara Carfagna è ministro per le pari opportunità. Dal 2008 (e ha ottenuto risultati rivoluzionari, signori). Allora le donne avrebbero dovuto scendere in piazza a migliaia! Da anni la televisione ci trasmette messaggi molto chiari sul ruolo della donna: avete mai visto una pubblicità di prodotti per la casa in cui sia un uomo a preoccuparsi del bucato, o della pulizia dei pavimenti? Quante trasmissioni televisive non usano la presenza femminile soltanto come un accessorio, valido soltanto in proporzione alla quantità di pelle/chiappe/tette mostrata? Si potrebbe continuare all’infinito. Un cattivo, anzi pessimo infinito.

Da un lato, quindi, trovo un po’ patetico questo nostro attaccarci con le unghie e con i denti allo scandalo sessuale del premier sperando che sarà questo a farlo cadere (e questo non toglie che, se dovesse accadere, non mancheremo di festeggiare), quando le ragioni sarebbero ben altre e ben più gravi. Dall’altro credo che, se ci vogliamo occupare della dignità e del ruolo delle donne in questa nostra società, dobbiamo partire da molto più lontano.

E con molta più rabbia.

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