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Contra insipientes – Excomunicatio Buttiglionis

26 luglio 2009

dolce fornoArieccoli.

E’ ripartita la crociata anti-aborto. Buttiglione, come forse sapete, si è fatto promotore di una mozione, approvata il 15 luglio alla Camera, che “impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto”.

Naturalmente siamo tutti contrari all’impiego dell’interruzione di gravidanza come strumento di controllo delle nascite. Ci mancherebbe. Gli strumenti per una procreazione responsabile – quella che si sceglie liberamente – casomai sono altri: ed è proprio qui che casca l’asino, dato che il pio promotore della moratoria ha deciso di non fare accenno alcuno alla libertà della donna e all’incentivazione dei metodi contraccettivi per prevenire e diminuire gli aborti, come aveva invece proposto l’IDV. Non sia mai, per carità, che si insegni alle donne a gestire consapevolmente il proprio corpo e la propria vita sessuale/riproduttiva: dietro a questa criminale cecità (non dimentichiamo che la Chiesa continua a condannare l’uso del preservativo in Africa) sta una criminale e inaccettabile concezione della donna come incubatrice, una specie di dolce forno che serve soltanto a sfornare i figli (che naturalmente non sono suoi, ma di dio).

ProChoicePoco importa che sia ormai chiaramente dimostrato che l’educazione sessuale, il cosiddetto “empowerment” delle donne, contribuisce  a far diminuire il tasso di abortività, e che il numero di aborti in Italia sia drasticamente diminuito da quando è in vigore la legge 194 – che, detto per inciso, è una legge estremamente equilibrata tra le diverse istanze in gioco e se fosse applicata in toto, facendo ad esempio davvero funzionare i consultori e non tagliandone continuamente i fondi sarebbe ancora più efficace – e ancora, poco importa che l’aumento del numero di aborti negli ultimi anni sia riconducibile alle donne immigrate, povere e prive di istruzione. Chissenefrega. A lorsignori interessa il feto, indipendentemente dalle condizioni in cui lo  si mette al mondo e dalla capacità dei suoi genitori di accoglierlo e soprattutto del desiderio della donna di avere una gravidanza. Salvo poi sbattersene allegramente dei milioni di persone che al mondo crepano di fame o non hanno accesso a cure adeguate per le malattie. Ma tant’è, questa è la forma che ha assunto il cristianesimo di oggi (e degli ultimi mille-duemila anni) e ce lo dobbiamo tenere. Povero Gesù.

Ma torniamo a Buttiglione, del quale sono apparse delle divertenti dichiarazioni sul Corriere: secondo il nostro Genio Filosofo (ma dove?!) Cattolico – che è pure fiero di quella volta che in Europa è stato bocciato all'”interrogazione” per diventare commissario europeo per aver affermato che considerava l’omosessualità un peccato – anche quelli che negli anni ’70 hanno lottato per garantire alla donna la libertà di abortire hanno cambiato idea, perché – ATTENZIONE – le scoperte scientifiche su “embrione e DNA” hanno dimostrato che “il feto è una vita”.  Come se chi è favorevole all’aborto lo fosse perché convinto che equivalga ad una manciata di sassi. Sono stanca di sentire queste stupidaggini. Mettiamo un paio di punti fermi:

1) nel caso dell’aborto, diversamente da altri casi – come ad esempio quello della sperimentazione sugli embrioni – i soggetti in causa sono due: la donna e il feto. Ed entrambi devono essere tutelati, chiaramente, ma chi parla di aborto (e spesso si tratta di uomini, non a caso) dimentica di considerare – o finge di non ricordare – che il feto si trova dentro il corpo della donna, il quale costituisce una barriera invalicabile, in quanto portatore di autonomia e intangibilità. Dunque, nonostante il sogno di lorsignori sia quello di poter costringere una donna a proseguire una gravidanza contro la sua volontà, nessuno può oltrepassare quel confine invalicabile costituito dal suo corpo. Nessuno – salvo lo stravolgimento di ogni tutela giuridica e morale tipica della democrazia – potrà mai cambiare questo semplice fatto, se non a prezzo di una serie di conseguenze quanto meno paradossali.

2) dunque, che il feto sia una vita – cosa che nessuno negherebbe – non cambia nulla. Il fatto poi che Buttiglione non parli di “persona” è indicativo: questo è proprio quello che la ricerca scientifica, per quanto avanzata, non potrà mai dimostrare. Persona non è una categoria scientifica, ma una categoria di valore, che designa un soggetto portatore di determinate tutele e diritti. Al feto dunque, secondo la definizione di Buttiglione, si applicano le tutele che competono a ciò che è “vita”: il nostro fine pensatore non ha però calcolato – o, piuttosto, conta sulla scarsa attenzione e preparazione dell’opinione pubblica – che questo non significa proprio nulla, o meglio, significa talmente tante cose che finisce per essere un’affermazione vuota.

Ed è questo che fanno quelli come lui: grandi proclami sull’aria fritta. Finendo per togliere significato anche a ciò che di significato è colmo. Le battaglie ideologiche come queste non fanno che alzare dei grandi polveroni (quando ci riescono) senza tuttavia concludere nulla: sono assolutamente certa che le donne cinesi – quelle sì, costrette ad abortire – non vedranno mai nemmeno l’ombra di una tutela, e sarei curiosa di vedere come, visto che la Cina tiene per le palle l’intero Occidente dal punto di vista economico, tutti i grandi proclami sui diritti umani troveranno un qualche ascolto da quelle parti. E se mai l’otterranno, non sarà certo grazie a Rocco e alle sue citazioni kantiane a sproposito.

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One Comment leave one →
  1. 28 luglio 2009 16:33

    D’accordo su TUTTA la linea.
    Non credo che questa mozione di Buttiglione avrà conseguenze pratiche sulla strutturazione delle risorse sanitarie per l’interruzione di gravidanza: ospedali, consultori, farmacie continueranno a funzionare come al solito (anche se, in regioni come la Lombardia, questo significa molto male). Come sono perfettamente d’accordo nel constatare l’ipocrisia riguardo al fatto che questa moratoria non avrà la minima conseguenza pratica in quelle zone in cui l’aborto è sì un orribile metodo contraccettivo (come in Cina).
    Questo è un altro tassello ideologico (l’ennesimo) in un dibattito creato all’unico scopo di saccheggiare voti ignoranti, stupidi o fideistici. Frutto di una politica che non è degna di questo nome.

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