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Attenzione attenzione! la 194 non si tocca

9 agosto 2009

Gasparri, esplicitamente in disaccordo con la decisione dell’Agenzia, chiede che dell’uso della pillola (abortiva, n.d.a.) si occupi il Parlamento: “Non si può delegare a tecnici privi di legittimazione democratica una decisione che attiene al diritto alla vita” (notizia tratta dal sito di Repubblica).
Sorvolo sul dubbio che mi affligge, e cioè se Gasparri abbia una benché minima idea di ciò di cui parla.

Ma: se guardiamo agli avvenimenti degli ultimi anni (partiamo dalla moratoria di Ferrara nel 2007), sembra che periodicamente torni di attualità la discussione sulla 194, legge che regolamenta l’aborto in Italia. Ho come l’impressione che ci sia qualcuno che si diverte a fantasticare di una sua revisione. Dico fantasticare, perché di questo si tratta. Non sarebbe possibile. Se qualcuno desidera la guerra civile, allora questo è sicuramente il modo migliore per scatenarla.

Non vorrei nemmeno sottovalutare la questione, tuttavia: siamo in Italia, non si sa mai che cosa può succedere. E’ probabile che, per mezzo di richiami periodici alla questione, la strategia sia quella di insinuare nell’opinione pubblica (c’è ancora?!) il tarlo della revisione della 194, in modo da prepararla al momento in cui ci si vorrà mettere mano davvero, momento in cui – se questa strategia dovesse funzionare – la gente vedrà come non del tutto irragionevole l’idea di ridiscutere questa conquista ormai vecchia di trent’anni. Quando si parla di 194, solitamente si punta sulla sua “piena applicazione”, riferendosi in particolare agli articoli della legge che prevedono la tutela della maternità attraverso la predisposizione di strumenti economici e sociali. Magari! Su questo saremmo tutti d’accordo. Ma il punto è un altro: quello a cui si punta – è evidente – è la revisione della legge, una limitazione della possibilità di accesso all’interruzione di gravidanza.

Non nego che quella legge possa essere migliorata: Emma Bonino propone da anni che l’aborto possa essere effettuato anche nelle strutture private, ad esempio. Sarebbe interessante, una volta creata la famosa concorrenza, vedere dove andrebbero a finire tutti gli obiettori di coscienza che affollano il nostro sistema sanitario (e non si capisce perché non si ponga un limite, tipo il 50% per reparto, per garantire il servizio). Oppure, si potrebbero far funzionare adeguatamente i consultori.

L’importante è che nessuno si sogni di toccare la libertà e l’autodeterminazione della donna. Perché allora saremmo tutte (e speriamo tutti) in piazza.

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3 commenti leave one →
  1. 15 agosto 2009 09:59

    Aaa…
    anche altri blog sono gestiti da gran donne che fanno grandi cose..

    se vi va:

    http://101motivinonbastano.blogspot.com/

    http://ildiariodinicoz.splinder.com/

    tipo

    a bientot dalla casa berlinese di mister

    _tinulla
    (ex homemate)

  2. Admin permalink
    26 agosto 2009 20:39

    Aaaaaaaaaaaah!
    Ma qui c’è un post addirittura tutto per me!
    Non l’avevo visto!
    Sono un po’ emozionata…
    Cmq si l’idea del contenitore di pubblicità è lanciata, ora vediamo chi mi risponde…Intanto io vado avanti con la rubrica “Occhio allo spot!” che è già un bel concentrato. Da oggi poi ne ho aperta anche una nuova: “Horror TV: horror stralci televisvi di genere”.
    Segnalate, segnalate, segnalate!
    Grazie ragazze, sono contenta du avervi trovate.
    Giorgia

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