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To B. or not to B.?

9 settembre 2009

Andy Warhol-ShakespeareStiamo sbagliando tutto? This is the question.

Premetto, non sto facendo nemmeno un passo indietro su tutto quello che si è detto qui sull’allarme causato dallo spudorato utilizzo del femminile da parte del potere. Ma prendere fiato un attimo per osservare le cose criticamente, forse non è una brutta idea. Ci sono un paio di cose, sparse qua e là per il web, che mi hanno fatto pensare.

C’è chi si chiede se il tentativo di far aumentare le tensioni tra B. e la Chiesa sul terreno della morale sessuale non abbia finito col produrre l’effetto opposto a quello desiderato: non solo non ha affatto portato a una divisione (come ci fa osservare l’Osservatore) ma ha portato alla promessa di un risarcimento danni morali per mezzo di una legge allineata al vatican sentire sul testamento biologico, che avrà le nostre vite (e le nostre morti) come merce di scambio.

C’è chi lascia intendere che Repubblica stia sbagliando tutto, perché non è possibile, proprio non è possibile, che le uniche ombre nella costruzione dell’impero economico e politico dell’imprenditore più ricco d’Italia abbiano a che fare solo con questioni di decenza.

C’è chi osserva che strombazzare ai quattro venti il fatto che B., alla sua età, sia ancora in grado di “give a girl a good time” sia più lusinghiero che dannoso.

Magari, poi, B. fosse colpevole soltanto della corruzione di ragazzine semi-analfabete già disposte a tutto o al pagamento di donne adulte e consenzienti in cerca di favori edilizi: c’è chi ricorda che si tratta, anche e soprattutto, di cose come appropriazione indebita, evasione fiscale, falso in bilancio e così via, fino a concorso in strage nelle trattative tra Stato e Cosa Nostra.

Per non parlare del fatto che sta andando a finire che uno dei più diffusi quotidiani d’Italia, invece di mettere come primo titolo dell’edizione on-line i precari della scuola, le morti sul lavoro, le carceri libiche, la disoccupazione (per esempio), ci mette e ci lascia il video dell’intervista alla bionda signorina nessuno imbevuta di dottrina berlusconiana.

Siamo davvero contenti così?

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3 commenti leave one →
  1. specnaz permalink
    9 settembre 2009 11:02

    E’ difficile non restare perplessi di fronte a tutte le incongruenze che hai sottolineato nel post. Il dubbio più atavico che mi sorge è che il solito balletto di dichiarazioni non sia che l’ennesimo atto della sceneggiata napoletana cui un bieco trasversalismo fatto passare per progressismo politically correct ci ha ormai abituati anche nelle cose apparentemente più insignificanti. Interroghiamoci sul senso reale della partecipazione politica “trasversale” alle varie feste di partito. Ma chi mai avrebbe invitato Almirante alla festa dell’Unità o Pietro Secchia all’inaugurazione di un seminario del Centro studi Ordine Nuovo?
    Viene da ridere solo al pensiero.
    Nel clima estenuante di una dialettica politica così mellifluo e informe, dove le parole dette palesemente non hanno mai peso e non c’è mai nessuno che abbia responsabilità di alcunché, che qualcuno possa porsi il tuo “To B. or not to B.” in maniera tendenzialmente più drastica di come l’hai giustamente posto tu (ammesso e non concesso che sia questo il caso), comunque, in fondo, non mi stupirebbe poi molto: http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=14610

  2. antigonexxx permalink*
    9 settembre 2009 11:58

    quello che dici è giusto…ci sarebbero molte cose più gravi di cui accusare Berlusconi, cose che tutti sappiamo. Secondo me però ci sono altri aspetti su cui riflettere e che esimono Repubblica, e L’Unità (nonchè tutti i giornali internazionali), dall’accusa di soffermarsi troppo su aspetti in realtà non così gravi.
    Hai mai visto Berlusconi così in difficoltà come in quest’ultimo periodo?Tutte le accuse che gli erano state rivolte in passato, l’essere inquisito in vari processi per corruzione, la collusione con la mafia etc. non hanno smosso di una virgola l’opinione pubblica. Gli è bastato screditare la magistratura per uscirne bene e senza grossi problemi.
    Il caso Noemi invece, proprio perchè suffragato da fatti incontestabili, ha messo Berlusconi in una posizione così difficile da rendere evidente quella che è la sua natura. L’attacco alla stampa dimostra come egli intenda la politica, come potere di uno su tutti, potere incontestabile e difendibile con ogni mezzo. Niente aveva reso tanto evidente ai più l’atteggiamento fascista del nostro premier. E’ questa una cosa da poco?Secondo me no.
    Ciò che conta di più secondo me è la possibilità di togliergli consenso, con ogni mezzo (aspettare che se ne vada perchè accusato di complicità con la mafia, significa, qui in Italia, aspettare, nella migliore delle ipotesi, almeno altri cinquant’anni).

  3. 9 settembre 2009 16:05

    Sono d’accordo con te antigone: B. viene messo in difficoltà più dalle dichiarazioni di una escort che da quelle di un pentito di mafia. Continua a sorgermi la domanda se siamo davvero contenti così.
    Comunque, è solo una domanda, o meglio un dubbio, un dilemma. Resto convinta che gli scandali sessuali di B. non abbiano nulla di privato, sono invece pubblici sotto ogni punto di vista, dall’uso degli aerei di stato alla nomina a ministra. Perciò, anche se fosse un onesto uomo dello stato (e forse soprattutto se lo fosse) dovrebbe dimettersi. Mi spaventa, però, che questa sia l’unica via praticata. Ce ne sarebbero tante altre – e purtroppo gli esempi non mancano, basta leggere una cosa a caso di Travaglio – più di interesse collettivo. Collettivo in senso alto.

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