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E qualche audace in tasca l’Unità

19 settembre 2009

l'unitàNon è per fare i soliti litigiosetti di sinistra, ma un appunto l’Unità se lo merita.

Se anche lei per farsi pubblicità sceglie il solito culo, allora siamo punto e a capo.

Certo, l’Unità non è Striscia la notizia, ci mancherebbe. E l’attenzione data dal quotidiano alla questione femminile in questi mesi è stata tanto bella quanto rara. Mi rallegro con Concita, e spero che il giornale continui a proporsi come un punto d’incontro e di dialogo sulla questione delle donne in Italia.

Al Forum allarme delle donne hanno partecipato, per fare due nomi, Paola Concia (la testimonial dell’Arci per la campagna contro il razzismo) e Lorella Zanardo (la regista del documentario Il corpo delle donne, di cui avevamo già parlato qui).

Ma se poi perfino l’Unità non ha l’audacia di uscire dalla solita mercificazione, serve a poco invitare la Urbinati dalla Columbia University. Il cattivo segnale c’è, ed è cattivissimo se, per di più, viene non da chi è distratto o connivente o acquiescente, ma proprio da chi su queste questioni ci sta riflettendo.

Se non si è capaci di operare il cambiamento a casa propria, dove mai si sarà in grado di portarlo?

Ovvio che si campa su quanto si vende e che la pubblicità è vitale. Ma Concita, proprio rimanendo in un’ottica commerciale e pubblicitaria, perché non scegliere di mettere le facce di persone normali, autentiche, vere? Di lettrici e lettori per esempio? La collezione di foto “Siamo tutti farabutti” di Repubblica, secondo me, è bella per questo.

P.S. Se nel frattempo è venuta anche a voi voglia di Guccio, qui.

Update: la campagna abbonamenti dell’Unità ha cambiato immagine: ora al posto del culo c’è una faccia. Detta così fa sorridere, ma è davvero una (piccola) buona notizia. Thank you Concita.

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4 commenti leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    20 settembre 2009 20:18

    sono d’accordo su tutta la linea!! anche L’unità mi cade su cose così basilari…
    (ps: Guccio for ever)

  2. 20 settembre 2009 21:25

    Ho pure scritto alla mitica Concita nella sua rubrica “Invece”, però mi sa che il mio commento è disperso tra centinaia di altri..

  3. Giovannino permalink*
    21 settembre 2009 19:41

    Non posso che concordare con te, ma putroppo qui non se ne esce: anche a “sinistra” non si riesce proprio ad andare oltre al concetto di marketing. E quell’immagine sembra proprio dire: “ehi, non bruciamo più i reggiseni visto? le mini si trovano anche da noi”. Naturalmente chi bruciava i reggiseni aveva più torto dell’Unità, ma un pò di buon gusto a volte non mancherebbe. Eppure c’è una vocina che mi ronza nel cervello…dice: “quel culo vende”. Ma se veramente anche chi legge un giornale schierato si fa attrarre da un culo, che speranze ci restano? Non stiamo forse combattendo contro chi ha già vinto?

  4. 22 settembre 2009 02:53

    Anch’io ho la stessa vocina che dice “Quel culo vende”. Ha ragione. Ne ho anche un’altra, però, che mi dice “Se non combattiamo contro chi ha vinto, contro chi dovremmo farlo?”. Evabbé Giuvà, poi lo sai meglio di me: l’intellettuale sbaglia sempre..

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