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Differenze al di là del bene e del male

22 settembre 2009

gender differencePare che riuscire a focalizzare e a comunicare il problema sia non difficile, difficilissimo.

E’ fuori di dubbio che molti uomini (non tutti, ci mancherebbe) pensino che non ci sia assolutamente nessun un problema riguardante le donne, e che quelle che se ne lamentano siano soltanto pessimiste frustrate (qui c’è un esempio perfetto).

Ma c’è di più. Anche molte donne sono scettiche. Per che cosa, esattamente, ci si dovrebbe battere oggi? Abbiamo o no i nostri bei diritti civili? Sì. E allora…

La discriminazione verso le donne oggi percorre vie molto più nascoste, ma non per questo meno efficaci. Nonostante la percezione di un cambiamento positivo e di un progresso, lo status delle donne non è affatto paragonabile a quello degli uomini. E purtroppo non c’è bisogno di tirare fuori facili esempi esotici: dico proprio qui, in Italia, nel 2009.

Pensate agli attacchi ideologici alla legge 194; all’allucinante discussione sull’aborto non chirurgico a mezzo Ru486 (che anche oggi, sottaciuta, ha tenuto le prime pagine dei giornali); alle prospettive di reddito di una donne laureata rispetto a quelle di un pares di genere maschile; all’isolato e solitario lavoro casalingo; alla sistematica sottorappresentazione delle donne in politica e in qualsiasi processo decisionale; alla conciliazione del lavoro e della famiglia (leggi problema asili nido), ecc. ecc. Oh, e si potrebbe continuare.

Qui non si pretende quello che non si merita. Se in una competizione, per esempio un posto di lavoro, ci fosse un uomo più preparato di una donna, ci mancherebbe che non venisse assunto lui: mi batterei anche per questo. Il punto è che la competizione è offuscata da differenze. Di genere.

Insomma, proviamo a trovare il punto zero della matassa e partire da un principio, semplice ma non banale: al di là del bene e del male, il genere fa la differenza.

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4 commenti leave one →
  1. 22 settembre 2009 14:45

    Purtroppo è vero. E non si sa cosa aggiungere.

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