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Il buon Pastore (o Sull’illibertà di stampa)

2 ottobre 2009

Leggo oggi sul sito di Repubblica che, a scanso di equivoci, il 9 settembre è stato presentato un disegno di legge che ha come obiettivo la modifica dell’art. 21 della Costituzione, articolo che recita:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

00003917Il ddl è stato presentato dal senatore PDL Andrea Pastore, presidente dell’orwelliana commissione bicamerale “per la semplificazione della legislazione” (del cui omonimo ministero è titolare Robertone Calderoli; le battute si sprecano, ma evito di infierire). Lo seguono una trentina di eminenti pensatori liberali tra i quali spiccano Maurizio Gasparri e Francesco Cossiga.Ora, l’articolo 21 della Costituzione sembra piuttosto equilibrato. Se non fosse per quella frase che si legge alla fine (l’ho evidenziata con il corsivo).. non vi pare che ci sia qualcosa di strano? Effettivamente, pensandoci, la maggior parte delle pubblicazioni che si vedono in giro, gli spettacoli e “tutte le altre manifestazioni” cui ci tocca assistere quotidianamente sono piuttosto contrarie al buon costume. Quindi, si potrebbe dire, una grande consolazione: sono anticostituzionali!

Anche gli eminenti pensatori di cui sopra si sono accorti che c’è qualcosa di strano, ma hanno occhi più acuti dei nostri. E così hanno notato che urgeva completare il testo dell’articolo, che i nostri sbadati costituenti avevano lasciato, come dire, un po’ vago. Ta daaaaa! Ecco cosa mancava:

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume, o lesive della dignità della persona o del diritto di riservatezza.

Vi fa venire in mente qualcosa?

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One Comment leave one →
  1. 4 ottobre 2009 23:01

    mmmmhhh… forse… 🙂

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