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Sesso nel cervello

6 ottobre 2009

sex on brainDa qualche decennio gli studi sul cervello umano stanno andando avanti con una rapidità incredibile. E’ un campo di ricerca che attrae facilmente l’attenzione dei non esperti (me compresa), e questo per tante ragioni. Ma anche se può apparire il più scientifico tra gli scientifici, il campione del progresso contemporaneo, c’è da stare attenti. Ho come l’impressione che sia anche tra i più culturalmente influenzabili. Si dice che il cervello umano sia l’oggetto più complesso dell’universo. E’ abbastanza comprensibile che anche la cultura faccia la sua parte nel direzionare i programmi di ricerca. E anche la cultura ha i suoi limiti.

Facciamo l’esempio di uno di questi studi. L’autorevole National Institute of Health (NIH) ha stabilito che le donne si sviluppano più velocemente degli uomini da un punto di vista cerebrale. Il cervello femminile raggiunge il proprio massimo volume all’età di 10 anni e mezzo, quello degli ragazzini solo nell’adolescenza, 4 anni più tardi. Va beh, per saperlo bastava mettere piede in una scuola media, ma a parte questo. Inoltre, nell’età adulta il cervello maschile è circa dell’8% o 10% più voluminoso, mentre quello femminile ha più “spazio” e dunque maggiore facilità nello stabilire connessioni tra i neuroni.

La cosa più interessante, dicevo, è pensare i motivi culturali per cui questi studi neurobiologici sono portati avanti. Anne Fausto-Sterling, una biologa femminista (sic!), dice che uno dei motori culturali di questi studi scientifici consiste nel controllare se le oggettive differenze in termini di occupazione e di salario tra le donne e gli uomini possa avere a che fare con una inferiorità “scientificamente provata”, per così dire, del cervello femminile. In tal caso, questa inferiorità biologica avrebbe reso ragione delle differenze sociali ed economiche. In caso contrario, qualora cioè si fosse potuto stabilire che tra il genere sessuale influisce sulla morfologia e sullo sviluppo del cervello ma non sull’intelligenza generale che esso esprime, allora le differenze si sarebbero potute attribuire al sessismo diffuso. E spiegare così la cultura con la cultura, la politica con la politica, la biologia con la biologia.

Ovviamente è vera la seconda ipotesi: statisticamente non c’è differenza di intelligenza tra i generi sessuali della specie umana.

La scienza è influenzata dalla cultura e dalla politica. Come dice la nostra Fausto-Sterling:

«Questo è una dichiarazione sia di tipo biologico sia di tipo politico. E non potrebbe essere altrimenti. Gli scienziati che negano la politica e affermano di essere oggettivi e razionali riguardo ai generi mentre vivono in un mondo in cui persino le automobili sono identificate dal sesso, stanno prendendo in giro sia sé stessi sia il loro pubblico».

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