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padre Obama di Calcutta

12 ottobre 2009

barack-obama-nobel

Le reazioni all’assegnazione del premio Nobel per la pace ad Obama sono state le più varie, e avete visto che si va dall’ottimismo puro allo scetticismo più radicale. Ma a mio parere la reazione di Lucetta Scarraffia è stata la più divertente di tutte.

Dalle colonne nientepopodimenoché dell’Osservatore Romano, la Scarraffia spara a zero sull’assegnazione del Nobel ad Obama. Perché? Per le guerre in corso? Noo, quelle sono “politica realistica”. E’ perché quel cattivone del signor Obama è per l’aborto legalizzato.

Queste sono le cose di cui si preoccupano i cattolici oggi. Permettetemi di scendere più nel dettaglio perché è uno spasso.

Osserva la Scarraffia. Una cosa che ora Obama dovrebbe ricordare è che il Nobel per la pace l’aveva ricevuto anche madre Teresa di Calcutta. Va bene, ce lo ricordiamo. Quindi?

madre Teresa ebbe il coraggio, nella sua dichiarazione ufficiale in occasione della consegna del premio, di ricordare che la guerra più dura, e con il maggior numero di “caduti”, è la pratica dell’aborto, legalizzato e facilitato anche dalle strutture internazionali.

Lascio ovviamente da parte un impossibile bilancio dei meriti e degli umani errori di madre Teresa, ma è evidente che l’argomento secondo il quale chi riceve un premio Nobel è moralmente obbligato a seguire il più pedissequamente possibile le idee di uno di quelli che l’hanno preceduto (e per giunta di uno a scelta della Scarraffia) si commenta da sé.

Dopo queste bacchettate sulla solita solitissima bioetica vaticana, si arriva al livore: non gli è ancora andata giù che non abbiano dato il Nobel per la pace a Wojtyla. (La Scarraffia fa qui un’osservazione impagabile: dice che nel 2003 sembrava talmente ovvio che avrebbero assegnato il premio al papa che “lo davano per favorito persino gli scommettitori“. Scommettitori? Il Vaticano per sostenere la propria cristiana speranza guarda agli scommettitori?!).

Per quel che mi riguarda, Wojtyla e Ratzinger dovrebbero essere accusati di genocidio per la disincentivazione all’uso del preservativo in Africa. Sono moralmente e politicamente responsabili di un numero inquantificabile di contagi e di morti. La Scaraffia lo sa, e ammette allora a denti stretti che il Nobel per la pace Wojtyla non lo prese perché era considerato “troppo conservatore in altri ambiti“. Vabbé, diciamo conservatore. E anche perché si temeva, premiando lui, di premiare la Chiesa cattolica nel suo complesso, finendo così per “privilegiare una confessione religiosa importante a scapito di altre“.

La nostra affezionatissima, non contenta di aver malmenato nel giro di venti righe Obama, la commissione del Nobel e a mio parere anche madre Teresa, arriva al capolavoro finale, alla critica sferzante che sfiora finanche un altero disprezzo per il mondo in generale:

Ancora una volta il premio Nobel per la pace suscita dunque perplessità e critiche, dal momento che i criteri di designazione appaiono spesso influenzati da un pensiero politicamente corretto.

Avete capito? Non dobbiamo essere politicamente corretti! Politicamente corretto vuol dire “non-favorire-la-Chiesa-cattolica-nella-vita-pubblica-di-una-nazione”. Obama considera la Chiesa cattolica un punto di vista legittimo pari ad altri punti di vista altrettanto legittimi. Ma questo è una catastrofe! Così è difficile, o impossibile, raggiungere i nostri obiettivi politici, come rendere l’aborto illegale, vietare al paziente di scegliere i trattamenti sanitari cui sottoporsi, fermare la ricerca sulle cellule staminali, incoraggiare a non utilizzare contraccettivi.

In sintesi, in questo eccezionale articolo la Scaraffia ci dice ufficialmente che:

1. al Vaticano gliene frega di più dei temi bioetici che delle guerre in Iraq e Afghanistan;

2. il presidente degli Stati Uniti dovrebbe farsi dire dal Vaticano quali sono le persone e le idee da cui farsi ispirare;

3. La commissione del Nobel avrebbe dovuto favorire la Chiesa cattolica sopra le altre confessioni religiose;

4. il politicamente corretto in Vaticano non piace.

Io non sono credente. Ma se provo a mettermi nei panni di un cattolico, mi pare che oggi della Chiesa cattolica ci sia più che altro da vergognarsi.

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