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Come pesci in un acquario

15 ottobre 2009

ManichinoAmo sentir parlare gli uomini, quando parlano di donne. Trovo che sia estremamente istruttivo. Fatta eccezione per i casi in cui si stiano riferendo a donne alle quali sono sentimentalmente legati (ma non sempre l’eccezione vale), sentirli parlare è davvero impressionante.

La donna ne emerge nella maggior parte dei casi soltanto o soprattutto in relazione al suo corpo. Quando passa una donna, l’uomo si produce in un’osservazione che potrebbe tranquillamente essere definita “scientifica”: passa in rassegna le parti rilevanti del suo corpo, valutandone misure, consistenza e percentuale non coperta dai vestiti. In ultima istanza, viene valutato il viso. Ho recentemente scoperto (povera me, ingenua) l’esistenza dell’espressione “but the face”, usata per designare una donna dotata di un bel corpo ma di un viso non altrettanto gradevole. Una versione meno elegante di questo giudizio, della quale ero invece al corrente, è quella che suggerisce di “usufruire” (perché di questo si tratta, tutto sommato) della donna mettendole “un sacchetto in testa”.

Non intendo sostenere che ogni uomo ragioni in questo modo, ma – almeno nella mia esperienza personale – la percentuale di uomini che tendono a parlare/pensare in questo modo mi sembra, quanto meno, statisticamente rilevante.

Certamente nessuno di noi è così ingenuo o ipocrita da affermare che il giudizio estetico non abbia alcun valore. Ma ci sono due possibilità: possiamo produrre un giudizio estetico sulla base dei nostri gusti, delle nostre attitudini e preferenze, e includere quel giudizio in una valutazione più complessiva della persona che ci sta dinanzi, legata ad altri aspetti quali il carattere, l’intelligenza, il senso dell’umorismo, la conversazione più o meno interessante e così via. E possiamo scegliere se e in che misura far rientrare il giudizio estetico nella valutazione di quella persona. Oppure possiamo produrre un giudizio estetico sulla base di un canone prefissato, spesso stabilito da altri, ed anteporlo ad ogni altra sorta di valutazione su chi abbiamo di fronte.

Questo secondo modo di porsi rispetto agli altri è quello a cui solitamente sono sottoposte (o di cui sono vittime, più propriamente) le donne. È in questo contesto che può verificarsi un episodio come quello di Berlusconi su Rosy Bindi. A chi verrebbe in mente di confutare un avversario politico esprimendo un giudizio estetico? Provate a immaginare il contrario: Rosy Bindi che dice a Berlusconi “Ma stai zitto, che sei alto un metro e un temperino”. Semplicemente, il contrario non si dà. O provate a immaginare la stessa scena tra uomini. Franceschini che dice a Fini: “Quello che stai dicendo non vale un fico secco… guarda che brutto naso hai!”. No, non riuscite a immaginarlo. Suona paradossale, o meglio, non pertinente.

Ecco, si tratta proprio di una questione di pertinenza: ciò che è inaccettabile è il credere (consciamente o inconsciamente) che una donna possa essere legittimata, in ciò che dice o in ciò che fa, dal suo aspetto esteriore. Si tratta di due aspetti di una persona che non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro.

Per cui, lancio un appello agli uomini, affinché imparino a considerare una donna tentando di prescindere dal suo aspetto fisico. E lancio un appello alle donne, affinché imparino a non rendersi complici di questo atteggiamento: ne va del rispetto delle nostre persone.

barbie-and-kenL’alternativa è quella di essere condannate ad essere semplici elementi decorativi negli ambienti che frequentiamo – e mi è capitato di osservare questo tipo di dinamiche in tutti gli ambienti che ho frequentato, da quelli più “retrogradi” a quelli più “progressisti”, per usare due caratterizzazioni molto generiche –, soggetti non portatori di personalità, opinioni, esperienze e punti di vista propri, ma semplicemente “messi là”, per far piacere agli uomini, per far loro compagnia, per stare al loro fianco, per conferire una quantità x di “bellezza” ad un evento, una festa, un locale, una conversazione. Ho sentito parlare di un locale per entrare nel quale un gruppo di persone deve essere costituito in misura pari o maggiore al 50% da donne, perché si vuole che nel locale ci siano soprattutto donne. Le donne entrano in un posto come i pesci in un acquario.

Rifiutiamoci di partecipare a tutto ciò. Oppure sarà inutile mandare cartoline, firmare petizioni, protestare a gran voce.

La rivoluzione inizia dalle piccole (ma grandi) cose.

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10 commenti leave one →
  1. rosarosa87 permalink
    15 ottobre 2009 13:10

    In un paese dove sono proprio in mezzi di informazione e ki è al potere a veicolare questo è difficile insegnare agli uomini di considerarci al di la di corpi sessuati.
    😦 per questo che la maggior parte degli uomini italiani parlano di noi soltanto come corpi. Grandissimo post!!!

  2. rosarosa87 permalink
    15 ottobre 2009 13:10

    Ps: posso usarlo per il mio blog?? 🙂

  3. 15 ottobre 2009 21:16

    Il canone estetico è parte reale e integrata dell’esperienza.
    Non è che si possa prescinderne a comando.
    c’è una scala di misura, che va dalla ripugnanza all’estatica contemplazione, che non è altro che il risultato delle percezioni. Così è per l’uomo così è per la donna.
    Le brutte donne, rimangono brutte anche se intelligenti; il mio giudizio estetico non cambirà certo davanti a Margherita Hack o a Madre Teresa.

    Stranamente non mi è mai capitato di sentir dire da una fanciulla frasi del tipo:

    “Fossi nata a Berna ad inizio secolo ce l’avrei pur fatto un giro con Einstein! AH! Com’era intelligente.”

    Mentre se ne sprecano per Pitt e Depp.

    Di espressioni per indicare brutte donne o brutti uomini ne esistono parecchie: cofano, boiler, bidone, portiera, comodino . . .

    But the face sono le donne così come gli uomini.
    Che si cerchi di far credere che esiste un certo disinteresse nel mondo femminile per il lato estetico del rapporto sociale mi sembra ridicolo.

    Certo a voi vien più facile soprassedere su certe questioni. Ma una endovena di testosterone potrebbe chiarificarvi il punto della situazione.

  4. rosarosa87 permalink
    16 ottobre 2009 20:26

    Grazie: Ovviamente cito il link 🙂

  5. 16 ottobre 2009 20:50

    @K
    “Il canone estetico è parte reale e integrata dell’esperienza”
    D’accordissimo con te. Aggiungo anche “per fortuna”, perché la bellezza è una delle cose che rendono la vita degna di essere vissuta. Non credo che sauerophelia volesse dire che dalla bellezza si deve “prescindere a comando”, perché questo vorrebbe dire privarsi dell’esperienza estetica (che, oltre che impossibile, sarebbe anche piuttosto demoralizzante). Credo piuttosto che nel post si proponesse alle donne di partire dalle piccole cose, rifiutandosi di essere considerate solo in base al “pezzo di carne” che si è; e che si invitasse gli uomini a una considerazione della bellezza femminile più integrata: c’è la bellezza fisica, e c’è quella del carattere, del sorriso, del senso dell’umorismo, dell’intelligenza.

  6. sauerophelia permalink
    20 ottobre 2009 08:01

    @K: Lungi da me non considerare la bellezza parte integrante e irrinunciabile dell’esperienza umana. Ma qui non si parla di canoni estetici, non intendevo riferirmi a quello. Intendevo riferirmi all’atteggiamento che hanno molti uomini quando “soppesano” una donna con lo sguardo, che mi ricorda da vicino lo sguardo del macellaio per una bella fiorentina. Mi infastidisce, e trovo che per le donne sia poco dignitoso adeguarsi a questo specifico approccio alla bellezza femminile, che le rende più simili a una merce che a delle persone.
    Di certo non pensavo di incitare tutti a “guardare soltanto alle belle cose che hanno dentro”.. non sono così ingenua, né mi mancano gli ormoni! 😉

    • 26 ottobre 2009 00:34

      Era proprio li che volevo andare a parare anche io.
      Non è che sembri uno sguardo da macellaio, lo è.
      Ed è giusto e sacrosanto che sia così, almeno di primo acchito.
      Se vedi una persona per strada l’unica cosa che puoi fare è limitarti ad un giudizio estetico sommario.

      Lo facciamo tutti, non c’è nessuna dietrologia del testicolo.

  7. anna chiara permalink
    28 aprile 2010 12:41

    confermo e tali uomini non mi piacciono. per onestà devo dire però che conosco tante donne, sempre di più, che soppesano gli uomini con los tesso identico sguardo…e vi farei sentire i commenti. il problema non è il genere, il problema è il rispetto per sè stessi e per gli altri.

  8. maura permalink
    11 giugno 2010 16:24

    A proposito del commento di Berlusconi su Rosy Bindi mi è venuto in mente Pascal e la sua teoria dei tre ordini: ad ogni valore corrisponde un dovere…La bellezza appartiene ad un ordine diverso rispetto a quello del potere…In sostanza a chi governa non è richiesta alcuna qualità fisica particolare.Chi pretende di dominare in un ordine avendo le qualità proprie di un altro ordine è ingiusto e tiranno. Quando l’ho letto per la prima volta ho pensato: SCONTATO! e INVECE…Quello che succede oggi è veramente illogico (moralismo a parte)l’estetica (nel senso negativo del termine) regna sovrana ovunque da qui derivano atteggiamenti impropri e inadatti a determinate circostanze: vedi i gesti di fronte alla crocerossina o la ricetta proposta contro la precarietà: sposare un milionario!
    Questo denota la profonda incompetenza politica del nostro “premier”…Quando non sa cosa rispondere ha la battuta pronta!Se questo è fare politica…

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