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La pillola pagana

23 ottobre 2009

RU486-effetti-collaterali

L’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa è evidentemente abituato a ragionare per decaloghi. Così ha deciso di proporne uno tutto suo sulla famosa pillola abortiva Ru486 che, come sapere, sta creando vari effetti collaterali a quella parte della politica e della chiesa che vedono nella questione dell’aborto il campo su cui combattere la battaglia del “rispetto della vita umana”. Oh, ho notato che dimenticano spesso di specificare “rispetto della vita umana embrionale a scapito della vita umana femminile“: che simpatici sbadati.

Come potete immaginare, il decalogo è molto equilibrato. Iniziamo con il primo comandamento.

I. Il primo comandamento è una bella tautologia, “un aborto è sempre un aborto”. Ok. Evidentemente lor signori si stavano ancora concentrando sulla questione.

II. Il secondo comandamento ricorda che a livello planetario ci sono stati questi famosi 29 morti a causa della Ru486. Lasciando da parte il fatto che erano tutte persone che la usavano in modo difforme dalle prescrizioni (e che 2 erano uomini che la usavano come antidepressivo), su questa base lor signori sarebbero più utili dedicandosi alla battaglia contro farmaci simili all’aspirina, che negli Stati Uniti causano circa 7.000 morti l’anno.

III. Il terzo comandamento è molto arguto e osserva che la Ru486 non è un medicinale finalizzato a curare malattie, ma a interrompere la gravidanza. Ne siamo tutti molto sorpresi.

IV. Con il quarto comandamento si entra nel vivo: la Ru486 banalizza l’aborto perché è una pillola. Vale la pena di citarlo: “Una gravidanza è la presenza di un nuovo essere umano, non è un mal di testa o un raffreddore: non si trattano allo stesso modo!”. Chissà quanto tempo c’avranno messo per esprimere questo profondissimo concetto. In pratica se non mi stendono in una sala operatoria e se non mi infilano in utero canule di suzione io, donna, non sto soffrendo abbastanza per capire cosa sto facendo. Non fa una piega.

V. Il quinto comandamento afferma la la Ru486 è come l’aborto clandestino perché costringe la donna alla solitudine: il tempo che intercorre tra l’assunzione della prima e della seconda pillola sarebbe talmente lungo da rendere impossibile ospedalizzare la donna. Falso: in Italia la delibera del 30 luglio dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) stabilisce che alla donna si deve “garantire” il ricovero tra la prima assunzione e la seconda.

VI. Il sesto comandamento dice che la Ru486 abbrevia i tempi rispetto all’aborto chirurgico regolato dalla legge 194. Non ditemelo, adesso la 194 vi piace?

VII. Il settimo dice prendere una pastiglia è “deresponsabilizzante”. Fatemi indovinare, l’alternativa “responsabilizzante” è: hai scopato tr**a, e adesso ti tieni il frutto del peccato. Perché una donna che fa una scelta autonoma fa tanta paura?

VIII. L’ottavo esprime il timore che l’auspicio (?) sia sostituire la Ru486 a tutti i metodi contraccettivi. Semplicemente delirante, non commento.

IX. Il nono invita i medici all’obiezione di coscienza. Cito: “ogni medico deve essere libero di dissociarsi e di rifiutarne la prescrizione”. Io credo che prima o poi bisognerà pensare a dei metodi seri per far sì che l’obiezione di coscienza non snaturi la nostra sanità. La situazione in Lombardia, per esempio, è gravissima: la percentuale di obiettori è circa di 7 su 10 e in certi ospedali raggiunge il 100%. Funziona come un’epidemia. Personalmente comprendo che a chi si trova ad essere l’unico non-obiettore del proprio reparto venga voglia di diventare obiettore a suo volta. Semplicemente perché per tutto il giorno non fa altro che praticare quegli aborti con cui gli altri non si vogliono sporcare le loro immacolate manine cristiane. Ma allora la responsabilità è dell’ente ospedaliero, che dovrebbe accertare in fase di assunzione se il candidato è un obiettore, e calibrare i turni in ospedale anche in base a questo. La sanità è pubblica: i servizi a cui i cittadini hanno diritto vanno assicurati. E se ci sono troppi obiettori, si assumono i non obiettori. Se ci fosse un partito laico serio, dovrebbe fare una proposta in questa direzione ma, per quanto ne sono a conoscenza, non è mai stata nemmeno ventilata l’ipotesi.

X. Il decimo comandamento dice che l’aborto è un “atto gravemente ingiusto”. Qui si sono fatti intenerire: stavano per scrivere omicidio.

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2 commenti leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    23 ottobre 2009 21:02

    in merito all’obiezione di coscienza come dimenticare quel servizio delle Iene che mostrava come molti medici obiettori in pubblico, in privato si facevano pagare un bel po’ di soldi per praticare aborti?
    http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2008/03/27&id=4780&from=iene
    Questi medici hanno trovato davvero un bel modo per arrotondare lo stipendio. Che schifo!!

  2. 7 novembre 2009 00:56

    Veramente divertente questo elenco… peccato che sia anche tragico!

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