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Dio non esiste, il Vaticano sicuramente sì

3 novembre 2009

vaticano crocifissoPer la prima volta in assoluto c’è una sentenza: la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche viola la libertà di educazione dei genitori nei confronti dei propri figli.

E tutti a dire – Bersani compreso – che il crocifisso non è un simbolo religioso (…no?) ma un simbolo della “tradizione” e della “cultura” (ah!). Perché se fosse definito come un simbolo religioso andrebbe trattato come tutti gli altri simboli religiosi (come dicevamo qui).

Da atea, mi dispiace è che siano queste le battaglie in cui la Chiesa si impegna. Ma Gesù gliene fregherebbe qualcosa del crocifisso sopra la lavagna? E della legge sul testamento biologico? Della fecondazione assistita? Dell’interruzione volontaria di gravidanza? Dell’orientamento sessuale, della contraccezione? Se siano o non siano famiglia due persone che si vogliono bene?

Cari amici cattolici, avrei perso di vista che cosa state difendendo.

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7 commenti leave one →
  1. Giovannino permalink*
    3 novembre 2009 19:47

    ahahahahahah come godo

  2. francesco permalink
    4 novembre 2009 10:01

    certo. ci staimo senza dubbio incamminando verso un futuro radioso per tutti! non c’è che dire…

    oltre a tutte queste “parole” che lasciano SOLO il tempo che portano via per essere lette, cosa facciamo per MIGLIORARE questa nostra Italia? questa Europa? godiamo di un “Dio non esiste, il Vaticano sicuramente sì”

    eccezzionale veramente…
    e poi?
    adesso cosa è cambiato? COSA si è VERAMENTE risolto? concretamente intendo?

    questa poi è solo triste polemica: “Cari amici cattolici, avrei perso di vista che cosa state difendendo”, …fritta e rifritta
    TI inviterei molto volentieri a vedere cosa FACCIO io, o casa fanno tante altre persone Cattoliche (come le chiami); tutte cose che sui giornali non leggi però perchè non fanno polemica, le maniche rimboccate e un po di fatica, o i bambini che raduni per giocare, o gli adolescenti che aiuti a crescere. QUESTO è il CATTOLICESIMO, nè più ne meno.

    per dirla poi TUTTA, io (come tutti i cattolici) credo in una religione, si tratta di fede. il fatto che ad amministrarla ci siano delle persone (con i loro difetti e le loro debolezze) fa sì che tutti vedano anche le cose sbagliate o che ben poco riguardano il vero significato della religione …purtroppo gli uomini sbagliano! io non è in loro che credo: in DIO

    statemi bene
    Fra

  3. 4 novembre 2009 17:25

    @Francesco
    Ho parlato di “Vaticano” e non di “chiesa” apposta per rendere ben chiaro che stavo parlando della gerarchia ufficiale romana e non delle comunità dei credenti: a meno che tu non sia un porporato, non dovresti sentirti offeso.
    Sul fatto che il cattolicesimo sia far giocare i bambini e far crescere gli adolescenti, ti quoto, e ti rispondo che so bene che molti di cattolici si impegnano in attività essenziali per la società. Il punto è: non credi che sarebbe bellissimo se in Vaticano lasciassero perdere crocifissi ed embrioni e si ricordassero di quello che dici tu?

  4. antigonexxx permalink*
    4 novembre 2009 17:45

    Caro Francesco,
    il fatto che, come tu dici, ad amministrare un così grande potere come quello che detiene il Vaticano ci siano persone che, con le loro debolezze, sbagliano mi fa pensare che tu possa aver compreso qual è il problema ma non ne capisca le conseguenze. Chi ha un potere così grande non deve sbagliare. Punto. Non ci sono giustificazioni. Stiamo parlando di cose che riguardano la vita di tutti, non di errori qualunque!

  5. francesco permalink
    5 novembre 2009 10:57

    isaroseisarose:
    anche se è abbastanza difficile scindere Vaticano e chiesa, dal mio personale punto di vista…
    sul resto di ciò che scrivi siamo abbastanza in linea; non concordo
    però con il “non credi che sarebbe bellissimo se in Vaticano
    lasciassero perdere crocifissi ed embrioni e si ricordassero di quello
    che dici tu” proprio perchè nell’occuparsi di ciò di cui ti parlo, la
    chiesa come comunità di cattolici è già molto attiva (non c’è limite
    all’aiuto che si può ricevere e dare, ma credo che quello attuale
    sia almeno sufficiente). diventa pertanto fondamentale che la “chiesa”
    (intesa poi in questo scambio di opinioni come “vaticano”) si impegni
    a fondo e concretamente in quella sfera di
    contesti/situazioni/argomenti in cui le persone come me (facenti parte
    della chiesa) una gran voce in capitolo non la possono esprimere, o
    meglio: posso esprimere quello che mi pare, ma la risonanza che hanno
    le mie parole è limitata alle 5 persone che mi stanno ad ascoltare, la
    voce del “vaticano” …beh, è un po più “udibile” perciò ritengo
    assolutamente necessario che le “alte cariche” del vaticano si
    occupino di embrioni e crocefissi
    …a ciascuno il suo mi verrebbe da riassumere

    antigonexxx:
    mi dispiace molto il fatto di passare per una persona che “non capisce
    le conseguenze”.
    rileggendo quello che ho risposto capisco che forse non ho
    adeguatamente argomentato il concetto che volevo espirmere.

    chi stabilisce il confine tra una cosa giusta e una cosa sbagliata?
    finchè un legislatore non mette nero su bianco che “x” è giusto e non sbagliato o viceversa, ovvero una legge, su qualsiasi argomento io e
    te a confronto potremo avere un infinito numero di pareri ed opinioni,
    rispettabilmente diverse.
    ritengo pertanto importante, come rispondevo a isaroseisarose, che
    il “vaticano” si esprima su queste cose: embrioni e quant’altro.

    il fatto poi che tu ritenga grave l’esprimersi in un senso su di un
    argomento perchè ritieni la risposta sbagliata, è del tutto
    comprensibile ed accettabile; è altresì importante valutare se chi lo
    ha detto, e le persone con lui, ritengano tale afferrmazione corretta
    e pertinente.
    a questo punto ti chiedo dove troviamo l’errore?
    la gravità della “risposta sbagliata” è insita nel Tuo ritenere la
    risposta sbagliata, e non nel “grave fatto” che una autorità non si
    possa permettere di sbagliare esprimendosi.

    detto questo: sono molto felice di trovare delle persone aperte ad un
    dialogo tranquillo …sinceramente (non so bene il perchè) mi
    aspettavo risposte più “accesa” in termini di toni, piuttosto che
    tranquillamente scritte come avete fatto [da qui si può postulare che
    io (Francesco) posso sbagliare! ah ah ah]

    ancora un saluto
    ciao
    Fra

  6. 5 novembre 2009 16:22

    @Francesco
    Credo di capire il tuo punto di vista, anche se – come immaginerai – non condivido quando dici “ritengo assolutamente necessario che le “alte cariche” del vaticano si occupino di embrioni e crocefissi”. Con la non-voce in capitolo dell’atea, a me piacerebbe un Vaticano si occupasse di poveri, di prostituzione, di lavoro minorile, di fame, di guerre… capisci cosa voglio dire? Le battaglie su Eluana e sulla legge 194 mi convincono che questi signori abbiano ben presente il potere ma perso di vista Gesù. (loro eh! non le persone che si tirano su le maniche e lavorano con gli ultimi, come mi pare di capire faccia tu e tanti altri cattolici che conosco di persona). Non si può servire Dio e Mammona insomma…
    Quanto alle “persone aperte ad un dialogo tranquillo”, ma ci mancherebbe: vedi che anche degli atei possono essere persone piacevoli con cui fare due chiacchiere… 😀

    • omofiliaco permalink
      10 novembre 2009 00:06

      Caro Francesco,
      io dal mio piccolo mondo di disimpegno intellettuale non posso che apprezzare chi come te si impegna concretamente per fare, per agire attivamente seppure in un ambito limitato dalle limitate forze che ognuno di noi può avere. Però non posso non notare una contraddizione nel tuo punto di vista: tu dici di credere in una religione, in una fede – dono che, ti prego di credere che lo dico senza ironia alcuna, ti invidio moltissimo -, non in una gerarchia di uomini inevitabilmente esposti all’errore. Tuttavia non posso non farti notare che questa gerarchia, questo elefantiaco apparato è una parte fondante e strutturante la religione cattolica. Il cattolicesimo non esiste senza la chiesa di roma; e questo non lo dico io, lo dice la dottrina di santa romana chiesa. Gli apparati, le cerimonie, i dogmi, non sono un corollario più o meno significativo che un cattolico può liberamente decidere di prendere in considerazione oppure no; non sono i pezzi di una scatola di montaggio che ognuno può liberamente decidere di utilizzare oppure no. Nel corso della prima giornata per la gioventù alla quale Benedetto XVI prese parte, fece diverse considerazioni sul dialogo interreligioso, sull’ecumenismo, sulla fame e sulle guerre e via dicendo. Ma la cosa veramente fondametale che disse, e che curiosamente nessun giornalista notò, fu: “Guardatevi dalla religione fai da te”. Ancora: nella sua prima visita al parlamento della Repubblica, affermò serenamente di rispettare la laicità dello stato – che poi, miseriaccia porca, non è questa la definizione corretta: l’Italia è uno stato non confessionale, non uno stato laico – ma al tempo stesso dichiarò che i valori autentici vengono solo da Dio – curiosa contraddizione, non trovi?. E questo è molto molto importante: il cattolicesimo non è una serie di ottimi atteggiamenti mentali e spirituali applicabili concretamente per migliorare il mondo; è piuttosto una dottrina elaborata nel corso dei secoli, complessa e stratificata e che non è offerta ai fedeli come materiale di discussione, ma è imposta come verità rivelata e rappresentata in terra da un uomo che è per definizione, anzi per dogma, infallibile. Insomma, non c’è margine per un dialogo difronte a tutto ciò. Forse dovresti chiederti quanto realmente tu possa definirti cattolico. E, sia chiaro, la mia non è assolutamente un’accusa o quant’altro. Perché dalle tue parole si capisce chiaramente che il messaggio dei Vangeli per te è qualcosa di importantissimo, tanto da essere il motore e l’ispirazione dei tuoi comportamenti. E se tutto ciò fa di te una persona attenta e generosa, ben venga. Ma le parole dei Vangeli, la Bibbia, son solo una minima parte di ciò che chiamiamo cattolicesimo. E se tu ti ispiri alle parole di Gesù – che hanno ispirato le personalità più varie, basta pensare a Pasolini e al suo “Vangelo secondo Matteo” – ma poi affermi che le gerarchie vaticane, essendo composte da uomini, non possono essere immuni da errore, ecco, come posso dire, stai dicendo qualcosa che molti considererebbero eresia. Lo so che il termine è un po’ forte, però il catechismo della chiesa cattolica parla chiaro. E non c’è margine di discussione. Tutto questo per dire che è bellissimo che ci siano persone come te – e come alcune mie conoscenze – che si ispirano alla parola di Gesù per condurre la propria esistenza in una direzione di positiva azione per mgliorare questo mondo schifo in cui abbiamo la sventura di vivere; ma questo riguarda solo te, non ha nulla a che spartire con il cattolicesimo in quanto religione ma anche sistema di interpretazione della realtà – eh già, perché il defunto Giovanni Paolo II ha scritto diverse encicliche che sono state definite “filosofiche” (le più importanti: “Fides et Ratio” e “Veritatis Splendor”). E quindi quando tu affermi “Questo è il cattolicesimo, né più né meno”, sbagli perché non è affatto così. Ciò di cui parli sei tu con la tua fede e il tuo impegno e la tua voglia di rimboccarti le maniche – lo ripeto perché sia chiaro: tutte cose che ti qualificano come persona degnissima -, non il cattolicesimo. Perché religione cattolica e stato del vaticano sono una cosa sola; e per il cattolico autentico la parola del papa è verità di fede indiscutibile (appunto, infallibilità del papa ex catedra). E questo è un bel problema a esempio per chi come me, fatta salva la possibilità delle gerarchie ecclesiastiche di dire ciò che vogliono, crede fermamente che non ci sia alcuna necessità di un dio qualsivoglia per fondare un sistema etico funzionale. Ci vogliono delle persone dotate di una sensibilità etica, questo sì. E avere una sensibilità etica – come nuovamente conferma Pasolini, per fare un nome soltanto – non necessità di alcuna fede, di alcuna chiesa. Necessita solo (Solo?!) del desiderio profondo di non rassegnarsi alla deriva qualunquista violenta e decerebrante che sta inquinando il paese; al rapporto disinvolto che molti, troppi italiani hanno con la legge (del tipo: mi faccio i cazzi miei finché non mi beccano e poi mi strappo le vesti gridando che lo stato non mi lascia vivere, senza capire che lo stato sono anche io e che quindi è anche nel mio interresse adottare comportamenti virtuosi come pagare le tasse, rispettare il codice della strada, e altre cose che il berlusconismo imperante hanno degradato a atteggiamenti da bigotto legalista – io lo sono, lo dico sinceramente, sono un bigotto legalista); al “non star a perder tempo a farti questi problemi ché tanto non cambia niente e ti fai solo cattivo sangue”. In tutto questo “crocifisso sì, crocifisso no” è davvero una cosa quasi imbarazzante. E io, fra l’altro, da ateo convinto ti dico che per me il crocifisso può restare dov’è. L’importante è che serva davvero, per affinità o per contrasto, a ispirare le coscienze, a scatenare dibattiti – ma seri, non quelle patetiche cazzate di cui ci hanno nostro malgrado reso edotti i tg e i quotidiani in questi giorni -, a far discutere in modo adulto e costruttivo (occasione persa dal cardinal Bertone – se non erro, correggetemi se sbaglio – che si è messo a fare improbabili paralleli fra il crocifisso e le zucche di halloween, ma dai…risibile). Perché se il suo significato è quello che si evince dalle ultime discussioni televisive, beh, allora siamo veramente messi male.

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