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«Quelli che…»: un paio di modi di essere antiabortisti

16 novembre 2009

work-in-progress

Per sviluppare questo breve discorso dovrò fare qualche assunzione. Mi baserò su convinzioni ed esperienze che, essendo personali, possono essere integrate. Visto che questo post nasce da un paio di discussioni su questo blog, consideratelo una tassonomia in progress.

Cominciamo. Prima assunzione: essere antiabortisti è basato sulla convinzione che l’embrione sia vivo ed umano fin dal concepimento. Questo è solo un punto di partenza: da qui l’antiabortista può prendere almeno due strade.

1. Quelli che sono antiabortisti perché credono che l’aborto sia muy mal. Se non un omicidio, poco ci manca. Affermano che personalmente non ricorrerebbero all’aborto mai e, qualora gli fosse chiesto un consiglio da un’amica in difficoltà, probabilmente le consiglierebbero di proseguire la gravidanza. (Dubbio, invece, cosa farebbe l’uomo antiabortista n° 1 nel caso in cui la morosa / fidanzata / compagna / moglie gli comunicasse di essere incinta e di voler abortire. Idee?). Questa prima razza è quella che definirò «l’antiabortista personale»: lui / lei dice che non farebbe una scelta del genere nella propria sfera privata. Ma «l’antiabortista personale» è consapevole che la vita è complicata e le storie personali le più varie, dunque è tendenzialmente favorevole a lasciare agli altri il diritto di scegliere per sé stessi. Secondo i miei sofisticati calcoli, «l’antiabortista personale» non dovrebbe battersi contro la legge sull’aborto. Magari però vorrebbe gli asili nido gratuiti.

2. Quelli che sono antiabortisti perché credono che l’aborto sia omicidio, la donna un’assassina in quanto mandante, il medico un assassino in quanto esecutore materiale. L’antiabortista n° 2 non solo non ricorrerebbero all’aborto personalmente, ma vorrebbero che anche tutti gli altri non lo facessero. Per questo lo definirò «l’antiabortista totalitario». Considerando l’aborto alla stregua di un omicidio (*), l’antiabortista totalitario si batte contro le leggi che depenalizzano e regolano l’interruzione di gravidanza. Crede che con la cancellazione di queste leggi gli aborti scompaiano ed è affetto da una particolare forma di sordità rispetto all’argomento circa gli aborti clandestini. Rimane oscuro che cosa proponga realisticamente «l’antiabortista totalitario» nel caso in cui una donna sia incinta ma non voglia – proprio non voglia – avere un figlio. Forse incatenarla per 9 mesi, come una strana specie di “assassina a termine”.

(*) O di un genocidio, se si ha la retorica e la faccia tosta di considerare gli embrioni alla stregua di un gruppo razziale, etnico, o chissà che.

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3 commenti leave one →
  1. 23 novembre 2009 02:59

    Il terzo mura i figli e li stupra per 20, 25 anni?

  2. 23 novembre 2009 03:10

    Spiritosone.. io provo a distinguere tra buoni e i cattivi, ma se vuoi anche i cattivissimi sei proprio incontentabile

  3. 23 novembre 2009 20:12

    nel momento mi pareva una buona battuta.

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