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Ma bravi

18 novembre 2009

Ovvero: La merce di scambio siamo noi / 3

Prendi il New York Times e in prima pagina cosa trovi? Un bell’articolo intitolato Nuove direttive suggeriscono di diminuire le mammografie. Oggi le assicurazioni sanitarie coprono una mammografia all’anno per le donne sopra i 40? Ma no, che esagerazione. Un gruppo di ricercatori cosiddetti “indipendenti” dice di partire con mammografie regolari solo dopo i 50 anni. E comunque non annualmente: molto meglio una ogni due anni.

Massì, il fatto che le diagnosi precoci riducano la mortalità dovuta al cancro al seno del 15% non è niente paragonato allo stress emotivo cui la donna va incontro nel sottoporsi a un test. (Mh?!). Senza contare che se risulta qualcosa da un test, questo potrebbe portare ad altre noie, altri test! ancora più stressante. (Mh?!). Non è “screening”, è “overscreening“: molto pericoloso per la salute della donna. Oltre che per la salute dei profitti delle assicurazioni sanitarie statunitensi, naturalmente.

Presentate con il sacro sigillo della «science» e dei «data», queste direttive andranno a influire sulle spese mediche che le assicurazioni sanitarie delle donne americane si impegnano a coprire – o a non coprire. Tagliando i costi della sanità questo studio risulta essere un gran favore ad Obama, perché aumenta la sostenibilità economica della riforma sanitaria.

«Researchers worry the new report will be interpreted as a political effort by the Obama administration to save money on health care costs. Of course… if the new guidelines are followed, billions of dollars will be saved».

Ci sarà qualche vittima sacrificale morta di cancro al seno, certo. Ma that‘s politics baby.

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3 commenti leave one →
  1. supermambanana permalink
    18 novembre 2009 11:05

    mmm, comunque sui danni psicologici e sociali dell’overscreening ci sono anche degli studi scientifici seri (e indipendenti)

  2. 22 novembre 2009 01:12

    Può essere, ma non mi pare che sia questo il caso

  3. antigonexxx permalink*
    22 novembre 2009 19:41

    Anche perchè una donna può scegliere se farlo o meno. Se la cosa la stressa non c’è alcun obbligo!

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