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Campo mina(re)to

30 novembre 2009

Devo ammettere che delle elementari ho vaghissimi ricordi, e a parte il terrore per la maestra di matematica non ricordo un granché. Tuttavia so con certezza che alle elementari le maestre mi hanno insegnato tre verità fondamentali (o almeno che a quell’età mi sembravano tali):

1) la pace è meglio della guerra, anzi la guerra non si deve proprio fare, mai e poi mai

2) gli esseri umani di qualsiasi paese, genere, tendenze sessuali, religione  sono TUTTI UGUALI, e per questo ciascuno merita rispetto

3) se ti fai le canne prima o poi finisci all’eroina.

Ora a parte l’ultima affermazione, su cui ho avuto modo di ricredermi, le altre due mi sembrano ancora delle verità fondamentali. E ogni qualvolta vedo che esse vengono violate, la mia prima impressione mi riconduce all’infanzia… e come una bimbetta rimango di sasso.

Notizia di oggi: in Svizzera un referendum vieta la costruzione di minareti. Perfino la Chiesa è rimasta perplessa e si dice in disaccordo con il risultato del referendum. Non so voi, ma io  non sopporto la generalizzazione per cui ogni islamico sia considerato come un pericolo pubblico, non sopporto questa destra xenofoba che vive di proclami reazionari e razzisti che cavalca questa paura bieca e cieca verso gruppo di persone preso come capro espiatorio. E infine la cosa che proprio non sopporto è come questi lindi cittadini svizzeri che hanno votato a favore del divieto dei minareti, non si rendano conto che così non si fa altro che peggiorare la situazione…

Ma che maestre hanno avuto questi???

3 commenti leave one →
  1. Omofiliaco permalink
    1 dicembre 2009 15:04

    Bella domanda la tua…Fra l’altro sei stata davvero fortunata o io sono davvero decrepito, perché le mie maestre concordavano con le tue solo sulla prima e sulla terza verità. Ora, sulla prima penso non ci sia da discutere; sulla terza, a parte qualche esperienza, fra l’altro anche piacevole, ho smesso di fumare tanto tempo fa perché farlo mi causava una raucedine quasi istantanea e perdurante giorni e giorni – ho ripiegato, si fa per dire, sulle buone birre e il buon vino, ah sì e i buoni Whisky, ma in piccole dosi, più che altro perché il mio portafoglio non collabora -, scongiurando il fatale capolinea dell’eroina; ma sull’eguaglianza delle persone proprio no. Sono figlio di un’epoca in cui lo straniero era inquietante e destabilizzante per definizione e gli omosessuali – solo maschi, le lesbiche non esistevano proprio – erano pericolissimi asociali molestatori di bambini; anche solo chi si definiva ateo era guardato con sospetto, misto a terrore qualora si fosse scoperto che, coerentemente con le sue posizioni, non aveva fatto battezzare la prole – insomma se tu proprio vuoi andare all’inferno, almeno risparmia i tuoi poveri figlioletti.
    Percui, a conti fatti, e visto la simpatia che il referendum elvetico ha riscosso presso certa classe politica, ma sono sicuro anche presso certi cittadini italiani, ribadisco che tu sei stata fortunata perché di passi avanti non ne abbiamo fatti molti. Che si debba tutti tornare alle elementari?

  2. varvarapetrovna permalink*
    1 dicembre 2009 15:49

    Caro omofiliaco, probabilmente hai ragione, credo di essere stata molto fortunata. Come dicevo già nel post non ho grandi ricordi delle elementari, ma so per certo che questa cosa mi è stata insegnata lì. Ricordo per esempio, che a quel tempo il ‘diverso’ erano i cosidetti ‘vù cumprà’ e le maestre ci spiegavano che erano persone uguali a noi, qui per lavorare. Quando i miei compagni prendevano in giro bambini con handicap o disabilità (cosa che rappresentava il diverso) le maestre pronte ribadivano che erano come noi e che non bisognava prenderli in giro. Poi ovviamente loro condivano tutto in salsa religioso-cristiana, ma tuttavia erano abbastanza lungimiranti da anteporre il fatto di essere ‘essere umani’ prima dell’essere ‘figli di dio’.
    Anche se queste cose non si imparano alle elementari, però, nella vita si presentano molte occasioni e molto tempo a disposizione pr farci un pensierino, ma non è così per tutti. Ci sono individui che sviluppano una strana forma di allergia a parole come uguaglianza, pace, diverso,omosessuale, aborto, musulmano ecc…
    Bisogna trovare una cura!! Magari una bella lobotomia o un trapianto di cervello aiuta!!! 😉

  3. Omofiliaco permalink
    1 dicembre 2009 21:21

    Concordo pienamente sul fatto che la vita, l’esperienza, la frequentazione con persone altre è, potenzialmente, una palestra di sensibilità e rispetto per l’altro da sé; le opportunità non mancano. Ma ho scelto la parola “palestra” non a caso: in palestra ci si esercita, si fa fatica, si scoprono i propri limiti e si cerca di superarli, si suda e si ritempra il fisico e lo spirito. Ma bisogna anche aver voglia di farlo. Ecco, temo che il problema sia tutto qui: perché riflettere sulle cose quando puoi vivere benissimo col tuo pacchetto preconfezionato di meschine certezze? E poi, come si dice sempre – e ogni volta che lo sento dire mi viene una crisi di nervi – gli italiani hanno altro a cui pensare. Eh già, sempre a pensare ad altro, mentre il paese collassa, svenduto e ricomprato a basso costo da un pappone con tanto di corte dei miracoli al seguito. Che tristezza.

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