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Chi è il vero razzista? Chi è il vero cristiano?

11 dicembre 2009

Nel Corriere di ieri si leggeva che in una scuola elementare di Roma c’era stata la protesta di alcune mamme contro l’assunzione di un’insegnante. Non si trattava infatti di un’insegnante qualunque ma di una suora.

La motivazione, a mio avviso più che condivisibile, di tale protesta è stata così espressa da uno dei genitori coinvolti:

“La nostra è una scuola pubblica, una scuola statale, perciò se serve faremo ricorso al Tar. Qui non è in discussione la persona, la suora sarà pure bravissima, ma io contesto l’ istituzione che rappresenta. Cioè la Chiesa. Voglio vedere cosa dirà la maestra a mio figlio quando Valerio le chiederà com’ è nato l’ universo. Sono atea e credo che la scuola pubblica debba essere quantomeno laica. O no?”

La Preside, chiamata in causa, ha bollato tale protesta come una forma di RAZZISMO LAICO.

Ed è qui che entra in scena il primo di una lunga lista di falsi cristiani: lui, l’unico e inimitabile, Renato Farina:

Dalle pagine de “Il Giornale“, che ormai da decenni, raccoglie le migliori firme del giornalismo italiano, il caro Farina arriva a paragonare questa situazione all’Unione Sovietica di Stalin (si sa che lui non ama le vie di mezzo…). Con la profonda cristianità che lo contraddistingue definisce le mamme in protesta “mungitrici di renne” (si sa che offendere le donne ridicolizzando tutto quello che fanno è oramai diventato un hobby… troppo facile così, caro il mio Don Farina!). Prosegue il Nostro:

“C’è bisogno di spiegare perché tutto questo è razzismo, convinto per di più di essere progressista? I razzisti sono quelli che dividono gli esseri umani in due categorie: le persone degne di godere dei diritti umani, e quelle meno, molto meno. Qui si nega a una persona il diritto di meritarsi un posto di lavoro sulla base dell’appartenenza a una religione.”

Tenendo conto delle ridotte capacità mentali di chi scrive così non mi metterò ad elencare tutti i motivi per cui qui non si tratta di razzismo ma del fatto che qui si tratta di una scuola pubblica, laica, i cui insegnamenti sono talvolta incompatibili con quelli della Chiesa. La persona qui coinvolta non può separare il suo essere suora e il suo essere insegnante. L’essere Suora la definisce come persona e come insegnante. Non si tratta di una credente qualunque, ma di qualcuno che ha definito l’intera sua esistenza all’interno di quella credenza e di quei dettami. Può davvero prescinderne?

Ma torniamo al buon Cristiano Renato. Lui, di razzismo ne sa.

Leggete pure l’articolo, tutto il suo malcelato razzismo è concentrato su quel “ma…”.

Con questi due articoli Renato Farina si è guadagnato il primo post, a cui ne seguiranno molti altri, sui falsi cristiani di oggi.

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10 commenti leave one →
  1. supermambanana permalink
    12 dicembre 2009 22:32

    mmm, non sono molto convinta stavolta, non riesco a vedere il bianco e il nero. La professionalita’ non dovrebbe esser minata dalla convinzione religiosa, una suora porta un marchio sul suo vestito che la rende identificabile, ma non e’ detto che sia piu’ evangelica di un laico credente. Se i controlli di qualita’ della scuola sono fiscali, io non mi sento di schierarmi contro a priori. Un’altra discriminazione di una donna sulla base di un velo che le copre la testa?

  2. 12 dicembre 2009 23:47

    Mi sembra che ci siano tre cose in gioco:
    Primo, la suora è regolarmente iscritta alla graduatoria del ministero, quindi ha il diritto d’esercitare la propria professione come chiunque altro. Lasciare il posto ai giovani disoccupati sarebbe un gesto bello, ma non obbligatorio.
    Secondo, per i “falsi cristiani” – su questo sono d’accordissimo antigonexxx – ogni evento che abbia anche solo minimamente a che fare con gli interessi vaticani, è buono per ingaggiare una guerra santa. Sono i più papisti del papa, e anche i meno cristiani di tutti.
    Terzo, sono e restano comprensibili le proteste delle mamme che non vogliono un religioso ad insegnare in classe. Scometto che quando arriverà un imam regolarmente iscritto alle graduatorie del ministero, si parlerà meno di razzismo laico. Eh?

  3. antigonexxx permalink*
    13 dicembre 2009 11:01

    @supermambanana: la professionalità in genere non è minata dalle convinzioni religiose, ok. In generale può andare bene, ma qui si tratta di insegnamento ed educazione dei bambini, non di un lavoro qualsiasi. Cose su cui il cristianesimo ha le sue specifiche convinzioni. Non credo che nel momento in cui insegna una Suora possa davvero prescindere da ciò in cui crede e insegnare qualcosa di diverso da questo. L’evangelizzazione è uno dei fondamenti del cristianesimo e un impegno per tutti i cristiani. Inoltre, e qui faccio mia la giusta osservazione di Isaroseisarose, se si presentasse un Imam ad insegnare, quali sarebbero le reazioni?

  4. supermambanana permalink
    13 dicembre 2009 21:58

    il mio punto e’ pero’ che stiamo arrivando a conclusioni a priori sul comportamento di una professoressa soltanto sulla base di una personalissima scelta di vita che ha fatto. E che non e’ detto che il pericolo evangelizzazione venga evitato assumendo un laico. Cioe’ se ho davanti per un colloquio per lo stesso posto un evangelico (laico) o un opus dei (laico) o uno scientology (laico) o un testimone di geova (laico) o un musulmano (laico) , un hindu (laico), o un ateo, non ho comunque modo di sapere come si comporteranno davanti ad una domanda sulle origini dell’universo, a meno che non metta sul modulo per la domanda di assunzione anche la famosa domanda sulla convinzione religiosa (che spero proprio siamo tutti daccordo che in uno stato laico non debba comparire sul modulo). Devo quindi accettare l’ipotesi (o la scommessa) che la deontologia professionale abbia il sopravvento in un contesto che non prevede il proselitismo per le rispettive religioni. E se faccio questa ipotesi per tutti gli altri, non vedo perche’ non debba farlo per la suora.

  5. supermambanana permalink
    13 dicembre 2009 22:19

    … e c’e’ anche un’altra cosa che volevo dire, mi son stata a morder la lingua perche’ l’intenzione non e’ polemica… vabu’ lo dico 🙂 mi pare un po’ andare contro il manifesto di questo blog, che condivido al 100%, che la donna di cui si parla in questo post sembra quasi sia esclusa dalla pluralita’ del femminile, non abbia neanche un nome nel post, come se non si applicassero per lei i discorsi su “pregiudizi e le discriminazioni nei loro confronti” o su “l’analisi del loro ruolo all’interno della società e del controllo che la società stessa esercita su di esse e sulle loro scelte”. Anche il pezzo del corriere e’ patetico a questo riguardo, e’ una ‘suorina moderna’ (che vuol dire???) che ‘naviga internet’… oooohhhh stupore, se una professoressa naviga internet e’ normale, ma se e’ una suora….

  6. mariella rosati permalink
    14 dicembre 2009 00:12

    Il problema non è la suora ma quello che ancora una volta è una donna.Questa scuola è “materna” dal nido al liceo.Dovrebbe esserci una legge come in francia dove a scuola si entra senza simboli.I simboli ogniuno li porta nella propria testa e i concorsi dovrebbero servire per capire quanto il concorrente sia laico,eqilibrato,imparziale,privo di pregiudizi.

  7. 14 dicembre 2009 00:34

    @supermambanana
    Capisco quello che dici. Però neanche la Santanché la difendiamo, eppur è donna.
    @mariella rosati
    D’accordissimo: o tutti o nessuno. Personalmente sarei per nessuno.

  8. supermambanana permalink
    14 dicembre 2009 09:08

    @mariella il laicismo alla francese non mi convince molto, diventa ossessione nell’altro verso. Quello nordeuropeo (vedi olanda) o di paesi anglofoni mi pare piu’ naturale e piu’ nel rispetto delle persone, e insegna a guardare oltre il simbolo invece che negarne l’esistenza a priori.

    La Santanche’ 😀 verissimo. Comunque lei ha avuto modo di esprimere opinioni e palesare comportamenti che hanno formato il nostro giudizio. Non e’ che non la difendiamo solo perche’ e’ rossa e di destra.

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