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Berlusconi, teorico dell’arrangiarsi

16 dicembre 2009

Carlo Galli su Le Monde Dipolomatique, inserto del Manifesto, spiega le ragioni della longevità politica di Berlusconi facendo riferimento ai caratteri specifici della società italiana:

“La società italiana è una giungla (…) in cui non agiscono pienamente nè le logiche di mercato nè quelle dello Stato, ma quelle del privilegio, dell’appartenenza, del risentimento e della paura. E non a caso è l’insicurezza il tratto caratterizzante di questo ‘stato di natura’, che deriva anche dall’affievolirsi della percezione della necessità delle norme per la civile convivenza: gli italiani intuiscono che la crisi della legalità li penalizza tutti, ma ciascuno preferisce essere un free rider, provare a cavarsela tra le maglie della legge, senza fare mai il primo passo per il ripristino di un agire collettivo rispettoso delle regole (…) Lo spazio pubblico della legalità, della trasparenza e della universalità, è sempre più eroso e sempre più si trasforma in un agglomerato di interessi privati, di particolarità, di diverso peso e influenza, in lotta o in precario compromesso fra loro (…) Proprio perchè Berlusconi è così adatto agli italiani (…) quando egli prima o poi uscirà di scena come potrà ritonare alla politica un paese che da molti anni non la sta più facendo?”

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4 commenti leave one →
  1. Carneade permalink
    16 dicembre 2009 23:10

    Semplice e geniale, verrebbe da dire. Semplice forse non tanto…se fosse così semplice non ci sarebbe bisogno di un professore di filosofia politica che lo scrive su un giornale d’opposizione. E’ comunque una bella e lucida forma da dare a quella percezione che abbiamo in tanti, percezione della pericolosità politica del campanilismo, del clientelarismo, del mifaccioicazzimiei, e percezione del danno che chi ha responsabilità politiche può arrecare al privato, a tutti, al mio vicino, a me. Un bel circolo vizioso. Per riassumere con le parole di Borghezio: “Sosteniamo il Berlusca, che lavora e produce, da buon padano, non i giudici fancazzisti che rompono i coglioni a chi lavora!”. Ascoltare per credere:

    http://video.aol.co.uk/video-detail/milano-13-12-2009-il-clima-politico-in-italia-pt1/492296049

  2. antigonexxx permalink*
    17 dicembre 2009 10:34

    Concordo con te e aggiungo: questa riflessione ci fa capire che non si tratta tanto di sconfiggere un Berlusconi ma tutte le migliaia di piccoli Berlusconi che vivono in Italia. Ne siamo circondati. Finchè non cambia questa mentalità che governa le relazioni nella nostra società, ci sarà sempre un Berlusconi al governo.

  3. Omofiliaco permalink
    17 dicembre 2009 14:31

    Già già. Il nostro luminoso premier è l’incarnazione perfetta di una forma mentis assai diffusa – se penso ai miei parenti posso serenamente (?!) dire di esserne circondato. Da qui il suo successo; da qui la sua pericolosità. Purtroppo tutti quelli che antigonexxx definisce piccoli Berlusconi sono immediatamente e clamorosamente confermati nel loro agire dall’agire del Berlusconi presidente del consiglio. Poiché in fondo qui sta il problema: che questo personaggio da avanspettacolo ha ricevuto mandato di governare. Se fosse un Briatore qualsiasi farebbe meno danno. E allora, si chiede il berluschino nascosto – neppur troppo – a ogni angolo di strada, se il primo ministro può farsi i cazzi suoi serenamente, cosa mi impedisce di fare altrettanto? Alla faccia di chi ancora ha una sensibilità etica? Alla faccia di chi è convinto che le leggi, anche se difettose e perfettibili, finché sono in vigore devono essere rispettate? Alla faccia di chi paga le tasse? E via proseguendo in un elenco di comportamenti virtuosi che il berluschino recepisce come stupidi, inutili e, soprattutto, dannosi per i propri interessi. E ahimè, la ferita di cui ho parlato altrove si fa sempre più profonda e a rischio di infezione. E ha ben ragione Carlo Galli. Ma ciò che davvero mi sorprende, anzi direi che mi stordisce è che i berluschini di tutta Italia non riescono a capire che dei danni causati dal loro luminoso feticcio presto o tardi soffriranno anche loro; non riescono a capire che questo guitto incantatore sta fottendo l’intero paese, compresi i suoi elettori, compresi coloro per i quali votarlo è più un atto di devozione che l’esercizio di un diritto sancito dalla Costituzione. Allora mi chiedo: come si spezza un incantesimo tanto potente? Ma soprattutto: quand’anche fosse possibile, sarà possibile anche raccogliere i cocci di questo Paese e restituirgli una dignità? Sarà possibile risvegliare le coscienze assopite e a farlo in modo che non risultino totalmente annichilite dal trauma di scoprirsi buggerate da san Silvio martire del quale avevano imitato tutti i comportamenti e al quale avevano dato fiducia convinti di agire per il bene proprio? Insomma, scoppiata la bolla Berlusconi, cosa rimarrà di noi? Sì scusatemi, oggi sono più depresso del solito. Però non riesco a non farmi certe domande. Come giustamente se le fa Carlo Galli e altri che tentano di resistere alla deriva oscurantista e liberticida degli ultimi anni. Solo che rendermi conto di certe cose mi rende terribilmente triste, ma questo è un problema mio.

  4. antigonexxx permalink*
    17 dicembre 2009 17:02

    Omofiliaco come ti capisco! Se penso a questo paese e ai suoi cittadini il mio stato d’animo oscilla tra la depressione e la rabbia, tra la voglia di andarmene e quella di chiudermi in casa. La situazione è così asfissiante che non si percepiscono spiragli d’ aria. Cosa si può fare se ogni volta che ti giri ti trovi di fronte al piccolo berluschino di turno?anche chi è contrario a quello che succede non muove un dito…bisogna adeguarsi per sopravvivere…e chi non si adegua è fottuto.

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