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Il paese della simpatia!

19 dicembre 2009

Io non ci credo. Io proprio non ci credo… ma questi qui sono attori, sicuro… sì, Santoro, Travaglio,  e tutta la redazione di Annozero, nota alle autorità per essere schifosamente comunista  (con qualche tendenza  al mangiabambinismo), avrà sicuramente montato tutto ad arte per far fare brutta figura ai leghisti, sì certo, non può essere altrimenti… del resto se quello di Silvio è il partito dell’Amore, la Lega sarà almeno il partito della Carineria, dell’Amicizia, della Cordialità, o no?!

Che bello vivere in un paese dove tutti si vogliono bene! Qui va tutto bene e noi siamo felici!

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7 commenti leave one →
  1. Carneade permalink
    19 dicembre 2009 13:23

    Ho visto Annozero e naturalmente sono anch’io rimasto colpito da queste immagini (certo non le prime di questo tipo che vediamo). Però, ovviamente in tutt’altra misura e per tutt’altro motivo, devo dire che mi ha un po’ colpito ed irritato anche l’intervistatore, il cui lavoro e il cui scopo io appoggio e sottoscrivo: quello che non sottoscrivo è il metodo. Mi è parso controproducente il suo atteggiamento provocatorio e il suo punzecchiare gli assessori e i cittadini, mi è parso sbagliato porre domande con già dentro la risposta ed il porle con tono scandalizzato e un po’ da vittima. Invece, quello che ci vorrebbe sarebbe calma e gesso, sarebbe un tono semplicemente freddo e serio, non polemico e vagamente derisorio: con le provocazioni in stile “Iene” (programma che detesto proprio per questo motivo) si ottiene solo l’assessore leghista incazzato: e a me cosa mi frega? Anzi: l’incazzatura a fronte di una provocazione può anche suscitare complicità. Quello che io vorrei vedere non è l’assessore incazzato, ma l’assessore che dà le sue spiegazioni oppure, visto che di spiegazioni ovviamente non ne ha, l’assessore che rimane zitto, ammutolito, imbarazzato di fronte a una semplice domanda: “Perchè?”. Chi è nel torto deve crollare di fronte alla verità, non a una provocazione, e il giornalista deve avere come obiettivo il cervello del pubblico, non i suoi nervi e i suoi visceri. E’ anche per questo che Travaglio, per esempio, è un bravo giornalista.

  2. varvarapetrovna permalink*
    19 dicembre 2009 16:17

    Sul metodo dell’intervistatore credo tu abbia ragione. Tuttavia, al di là del carattere delle domande più o meno provocatorie, sul modo quasi canzonatorio con cui certe domande vengono poste, credo che il filmato renda bene il livello di un certo pensiero di destra, specialmente quello della lega. O meglio, di un certo non-pensiero, in cui gli unici contenuti sono sconclusionati teoremi (del tipo musulmano=terrorista) non supportati da alcuna argomentazione razionale, ma che anzi vengono contraddetti proprio da fatti evidenti (i musulmani del video, uno tra l’altro cittadino italiano, mi sembrava tutto fuorchè temibili terroristi).
    Il successo di questa destra si basa sul fatto che si vive più tranquilli se si individua un soggetto che sia il capro espiatorio di tutto quello che va male in italia, ma questo combattere un nemico che non esiste, governare su paure false e indotte nella gente (in modo criminale e criminoso), bhè, questo mi lascia veramente attonita. Non so, io non essendo in Italia, e avendo una connessione internet lentissima, non ho visto tutta la puntata di anno zero, ma ogni volta che sento leghisti parlare, mi viene la pelle d’oca.

  3. sauerophelia permalink
    20 dicembre 2009 08:09

    Mah.. sul metodo si può anche discutere, ma vista la gravità di quello che fanno e dicono queste persone, mi riesce davvero difficile pensare ad una domanda da porre loro che non sia intrinsecamente polemica. Questi sono al di là di qualunque principio morale, civile, politico. Sono degli ominidi sopravvissuti per qualche strano motivo alle randellate dell’evoluzione e finiti, per un motivo ancor più oscuro, a prendere decisioni di rilevanza pubblica.

  4. antigonexxx permalink*
    20 dicembre 2009 10:40

    Credo che Carneade (correggimi se sbaglio) intendesse dire che queste persone, per essere sconfitte, devono essere prese sul serio. Si sa che più che uomini sono “ominidi”, ma il trattarli come tali non fa che rafforzarne la posizione.

  5. Omofiliaco permalink
    21 dicembre 2009 14:22

    Beh, Saurophelia, io mi permetto di rovesciare la tua posizione: sono sopravvissuti alle randellate dell’evoluzione proprio perché utilizzano processi mentali elementari, ragionano con i visceri, non con la testa; insomma, in essi sono esaltate le componenti animalesche (difesa della famiglia – la propria, ovviamente -, del territorio, paura del diverso; per inciso, terrificante la frase “Per la sicurezza a volte è bene rinunciare a qualche libertà”, facile dirlo quando le libertà cui si rinuncia sono quelle di altri!) dell’essere umano. E governano per queste stesse ragioni: perché si rivolgono a un elettorato che, grazie alla disinformazione, alle paure create ad arte, alla semplificazione eletta a sistema d’interpretazione della realtà, è regredito anch’esso a uno stadio preumano, più che subumano. E allora ha ragione Carneade: è inutile e controproducente rivolgersi a loro con il malcelato intento di suscitare una reazione violenta. Perché così si squalifica l’intervistato ma anche l’intervistatore. Giustissimo l’esempio delle “iene”; a me viene in mente Valerio Staffelli e i suoi tapiri: il gioco funziona fino a quando il fortunato destinatario del tapiro ha reazioni infastidite, irate o quant’altro. Ma ricordo quando il tapiro fu consegnato a Leo Gullotta – non ricordo però il motivo -: il buon Gullotta lo prese, ringraziò e basta. E Staffelli rimase con un palmo di naso, perché non aveva più nulla da dire difronte a qualcuno che reagisce da persona civile. Finalmente, credo sia più utile dimostrare l’inconsistenza di una posizione attraverso una confutazione razionale e supportata dalla conoscenza delle nostre leggi fondamentali; e nuovamente concordo con Carneade.
    Concludo con un ricordo: in questi giorni è morto Igor Man, editorialista de “La Stampa”, esperto di problematiche mediorientali e del mondo arabo in generale, giornalista di rara onestà intellettuale, con vivissimo il desiderio di spiegare ai suoi lettori la complessità e il fascino di una realtà così lontana e diversa dalla nostra, poco presente in televisione e sempre in modo sobrio e pacato, senza atteggiamenti da maestro né tantomeno da esagitato compulsivo; un uomo di cui oggi si sente molto la mancanza.

  6. sauerophelia permalink
    22 dicembre 2009 10:27

    Caro Omofiliaco, in linea di principio sono d’accordo con te.

    Non credo serva a molto rivolgersi a questi personaggi con l’intento di provocarli e scatenarne la reazione per mostrare quanto siano incivili. Tuttavia, non riesco ad immaginare alcuna modalità civile e pacata di porsi in relazione a loro senza scatenarne la reazione. Quello che intendo dire è che qualsiasi approccio ragionevole e pacato con questa gente ha sempre e comunque l’effetto che abbiamo visto, per la semplice ed evidente ragione che la ragione – perdonate la ripetizione – per questi soggetti è un’illustre sconosciuta. Non mi riferisco a quelli di loro che stanno in parlamento, che anzi sono sommamente astuti (e l’astuzia non è un grado della ragione, per quanto mi riguarda, ma capacità di calcolo), ma ai loro scagnozzi che si vedono nel video in questione e che si ha l’opportunità di poter incontrare molto frequentemente, ormai. Insomma: se ci vogliamo porre pacatamente, allora con questi bisogna iniziare dal principio, dalle basi, dalla prima elementare di educazione civica, perché se fossero istruiti in questo senso certamente non “cadrebbero” tanto facilmente nel buio in cui sono.

    I gentiluomini di una volta hanno tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, ma mi trovo di fronte ad una grande difficoltà: la situazione attuale in Italia ha raggiunto e superato il livello di guardia, il clima di violenza è allarmante (e non mi riferisco alla violenza nei confronti del premier, ma a quella nei confronti degli omosessuali, degli immigrati, di tutti coloro che vengono individuati come “diversi”), e non so se il mio/nostro dovere civico e politico si possa limitare ad un pacato confronto intellettuale per il quale, peraltro, non c’è alcun interesse dall’altra parte. Certo, possiamo fargli vedere quanto siamo bravi e quanto sia profonda la nostra cultura e quanto siano ampi i nostri orizzonti, ma come gli ultimi anni hanno dimostrato, si tratta di una strategia perdente. Bada bene, io nella cultura ci “abito”, ma mi sembra che in questo momento ci voglia ben altro. Un ben altro che non so cosa sia, ahimé, perché se pure l’istinto che sento sempre più spesso in me è violento, non è quello in cui credo.

    Infine, quanto all’evoluzione, resto convinta del fatto che se fosse stato per loro, a questo punto saremmo ancora lì a litigare sui confini delle nostre caverne. Credo che l’uomo si sia evoluto proprio perché, oltre a difendere il territorio e lottare per il cibo, ha navigato mari sconosciuti, parlato con uomini diversi, e sondato nuove vie.

  7. Omofiliaco permalink
    22 dicembre 2009 14:14

    Che posso dire?
    Sono in gran parte d’accordo con te, Saurophelia. Intanto per quanto riguarda l’astuzia, dote sulla quale la penso come i cinesi, per i quali sentirsi dire “sei astuto come una volpe” è un’offessa enorme, perché si attribuisce alla persona un comportamento scorretto, subdolo, riprovevole – tutti aggettivi applicabili alla nostra classe dirigente, la quale naturalmente li intende come pregi. Sul dialogo pacato, ecco, forse non mi sono spiegato. Anzi, rileggendomi direi che non mi sono spiegato affatto. Io non credo in un dialogo pacato – ché sennò si finisce come l’attuale (non)opposizione. Sono per una dialettica forte, radicale, tagliente, che non lasci margine di movimento a questa gente. Insomma bisogna metterli con le spalle al muro della loro ignoranza fascistoide; bisogna costringerli al silenzio per mancanza di argomenti non tentare un dialogo pacato che, condivido in pieno, non troverebbe alcun interlocutore nella parte avversa. Quindi, sì, bisogna essere duri, implacabili e farlo quotidianamente, senza sconti. Ma farlo attraverso le idee. E te lo dice uno la cui anamnesi psichiatrica recita, fra le altre cose, “sociopatico puro”; se non mi comporto come Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia” (e non sai quanta voglia avrei di farlo) è solo perché ho uno sviluppatissimo – grazie ai miei genitori – senso etico, che non solo stempera le mie fantasie violente, ma direi che le tiene imbrigliate appunto nel mondo della fantasia. Perché motivi per incazzarsi a morte ce ne sono talmente tanti; e il primo è che basterebbe davvero poco per aumentare significativamente la qualità della vita quotidiana – faccio un discorso da quotidianità di paese o di quartiere, dimenticando per un attimo la politica. Se poi spostiamo il discorso sulla politica – che, in ogni caso informa di sé (o deforma) i comportamenti della gente a ogni livello – posso dirti che sono disgustato da come la sedicente opposizione ha reagito all'”attentato” al luminoso e martire premier: nuovamente prona, nuovamente succube, nuovamente con quei patetici slogan “senza se e senza ma” e il solito blah blah blah sinistrorso. E allora mettiamoci l’eschimo e le clark e scendiamo in piazza a cantare “La Locomotiva” di Guccini o “Hasta siempre Comandante”. Una volta di più si sono lasciati scippare dal guitto incantatore e dai suoi pupi l’occasione di analizzare seriamente il disagio profondo che il paese sta vivendo in questo momento. Salvo l’aria fresca portata da Travaglio, che non a caso è stato subito tacciato di terrorismo mediatico: ma lui esercita ciò che io intendo per dialettica serrata, con i se e i ma e, invece senza fare sconti e senza correre al capezzale dell’avversario ferito.
    Ciò che tu dici a proposito dell’evoluzione mi trova concorde e ciò che intendevo io è che queste persone sopravvivono perché la semplificazione aiuta a vivere; non farsi scrupoli, identificare con chiarezza i propri nemici, non pensare minimamente al fatto che spesso i nemici sono dentro di noi, sono la nostra ignoranza, i nostri pregiudizi, la nostra pigrizia mentale, proiettare sull’altro, il diverso tutto ciò che in un recondito cantuccio della nostra coscienza continua a disturbarci, semplifica molto la vita. E bada bene, non lo dico per scusare questa gente o perché lo trovi un atteggiamento mentale accettabile o difendibile – anzi, mi fa schifo -, lo dico perché trovo conferma ogni giorno di tutto ciò e mi sento male – oltre che incazzato – perché la mia parte romantica pensa che a ben altro può e deve aspirare l’essere umano (Fatti non foste a viver come bruti) e che sia un delitto contro se stessi sedersi sulle proprie miserrime certezze, senza interrogarsi mai, senza mettersi in discussione, senza cercare un confronto con qualcuno che non ci somiglia per nulla e che proprio per questo io trovo interessante come molti, troppi, trovano pauroso e repulsivo. Poi tu ti chiedi che fare? E io non so davvero cosa risponderti. Se non fossi preoccupato dalle conseguenze legali avrei in mente un sacco di pittoresche ed entusiasmanti torture da infliggere a certi idioti che hanno anche diritto di voto; ma qui torno al discorso di cui sopra. L’unica cosa che posso dire è che l’alternativa al berlusconismo e al leghismo biechi deve essere forte; bisogna buttare a mare il buonismo – che non significa buttare a mare la buona educazione – e rispondere sempre a tono e per le rime a questi ciarlatani. Purtroppo il luminoso martire è già riuscito a veicolare il concetto che la dialettica nuoce all’azione di governo – insomma, la democrazia nuoce al Paese: un capolavoro assoluto. Cristo, in sessant’anni di storia della Repubblica il Presidente della Camera ha interrotto i lavori perché non c’era nulla all’ordine del giorno. E gli strateghi dell’opposizione? Silenzio. Ma se non è un segno dei tempi questo, di cosa hanno bisogno, che san Silvio si faccia incoronare la notte di natale? Ma sto divagando, scusami. Tenevo solo a fare qualche precisazione e a dirmi disponibile ad accogliere ogni tua obiezione o osservazione.

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