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Italia Rosarno Sono Razzismo Percke

9 gennaio 2010

Definitivo: il clima che si respira in questo nostro Paese è allarmante.

Mentre a Rosarno si continua a sparare e sprangare, le grandi firme del Corriere della Sera a) teorizzano la discriminazione su base religiosa, b) si preoccupano che nelle scuole le maestre continuino ad allestire i presepi, c) si lamentano del fatto che ci siano «troppi prelati e parroci che parlano ambiguamente di accoglienza senza mettere mai paletti». Intanto il ministro degli Interni, come un soprano che si leva sopra un coro introduttivo, d) intona come la situazione sia frutto della tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Che questo assetto del Corriere, quotidiano tradizionalmente filogovernativo, sia la conseguenza dello strapotere guadagnato dalla Lega mentre Fini è impegnato a ballare da solo e Berlusconi pensa a lifting e salva-processi vari, non fa che rimarcare la gravità della situazione culturale in cui versano i “piani alti” del potere.

Detto questo, guardando questa foto provo paura per una ragione che può apparire minore, secondaria. La frase scritta sul cartello sarà anche comprensibile, ma è completamente sgrammaticata. Evidentemente è il tentativo di riprodurre suoni solo uditi da parte di persone che sono a malapena in grado di esprimersi in italiano. Probabilmente queste persone non potrebbero (o solo a malapena) far intendere ciò che hanno passato: il paese d’origine, il viaggio, il lavoro, il campo, le mafie. Non potrebbero (o solo a malapena) raccontare la propria storia.

Ecco la barricata: da una parte le grandi firme, le diatribe sociologiche, l’India del 1500, il dibattito sulle tradizioni e sulle radici cristiane. Dall’altra parte i poveri cristi, il cartello sgrammaticato e la domanda che senza interrogativo diventa l’esclamazione, il grido di africani senza voce nell’Italia nel 2010  – africani che, per inciso, potrebbero perfettamente non essere musulmani (tiè a Santori).

Formulo una speranza piccola e laterale ma non modesta, che riguarda il lungo periodo: spero che i figli di questi immigrati imparino a leggere e scrivere, che studino, e che si guadagnino così la voce con la quale potranno gridare ciò che oggi i loro padri oggi, anche se con tutta la loro forza, possono soltanto balbettare.

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4 commenti leave one →
  1. Grazia Pintori permalink
    9 gennaio 2010 08:03

    Questo paese diventa sempre più vomitevole.
    Leggete questo articolo apparso su micromega.

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/rosarno-la-rabbia-e-la-verita/.

  2. supermambanana permalink
    9 gennaio 2010 09:32

    e’ successo altrove, e’ successo nel paese che mi ospita, dove i figli sono i meglio medici avvocati e professionisti, altro che pomodori. Deve, DEVE succedere anche da noi, nonostante gli imbecilli. Questione di tempo. E’ solo questo che non mi fa spegnere il bottone di shut down sulle notizie dall’italia.

  3. Carneade permalink
    9 gennaio 2010 14:41

    “Ecco la barricata”: hai ragione, isaroseisarose, la barricata. Tante volte, credo, studiando storia ci siamo chiesti tutti “Ma come cavolo è potuto accadere?!”. Massacri, discriminazioni, guerre…leggendo di queste cose chi non si è mai chiesto “ma come fecero ad arrivare a quel punto?”?. La barricata. Quella informativa e quella emotiva: non far sapere o far sapere in maniera distorta in modo da suscitare la reazione sbagliata (e desiderata).

    Ma chi può male interpretare questa foto? Chi può vederci la “troppa tolleranza”, le “radici cristiane” e altre stronzate?

  4. Omofiliaco permalink
    10 gennaio 2010 04:38

    quanto fa male tutto questo. fa male sapere di essere concittadini di gente che discrimina persone che chiedono una sola semplice cosa: essere considerati esseri umani e non bestie da soma. fa male la reazione di un ministro degli interni talmente sprovveduto che è stato necessario ricordargli che i rumeni non sono extracomunitari, essendo la romania membro dell’UE, e che stigmatizza il lassismo di una legge che porta il nome del suo nume tutelare (io al suo posto mi sarei dimesso per la vergogna, ma la vergogna non è cosa nota al governo berlusconi). fa male leggere di tutto tranne che di criminalità organizzata schiavista e vessatrice. fa male scoprire che abbiamo bisogno che altri ci insegnino a difendere la nostra dignità, perché questo stanno facendo questi africani difendendo se stessi: ci ricordano che sonnecchiamo e dobbiamo difenderci anche noi. fa male leggere parole di intellettuali che si interrogano su idiozie, ché tali sono i loro sofismi difronte a persone sfruttate e umiliate e uccise. fa male leggere quel cartello sgrammaticato e sentire chiaramente che se fossimo noi in africa in simili condizioni sicuramente non sapremmo fare di meglio, eppure ci prendiamo – si prendono – la libertà di giudicare e condannare. una volta indro montanelli – di certo non uomo di sinistra – disse “io mi dimetto da italiano”. ecco, difronte a queste cose e si parva componere magnis licet, io mi dimetto da essere umano. perché il grido di questi uomini – molti dei quali rifugiati politici, ai quali secondo le convenzioni internazionali i governi ospitanti dovrebbero offrire tutte le possibili condizioni per ricostruirsi una vita lontano dall’orrore dei loro paesi – mi fa sentire in colpa anche se colpe, tecnicamente, non ne ho. ma è questo “tecnicamente” che pesa come un macigno. che squallidi subumani siamo diventati?

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