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Plurale, appunto

24 gennaio 2010

Quattro donne hanno aperto questo blog. All’inizio è stato tutto da inventare e concordare: il nome, la grafica, i nickname. Ma è stato stendere la sezione “Chi siamo”  il momento in cui ha davvero preso forma l’accordo tra di noi, una specie di minuscola costituzione, un atto di nascita. Eravamo tutte d’accordo che cercare il confronto fosse semplicemente essenziale. Plurale, appunto. Contro certe forma di singolarità, se la volete vedere così. Scrivevamo infatti: “Siamo un gruppo aperto alle collaborazioni e ai contributi di chiunque lo desideri“. Confermiamo e rilanciamo, ospitando un post che ci inviato Margherita.

Io ce l’ho con gli uomini perchè serve una giornata (il 24 novembre) per ricordare a loro che contro le donne non va usata violenza. Come per ricordare i crimini del nazzismo o la tragedia delle foibe, serve una giornata contro la violenza sulle donne per far notare ai signori uomini che la loro crudeltà è tra le prime cause di morte (se non la prima sul serio) per ragazze, mogli, madri tra i 19 e i 44 anni, per far presente che una donna su tre nel nostro paese subisce, entro i 70 anni, almeno un episodio di violenza. Ma questa giornata passa inosservata, quasi più della festa dei nonni o della sagra delle lumache, come se fosse una cosa normale. Ci sono tante giornate, dedicate a tante cose… E invece non è normale per niente.

Io ce l’ho con gli uomini perchè serve un ministro, pagato con le nostre tasse, per dire loro che, in ogni ambito della vita pubblica e privata, le donne hanno pari opportunità (che poi nello specifico sia Mara Carfagna è un altro paio di maniche, ma la funzione politica esiste).

Io ce l’ho con gli uomini perchè quando ho detto a mio padre (cinquantenne laureato medioborghese): “Papà io ho solo ventitrè anni ed è come se ne avessi passati due e mezzo con un assorbente attaccato alle mutandine. Potresti portarne uno anche tu per un paio d’ore della tua vita, giusto per capire che cosa si prova e che fastidio può dare, per capire perchè tante tue colleghe a volte sono così nervose?”, lui mi ha risposto: “Neanche per sogno”. E non ha aggiunto altro.

Io ce l’ho con gli uomini perchè quando accendo la televisione nei pomeriggi senza studio sento ogni genere di racconto da parte delle donne. Donne violentate, donne plagiate, donne spogliate, donne uccise, massacrate, sgozzate, sotterrate vive e incinte. E i colpevoli sono sempre e solo uomini.

Io ce l’ho con gli uomini perchè qualche giorni fa nello spogliatoio della mia palestra una ragazza giovanissima diceva all’altra: “Sì, mi trovo bene con lui… ma d’ora in poi solo una botta e via, solo storielle da poco perchè ne ho già subite troppe, mi hanno già fatta soffrire abbastanza gli uomini, non mi fido più”. Avrà avuto poco più di 20 anni.
Io ce l’ho con gli uomini perchè credono che non esista altra violenza all’infuori di quella fisica, credono che non picchiare la propria donna sia già sufficiente per dire che si comportano bene, perchè non sanno che effetti devastanti i loro comportamenti possono avere, non solo a livello fisico ma psicologico.

Io ce l’ho con gli uomini perchè girovagando per qualsiasi sito porno si è invasi da fiumi di liquido seminale, da donne in ginocchio che attendono ansimanti e sudate il frutto del piacere del loro partner occasionale. E l’orgasmo femminile? Perché a loro non importa? Perchè è più importante il loro oggettino (one) sporgente? Perchè vogliono solo spargere il loro seme ovunque e non si preoccupano di far arrivare al culmine del piacere anche la loro signorina? Forse perchè l’orgasmo femminile non è così palese? È vero solo in parte. Una donna che gode è un belvedere tanto quanto un uomo. E poi la stessa storia si ripresenta anche in camera da letto. Dev’essere la donna a ricordare al partner che anche lei sa godere tanto quanto lui, non è mai lui il primo a preoccuparsi di farla venire.

Ma, per par condicio, ce l’ho anche un po’ con le donne: in particolare con le mamme di questi uomini, che non sono state capaci di parlare con i loro figli e di educarli a un reale incontro e ad un profondo rispetto nei confronti di un sesso diverso dal loro.

Margherita

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3 commenti leave one →
  1. Margherita permalink
    28 gennaio 2010 12:05

    Mi piacerebbe tanto che qualche maschietto alzasse la mano e dicesse di essere fra coloro (perchè per fortuna ho avuto prove tangibili della loro esistenza) che tutti i giorni trattano con attenzione e rispetto e cercano di comprendere profondamente chi ha l’unica “colpa” di essere di un sesso diverso dal loro.

  2. Laura permalink
    28 gennaio 2010 23:20

    Sai Margherita…credo che molte di noi la pensino come te. Siamo sempre state considerate il “sesso debole” (o tentatrici, peccatrici, ignoranti…) e siamo sempre state trattate come oggetti. La storia sta cambiando, pian piano iniziamo a prendere posto in quella società che tanto ci ha messo ai margini (purtroppo non è così in tutte le società e l’uguglianza non è fondamenta in tutte le culture)…i problemi però rimangono: perchè non abbiamo nessun modo per difenderci? perchè siamo costrette a subire queste violenze (psicologiche e fisiche)? perchè non possiamo camminare a testa alta o girare in piena notte da sole?
    Non ci saranno mai risposte a queste domande e non so se cambieranno mai le cose. Personalmente faccio una piccola battaglia…e spero che col dialogo e col tempo molti avvenimenti tenderanno a sparire. Gli uomini non sono tuuti uguali (come non lo sono le donne) ma è ora di punire sul serio queste persone che nella vita non hanno nessuno scopo se non quello di recare sofferenza ad altre persone.

    è davvero un argomento complicato e difficile ma sono sicura che con coraggio, determinazione e solidarietà si potrà sconfiggere questo male che ci perseguita da millenni…

  3. Margherita permalink
    29 gennaio 2010 18:03

    Purtroppo il femminismo è appunto un -ismo e come tale a volte degenera trasformandosi in un arma a doppio taglio e ferendo chi la usava per difendersi. Il femminismo esasperato ha trasformato le esternazioni delle donne, le giuste considerazioni, in rivendicazioni, come se stessero chiedendo qualcosa in più, perchè loro sono speciali. Non è così. Chiedono solo la normalità, di essere conosciute e capite profondamente. Altre questioni come la politica o l’immigrazione… tutte importanti ma diventano un di più se manca la comprensione vera fra sessi diversi.

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