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Action for Women

13 febbraio 2010

«Lui non ci ha fatto niente di male a questa ragazza, non l’ha ammazzata, si andava a divertì! E certo che le piaceva pure a lei, sennò non ci andava» – Madre di uno degli imputati, Processo per stupro 1979.

Parlare di violenza non è facile. Vederla sullo schermo ancora meno. Eppure è una via (non l’unica, certo) per costringere noi stessi a vederne la realtà. Perché se in primo luogo non si ammette la realtà della violenza sulle donne, non si potrà reagire.

Action for women è un concorso cinematografico per aspiranti registi (e un canale YouTube) sul tema della violenza contro le donne. Dieci cortometraggi sono arrivati in finale e ora il vincitore verrà scelto in base ai voti degli utenti.

Potete vedere i film qui cliccando su “Voto” (sono corti, quindi durano tra il minuto e mezzo e i cinque minuti massimo).

Non sono una esperta ma di seguito ho provato a dare un breve riassunto di ciascuno e ad aggiungere qualche link utile. Sperando di incuriosirvi.

1. Sounds of life: un corto-thriller, quasi sognante e cantato. Protagonista una donna bambina per cui la violenza e la speranza emergono dai suoni.

2. Una su tre: conciso, asciutto, proprio per questo incisivo. Si ascolta la storia di una madre attraverso un verbale, per bocca di un poliziotto della Squadra mobile di Rimini.

3. Una casa di bambola: cerebrale e composito, riferimento al testo teatrale di Henrik Ibsen. Vi si trovano le stupefacenti immagini del primo processo per stupro in Italia, 1979.

4. Madre: un corto di animazione essenziale e tremendo. La storia vera di Taraneh Moussavi, arrestata a Tehran nel giugno del 2009, incarcerata violentata, torturata e carbonizzata dalla polizia.

5. Nora: corto punteggiato e attento, tratta il tema trascurato della violenza indiretta con gli occhi della bambina incolume, ma non per questo salva. «Per coloro che subiscono maltrattamenti indirettamente».

6. Sos: spot di una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare le donne vittime di violenza a uscire dal silenzio.

7. Le sue mani (His hands): un corto progressivo. I segni della violenza emergono sul volto di una donna davanti allo specchio man mano che racconta come l’amore è diventato violenza.

8. Donne – più forti della paura: un corto di testimonianze e di volti di donne. Meraviglioso incipit di una ragazza muta che racconta i momenti precedenti alla violenza con il linguaggio dei segni.

9. Rumore dentro: interiore e sofferente. Un corto dedicato al “rumore” della sofferenza post-traumatica che pervade la vita quotidiana. «Non sento più silenzio, da allora».

10. Il mio primo schiaffo: quasi un film. Una donna che vive con un uomo violento si rivede bambina un attimo prima che la purezza non fosse più possibile.

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  1. Michele Salvezza permalink
    18 febbraio 2010 02:41

    Da non esperta, come si è definita, è riuscita a dare il senso dei vari lavori in poche parole, complimenti. Finalmente un link che va nello specifico del concorso non limitandosi a riportare la notizia, grazie.
    Michele Salvezza

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