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Giù le mani dal comunismo!

17 febbraio 2010

Un’idea davvero geniale….

Per molti il comunismo  rappresenta qualcosa di superato. Per chi ne è sempre stato contrario e usa questo argomento per opporvisi, ma anche per chi, paradossalmente, si professa comunista appropriandosi di questo concetto, utilizzandolo e manipolandolo a proprio piacimento. Costoro hanno ben pensato che fosse necessario, per attirare nuovi voti,  un restyling dell’immagine che il comunismo ha. Per svecchiarla non hanno pensato di adeguare l’idea del comunismo alla società attuale, facendo magari perno sull’attualità di un discorso che non sarà mai superato finchè esisteranno disuguaglianze sociali così radicali, accentuando magari la differenza della nuova classe “proletaria” rispetto a quella delineata da Marx: una classe fatta non più solo da operai, ma anche da immigrati, precari, disoccupati. No, troppo facile…hanno pensato bene di rinnovare il comunismo facendo leva su un bel tacco a spillo rosso (che penserebbe il povero Marx…).

Ecco come commentano le donne di Rifondazione:

Rosa Rinaldi:”Volevamo fare delle inversioni di senso, spiegare con ironia che la classe non è un luogo separato. Le nostre donne sono normali, non sono trinariciute, ingolfate dentro giubbotti punitivi. Quando finiscono di lavorare indossano scarpe eleganti escono e vanno a ballare”

Angela Scarparo: “Si può mettere un pantalone blu serissimo e sotto scarpe rosse e calze a rete”

Mi complimento con lor signori e lor signore per l’acume e l’intelligenza politica. Davvero, complimenti!

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10 commenti leave one →
  1. 17 febbraio 2010 15:50

    mah, c’è chi ne parla con indulgenza, ma a me non piace molto e non mi dice molto. sarà perché soffro di vertigini anche coi tacchi di tre centimetri… e poi che vuol dire? che per essere di classe bisogna mettersi quelle scarpe? che uscirci a ballare dopo aver lavorato è un di più, fa curricolo? dovrebbe ammiccare agli scarsamente convinti con l’immagine della donna che la da? mah…

  2. antigonexxx permalink*
    17 febbraio 2010 16:20

    @Lucia: a me questa pubblicità più che non dire molto, mi fa proprio pena ed è un ulteriore segnale del completo e onnipervasivo degrado della società italiana. Nessuno si salva. Se questa è la miglior idea di pubblicità che è venuta a Rifondazione, beh si salvi chi può…l’unica funzione utile dei tacchi a spillo che mi viene in mente guardando questa pubblicità è quella di un’arma impropria lanciata in testa a qualcuno 🙂

  3. 17 febbraio 2010 18:03

    All you need is tacco a spillo: roba da non credere. Ma scusate, non è che non ci credono più nemmeno loro? E’ quello che intendi tu nel post antigonexxx?

  4. Federico Parmeggiani permalink
    17 febbraio 2010 19:34

    io credo che sicuramente non ci credono nemmeno loro. E questa patetica pubblicità non è altro che il prodotto di una pessima crisi di identità.
    Francamente per me poco male, visto che posso essere incluso nel novero di quelli che a questa ideologia si sono sempre opposti, ma non posso tacere sull’ipocrisia che c’è dietro ad un simile restyling: è come dire i nostri ideali sembrano così brutti che dobbiamo imbellettarli con un po’ di cerone di berlusconiana matrice.
    Posso solo dire che, pur nel disaccordo, nutrivo e nutro un grandissimo rispetto per i comunisti dell’età dei nostri nonni, gente che credeva in un ideale estremo ma che conservava uno schietto pragmatismo e soprattutto che si occupava della politica dopo ore di duro lavoro quotidiano in fabbrica (caratteristica che nelle file di rifondazione mi è sempre sembrata molto rara).
    Questa gente qui invece si riempie la bocca di “proletariato” e “classi” senza nemmeno averle mai viste. Perchè in fondo da vicino puzzano e chissà che il loro cashmerino non si macchi di grasso di fabbrica… 🙂

  5. antigonexxx permalink*
    17 febbraio 2010 19:46

    @isaroseisarose: esatto il punto è che non ci credono più nemmeno loro. Il problema è che continuano a chiamarsi comunisti, pur non essendolo. Ma che si chiamassero con un altro nome!!!e ci lasciassero almeno intatta la memoria di quello che è stato il comunismo…
    @federico parmeggiani: d’accordo su tutto (a parte sul disaccordo nei confronti del comunismo) e direi di più: più che di una pessima crisi di identità, mi vien da pensare che forse questi un’identità non l’hanno mai avuta…

  6. 17 febbraio 2010 19:51

    no, temo che loro ci credano proprio, a giudicare dai commenti delle donne rifondarole…
    e ancora una volta c’è una aberrante mescolanza tra la politica e l’aspetto esteriore: i tacchi a spillo, le calze a rete, gli abiti eleganti… che c’azzecca? e soprattutto, perché se ne parla solo per le donne?
    dice B: “una donna puo’ essere brava in politica anche per il solo fatto di essere giovane e magari gradevole. Siamo felici di aver messo in campo un esercito di donne che sono gradevoli, brave”. personalmente questa affermazione mi dà il vomito. mi pare che invece rifondazione ci caschi…

  7. antigonexxx permalink*
    17 febbraio 2010 20:18

    @lucia: si si loro ci credono alla pubblicità che hanno fatto. Quello che intendevo è che non credono più (se ci hanno mai creduto) nel comunismo…altrimenti non avrebbero fatto una pubblicità così ridicola. Marx si sta rivoltando nella tomba…

  8. Giuseppe permalink
    17 febbraio 2010 20:51

    Pfui….io invece penso sia la migliore cosa fatta da Rifondazione dal ’96 ad oggi…e ho detto tutto!

  9. supermambanana permalink
    18 febbraio 2010 13:55

    crisi di identita’ comunista che sposa crisi di identita’ femminile in un tripudio di banalita’. Perche’ le donne si sentono in dovere di aggiungere che non sono mica brutte ogni volta che vogliono far sentire una voce fuori dal coro? Triste.

Trackbacks

  1. E tanti auguri « femminileplurale

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