Skip to content

Un caso emblematico

19 febbraio 2010


(Corriere)

A quanto pare questo caso si è rivelato non diverso da questo:


(Repubblica)

Né da questo:


(Corriere)

Né da questo:


(Repubblica)

Non sono diversi nel senso che rappresentano tutti nello stesso modo la violenza che le donne subiscono all’interno delle proprie famiglie.

Il caso di Hina è l’emblema del tentativo di far passare questa violenza come un elemento strettamente legato alla cultura islamica, nascondendone le vere ragioni e la sua origine. Cito soltanto due casi: questo articolo del Corriere dove si lega strettamente questo tipo di violenza alla cultura islamica e alla sua differenza rispetto alla nostra (?). Nonché cito il caso della oramai famigerata Santadeché, che in fatto di stronzate raggiunge sempre vette inimmaginabili: «Solo negli ultimi anni – ha ricordato la Santanché – sono decine le immigrate musulmane giustiziate dai propri familiari solamente perche’, come Hina, avevano comportamenti troppo occidentali. In questi stessi anni, i vertici dell’Ucoii, responsabili della gran parte dei luoghi di culto islamici in Italia, hanno continuato a prendersi gioco dei principi non negoziabili della nostra Carta Costituzionale, compreso quello che sancisce la fondamentale parita’ dei diritti tra uomo e donna. E’ ora che vengano chiamati a dar conto del loro comportamento».

Negare la radice universale della violenza verso le donne come modus operandi che va ben al di là delle questioni religiose significa mistificare e nascondere un problema che ci riguarda tutte. Significa non voler affrontare il problema, significa utilizzare la morte di queste donne come mezzo di consenso.

Mi permetto infine di citare un libro di Marco Aime, Eccessi di culture:

«Molti dei cosiddetti “conflitti culturali” che sembrano caratterizzare la nostra epoca, spesso sotto la patina della cultura celano ben altre spinte, ben altri interessi».

16 commenti leave one →
  1. 19 febbraio 2010 21:56

    Sono perfettamente d’accordo: il modo in cui vengono date le notizie fa le notizie stesse. Quello di Islam e donne è davvero un tema complicato (parità, emancipazione, cultura, ruolo del diritto… insomma, da mettersi le mani nei capelli) così è perfetto per chi fa politica al solo scopo di accaparrarsi potere. Piatto ricco mi ci ficco: semplificare, non pensare. A una come la Santanché viene addirittura naturale.

  2. antigonexxx permalink*
    20 febbraio 2010 10:20

    Infatti il problema è quello di farne una questione di “cultura” e di integrazione” quando invece è invece una questione di violenza che riguarda tutte le donne. La violneza nei confronti delle donne è uguale ovunque. Come direbbe Aime ” Non sono le culture che si scontrano, ma le persone.”

  3. 22 febbraio 2010 00:30

    Ciao

    Scusate, ma a me sembrano diversi i casi di donne che vengono uccise da compagni che hanno la libertà di sciegliersi (e forse su questo punto dovreste rifletterci un pò tutte le donne in generale!) e donne uccise da uomini, culture, leggi e religioni che si sono visto imporre.

    Per quanto riguarda il caso di Hina, forse non avete pensato che “il patologico rapporto di possesso parentale” si palesava con l’obbligo del velo, del futuro marito e quant’altro prevede l’islam per le donne.

    • 22 febbraio 2010 03:23

      @Giuseppe

      “casi di donne che vengono uccise da compagni che hanno la libertà di sciegliersi”

      Ciao Giuseppe, fai un rilievo interessante ma che, perlomeno alle mie orecchie, suona un po’ curioso. Mettiamola così: ma davvero se tu venissi ucciso dalla tua morosa ti sentirei più libero che se venissi assassinato da tua zia?

  4. antigonexxx permalink*
    22 febbraio 2010 13:08

    @Giuseppe :credo che Isaroseisarose abbia toccato il punto centrale. Ovvero da quello che dici sembra che queste donne, ammazzate dai loro compagni, mariti etc. se la siano andata a cercare. Invece anche qui si tratta di “un patologico rapporto di possesso”. Niente di diverso quindi dal caso di Hina. Gli uomini, a qualunque cultura appartengono, pensano troppo spesso che la donna sia una loro proprietà e non ne accettano la libertà. Francamente non riesco a capire cosa ci sia di così diverso. Tieni conto che non sono passati tanti anni da quando le donne in Italia hanno potuto emanciparsi dal dominio maschile (si tratta, se non erro di una legge sul diritto di famiglia che risale al 1975). Quindi anche la nostra “cultura” fino a poco tempo fa prevedeva che la donna fosse sottomessa all’uomo…

  5. Omofiliaco permalink
    22 febbraio 2010 13:52

    beh, beh, caro Giuseppe, la tua è un’affermazione davvero curiosa – per essere perifrastici a tutti i costi. io stesso mi sono trovato a dire ad amiche che si confidavano con me riguardo alle difficoltà di relazione coi propri uomini: “sì, hai ragione tu, però è anche vero che continui a stare con lui e accetti la situazione”. però, tengo a precisare che si è sempre trattato di questioni tutto sommato leggere e che rientravano nelle normali dinamiche di coppia: si fa sempre quello che vuoi tu; non ti va mai bene nulla di quello che propongo; mi ammorbi se voglio vedere le mie amiche. insomma, cose fastidiose e che sono spia di un rapporto comunque squilibrato ma, diciamo così, innocue e risolvibili fra persone mature e civili. ma se una mia amica mi avesse detto: “il mio ragazzo mi picchia” non avrei certo risposto come sopra; l’avrei presa di peso e portata dai carabinieri a sporgere denuncia. perché in questo senso ha assolutamente ragione antigonexx: messa come la metti tu, sembra che le vittime di mariti o ex fidanzati, o fidanzati, insomma di uomini violenti siano almeno in parte colpevoli perché vivendo noi in un paese libero sono libere sia di lasciare i suddetti uomini sia, eventualmente, di farsi ammazzare. perdona la franchezza, ma a me questa sembra veramente una cazzata indifendibile.

  6. Omofiliaco permalink
    22 febbraio 2010 14:09

    fra l’altro, oltre a scusarmi con antigonexxx (ho perso per strada una x), come possiamo definire la libertà dei cittadini italiani e, nel caso specifico, delle cittadine italiane? non è una domanda retorica la mia. credo che sia un problema assai complesso. e non liquidabile semplicemente affermando che viviamo in un paese libero perché non islamico. la religione, tanto per evidenziare l’evidentissimo, ha un suo peso, un suo ingombro anche qui da noi; che non si concretizza, forse, nelle forme estreme di certe declinazioni dell’islam – dico “certe” perché nel Corano è scritto tanto altro – ma di sicuro permea in modo invasivo moltissimi aspetti della nostra vita. e in modo tanto invasivo da aver trasformato una repubblica non confessionale in uno stato laico.
    finalmente, vorrei sottolineare che è giusto interrogarsi sulle motivazioni di un omicidio; questo però non può essere il pretesto per istituire una sorta di graduatoria: omicidio per motivi culturali – termine che, curiosamente, si usa solo quando si tratta di delitti che avvengono nell’ambito di famiglie musulmane – necessariamente più grave dell’omicidio da parte di ex marito/compagno/fidanzato si presume cattolico o quanto meno non musulmano. la nostra non è forse una cultura anch’essa? ma soprattutto, commettere omicidio non è aberrante di per sé? tutto il resto nell’incolmabile calderone delle discussioni da salotto. ma una donna morta è una donna morta. una persona morta è una persona morta. il perché sia stata uccisa è cosa che deve interessare la magistratura perché si giunga a una condanna esemplare ma giusta. ma per noi che non siamo magistrati, è “solo” l’ennesimo assurdo indifendibile atto di violenza. ergo, bene ha fatto antigonexxx ha mettere in evidenza la sconcertante e desolante somiglianza dei casi che ha citato. e che sicuramente sono solo una piccola parte.

  7. 22 febbraio 2010 14:50

    Ciao

    Sapevo sin da subito che il “punto centrale”, come lo chiama Antigone, sarebbe stato molto contestato.

    Anzi, sono sicuro che è per la vs civiltà ed educazione che mi avete risposto con così tanto garbo, evitando di dire quello che realmente avete pensato di me leggendo il mio commento.

    Da tanto tempo avevo in mente di trattare l’argomento della violenza sulle donne, nel mio blog, secondo questo mio personale punto di vista e se riuscirò a “concludere” vi farò un fischio.

    Per ora accontentatevi solo di alcune brevi riflessioni sul perchè sono arrivato a conclusioni così “scomode”…

    Quando leggo o sento in tv, storie di violenza sulle donne, in particolar modo da parte di mariti e fidanzati, mi sembra sempre che manchi un “inizio”.

    A sentirle raccontare, sembrerebbe che certo uomini si sveglino una mattina e comincino a picchiare le loro compagne: voi ci avete mai fatto caso?

    Io non mi ci immagino proprio se ad esempio fossi sposato da 5-6 anni e stamattina svegliandomi apostrofassi mia moglie:”…dove ca**o vai vestita come una pu**tana…adesso ti spacco la faccia”, o forse si…se diventassi schizofrenico!!!

    Io invece penso che in tutte queste storie ci sia sempre un “inizio”.
    Un inizio di donne che ai primi segnali di allarme pensano: “tanto col tempo cambierà…”, “…è solo stanco per il lavoro”, “…gli passerà”,”…forse è colpa mia, ha ragione lui(D’oh!!!!)”.

    Oppure un inizio in cui si sostituisce l’amore con una stucchevole passione bovina per il proprio “maschio”…oppure perchè, altra cosa scomoda che tutti gli uomini sanno ma non si può dire, le donne sono sempre state attratte dal classico stronzo.

    Saluti

  8. antigonexxx permalink*
    22 febbraio 2010 15:48

    solo un’aggiunta per chiarire il problema. Mi rivolgo in particolare a Giuseppe e credo che forse questo metterà un po’ in crisi il tuo ragionamento. Molte donne vengono ammazzate da mariti e compagni dopo che hanno deciso di lasciarli. In alcuni casi queste persone dopo essere state lasciate si sono rivelate per quello che erano, altri erano violenti da già prima e per questo sono stati lasciati. Il problema non è delle donne. Rendersene conto è il modo migliore per capire che anche qui in Italia molti uomini vedono la propria donna come una proprietà. Sul fatto che l’Italia possa definirsi un paese libero beh, ha detto tutto omofiliaco…

  9. Carneade permalink
    25 febbraio 2010 14:45

    Credo che Giuseppe non intendesse dire (anche se l’ha scritto) che i casi di una donna uccisa qui e una uccisa là sono diversi. Credo che intendesse dire che sono le situazioni sociali ad essere diverse, e questo credo sia incontestabile. Diverse situazioni sociali, medesima intollerabilità del crimine. Tutti d’accordo vero?

    Detto ciò, è un’altra la cosa che vorrei chiedere a Giuseppe: che relazione c’è tra la “responsabilità sociale” di una religione come l’Islam, di cui tu parli (credo) nel primo post, e il fatto che le storie di violenza sulle donne “hanno un inizio”, ovvero l’argomento del tuo secondo post? Sul serio, non capisco. Non ho veramente capito qual è il punto, cosa intendi sostenere. Forse intendi che la debolezza di una donna che non reagisce subito alla prepotenza è un’attenuante per la violenza subìta? La rende in parte responsabile di ciò che subisce? Non credo che tu voglia dire questo. Allora forse intendi che anche in Italia le donne possono trovarsi in situazioni difficili di sottomissione e che i casi riportati dai giornali non rappresentano l’improvvosa follia di certi uomini ma piuttosto l’esito di una relazione squilibrata, dove gli uomini sono sin dall’inizio “scorretti”? Ma se è questo che intendi, cosa cambia tra questo quadro e quello della famiglia musulmana con marito opprimente? Al massimo una differenza quantitativa, non qualitativa.

    Che poi le donne siano “attratte dal classico stronzo”, mi sembra la classica stronzata. Ma non essendo io una donna, posso sbagliarmi!

  10. 26 febbraio 2010 20:39

    No no Carneade intendevo proprio quello che ho scritto invece!

    Io rifiuto CA-TE-GO-RI-CA-MEN-TE l’assunto secondo il quale un uomo, da un giorno all’altro, si mette a picchiare e ad usare violenza contro la proprio compagna.

    Se così fosse realmente, allora anche io e te potremmo essere dei potenziali aguzzini!!!
    Ora se permetti io questo lo rifiuto: aborro la violenza, non ritengo le donne degli oggetti e così via.

    Fatto sta che una donna conosce un uomo, lo frequenta, ci flirta, si fidanza, ci convive, lo sposa e stare a raccontare che il tipo si sveglia una mattina e lo si scopre violento da un giorno all’altro è una cosa poco credibile, e continuare a pensarla così non risolve il problema della violenza sulle donne.

    Non lo risolve perchè ci si rivolge agli uomini violenti quasi a chiedergli se “per favore” possono finirla di picchiare le loro donne, anzichè rivolgersi alle donne stesse e incoraggiarle a rifiutare quelle relazioni (che voi chiamate eufemisticamente “squilibrate”) che sin dall’inizio si rivelano essere degradanti della loro dignità!!!

    Come certamente saprai, nelle comunità islamiche i rapporti tra i due sessi non si svolgono come i nostri, e non è raro che le donne si vedano imposto il matrimonio con un perfetto sconosciuto…ti/vi sembra davvero la stessa situazione di una donna italiana???
    Alla ragazza musulmana è stata data la stessa possibilità di scelta che ha avuto la donna occidentale?
    A me sembra di no, per cui semmai è in questi casi che bisogna “lavorare” di più sul fronte maschile.

    Inoltre continuare a fare finta che l’islam non sia una cultura/religione violenta (sopratutto verso le donne), fa parte di quella “moda” che negli ultimi anni ha preso piede nella sinistra italiana che si è appicicata addosso il distintivo da NoGlobal e per cui bisogna riconoscere ogni tradizione e cultura ci sia nel mondo anche se essa è barbara e violenta.

    Infine permettimi una battuta da non prendere troppo sul serio, sulla questione delle “donne attratte dagli stronzi”: proprio non essendo tu una donna mi meraviglio che non sappia che è un luogo comune spesso ripetuto nei discorsi tra uomini (e non di rado ammesso dalle donne anche se a denti stretti).

    Saluti

  11. antigonexxx permalink*
    27 febbraio 2010 14:52

    @Giuseppe: il tuo discorso mi lascia abbastanza perplessa. Mi sembra per lo più condito da una quantità di luoghi comuni, quegli stessi luoghi comuni che impediscono che il problema della violenza sulle donne venga davvero risolto. In primis elencherei il tuo argomento (comune a molti uomini e che puzza un bel po’ da maschilismo malcelato) secondo cui sostanzialmente il problema sta tutto nel comportamento di noi donne…nella nostra accettazione passiva della violenza. Caro Giuseppe io la vedo esattamente all’opposto…anzichè lavorare sulle donne occorrerebbe lavorare sugli uomini: beh siete voi il problema più grande, è vostra la violenza. E il far ricadere su di noi anche il peso della violenza che subiamo beh mi sembra davvero una prova in più del vostro maschilismo e della vostra poca consapevolezza della situazione.
    In secondo luogo dici che tu rifiuti CA-TE-GO-RI-CA-MEN-TE l’assunto che un uomo inizi a picchiare una donna da un giorno all’altro. La tua è un’assunzione a priori, priva di qualunque riscontro concreto. Ovvero la rifiuti ma non sai come stanno davvero le cose.
    In terzo luogo: cerchi di difendere la tua posizione assimilando la mia ad un certo tipo di politica e ad una mentalità (quella dei noglobal) che reputi una pura moda. Permettendo che io non sono “noglobal” vorrei sottolineare che l’idea che l’islam non sia una religione violenta nei confronti delle donne lo dimostrano tutti quegli stati, a maggiornaza musulmana, dove le donne stanno sempre di più raggiungendo la parità nei confronti dell’uomo. Informati, esistono.
    In quarto luogo una domanda: sei un esperto di Corano che ti permetti di dare giudizi così assertori su questa religione oppure il tuo ragionamento si fonda sul nulla oppure sul sentito dire?

  12. 27 febbraio 2010 19:14

    Ciao, replico ad Antigone e poi mi defilo dal continuare perchè se no poi sembro un provocatore.

    In ordine sparso:

    1)Non sono ovviamente un esperto di Corano, ne di Bibbia ecc., ma anche tu senz’altro saprai che se prendi entrambi questi libri ci puoi trovare tutto e il contrario di tutto!
    Quindi diciamo che la penso all’antica: “la religione è l’oppio dei popoli”, solo che noi abbiamo avuto (x fortuna!) la rivoluzione francese e l’illuminismo, l’islam no!
    Tutto ciò che di male penso delle religioni e dell’islam in particolare, è dovuto a quello che leggo tutti i giorni ovunque…e perdonami se non l’ho vissuto in prima persona!!!

    2)La tua affermazione- ” …che l’islam non sia una religione violenta nei confronti delle donne lo dimostrano tutti quegli stati, a maggiornaza musulmana, dove le donne stanno sempre di più raggiungendo la parità nei confronti dell’uomo. ” – cozza fortemente con quello che scrivi nel post sui diritti umani, non capisco perchè qui in occidente vedi il bicchiere mezzo vuoto e per i diritti delle donne nel mondo islamico lo vedi mezzo pieno!!!

    3)Io non ho la bacchetta magica per risolvere il problema della violenza sulle donne, ma tu sei su una strada più sbagliata della mia se dai del maschilista a tutti quelli che non la pensano come te.
    E’ palese che il mio modo di vedere le cose risulti scomodo e cinico, ma se ci pensi, i passi avanti che hanno fatto le donne negli anni sono dovuti ad iniziative delle donne stesse.
    Credi che il diritto di voto, l’aborto e tutto il resto siano state date per benevola concessione degli uomini?
    O credi che cercare di convincere un violento a non essere tale sia una tattica più efficace?

    4)Continuo a rifiutare CA-TE-GO-RI-CA-MEN-TE l’assunto secondo il quale tutti questi uomini si sveglino la mattina da pazzi: sarà perchè non so come stanno veramente le cose, ma almeno vorreste spiegare come stanno veramente, per favore? Nell’attesa tu continui a far finta di non vedere la differenza tra una donna che si sceglie il proprio compagno liberamente e una che se lo vede imposto e vive immersa in una cultura in cui viene considerata un oggetto ad uso e consumo dell’uomo.

    5) Non sarai una NoGlobal, ma indubbiamente tutta la sinistra ne è stata influenzata: potresti domandarti a tal proposito cosa pensavate le femministe del velo/burqa qualche anno fa, prima dell’invasione USA, ai tempi dei talebani e cosa ne pensate oggi.

    Infine mi permetto di suggerirti di dare un occhiata su un blog che anche qui linkate: Mille e una donna e di passare un bel pò di tempo su: http://islam.forumup.it/.
    Bye

  13. 28 febbraio 2010 01:22

    Ciao Giuseppe e a tutti gli altri,
    devo dire questa discussione mi ha appassionata parecchio.
    Mi pare che i punti sollevati siano importanti e non scontati.

    Le mie idee sono queste:
    a) Oggi va molto di moda “culturalizzare”: io mi vesto così perché-è-la-mia-cultura, mi pettino così perché-è-la-mia-cultura, ti tratto così perché-è-la-mia-cultura.
    Così si arriva anche a cose come: io ti picchio perché-è-la-mia-cultura, ti uccido perché-è-la-mia-cultura, ti violento perché-è-la-mia-cultura. Eh cara, non ci posso fare niente, sai: è la mia cultura.
    b) Anche se credo che in molti i casi la scelta individuale venga modellata dalla cultura (vedi poligamia), sono convinta che nei casi di violenza e di omicidio la responsabilità sia sempre e soltanto individuale. Quindi musulmano, cristiano, edonista, comunista, monaco tibetano o maestro elementare, sei usi violenza contro le donne, il responsabile sei tu. Punto.
    c) Poi certo Giuseppe: se le donne corressero a denunciare alla prima occasione, qualcuna si salverebbe le ossa, e magari la vita. E infatti ci sono campagne di sensibilizzazione per incoraggiare le donne vittime di violenza a uscire dal silenzio (visto “Action for Women”?).

    Ma secondo me a) la formazione culturale delle nostre scelte, b) la responsabilità individuale di chi la violenza la compie, e c) il sostegno sociale e istituzionale alle donne che denunciano, sono gli elementi di un unico quadro.

    P.S. Dici che due post “cozzano”. Ocio: a scrivere su questo blog siamo in quattro. L’articolo sulla poligamia l’ha scritto varvarapetrovna, questo su cui stiamo discutendo antigonexxx (lo si legge sotto il titolo del post, a sx). La pensiamo allo stesso modo su molte cose ma non su tutto. Se no sai che noia.

  14. antigonexxx permalink*
    28 febbraio 2010 11:56

    @Giuseppe: giuro poi mi defilo pure io. due cose:
    1- si può vedere il bicchiere mezzo piena da un lato e mezzo vuoto dall’altro ponendo attenzione alla direzione che lo sviluppo sta prendendo. Nei paesi arabi dove le donne pian piano guadagnano i loro diritti e una parità nei confronti dell’uomo la direzione è positiva. Qui in Italia, dove quei diritti sono stati conquistati da tempo, vedo un movimento in negativo. Ovvero guardando i massmedia che il più delle volte propongono un’immagine della donna degradante, oppure il riemergere del dibattito sull’aborto, la legge sulla procreazione assistita, l’aumento della violenza nei confronti delle donne, non posso che affermare che ci troviamo di fronte ad una regressione.
    2- non dò del maschilista a chiunque non la pensi come me (cosa che tu fai bollandomi come noglobal…eh scusa ma mi stanno anche un po’ sul c… mi tocchi su un punto debole). Maschilista, e lo ribadisco, è l’idea che a dover farsi carico di quella violenza e della suo soluzione siano le donne. Non riesco a capire perchè, visto che il problema ha origine nell’uomo, non possiate essere voi a farvi carico di un cambiamento di prospettiva e di comportamento.

  15. dio abortito permalink
    23 gennaio 2011 14:51

    gli uomini che picchiano le donne fanno shifo, le donne che accettano passivamente questa cosa fanno schifo anche loro.

    ”Maschilista, e lo ribadisco, è l’idea che a dover farsi carico di quella violenza e della suo soluzione siano le donne. Non riesco a capire perchè, visto che il problema ha origine nell’uomo, non possiate essere voi a farvi carico di un cambiamento di prospettiva e di comportamento.”

    cazzo dici? secondo te se una persona mi pesta a sangue ogni giorno, sono io che devo farmi a valere o devo aspettare che lui cambi comportamento? se una donna viene picchiata e non si ribella, e accetta passivamente quella situazione, che donna è? che si sottomette a un pirla e si uccide la propria dignità? il problema della violenza sulle donne viene sia dagli uomini che la praticano , sia dalle donne che al posto di pensare con la loro testa si fanno sottomettere!

    se uno mi picchia io reagisco! mi spiegate perchè migliaia di donne non lo fanno? perchè non sono vere donne, sono solo delle sottomesse di merda!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: