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Biobestia!

24 febbraio 2010

Già che la Binetti abbia votato a favore, dà un’idea dell’emendamento approvato sulla legge che riguarda il testamento biologico.

Vi si stabilisce che nutrizione e idratazione «devono essere mantenute fino al termine della vita – ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo».

Si traduce più o meno così:

Il paziente non ha nessun controllo sull’inizio delle terapie. Arrivano e basta: il suo parere non importa niente, non vale niente. Fa notare Ignazio Marino che le cure non più efficaci le si sospende già. I medici il loro mestiere lo fanno, nonostante Binetti, Di Virgilio o Quagliarello che, come dice lui, si permette di parlare di “responsabilità politiche”. Appunto.

Cercheranno di farci credere che sia un’apertura e invece è l’ovvio: l’emendamento esclude la forma più grave di accanimento terapeutico, quei trattamenti medici “futili”, portati avanti quando nulla può far prevedere alcun miglioramento nelle condizioni di salute del paziente. Un’altra umiliazione per la deontologia di medici ed infermiere. Un’altra puntata di politica degli annunci. Un altro sopruso dell’art. 32 della Costituzione.

E una macabra roulette russa per tutti gli altri.

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2 commenti leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    24 febbraio 2010 13:32

    Lo so che non è bello da dire ma spero proprio che un’esperienza del genere li colpisca personalmente. Quelli che si permettono di parlare così sulle malattie in fase terminale non sanno quello che significa, non ne hanno proprio idea. Che si facessero un giro in qualche reparto di oncologia…sti stronzi!

  2. 25 febbraio 2010 04:16

    Scusate, ancora io. Appendice.
    Ho letto questo bell’articolo di Maria Mantello che mi ha fatto cambiare idea. Dunque, l’emendamento potrebbe essere molto peggio di come l’avevo capito! Allora. Il punto è che il ddl esclude i casi in cui le terapie di alimentazione “risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo”. Ma a quanto pare questa frase può essere intesa in due modi.
    1) uno è come fa Ignazio Marino sull’Unità (quello linkato nel post). E’ il modo ottimista. Lui dice che l’emendamento stabilisce quello che i medici già fanno, ciò staccano quando l’alimentazione (nemmeno quella) serve più. Si fa già: l’emendamento è uno specchietto per le allodole che confonde le carte in tavola. Dice Marino: il punto importante non è la fine, ma l’inizio, cioè il paziente deve poter scegliere le terapie cui verrà sottoposto a monte.
    2) l’altro modo di intendere l’emendamento è come fa Maria Mantello su MicroMega, che sarebbe il modo terrificante. Praticamente la Mantello dice che con l’emendamento si stabilisce per legge che l’alimentazione sarà obbligatoria fino al momento in cui il tuo corpo non sarà più in grado di metabolizzarla. “Ovvero quando si è del tutto cadaveri”, lei riassume così. Il che è uno scenario ben più allarmante. Anche per i medici, che da oggi devono avere paura di star infrangendo la legge se seguono quella che è una prassi normale e umana.

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