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Femminismo pubblicitario

17 marzo 2010

Oggi Donne Pensanti riprende la notizia data da Repubblica di Bologna: il candidato alle regionali dell’Italia dei Valori Valerio D’Alessio affronterà il tema della mercificazione del corpo femminile.

Fin qui: era ora, grazie.

Bene, e con quali ospiti verrà affrontato il tema? Magari con Francesca Sanzo, ideatrice di Donne Pensanti, che proprio a Bologna vive e opera e che non è nemmeno sconosciuta alle cronache locali? No.  Con Patrizia D’Addario.

Ora. Io considero giusto che si sia parlato e anche che si continui a parlare della vicenda che ha visto il nostro premier frequentare prostitute e ragazze in cerca di favori economici e scalate sociali (intanto frequenta anche mafiosi, giudici corrotti, avvocati corruttori, membri compiacenti dell’autorità per le garanzie delle comunicazioni, direttori di telegiornali parziali, e compagnia cantante).

Parliamone pure, delle prostitute di Berlusconi. Però si chiamava informazione, non femminismo: e si doveva fare un anno fa.

È una patetica conferma del fatto che oggi la questione femminile in Italia è considerata un fenomeno da baraccone invece che una battaglia politica. Una trovata pubblicitaria per un partito (l’Idv) invece che la convinzione nell’equità sociale, economica e politica tra i sessi.

Valerio D’Alessio avrebbe forse fatto un servizio ai cittadini (e alla questione femminile) proponendo le proprie idee in tema  di asili nido, trasporto pubblico, sanità. Ma, si sa, per queste cose ci vuole preparazione. E, per chi ha fretta di vincere, invece che di fare un servizio pubblico, è molto più facile, economico e redditizio farsi pubblicità.

P.S. Grande commento da Lucia: «Adesso propongo che venga invitato Erode a parlare degli asili nido, Ratzinger del rispetto degli omosessuali, la Mussolini sulle leggi razziali, Bossi sulla questione meridionale, Striscia la Notizia sul giornalismo scientifico, Lapo Elkann a un convegno sulle tossicodipendenze ed Emanuele Filiberto di Savoia sulla Costituzione».

2 commenti leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    18 marzo 2010 09:41

    Cerco che parlare di mercificazione del corpo femminile con un escort mi sembra davvero il colmo…cosa non si farebbe per un po’ di voti…e chi ne paga le conseguenze è sempre la “questione femminile”!Ora il problema della mercificazione del corpo viene presentato come il caso in cui una la dà per qualcosa e non riceve niente in cambio (vedi appunto Patrizia D’Addario).

  2. 18 marzo 2010 15:23

    Da Donne Pensanti, copio qui l’intervento sulla vicenda di Veronica Vicinelli, candidata Idv.

    Cara Francesca
    Sono candidata IDV nella Provincia di Bologna e nella stessa lista di Valerio D’Alessio.
    Rispondo al tuo post per dirti che il tuo sconcerto è stato analogo al mio sconcerto, quando, qualche giorno fa, ho visto i volantini della serata organizzata con Patrizia D’Addario.
    Disapprovo un modo di fare campagna elettorale che non punti sulla qualità della politica. Disapprovo che, per condannare quel modello culturale che fa del corpo di una donna una merce di scambio, si utilizzi proprio chi ha deliberatamente scelto di adottare quello stesso modello.
    Vedi, penso (anzi sono sicura) di non aver mai usato il mio corpo per fare politica o per ottenere vantaggi personali; considero svilente anche per me questa iniziativa, proprio perché, usando le tue parole, ho sempre cercato di promuovere un diverso modello di donna, di promuovere la mia specificità (nel lavoro, nella politica, nelle relazioni sociali), senza sfruttare il mio corpo per avere favori. Senza fare del mio corpo (e quindi, indirettamente, del corpo delle altre donne) un oggetto di marketing.
    Il tuo sconcerto è il mio sconcerto.E forse anche di più.
    Pensa che, proprio lunedì sera, abbiamo organizzato una serata, come Coordinamento Donne IDV, sul famoso documentario di Lorella Zanardo, “Il corpo delle donne”. Abbiamo chiamato a parlare anche una giornalista di Milano che ha fondato un blog, “Donne della Realtà”, per certi versi analogo al vostro. Il tema della serata era, naturalmente, l’utilizzo del corpo femminile come strumento di potere e visibilità. Alla fine della serata ho parlato dei manifesti della campagna elettorale di Mambelli, candidato della Lega Nord per la regione. Proprio quello a cui si riferisce D’Alessio per pubblicizzare la sua serata. Ho mostrato che, in questi manifesti, tre ragazzine in atteggiamento ammiccante, tre lolite, con un chiaro richiamo erotico, sottostanno a uno slogan apparentemente ambiguo: “Scrivi Mambo, Mambo sei tu” [di questo manifesto si è occupato il blog Unaltrogeneredicomunicazione, NdR]. Non solo “scrivi Mambo” (il candidato che invita a scrivere il suo nome), ma anche “Mambo sei tu”, all’apparenza uno slogan più oscuro, in realtà un invito: noi, tre belle ragazzine giovani, siamo di Mambo, e quindi siamo anche un po’ tue, se lo voti.
    Non ne posso più di questa sottovalutazione continua di un problema che, invece, è molto grave.
    Faccio politica perché mi sta a cuore occuparmi del bene comune e sono candidata per un partito a cui, sono certa, stanno a cuore i problemi delle persone. La mia passione è rivolta ai diritti civili e alla giustizia sociale, al lavoro di cura e riproduzione, all’istruzione e all’ambiente. Domani sera sarò presente, per ribadire il mio pensiero sull’inopportunità della scelta.
    Non mi resta che esprimere tutto il mio disappunto per una simile iniziativa e dissociarmi.
    Veronica Vicinelli
    Candidata IDV al Consiglio Regionale

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