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C’è puzza di ottimismo…

22 marzo 2010

Stamattina per caso incappo in questo articolo di Jacopo Fo. Mi perdonerete l’ignoranza ma io non lo conosco.  Ci arrivo tramite Facebook e trovo una sfilza di commenti incensanti riassumibili così:  un “vero intellettuale” che finalmente dice le cose come stanno.

Allora lo leggo. Iniziale fastidio per la compiacenza con cui il Fo racconta l’episodio della redattrice che aggiunge “Eva non era da meno”, e si stupisce tanto che sia proprio una donna a scriverlo. Mah, forse il caro Fo non lo sa ma l’ultima moda fra le donne che non vogliono essere considerate delle femministe (ergo brutte-acide-zitelle a vita) è quella di fare le sportive, quelle che la prendono con ironia,  assumendo su di sé anche le colpe dei maschi.

Dicevo a parte l’iniziale fastidio, proseguo nella lettura del post, in cui il Fo rivela il grande male che affligge l’Italia tutta.  Ovvero l’ignavia. Uomo medio = il male della nostra Italia. L’uomo medio  (per lui sinonimo di mediocre),  che non è solo il pecorone votante PdL, ma sono tutti gli italiani che, invece di fare la rivoluzione, vanno a lavorare (scemi loro!), e che, grazie a questo atteggiamento, avrebbero contribuito a farci sprofondare tutti nella melma  fino al collo. Tutti bravi a lagnarsi e nessuno agisce. Insomma, Italiani, siete tutti chiacchere e distintivo, tzè!

Ora, oltre a chiedermi perplessa cosa facciano nel concreto il sig. Fo e la fantomatica Eleonora per cambiare il nostro paese, capisco che probabilmente il sig. Fo (che dalle mie ricerche ho scoperto essere niente meno che figlio di…) non si sia mai trovato in situazioni di reale bisogno. Se lavoro in un’azienda con il terrore di diventare cassintegrato con una famiglia a carico, scusi, ma non è che il mattino mi sveglio e invece di andare a lavorare vado a fare la rivoluzione.  Che, poi, non si capisce bene cosa cavolo sia questa rivoluzione.

Io sarei pure un po’ stanca di sentirmi fare la predica da ex sessantottini (presunti e non) che, perchè hanno partecipato a due cortei, ritengono di essere stati loro gli unici e i soli a cambiare le cose. Il problema è che questo atteggiamento ha una carica virale non indifferente, per cui contagia  pure quelli che ai cortei non ci sono andati, spesso per motivi anagrafici (il Fo era tredicenne nel ’68), ma che, solo per il fatto di essere stati  fisicamente viventi in quel momento, si sentono depositari di tutto il valore  di quella stagione.

E direttamente da questo retroterra molto radical  e molto chic deriva la tanto attesa soluzione.  C’è da dire che il sig. Fo non  lo sa come risvegliare le coscienze di tutti noi poveri cittadini mediocri, anche perchè lo ritiene un lavoro praticamente impossibile, visto il livello a cui siamo regressi. Ma una soluzione per risolvere i problemi del nostro paese  ce l’ha:  bisogna essere positivi.

Oh, che bello! Grazie. L’ottimismo, la panacea di tutti i mali, lo dice pure il dottore a mia nonna novantenne che si lamenta dei suoi acciacchi.   Siamo alle solite, ci viene spacciato come pensiero ragionato e provocazione, questo qualunquismo peace&love-mettiamo dei fiori suoi vostri cannoni-volemose bene bla bla bla.

La soluzione del  Fo sarebbe quella di comunicare al prossimo gioia, amore, felicità insomma… ottimismo.  Ma sbaglio o non c’era pure un altro, un po’ tappo,  che parlava di ottimismo un po’ di tempo fa?

E poi, scusate, io ne avrei abbastanza di sentirmi dare della cogliona.  Già  SSS (Silvio Santo Subito) a suo tempo non si è risparmiato, adesso ci si mette pure il Fo?

E che cacchio, no grazie!

3 commenti leave one →
  1. supermambanana permalink
    22 marzo 2010 21:54

    il pezzo e’ di una tale immaturita’ psicologica da essere imbarazzante, altro che radical-chiccheria, magari!

  2. varvarapetrovna permalink*
    22 marzo 2010 22:21

    spero ti riferisca al post del Fo e non al mio. 🙂
    Non l’ho messo nel post ma c’è una parte indicativa dello sforzo concettuale e della profondità con cui ha prodotto il suo scritto. Quando si lamenta di quanto sia deprimente, mentre sorseggia il caffè al mattino, vedere su Facebook le foto dei link di solidarietà sui bambini malati di cancro… Credo che mai come in questo caso un bel vaffanculo sia adeguato. Perdonami il francesismo. 😀

  3. supermambanana permalink
    22 marzo 2010 22:52

    ovviamente al post di Fo 😀

    guarda quando ha detto che si chiede ma come fa un essere umano ad ammazzarne un altro (piu’ o meno, non mi far andare a riaprire il post per metterlo letterale) mi son cadute le braccia, della serie e vabbe, passiamo ad altro, eh, che e’ meglio.

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