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Che finezza, Sig. Fini!

29 marzo 2010

L’altro giorno apro il sito de “Il Fatto quotidiano” per vedere cosa ci fosse di interessante da leggere. Lo faccio spesso e devo dire che, finora, la mia ricerca non era mai stata disattesa. Questa volta però mi trovo di fronte un articolo il cui titolo non faceva presagire niente di buono, ovvero “Donne, guaio senza soluzione”. L’autore è il noto giornalista Massimo Fini che finora avevo sempre stimato, pur non condividendo le sue idee.

Il suddetto articolo contiene una tale accozzaglia di luoghi comuni sulle donne e di un livello talmente basso che risulta difficile credere che lo abbia scritto una persona così culturalmente preparata. Ovvero, se si fosse trattato di “Maschio 100 percento” (di cui abbiamo parlato qui) non mi sarei stupita e avrei preso la cosa come un ulteriore esempio di come la pochezza umana, unita ad una buona dose di ignoranza, possa raggiungere abissi inimmaginabili. L’autore è invece un giornalista le cui idee sessiste sono state esposte nero su bianco in un giornale che fino ad ora godeva di una certa credibilità.

Nel suo articolo il Sig. Fini delinea il carattere e la natura della donna nel modo seguente:

  • é la razza nemica del maschio;
  • astuta, cinica e ingannatrice al punto che l’uomo appare come un bimbo indifeso tra le grinfie della strega;
  • usa il sesso come espediente per soggiogare l’uomo;
  • insaziabile nei confronti del sesso;
  • egocentrica al punto tale che per soddisfare i suoi desideri è pronta a tutto;
  • così priva di istinto materno da non voler più fare figli;
  • arrivista sociale al punto tale da aver perso tutta la sua femminilità.

Le tesi sopra elencate e sostenute dal sig. Fini sono talmente ridicole che occorre rileggere l’intero articolo per comprendere quale ne sia il vero senso. Qual è lo scopo dell’autore? Qui si cerca di rendere non solo conto della disparità tra uomo e donna ma anche di criticare tre punti del nostro ordinamento giuridico: il tentativo di parificare le condizioni oggettive di accesso al lavoro, le leggi contro la violenza sessuale, le leggi su separazione e divorzio. Per difendere le sue opinioni in merito il Sig. Fini (opinioni che credo siano legate più a vicende personali che ad un’analisi corretta delle relazioni uomo/donna) avrebbe potuto trovare argomenti decisamente migliori e di più alto spessore. Ma, non volendo esporsi completamente, si è cimentato in questa patetica invettiva contro le donne.

Le consiglio di restarsene rintanato dietro la siepe da lei citata. E’ più facile nascondersi che esporsi.

Al Fatto consiglierei di valutare con maggior attenzione gli articoli che pubblica perché a farsi divulgatore delle frustrazioni personali degli altri, presentandole sotto una maschera di serietà, ci fa davvero una brutta figura.

Segnalo inoltre un’iniziativa contro Il Fatto, organizzata da Angela Firpo Valentina Vandilli: Mail Bombing alla redazione (segreteria@ilfattoquotidiano.it). Partecipate numerosi!!

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11 commenti leave one →
  1. supermambanana permalink
    29 marzo 2010 14:30

    ma soprattutto, qual’e’ lo scopo del pezzo? Cioe’, chi ne ha sentito il bisogno? Era giusto per riempire una pagina? Non vedo lo spunto, ecco, l’inutilita’ e’ grave quasi quanto il contenuto.

  2. antigonexxx permalink*
    29 marzo 2010 15:45

    Grazie della segnalazione! 🙂

  3. angela permalink
    29 marzo 2010 15:50

    Vorrei precisare che l’iniziativa di mail bombing non è stata oragnizzata da Angela Firpo, ma da Valentina Vandilli, creatrice e amministratrice della pagina su fb.

  4. 29 marzo 2010 16:50

    Grazie Angela, ho corretto il nome dell’ideatrice del mail bombing. L’errore era colpa mia, sorry!

  5. Carneade permalink
    29 marzo 2010 17:50

    Ma quell’articolo è pazzesco…ed è interessante leggere i numerosissimi commenti: c’è chi dice che si tratta di una provocazione intelligente…?!?!?!?! Non ho parole. Non ho parole. E’ pazzesco. Sul Fatto, poi…
    Ma che provocazione è? Come se io, così, per “provocare in modo intelligente”, dicessi e/o scrivessi (pubblicamente, tipo su un giornale) che tutti gli autori del Fatto sono una manica di deficienti, venduti, repressi, vigliacchi, incompetenti, cazzari… Wow che brillante provocazione, eh? Non può che nascerne un dibattito costruttivo, non c’è dubbio.

    p.s. a me il Fatto piace un sacco, non smetterò di leggerlo per quest’idiozia

  6. antigonexxx permalink*
    29 marzo 2010 18:52

    @Carneade: secondo me non è una provocazione. Come sottolinei tu, come tale essa non avrebbe alcun senso. A me sembra piuttosto l’opinione delirante di qualcuno che, incapace di trattenere la sua frustrazione, ce l’ha con le donne per motivi strettamente personali. Il problema nasce nel momento in cui si leggono i molti commenti di persone che trovano in quelle affermazioni, delle verità e si sentono perciò ancor più legittimate a perseverare in comportamenti discriminanti e violenti nei confronti delle donne.

  7. 30 marzo 2010 13:23

    Ho segnalato questo post che credo sintetizzi al meglio una parte di quel che ho provato davanti al post dell’illustre Fini…siamo in sintonia.
    ho scritto una lettera aperta ieri da me : http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/03/29/lettera-aperta/

    Grazie e complimenti.
    Alessandra

  8. antigonexxx permalink*
    30 marzo 2010 13:47

    @gliocchidiblimunda: bella lettera (chissà che tutte queste critiche abbiano sortito un qualche effetto!) e complimenti per il blog 😉

  9. Ibrahim permalink
    20 dicembre 2010 14:11

    In nome del Dio clemente e misericordioso
    Qui in Occidente le opinioni del giornalista Fini fanno scandalo ma nei paesi dove l’Islam, come
    è giusto, esercita il potere queste sono certezze assodate e condivise. Del resto il trattamento
    che le donne vi subiscono ne costituiscono la logica conseguenza. Essi sono gli unici paesi ove
    vi è il coraggio di giustiziare le donne. Invece l’Occidente marcio decadente e corrotto non osa
    irretito dall’ideologia femminista e dalla sciocca idea della grandezza della donna (ma dove e in
    che cosa?) applicare la pena di morte sulle donne, non solo, ma cerca di impedirla anche nei
    paesi islamici dove essa vige. Tutte quelle civiltà che non tengono conto della divisione dei
    sessi e dei ruoli sono destinate a decadere e a sparire. Come l’Occidente farà assai presto!

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  1. Lettera aperta « Gli occhi di Blimunda

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