Skip to content

Celibi e cerberi

30 marzo 2010

Avevo 17 anni quando la mia migliore amica mi telefonò in lacrime.

Stava uscendo con un ragazzo che le piaceva moltissimo ed erano andati a letto insieme per la prima volta. Quando lei gli disse “È stato bellissimo fare l’amore con te”, lui tirandosi su la zip le rispose “Mah, veramente io mi solo sono svuotato le palle”.

Ho l’impressione che il dibattito sull’abolizione del celibato per i preti cattolici inteso come soluzione alla pedofilia abbia più o meno questa profondità.

Io sarei favorevole a vedere i preti cattolici sposati, semplicemente perché non vedo nulla in contrario tra questo e la missione sacerdotale. Nella storia della chiesa romana, poi, il celibato sacerdotale è stato molto controverso, e anche ampiamente disatteso (pensate ai diaconi. Stanno a questo dibattito come gli opossum stanno alla teoria dell’evoluzione: sono fossili viventi). Quanto a porre la base dell’astinenza sessuale sull’imitatio Christi, si tratta come minimo una mossa azzardata, visto che Gesù frequentava prostitute e i vangeli lasciano intendere che si volessero bene.

Ben venga un dibattito interno alla chiesa sul matrimonio dei sacerdoti. Personalmente, però, sarei soddisfatta solo se questo facesse parte di un ripensamento ben più ampio all’interno della chiesa riguardo all’intera sfera della sessualità. Cosa vogliamo pensare del primo dei mali cattolici in materia, l’inscindibilità di sesso e procreazione? È sulla base di questo che la chiesa cattolica vieta espressamente qualsiasi pratica contraccettiva, preservativo compreso, affermandosi così come la prima istituzione di diseducazione sessuale del pianeta (e rendendosi responsabile in Africa di quello che io considero un genocidio su base economico-culturale. Ma questo è un altro discorso). Cari cattolici, fatevi una bella pensata sulla sessualità in generale. Fate un bel brain storming sul concetto di procreazione responsabile, sulla fondatività del piacere fisico all’interno della coppia, sull’amore che è amore in ogni sua forma, anche omosessuale e, che ne so, sul sacerdozio femminile. Fossi in voi, non saprei da dove iniziare. Basterebbe che iniziate.

Quindi sono favorevole, più che favorevole al matrimonio dei sacerdoti. Ma non al fatto che il matrimonio venga pensato come una soluzione al problema della pedofilia: mi pare un pensiero profondamente perverso. Almeno per tre ragioni.

Primo, perché la sessualità maschile ha una dignità. Non è vero che nel caso in cui un uomo sessualmente maturo non abbia a portata di mano un corpo umano in cui penetrare, allora prenderà il primo che gli capita, fosse anche quello di un bambino. Perlomeno, non un uomo sano di mente. Uomo che stai leggendo: ma davvero ti stanno facendo credere che l’astinenza sessuale, anche prolungata, ti renderebbe capace di violentare un bambino? due? e duecento bambini sordomutiSecondo, perché la sessualità femminile ha una dignità. Pensare di risolvere il problema della pedofilia assegnando una donna ad ogni potenziale pedofilo, significa riconoscere quale ruolo alla donna in questione? Un contenitore di sperma, come nella storiella iniziale. Terzo, credere che il matrimonio possa risolvere il problema del pedofilo è ignoranza, perché significa ignorare il fatto che la pedofilia è un disordine psicologico. E i problemi psicologici non si risolvono con una donna e una famiglia. Anzi, di solito ne pagano le spese la donna e la famiglia. Alla faccia della soluzione.

Qualcuno potrebbe obiettare: sì, ma l’astinenza sessuale imposta ai preti cattolici favorisce proprio a questo tipo di disordini psicologici. Altrimenti non si spiega, le cifre sono allucinanti (4 preti su 100, dice il prefetto della Congregazione per il clero. Io non posso saperlo ma, se lui dice così, temo che siano molti di più. Mi parebbe un po’ come fidarmi della questura per sapere quanta gente c’era a una manifestazione della sinistra).

Comunque per stabilire una correlazione tra celibato e pedofilia ci vorrebbe qualcosa di più. E io credo che le radici dell’alto tasso di pedofilia tra i sacerdoti siano altre. Leonardo ha una teoria. Dice:

«Non a causa del voto di celibato ma perché, banalmente, la loro vocazione consente loro di interagire con molti bambini, in una posizione di potere, e godendo della fiducia delle famiglie e della comunità».

Se ha ragione lui, non è che i preti diventano pedofili. Sono i pedofili che diventano preti.

Il matrimonio non è soluzione al problema perché non il matrimonio non è affatto una garanzia per una sessualità sana. Niente lo è. Vedremo mai dei preti cattolici sposati con sette figli, tipo famiglia felice di Seventh Heaven? Ce lo possiamo anche augurare. Ma non veniteci a dire che se i papà felici fossero stati in astinenza sessuale, sarebbero stati pedofili.

Advertisements
One Comment leave one →
  1. antigonexxx permalink*
    30 marzo 2010 14:00

    Anch’io quando ho letto la proposta di togliere l’obbligo del celibato per i preti motivandolo come metodo anti-pedofilia sono rimasta davvero esterrefatta! A parte la stupidità della proposta (da tutti i punti di vista una vera cazzata) mi sembra che essa portasse con sè una visione della donna davvero degradante. Un gioco nelle mani dell’uomo. Diamogli una donna che così si sfoga un po’….è meglio che la sua devianza sia rivolta contro una donna, e per lei chissenefrega…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: