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AAA preservativi cercasi

17 aprile 2010

La notizia è del primo aprile, ma non si tratta di uno scherzo.

In questa farmacia di Roma ad alcuni clienti che chiedevano dei preservativi è stato risposto che non li tenevano, e ciò per motivi religiosi. Le critiche di varie associazioni non si sono, per fortuna, fatte attendere. L’Arcigay ha organizzato una manifestazione di fronte alla farmacia per protestare contro un’azione che lascia senza parole. Siamo di fronte ad una concretizzazione estremistica delle posizioni della Chiesa, concretizzazione che lascia pensare che il clima si stia facendo sempre più difficile per coloro che, nei confronti di quelle posizioni, non si trovano d’accordo. Immaginiamo che l’esempio di questa farmacia sia seguito da altre. Immaginiamo che questo tipo di “obiezioni di coscienza” diventino la regola. Non si tratta di un’immaginario così surreale. Non resta che boicottare gli esercizi che adottano questo tipo di politiche sperando che il calo negli introiti faccia sì che costoro cambino politiche di vendita (ne sono quasi certa ;-)).

2 commenti leave one →
  1. Omofiliaco permalink
    19 aprile 2010 22:23

    Io non vorrei davvero essere pedante. Però sento impellente l’esigenza di chiarire una cosa fondamentale che riguarda il diritto, inteso come disciplina: l’obiezione di coscienza è rigorosamente regolamentata dalla legge italiana: riguarda il rifiuto di interrompere una gravidanza, riguarda, o meglio riguardava il rifiuto di prestare servizio militare. Non riguarda, per citare un esempio molto, troppo ricorrente, il rifiuto di prescrivere la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, in quanto la somministrazione di tale farmaco non è regolamentata dalla legge 194 – la quale prevede la possibilità per l’operatore sanitario di fare appello all’obiezione di coscienza – perché detta pillola è considerata un sistema contraccettivo, non un dispositivo farmacologico per l’interruzione della gravidanza; ne segue che non riguarda nemmeno i preseravativi, o le spirali, o le pillole anticoncezionali. Insomma, non si può certo obbligare un farmacista a vendere preservativi perché la sua scelta di non farlo non configura – esagero – un’omissione di soccorso. D’altra parte questo farmacista non può nascondersi dietro l’obiezione di coscienza perché non sta parlando di qualcosa di aleatorio e che riguarda ciascuno nel suo privato; sta invece appellandosi a un dispositivo giuridico ben preciso che non può né deve essere snaturato. E dico tutto ciò non tanto perché mi fanno pena queste persone che non vogliono vendere i preservativi perché il cuoricino di cristo sanguina ogni volta che uno spermatozoo si schianta contro una barriera di lattice; dico tutto ciò perché sono stramaledettamente stufo di vivere in un paese nel quale il Diritto non è più una cosa seria; dove ognuno può farne quello che vuole a seconda di come si sveglia la mattina. Eh no cazzo!! Non funziona così: l’ho detto e lo ripeto – del resto sono pedante – la libertà è nel rispetto della legge. E’ tempo di riscoprire l’esattezza.

  2. antigonexxx permalink*
    20 aprile 2010 09:30

    @Omofiliaco: Concordo su tutto e aggiungo che questo non rispetto della legge, accompagnato da un disprezzo per ciò che il diritto è nella sua essenza di forma condivisa, è sì diffuso ma non onnipervasivo. Cioè il non rispetto della legge da parte di alcuni necessita che questa stessa legge sia rispettata da altri. Se ciò non fosse non vi sarebbe alcun ordinamento giuridico, alcuno Stato. Il pericolo non sta quindi, a mio avviso, nella soppressione assoluta di ciò che si configura come “legalità”, ma nella divaricazione sempre più estesa tra la condizione di chi la legge la rispetta e quella di non lo fa.
    Riguardo al caso specifico: La chiesa si proclama continuamente contro le leggi statali, come aborto etc e, facendo questo, si autoproclama come autorità superiore rispetto ad esso. Se la Chiesa non ha rispetto dello Stato non l’avranno neppure i suoi membri.

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