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Generazioni (di donne) future

23 aprile 2010

Questi sono alcuni dei commenti apparsi su Facebook in merito all’azione di protesta contro il cartellone pubblicitario nel Comune di Sanremo (di cui abbiamo parlato qui e qui).

Mi sembra quindi, di fronte a queste affermazioni che devo dire mi hanno lasciato abbastanza stupita, di dover sottolineare e ribadire qual è il senso e lo scopo più profondo che sta in queste azioni di boicottaggio/protesta.

Di fronte a commenti che ne sminuiscono la portata e che fanno appello o all’esistenza di problemi più importanti nei confronti dei quali questo sarebbe solo marginale, oppure alla non sussistenza di alcun tipo di problema nella diffusione di stereotipi femminili di questo tipo, è doveroso parlare e ricordarci di loro: le bambine.

Noi possiamo mostrarci, legittimamente, soltanto infastiditi di fronte a queste pubblicità, possiamo reputarle qualcosa che non tocca nè coinvolge la nostra vita personale. A noi, persone di una certa età, possono suscitare indignazione, fastidio, indifferenza, tutti sentimenti che però ci coinvolgono, in quanto adulti, “non direttamente”. Opporsi ad esse è da questo punto di vista una questione di idee, pensieri, modi di vivere.

Ma quando si tratta di bambine, la cosa assume un’altra direzione. Queste pubblicità entrano nella loro vita, diventando “educazione”. Non rappresentano più qualcosa di puramente esteriore, ma qualcosa che viene interiorizzato come modello di crescita e sviluppo. E’ per loro che dobbiamo portare avanti questo tipo di proteste. E’ a loro che dobbiamo la nostra costante indignazione verso questa degradazione quotidiana dell’immagine della donna. Vista così è davvero senza senso questa lotta?

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17 commenti leave one →
  1. 23 aprile 2010 11:35

    Questi commenti mi dicono solo che c’è ancora molto lavoro da fare. Dàje. Non stanchiamoci di parlare, diffondere, svegliare, stimolare, con ogni mezzo lecito. Dàje!

  2. antigonexxx permalink*
    23 aprile 2010 11:44

    Moltissimo lavoro da fare, ma qui non ci si stanca mai 😉
    grazie del supporto

  3. 23 aprile 2010 14:16

    Grazie per la segnalazione!
    E’ giustissima la vostra considerazione: nessuno pensa alle bambine e loro non possono difendere i proprio diritti, dobbiamo farlo noi!

  4. 23 aprile 2010 14:19

    bellissimo post: io sono rimasta annichilita e molto rattristata da quei commenti. Poi in realtà di simili ne sono arrivati su donne pensanti e anche io, come Lorenzo, ho pensato che sono solo il segno del tanto lavoro che dobbiamo fare per sviluppare spirito critico e anticorpi a queste forme di dis-cultura.

    Grazie per questo bel post che mi fa pensare che in realtà le nostre voci sono di più rispetto a quelle di chi si adegua allo stereotipo (e forse lo ama pure!) pur di non mettere in discussione il proprio pigro e tranquillizzante mondo.
    francesca sanzo – panzallaria
    donne pensanti

  5. antigonexxx permalink*
    23 aprile 2010 14:39

    @giorgia: porre attenzione sugli effetti educativi di queste pubblicità mi sembra che renda evidente la necessità di opporvisi con sempre più forza. Soprattutto perchè molte persone, a quanto pare, sono così abituate a vederle che non si accorgono più degli effetti deleteri che hanno.
    @francesca: avevo letto anche i commenti nel tuo blog ed è stato proprio per tutte queste voci che ho deciso di scrivere questo post. Anch’io infatti mi sono stupita di quante persone reputassero queste proteste una sciocchezza. Per questo serve un lavoro davvero capillare, duraturo, insomma…mai abbassare la guardia, soprattutto per le donne di domani!

  6. 23 aprile 2010 15:38

    Spero vivamente che le persone dietro questo movimento (Donne Pensanti, questo blog e chiunque voglia dare il proprio contributo) non si aspettassero una passeggiata nel momento di intraprendere questa battaglia.
    L’inerzia da affrontare è enorme e numerosi sono i culi pesanti da smuovere.
    Quindi mi unisco al coro di Lorenzo: DAJE!!!

  7. antigonexxx permalink*
    23 aprile 2010 15:58

    @seamus: mai pensato che sarebbe stata una battaglia semplice. E aggiungo che l’idea che i culi pesanti da smuovere siano tanti, più che demotivarci, ci spinge a fare sempre di più e, si spera, sempre meglio!

  8. varvarapetrovna permalink*
    23 aprile 2010 16:00

    comunque è molto triste. Se vivessimo in un paese civile, pubblicità come questa non se ne vedrebbero. Punto e basta. Ma proprio perchè in Italia questo tipo di pubblicità è la regola, è necessario fare presente con le proteste che le cose non dovrebbero essere così. Anche a quelli che commentano su Facebook.
    Interessantissimo, a livello sociologico e culturale, (antigonexxx ne sarà ormai annoiata perchè è uno dei miei crucci) analizzare dai commenti come sia considerato il femminismo. Me li vedo questi mentre sbuffano, come quando avevano latino alla quinta ora….pppfffff arrivano le femministe, che palle! 😀

  9. antigonexxx permalink*
    23 aprile 2010 16:06

    @varvarapetrovna: non mi annoiano mai le tue analisi sulle critiche al femminismo, sempre accompagnate da una passione e un fervore contagiosi!indignarsi sempre, abituarsi mai 😉

  10. franco permalink
    26 aprile 2010 11:47

    ma smettetela…ridicoli!!

  11. antigonexxx permalink*
    26 aprile 2010 12:36

    @franco: la tua analisi così lucida e approfondita mi lascia senza parole.

  12. athos permalink
    3 maggio 2010 22:28

    Sono politically incorrect

    In linea di principio non si puo non essere d´accordo con l´utilizzo del corpo femminile come esca per vendere.

    Ma mi chiedo : la libertá della donna che ha voluto farsi fotografare, cosí come la libertá delle tantissime altre che corrono ( dico : corrono e non ho paura di smentite ) dalle agenzie pubblicitarie per farsi fotografare in pose piu o meno desnude a svendere il proprio corpo, dove la mettiamo ?

    Insomma , se io (anche se sono un maschio ) voglio farmi fare delle foto per pubblicizzare un prodotto saro´ libero di farlo , oppure no ? Vestiro o nudo solo cavoli miei.

    Ma la libera autogestione del proprio corpo dove é andata a finire ?

    Athos di Trento

  13. antigonexxx permalink*
    4 maggio 2010 08:39

    @athos: grazie del commento. Quello che tu dici non coglie il nocciòlo del problema. In realtà qui non è in questione il fatto che una donna possa farsi fotografare nuda etc. Il discorso che facciamo è ben diverso e non ha niente a che vedere con la libera autogestione del corpo. Il discorso è completamente diverso ed ha di mira solo in parte l’uso pubblicitario di quel corpo. In realtà ciò che è in questione è il modello di donna che viene proposto in modo massiccio da tutti i mass media, e di cui una singola pubblicità è solo una piccola parte che presa di per se stessa non fa male a nessuno. Se però il nostro sguardo è capace di andare al di là dei singoli e per questo innocui casi allora vedremmo che il puzzle complessivo dà un’immagine univoca della donna e lesiva della sua dignità. Torno a ripetere questo non ha proprio nulla a che fare con la libertà di ciascuna di fare col proprio corpo ciò che vuole.

  14. athos permalink
    4 maggio 2010 23:05

    Rispondo ad Antigone>

    Premesso il fatto che faresti bene a specificare il modello che esce dai mass media con nome e cognome senza rimanere nel vago e nel fumoso, perché se chiedi in giro sentirai risposte del tipo : le donne sono sempre al centro in tutte le trasmissioni, senza le donne non si puo fare la pubblicitá, le donne attirano piu dei maschi, etc… E per me personalmente il modello che esce molte volte é : senza la donna qualsiasi trasmissione o pubblicitá é come una bibita senza sapore. E poi se vedo un culo o un seno scoperto non sono cosí bacchettone da scandalizzarmi o cosí represso da gridare allo scandalo.

    E premesso anche che antropologicamente parlando ognuno vede all´esterno una proiezione di quello che ha dentro, per cui un sessita o un razzista per la pubblicitá X vedrá una una oca senza cervello, mentre una persona normale per la stessa pubblicitá X vedrá una bella donna e anche furba e che sa parlare bene.

    Per il resto sono d´accordo con te e con voi sul fatto che i mass media alle volte( spesse volte) esagerano ed usano nel vero proprio senso del termine le persone ( non solo le donne ) , togliendo dignitá , in un meccanismo che stritola tutti e tutto, un meccanismo che anche gli stessi gestori dei mass media non sanno piu controllare.

    Ritengo giuste le proteste , anche se fossero un tantino politically incorrect. Adesso io non so esattamente le proteste che avete messo in atto, ma se ci fossero manifestazioni o azioni un tantino …, diciamo al limite della legge , beh ! le approverei.

    Ma questo , come mi sembra di avere letto in uno dei vostri articoli, serve a ben poco: é un sassolino contro un muro di gomma.

    Il vero nocciolo del probblema che non si riesce a cogliere, cara Antigone é che :
    n o n s i p u o f a r e n u l l a , perché viviamo in una societá con un tabu´ : non si puo fare censura statale perché é fascista , represssiva e maschilista.

  15. antigonexxx permalink*
    5 maggio 2010 09:13

    @athos: il modello di donna proposto dai mass media è talmente evidente nei suoi caratteri che non ha bisogno né di nome né di cognome. Ne abbiamo scritto anche dei post se ti interessa. Non mi interessa francamente chiedere in giro per sapere quello che la tv propone, mi basta in effetti accenderla. Le critiche verso i mass media e verso questo modo di presentare il genere femminile peraltro non sono una nostra esclusiva, anzi. Ti invito, qualora ti fosse sfuggito a che genere di bombardamento mediatico lesivo della dignità delle donne siamo sottoposti, di guardarti il famosissimo (ma non per te a quanto pare) documentario di Lorella Zanardo: http://www.ilcorpodelledonne.net/Index.php?page_id=89. Riguardo poi all’impossibilità della censura beh qua nessuno è a favore di essa. Ciò non significa che non si possa far nulla. Il vero nocciolo del problema, che vedo tu ancora non cogli, pur avendo dato una risposta che già non aveva nulla a che fare con quella che avevi dato precedentemente, è che il problema è di tipo culturale ed educativo. Se le donne non saranno più disposte a vedersi rappresentate così, non ci sarà bisogno di alcuna censura per chiudere quei programmi, e non fare più certe pubblicità.

  16. athos permalink
    6 maggio 2010 23:19

    Ciao

    ho visto il video che mi hai suggerito.

    Ti giuro che io cose del genere non le avevo mai viste….non sapevo che fossimo arrivati a questo punto ….giá guardo poco la TV, molto poco, e quando mi capita di intravedere i cossidetti spettacoli di intrattenimento faccio , in modo ormai automatico da molti anni , zapping su un altro canale, rimanendo cosí tagliato fuori….

    Dici bene che il problema é culturale. La cultura dei mass media ha un concetto di libertá distorto: si puo dire e fare quello che si vuole. Ma veramente tutto quello che si vuole e per qualunque scopo. E´ questo il punto.

    Mi chiedo se é sbagliato dire ” qua nessuno è a favore alla censura ” ?
    Che cosa é la censura ? Censurare significa porre dei limiti alla libertá. Se io vado in auto sono censurato perché obbligato a muovermi sempre sulla stessa carreggiata .
    Immagina la scena di uno che ti arriva con l´ automobile nel senso di marcia sbagliato e poi se ti lamenti ti apostrofa dicendo : limiti la mia libertá. Fa la figura del cretino !

    La mamma che impedisce al bambino l´uso dei fornelli da cucina esegue una censura.
    Lo stato che impone all azienda di non gettare i rifiuti industriali per la strada esegue una censura.
    La censura viene ampiamente utilizzata in tutti i campi di attivitá umana, a parte quello dei mass media. Ma perché i mass media ?
    Perché i mass media sono l´espressione del pensare, gli altri campi del fare.
    Il fare si puo censurare , il pensare invece no, almeno nelle nostre societá occidentali. Come si fa a censurare il pensare e le sue forme di espressione ? Proprio non si puo´!

    Entriamo in un vicolo cieco. Come uscirne ?

    Non é forzando dal esterno ma convincendo dall´interno le persone. E allora ….

    Educazione di destra ? giá sperimentata in passato…meglio lasciar perdere.
    Educazione di sinistra ? sono 50 anni che ci viviamo dentro….e a fatto peggiore le cose.
    Educazione femminista o maschilista ? rimando alle prime due …..se siamo arrivati a questo punto meglio lasciarle perdere.
    Educazione economica ? non é attinente con l´argomento
    Educazione scientifica? trovo difficile immaginare come potrebbe,…al massimo potrebbe dare un contributo ma non essere risolutiva.

    Cosa abbiamo dimenticato ?
    Qual´é la cultura e l´educazione che fa dire a 10 , a 100 a 1000 conduttori televisi : no io questro programa non lo faccio perché immorale? Che fa dire ai proprietari di TV : al vertice dei miei valori non c´é il denaro , non c´é il successo e non c´é nemmeno il sesso.
    Esistone culture del genere ? ne hai mai sentito parlare ?

    Beh ! se ne hai sentito parlare , dimmelo , perché a questa cultura mi ci converto immediatamente anche se dovessi stravolgere tutto cio che pensato e creduto fino ad oggi.

  17. antigonexxx permalink*
    7 maggio 2010 21:12

    athos: grazie davvero del commento. Sono felice che il video ti sia piaciuto. In effetti da esso traspare in maniera chiara fino a che punto sia aarrivata la tv oggi, con particolare riferimento all’immagine della donna. Riguardo alla censura, credo che non ce ne sia bisogno. Ovvero ce ne sarebbe bisogno se non ci fossero altri strumenti e mezzi. Questi strumenti sono culturali ed educativi. Se le persone non trovassero divertente certi programmi, se riuscissero a coglierne l’aspetto diseducativo non li guarderebbero piu’ e della censura non ce ne sarebbe bisogno. Tali programmi non attirerebbero piu’ neanche dal punto di vista economico, in quanto non troverebbero un ampio bacino di utenza. Credo sia questa la strada. Una strada difficile, forse impossibile. Ma mi sembra che questo sia l’unico mezzo di cui servirsi, con uno sguardo costante al fine prefissato, che forse non sara’ raggiungibile, ma al quale comunque bisogna aspirare.

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