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Scusate se è poco

26 aprile 2010

A molti sembrerà una sciocchezza. Molti la reputeranno una perdita di tempo in facezie prive di importanza. Molti sosterranno che ci sono problemi molto più urgenti da affrontare.

Nonostante ciò ritorniamo anche oggi sul tema: quale modello di donna viene oggi proposto in maniera dominante.

E ciò innanzitutto partendo dalla considerazione del potere massiccio che i mass media, e la televisione in particolare, detengono nella delineazione di quello che si intende normalmente per “senso comune”. Soffermarsi su ciò che i programmi televisivi, i giornali,  internet propongono ci dà infatti la possibilità di comprendere non solo in quale direzione si muova l’opinione pubblica, ma anche in che modo questa possa essere diretta. Negare quindi l’importanza di ribellarsi contro alcuni programmi, alcune pubblicità, non è quindi privo di importanza. Protestare significa opporsi affinché un modello diventi “standard”, diventi parte integrante della cultura. E ciò con particolare riguardo verso coloro da questa cultura saranno maggiormente influenzati: i bambini.

Riguardo a ciò c’è da sottolineare che un programma come “La pupa e il secchione” ha registrato ottimi risultati soprattutto nei target piu’ giovani: in quello 15-24 anni ha superato il 32% di share (32,56%), mentre in quello 8-14 ha raggiunto il 25% (25,06%).

Che modelli propone un simile programma tale da attirare un numero così alto di telespettatori giovani? Propone innanzitutto una categorizzazione semplicistica e comoda della realtà: da un lato gli studiosi, brutti e sfigati, dall’altro le bellone, tanto belle quanto ridicole. Ma più che ridicolizzare gli uomini, questo programma si rivolge principalmente all’immagine delle donne. Se infatti osserviamo le descrizioni delle coppie (solo alcune fra tutte quelle del programma) che ho messo qui, si vede infatti che di fronte ad una definizione delle qualità dell’uomo incentrata sulle competenze e gli studi fatti (definizione che non mira a ridicolizzarne l’aspetto o quant’altro), per quanto riguarda le donne invece ci troviamo di fronte a queste definizioni: le piace il canguro, il phon è il suo alter ego e via dicendo.

Posto che anche dal versante maschile ci sarebbe molto da ridire sull’equazione sfigato=studioso, molto di più da dire c’è sul versante femminile dove la donna viene presentata non solo come ridicola, ma in atteggiamenti tali da poter presumere che, vista la sua inettitudine nei confronti dello studio, non le resti altro che fare la prostituta.

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10 commenti leave one →
  1. 26 aprile 2010 14:29

    Mi trovi daccordo (soprattutto quando dici che bisogna parlare e discutere di senso comune) anche se non allarmato. Se posso muovere una critica è sul fatto che secondo me questi programmi non sono modelli proposti ma effetti di quello che nella società è già in essere. Insomma le pupe sono veramente pupe e ne è pieno il mondo e i secchioni sono veramente secchioni. Avevo scritto un articolo su questo la settimana scorsa su logout. Se ti va leggilo, così poi mi dici cosa ne pensi:
    http://www.logoutnet.org/media/12-osservatorio-media/142-la-pupa-e-il-secchione.html

  2. antigonexxx permalink*
    26 aprile 2010 14:55

    @nicola: se dico che sono modelli proposti per rafforzare qualcosa che già c’è nella società ti trovo d’accordo?In effetti sì questi esempi sono già intorno a noi, ma non è che il riproporli in tv, pubblicità etc non serva a “normalizzarli”?a renderli cioè più “comuni” nel senso comune?Complimenti per il post, che ho letto e che ora ti commento, vedo che anche tu hai avuto un bel po’ di pelo nello stomaco per guardarti una puntata intera del programma…

  3. varvarapetrovna permalink*
    26 aprile 2010 15:24

    Io non sono del tutto d’accordo invece. Nel senso che tanto le pupe quanto i secchioni sono personaggi costruiti ad hoc per il programma. Per carità ragazze belle e sceme e ragazzi studiosi e sfigati ce ne saranno pure in giro, ma non così. Fanno passare per ‘vero’, ‘reale’ una schifosissima accozzaglia di sterotipi. Le pupe sono un tripudio di silicone, extension e cretinaggine assoluta, i secchioni sono nerd all’ennesima potenza, totalmente incapaci con l’altro sesso.
    E sempre come da quasi 30 anni a questa parte, le tv di Silvio ci propongono (e propongono ai piu giovani soprattutto) un modello di donna avvilente. Sei figa ma sei scema? Meglio così. E già che ci sei stai pure zitta che va bene uguale.
    Ps. complimenti per i post ad entrambi. 🙂

  4. supermambanana permalink
    26 aprile 2010 21:11

    cosi’ come (l’ho detto, lo ridico e lo ripetero’ fino all’esaurimento fisico) propongono ai piu’ giovani soprattutto l’equazione: pensi davvero di voler studiare e diventare un esperto in qualche campo? Beh, vedi che razza di inetto ti ritroverai ad essere. Meglio ma molto meglio fare la pupa (o il tronista mutatis mutandis). Perche’ fra pupa e secchione, in questi casi, mica lo so chi viene trattato peggio, eh?

  5. 27 aprile 2010 07:35

    Qui si fa concorrenza al Moige, vedo.

    Saluti

  6. antigonexxx permalink*
    27 aprile 2010 08:26

    @supermambanana: secondo me mentre il secchione così delineato compare solo in quel programma e non rappresenta quindi un modello che si ripropone allo scopo di fortificarne il senso, per quanto riguarda la pupa ci troviamo di fronte ad uno stereotipo molto diffuso. Inoltre, come sottolinei tu, il messaggio veicolato può essere “molto meglio fare la pupa”, messaggio che è evidentemente rivolto alle donne. Per questo mi sono soffermata di più su questo aspetto, perchè a mio avviso ha un peso molto più rilevante.

  7. supermambanana permalink
    27 aprile 2010 09:46

    lo so cara, non era un appunto a te, solo una constatazione 🙂

  8. anna chiara permalink
    27 aprile 2010 13:26

    mi preoccupa molto di più quale modello di società viene proposto in questo paese…chi se ne frega se tre belle ragazze e tre finti geni vogliono dare spettacolo…felici loro. ce n’è talmente tante di cretinate in tv che non basterebbe un libro. pensiamo a quanto prende un ricercatore o un insegnante, piuttosto

  9. antigonexxx permalink*
    27 aprile 2010 13:48

    Di cose più urgenti ce ne sarebbero da elencare, di gran lunga più urgenti che la condizione dell’insegnante o del ricercatore (categorie che definirei fortunate) potremmo citare disoccupati, immigrati etc e così all’infinito. Questo blog però si occupa principalmente di donne e di discriminazione ergo di questo si parla. C’è inoltre da sottolineare che se gli insegnanti e i ricercatori prendono poco ciò è anche frutto di una cultura che non li valorizza e si sa che di questi tempi ciò che forgia la cultura è proprio la tv. Non reputo quindi l’attenzione verso questi fenomeni così futile come tu la presenti. Ci sono molti fattori in gioco da considerare.

  10. 29 aprile 2010 17:08

    Mi trovi daccordo sullo spirito. Secondo me il fatto è che esiste un circolo di continua influenza tra media e senso comune (inteso gramscianamente) che non si risolve semplicemente con la costruzione di modelli. è piuttosto un continuo crowd searching ossia una produzione di rappresentazioni a cui partecipa attivamente anche lo stesso pubblico che non è più solo passivo.

    Poi a costo di dire una cazzata @varvarapetrovna: il ‘vero’ e la ‘realtà’ io li concepisco come rappresentazioni e costruzioni sociali frutto di conflitti per la definizione della verità. Se la vedi così il berlusconismo ne esce abbastanza ridimensionato e @antigonexxx basta uno spinello per farsi quattro risate di chi accetta di farsi prendere per il culo.

    PS: mi fa molto piacere che si inizi a trovare il coraggio di discutere anche di queste cose che per troppo tempo sono state definite “cazzate”.

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