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Stranieri a casa nostra

30 aprile 2010

«Io non mi sento italiano / ma per fortuna o purtroppo lo sono»

Concitina non mi piace sempre, ma questa volta ha fatto centro. Un editoriale bellissimo sulla condizione dei giovani oggi in Italia.

Prima di tutto, il senso di soffocamento in patria. La discriminazione gabellata per identità nazionale (anzi, nemmeno nazionale), la normalità del clientelismo, il menefreghismo generalizzato, la mediocrità e ancora la violenza al potere. Anche nutrendo il sincero desiderio di agire, di “fare qualcosa”, non se ne esce. Farsi strada con delle idee oggi in Italia è, se non impossibile, molto difficile. Non tira aria di democrazia. Per i giovani, poi, i ricatti sono troppi: mancano lavoro, stipendio e semplicemente le opportunità di fare breccia con delle idee in un sistema così spampanato e, contemporaneamente, così granitico. D’altronde la prova del nove è semplicissima: chi riesce ad andarsene, non torna.

Bene, e cosa c’entra il femminismo in questo scenario? È un vezzo intellettuale, una rivendicazione isterica? No, il femminismo c’entra perché le donne sono, semplicemente, soggetti deboli. Senza offesa. Avremmo bisogno di leggi contro la discriminazione e la violenza, di asili nido, di part time, di sanità ad hoc. Ci sono molti altri soggetti deboli: immigrati, gay, ammalati, sfollati, lavoratori, anziani. (Ve ne vengono in mente altri?). I bambini.

Secondo me la situazione è questa. Vedete un po’ voi.

Update: grazie a Serena per il titolo.

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  1. athos permalink
    3 maggio 2010 23:03

    Ciao a te e a tutti colori che si sentono soffocati

    Anche io a dira la veritá mi sono sempre sentito soffocato in patria, ma adesso lavoro all´estero, in mezzo ad altri ex-italiani ….ed ho scoperto una cosa : Il mondo é paese .

    Non voglio sparare sulla croce rossa, ma non mi piace nemmeno dire falsitá per moda: i personaggi che vediamo in TV , che ci raccontano che lavorando all´estero hanno trovato il pease dei balocchi sono mosche bianche e secondo me scelti apposta dai mass media solo fra quelli che possono decantare le virtu del paese ospitante.

    Anche all´estero si trova la normalità del clientelismo, il menefreghismo generalizzato, la mediocrità e la violenza al potere e se sei giovane o debole o immigrato te la passi male.
    Poi dipende da paese e paese . Dove sono io per esempio ( est europa ) é forse peggio che in Italia, forse perché sono usciti da pochi decenni dal comunismo e si sono tutti buttati negli affari senza scrupoli (ma non tutti ) , il clientelismo in politica trionfa ( ma non sempre) , i deboli vengono calpestati ( alle volte).
    Non é che prima andava meglio ! Ogni tanto gli autoctoni di qui mi raccontano come si viveva sotto il comunismo, ed é proprio come ce lo immaginavamo noi in occidente: dittatura, clientelismo di partito, i deboli sfruttati in fabbrica ( le ore settimanali di lavoro erano 52 ).

    Che fare allora ?

    Beh ! una via di uscita ci sarebbe……non hai mai sentito parlare che il mondo esterno é la proiezione di quello interno ?……………..

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