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Neo Femminismo-1

4 maggio 2010

Questo blog è aperto da un anno. Nel corso di questo tempo si è rivelata sempre più urgente la necessità di chiarire cosa significhi essere femministe oggi. Innanzitutto perché, se c’è una continuità rispetto ai movimenti del passato, nondimeno è importante sottolineare come questa continuità non rappresenti la riproposizione statica di quelle istanze critiche, ma piuttosto come essa sia il frutto di una costante adeguazione del concetto di femminismo alla realtà storica nella quale si trova inscritto.

In secondo luogo, ci siamo rese conto che l’opinione comune che ruota attorno a quelle che ieri e oggi rappresentano le idee portate avanti da questo movimento di liberazione siano, il più delle volte, distorte e lontane dalla realtà. È per questi motivi che ci siamo proposte di pubblicare, con cadenza settimanale, quattro post, ciascuno avente uno specifico argomento inerente a ciò che significa “femminismo”, con lo scopo non solo di chiarire la nostra posizione in merito, ma anche di dare il via ad un dibattito, che sia fruttuoso per il movimento stesso.

NEO FEMMINISMO – 1. Il femminismo non è un’ideologia

Uno dei punti nevralgici che coinvolgono la critica nei confronti del femminismo è quello che assimila questo concetto alla critica più generale nei confronti dei cosiddetti -ismi.

Tale critica si rivela essere fallace sotto due punti di vista, uno più generale, l’altro interno all’idea di femminismo stessa.

In primis si tratta di sottolineare come l’idea che tutti gli -ismi facciano parte di un unico modo di pensare, soggiacente ai medesimi meccanismi e regole, agli stessi fondamenti e schemi di pensiero, rappresenta un aspetto di quella tendenza alla semplificazione tipica della nostra epoca. L’evidenza è immediata: vogliamo davvero sostenere che fascismo, maschilismo, femminismo siano uguali? La loro costruzione linguistica può essere davvero una buona ragione per renderli parte di un unico sistema? Fondamenti, scopi e, non ultimi, gli effetti dimostrano che appartengono a strutture completamente diverse di interpretazione della realtà.

Per quando riguarda il caso specifico del femminismo ciò che deve essere evidenziato è il suo non essere assimilabile ad alcun tipo di ideologia. Ciò significa: esso non propone dogmi assoluti, né modelli fissi ai quali attenersi.

Femminismo non significa quindi, in primo luogo, opposizione al genere maschile. Non significa neppure parità a priori, né volontà di emulazione. Femminismo vuol dire piena espressione dell’essere donna, senza vincoli e condizionamenti. In ciò la figura dell’uomo gioca un ruolo di sfondo: egli non è il punto a partire dal quale e in direzione del quale l’azione femminista si muove. L’azione femminista si muove a partire dalla donna, in direzione della sua libertà. La piena realizzazione di sé come punto cardine di un’idea femminista che non è mai ideologia, comporta la non ammissione di alcun modello stereotipato. Il rifiuto di ideali generalizzanti e totalizzanti comporta l’ammissione che in qualunque modo una donna si senta realizzata, quello è legittimo e da rispettare.

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10 commenti leave one →
  1. athos permalink
    4 maggio 2010 23:42

    ” Maschilismo vuol dire piena espressione dell’essere uomo , senza vincoli e condizionamenti. In ciò la figura della donna gioca un ruolo di sfondo: ella non è il punto da partire dal quale e in direzione della quale l’azione maschilista si muove. L’azione maschilista si muove a partire dalla uomo, in direzione della sua libertà. La piena realizzazione di sé come punto cardine di un’idea maschilista che non è mai ideologia, comporta la non ammissione di alcun modello stereotipato. Il rifiuto di ideali generalizzanti e totalizzanti comporta l’ammissione che in qualunque modo una uomo si senta realizzato, quello è legittimo e da rispettare. ”

    Io non sono d´accordo.

    Se l´uomo si realizza con il fare la guerra questo non é leggittimo e non é da rispettare.
    Se l´uomo di realizza tradendo la moglie andando a prostitute non é leggittimo e non é da rispettare.
    Se l´uomo si realizza anche solo trascurando la propria donna relegandola a bambola accompagnatrice non é leggittimo e non é da rispettare.
    Se l´uomo si realizza odiando la donna invece di amarla non é leggittimo e non é da rispettare.
    …….insomma ! sto uomo , che palle quando fa il maschilista !

  2. 5 maggio 2010 01:19

    @antigone
    Femminismo vuol dire piena espressione dell’essere donna, senza vincoli e condizionamenti“.
    Credo che lavorare sui condizionamenti delle donne significhi anche rimuovere o alleggerire alcuni condizionamenti di partenza. Per esempio, la gravidanza, i figli, alcuni trattamenti sanitari ad hoc… lavorare nella direzione di una donna senza condizionamenti significa non solo non imporle condizionamenti nuovi, ma anche alleggerirla di quelli ‘vecchi’ e ‘naturali’. Che ne pensi?

    • athos permalink
      6 maggio 2010 23:56

      Io ho un condizionamento sociale perché devo lavorare per vivere, e poi ne ho un altro naturale perché sono costretto a muovermi toccando per terra invece di volare.

      Le donne , oltre ad avere i condizionamenti che ha l´uomo, ha anche il condizionamento di fare i figli.

      Ma potrei anche dire : io ho la fortuna di lavorare per procurarmi da vivere e la fortuna di avere degli arti che mi portano in giro invece di rimanere fermo come un pianta.

      Purtroppo non ho la fortuna della gravidanza. Mettere al mondo un figlio significa fare una cosa che nemmeno i piu grandi scienziati di tutti i tempi sanno fare: creare dal nulla un nuovo essere. Creare dal nulla un nuovo essere pone la donna ad un livello superiore rispetto all´uomo, uomo che invece non ha questa capacitá , e come si dice in giro: Dio prima ha creato la materia inanimata poi un qualcosa di livello superiore che sono gli animali, poi ancora qualcosa di piu superiore che é l´uomo maschio ( nota bene come gli essere superiori vengano sempre creati dopo o sopra o per mezzo di uno inferiore ) e infine ha creato la donna , non dal fango come é stato per il maschio, ma dal maschio stesso cioe da una creatura giá con alta dignitá.

      Quindi non capisco le lamentele sulla cosa che vi fa speciali rispetto al maschio, della cosa che vi rende antropoligicamnte innarrivabili, incopiabile e quindi superiori , che é la maternitá.

      • 7 maggio 2010 01:19

        Lamentarsi? Ma chi si lamenta. Il punto e’ che gravidanza e maternita’ richiedono responsabilita’ politiche e sociali. Che so: asili nido, scuola pubblica, possibilita’ di tempo pieno per genitori lavoratori, sussidi, campi estivi, interruzione di gravidanza libera e accessibile, part time per neomamme (e neopapa’!), campagne di informazione sulla violenza domestica, eccetera eccetera eccetera.
        Update: Per capirci, guarda questo:
        http://www.unovirgoladue.com/UVD_trailer.htm

  3. antigonexxx permalink*
    5 maggio 2010 09:39

    @athos: per quanto riguarda la seconda parte della tua risposta beh non mi sembrava necessario aggiungere nel mio post che il rispetto dell’altro sia una condizione essenziale, tanto più che esso è la premessa necessaria per ogni convivenza civile.
    Per quanto riguarda la tua trasposizione del termine maschilismo a quella di femminismo, ne rispondevo proprio nel mio post sottolineando come si tratti di -ismi diversi e non intercambiabili (aspetto che forse tu non hai colto). E non sono intercambiabili per un motivo essenziale: la storia e ill motivo per cui sono sorti e si sono sviluppati. Da wikipedia (lettura facile per chiunque):
    Con il termine maschilismo si indica un atteggiamento culturale e sociale basato sull’idea di una superiorità fisica e intellettuale dell’uomo sulla donna. Non si tratta solo di una concettualizzazione ma di un modus vivendi.
    Con il termine femminismo, in modo semplificativo, si può indicare:
    la posizione di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
    la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore pre-determinante che modella l’identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
    il movimento politico che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che – in vari modi – si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.
    come puoi vedere mentre il maschilismo rivendica la superiorità, il femminismo si rivolge alla libertà delle donne e alla parità tra i sessi. Vorresti dire che si tratta della stessa cosa? Le rivendicazioni che facciamo nei confronti delle donne partono proprio dalla condizione di debolezza politica e sociale nella quale esse si trovano. Se ci fosse parità e rispetto non ci sarebbe bisogno di alcuna rivendicazione di libertà, non ci sarebbe mai stato bisogno del femminismo.
    Ti dico infine: le tue semplificazioni, che non sanno volgere lo sguardo da un testo scritto alla realtà politica-storica-sociale, nella quale si trova inscritto e dal quale muove, non colgono il problema. Qui non si tratta di fare del femminismo una categoria assoluta che possa essere oggetto di esercizi teoretici. Si tratta di storia delle donne e della loro libertà. Più che renderlo più chiaro (cosa che una semplificazione dovrebbe fare), più che apportare un contributo significativo, sviano il problema, generando un contraddittorio alquanto sterile. Che palle però!

    • 5 maggio 2010 14:49

      antigonexxx, per me questo commentone è stato molto utile per capire ancora meglio la differenza che tu vedi tra maschil-simo e femmin-ismo.
      in sintesi, il maschilismo rivendica superiorità (e perciò è un’ideologia), il femminismo rivendica parità (e quindi è un movimento politico e sociale). giusto? vedi, perfino le provocazioni servono alla causa.. ^^

    • athos permalink
      7 maggio 2010 00:21

      Rispondo :

      La pari dignità tra donne e uomini é sempre esistita. Il contrario che tu affermi é una fantasia in quanto non supportata da prove scientifiche ( dico scientifiche non ideologiche )

      Non mi interessa se un premio nobel o un enciclopedia afferma il contrario, mi interessano solo i fatti evidenti e razionali . I fatti visibili e toccabili.
      Non mi interessa il caso singolo estrapolato dal costesto, perché per ogni caso singolo te ne posso portare uno che dice il contrario.

      Antropoligicamente parlando la questione é simile a quella degli anni 70, e 80 quando io e altri miei compagni andavamo in piazza a fare casino per contribuire al processo rivoluzionario, quando eravamo tutti convinti del esistenza di un potere sovranazioanale imperialista delle multinazionali che giostrava i politici del nostro paese come dei burattini.
      Erano tutte fantasie e visioni abbstanza distorte della realtá.

      Il problema é oggi con voi femministe come lo era allora con noi rivoluzioari : ideologia.

  4. antigonexxx permalink*
    5 maggio 2010 15:35

    @isaroseisarose: proprio così. Pensavo di essere stata chiara ma credo che la mia tendenza alla sintesi a volte vada a scapito della comprensibilità. Prometto che mi impegnerò di più su questo fronte ;-).

  5. antigonexxx permalink*
    7 maggio 2010 21:26

    athos: facciamo cosi’. Poniamo che io non abbia mai utilizzato il termine femminismo, che chissa’ perche’ viene sempre affiancato a ideologie che con esso non hanno nulla a che fare. Togliamo questo concetto, il cui utilizzo a quanto pare pregiudica ai tuoi occhi tutto il discorso che faccio, e mettiamola cosi’. Il nostro scopo e’ principalmente quello di rendere evidente come in questi ultimi anni la condizione della donna sia peggiorata.
    sintetizzando, ma ci sarebbe molto altro da aggiungere. Ciò che non si è mi raggiunto in Italia:
    stipendi equiparati
    parità nell’accesso alle cariche pubbliche/politiche
    tutela della maternità (con tutto il carico di servizi sociali che ciò comporta)
    cosa è peggiorato in questi ultimi anni:
    immagine della donna nei mass media
    messa in discussione della legge 194 e di ciò che riguarda il diritto all’aborto.
    queste sno le cose che ci stanno a cuore e questo è il f******** che difendiamo.
    Infine, le enciclopedie non sono libri scritti per raccontare storie mai esistite, racconti da leggere ai bambini prima della buona notte. Le enciclopedie raccontano la storia. Se non ritieni legittimo far riferimento ad essa non avrai mai una visione chiara non solo di ciò che è accaduto, ma anche di ciò che tuttora accade. “la storia siamo noi, nessuno si senta offeso”.

  6. athos permalink
    7 maggio 2010 21:49

    Scusatemi se non sempre sono d´accordo con isaroseisarose , ma il bello del vostro blog é che ospitate anche persone che la pensano diversasmente, e questo vi fa onore.

    Si richiedono : asili nido e possibilita’ di tempo pieno per genitori lavoratori, campi estivi.
    Su questo punto non tutti sono d´accordo, nel senso che poi tu i figli non li vedi mai, non l i educhi e si perde il contatto e l´amore che i figli necessitano . Non credo sia suffficiente vivere con un figlio un ora al giorno o qualche ora alla settimana,…ti diventa poi alieno e alienato.

    Si richiedono : sussidi . Tutti sono d´accordo e va bene.

    Si richiedono : interruzione di gravidanza libera e accessibile. Qui molti non sono d´accordo perché inorridiscono all´idea di elminare un embrione che viene considerato dalla scienza giá una vita umana , con un programma di sviluppo autodefinito. Sembra strano ma per tanta gente interrompere la gravidanza,cioé un processo naturale autoreferenziale, ha la stesssa valenza di voler interruppere , ad esempio, la crescita del corpo di un adolenscente , oppure il processo di maturazione sessuale.

    Si richiedono :part time per neomamme (e neopapa’!), campagne di informazione sulla violenza domestica, eccetera eccetera eccetera. Ecco questi secondo me sono i punti piu importanti , sicuramente il part time é la nuova tendenza verso cui andremo tutti, e poi il discorso di una cultura e educazione non barbara ( dalla parola : i barbari ) e immorale verso le donne.

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