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La quota blu – Giovannino

9 maggio 2010

Primo Maggio a Berlino: “Nazi Raus!”

Trovandomi a Berlino da qualche mese per ragioni di studio, ho avuto la fortuna di assistere in prima persona alle celebrazione tedesca del 1° Maggio. Basterebbero due cifre per commentarlo: i manifestanti neonazisti che avevano pensato bene di infangare la festa dei lavoratori con la loro sgradita presenza erano circa 600, gli antifascisti accorsi per bloccare questo scempio almeno 10.000. Risultato: gli sparuti notalgici sono stati costretti a fare marcia indietro dopo appena 500 metri, vista la folla oceanica che ha pacificamente (con un sit-in) impedito alla manifestazione di passare. Vorrei far notare che non solo il presidio è stato totalmente pacifico e caratterizzato dalla presenza di ragazzi e adulti, donne e bambini, ma anche e soprattutto il fatto che  tra questi manifestanti c’era Wolfgang Thierse (SPD), vicepresidente del parlamento tedesco [nella foto]. Che dire, qui almeno i politici non hanno paura di scendere in piazza al fianco di ragazzi un po’ turbolenti, come i miltanti dei collettivi anarchici berlinesi. Nessuno qui parla di “strumentalizzazione della propria presenza” o di “ruolo istituzionale che non permette prese di posizione arbitrarie”. Sembra insomma che da queste parti ci siano ancora dei socialisti che, pur con tutti gli enormi problemi che hanno, non si vergognano a definirsi antifascisti e di sinistra, e a partecipare a manifestazioni dal chiaro colore politico.

Lo faccio notare perché, per quanto riguarda l’Italia, il messaggio che arriva da quella che dovrebbe essere l’opposizione, il PD, è che anche ai fascisti di Casa Pound e del Blocco Studentesco va data la possiblità di occupare una piazza di Roma, in nome della libertà di opinione. Questo è indubbiamente molto democratico, complimenti. Da parte mia, altrettanto democraticamente, chiedo ai tesserati del PD che condividono questa opinione di vergognarsi. Vergognatevi, non solo perché alcuni tesserati del vostro stesso partito hanno firmato affinchè questa manifestazione, in chiara violazione del divieto costituzionale di apologia del fascismo (sembra che in questura non se ne sia accorto nessuno… niente di strano, probabilmente la questura avrebbe mandato una sua delegazione in solidarietà a Casa Pound, se avesse potuto), potesse avere luogo, ma anche e soprattutto perché così avete offeso la memoria di chi, col proprio sangue, ci ha liberato da quel cancro politico che ora vuole ritornare. E se mai questo cancro nero dovesse ritornare, sarà anche colpa di chi, come voi, in nome di una concezione di libertà di opinione degna di un radical-chic della Repubblica di Weimar, ha permesso a coloro che si autodefiniscono “sacerdoti del fascismo” di avere la propria vetrina in piazza a Roma.

Il motto che, qui a Berlino, per tutto il giorno echeggiava dai palchi, spuntava dalle finestre, veniva scandito, ripetuto, assaporato in ogni sua sillaba, era molto semplice. Due parole. “Nazi Raus!”, “Via i Nazi”. Quel giorno ho imparato che qui ci si ricorda ancora che il nazismo è qualcosa di sbagliato, di letale, di inumano. Qui ci si mobilita con orgoglio contro di esso. Vorrei poter dire “anche in Italia è così”.

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4 commenti leave one →
  1. Omofiliaco permalink
    10 maggio 2010 09:09

    Temo che il giorno in cui si potrà dire “anche in Italia è così” sia ancora molto lontano. La Germania si è fatta carico del proprio passato, lo ha investigato spietatamente, si è interrogata sui motivi di una deriva maniacale e folle come quella nazista; e se anche tutto ciò non ha impedito il sorgere di movimenti di idioti completamente impermeabili all’intelligenza, ha permesso un processo di elaborazione e di presa di coscienza che ha, per fortuna, coinvolto la maggior parte della popolazione. In Italia ancora ci si rifiuta di capire che la Resistenza – che è una categoria storica e come tale ha caratteristiche precise – non è la versione nostrana della rivoluzione d’ottobre; che l’antifascismo non è appannaggio del comunismo (oddio i comunisti, quelli che se vincono loro non ci sarà più la libertà e blah blah blah); ma soprattutto, non ci si pone minimamente il problema del perché il fascismo abbia segnato così profondamente il paese; del perché ne abbia radicalmente informato la storia; del perché, per dirla in termini commerciali, abbia avuto tanto successo. E poi ci si meraviglia se la neoeletta presidente della regione Lazio, neoeletta con l’appoggio sbandierato con orgoglio di “Casa Pound”, sia contestata quando compare alle celebrazioni per il 25 aprile. Maccheccazzo!! Questa non si può nemmeno definire faccia tosta…
    Comunque, ripeto, dal momento che come giustamente hai ricordato tu l’apologia di reato non conta nulla; dal momento che movimenti dichiaratamente neofascisti prosperano allegramente; dal momento che presidenti di regione vanno fieri d’aver avuto il loro appoggio nelle recenti elezioni; dal momento che san Silvio protomartire non più di due o tre anni fa ha, con la solita invidiabile leggerezza, dichiarato sulle pagine di “Panorama” (notoriamente rivista di altissimo profilo culturale, direi seconda solo a “Limes” e a “Exibart”): “Hanno riabilitato Mussolini, un giorno riabiliteranno anche me” – e chi lo avrebbe riabilitato Mussolini? Ma soprattutto, ti metti in diretta relazione con lui e poi ti lamenti quando ti fanno notare che la democrazia non sai nemmeno dove stia di casa? -; dal momento che tutto questo…ecco, ripeto, il giorno in cui potremo dire “Anche in Italia è così” è davvero lontano. Anzi, temo si stia sempre più allotanando.

  2. specnaz permalink
    10 maggio 2010 14:14

    Concordo con l’indignazione e il disappunto di Omofilico e Giovannino.

    Il punto più dolente, a mio modo di sentire, ristagna in quell’ipertrofico garantismo che la pseudo, elitaria e sedicente tale sinistra italiana sbandiera come un vanto del progressismo che parrebbe contraddistinguerne la piena maturazione.

    Ecco cosa propugnano questi irredentisti del libero pensiero.

    Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni. Pertanto riteniamo grave e ingiustificato l’aver vietato il corteo del Blocco studentesco del 7 maggio, nonostante la distanza che ci separa da quella organizzazione e chiediamo che quel divieto venga tempestivamente revocato.

    Firmato: Ritanna Armeni, Angela Azzaro, Massimo Bordin, Andrea Colombo, Lanfranco Pace, Piero Sansonetti

    Ora, a voler davvero prendere sul serio e tentare di corrispondere una qualche dignità intellettuale ai contenuti di questo vergognoso comunicato, quella propugnata da questi individui corrisponde a qualcosa di più simile ad una mentecattocrazia, ovvero un sistema dove vige un’assoluta adesione acritica ad un sistema di valori astratti senza la benché minima capacità di rispondenza empirico-critica di essi. E’ la forma più penosamente degenerata di intellettualismo etico, mutatis mutandis, more leibniziano: ove la ragione (ahimè quale poi…) abbia parlato a priori, che l’esperienza abbia a tacere.

    Seguendo la logica del loro argomento, non si potrebbe obiettare nulla in linea di principio né, a questo punto, nella prassi, alla legittimità di consessi pacifici di stupratori che liberamente rivendicano il diritto alla violenza sessuale, di gente di malaffare che liberamente e pacificamente rivendica il proprio naturale diritto al sopruso e alla sopraffazione.

    Eh, risponderanno i fautori di questo garantismo degenerato, ma quest’accostamento è forzato e sofistico poiché quelli di casa pound (il minuscolo è voluto) sono ideali politici.

    Magari saranno anche ideali politici, ma quanto al rispetto per essi “al di là dei contenuti” la risposta è NO, né agli ideale né a nessuno dei loro propugnatori.

    Sansonetti? Armeni? NO, no, senza alcuna remora di coscienza e senza nessuna condanna morale per qualsiasi (e ribadisco qualsiasi) azione che si contrapponga a ogni tentativo di legittimazione o riabilitazione di tale ideale politico

    Rispettatelo voi, mummie amorali, un ideale politico che fa (e, ricordino i nostri, HA FATTO) dell’adesione acritica ad un’assolutismo di stampo fideistico, improntanto all’apriristica e violenta coercizione delle libertà individuali il proprio modus essendi, il tutto in nome di un bieco razzismo declinato come senso patrio e di una conseguente, morbosa e contraddittoria adesione esteriore al cattolicesimo quale pretestuoso corroborante morale di fronte all’assoluta e ingiustificabile inumanità che lo caratterizza sin dalle fondamenta.

    Ai nostri mentecattocratici si può solo guardare con profonda pena intellettuale da un lato e, dall’altro, con profonda rabbia e frustrazione dovute all’incidenza mediatica che purtroppo essi hanno.

    Ignorare, più o meno volutamente, quella che più che un’evidenza di fatto è una certezza a priori, ovvero che con la pietra angolare della loro mentecattocrazia un fascista non potrebbe far altro che prendere a sassate noi, loro e i loro figli, non li giustifica ne li scusa.

    La legittimazione morale dell’ideale fascista sulla base di una garantismo estratto e acritico è di una gravità tale che nulla può sollevarli o emendarli dalle oggettive responsabilità di tale atto, e sono queste ultime che non li fanno in alcun modo migliori e rispettabili della peggior teppa fascista.

    Di fronte a tanta miope protervia l’augurio meno violento e più liberale sarebbe quello, per tutti loro, di passare un piacevole e proficuo weekend con Jigsaw , sperando che quest’ultimo possa dare, nell’occasione, il meglio di sé.

    A ogni garant(fasc)ista e a ogni fascista, quindi il mio più sentito, liberale e pacifico augurio per tale esperienza

    MAKE YOUR CHOICE

  3. 10 maggio 2010 23:05

    Antifascisti. Punto.
    Se servisse una ragione fresca di giornata, varvarapetrovna segnala che a Massa al termine di un convegno sulla Ru486 al quale aveva partecipato quell’animacandida di Roberto Fiore (fascista), i militanti di Forza Nuova (fascisti) hanno gridato alle donne che stavano protestando: “Stupratele che tanto abortiscono”.

    http://www.unita.it/news/italia/98510/ru_fiore_contestato_a_massa_e_c_chi_grida_stupratele_tanto_abortiscono

  4. paola permalink
    11 maggio 2010 17:24

    Il principio democratico della libertà di espressione, per essere applicato interamente, dovrebbe comportare libertà di espressione e di associazione, di propaganda etc., anche per coloro che sono contrari a tale principio, e a tutti gli altri principi della democrazia, e che intendono sopprimerli, e parlo proprio della democrazia liberale. Bene, ciò che può accadere la storia lo ha già visto, dato che Hitler conseguì il potere con libere elezioni democratiche. Per evitare un inconveniente del genere, l’assemblea costituente introdusse, nel capitolo delle disposizioni transitorie e finali, l’articolo XII, che vieta “la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Bisognerebbe pensare che, se gli autori e le autrici della costituzione di una repubblica democratica hanno sentito il bisogno di introdurre un’eccezione ad uno dei principi fondamentali cui si ispiravano, avranno avuto delle gravi motivazioni. Queste gravi motivazioni stavano nello loro concreta esperienza storica e di vita. Queste motivazioni non sono più attuali? allora abroghiamo l’articolo XII delle disposizioni transitorie e finali. Direi, invece, che queste motivazioni non sarebbero attuali, se in Italia si potesse assistere ad uno spettacolo come quello che hanno potuto vedere gli italiani ospiti a Berlino il 1 maggio, cioè una pacifica ma determinata presa di posizione (materialmente espressa nell’occupazione di spazi stradali) da parte di chi nutre sentimenti antinazisti, compresi i vertici politici dei partiti di sinistra. Purtroppo in Italia questo non accade, la propaganda fascista è molto visibile, la sinistra poco visibile.

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