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Neofemminismo-2

11 maggio 2010

Questo blog è aperto da un anno.  Nel corso di questo tempo si è rivelata sempre più urgente la necessità di chiarire cosa significhi essere femministe oggi. Innanzitutto perché, se c’è una continuità rispetto ai movimenti del passato, nondimeno è importante sottolineare come questa continuità non rappresenti la riproposizione statica di quelle istanze critiche, ma piuttosto come essa sia il frutto di una costante adeguazione del concetto di femminismo alla realtà storica nella quale si trova inscritto.

In secondo luogo, ci siamo rese conto che l’opinione comune che ruota attorno a quelle che ieri e oggi rappresentano le idee portate avanti da questo movimento di liberazione siano il più delle volte delle idee distorte e spesso molto lontane dalla realtà. È per questi motivi che ci siamo proposte di pubblicare, con cadenza settimanale, quattro post ciascuno avente uno specifico argomento inerente a ciò che significa “femminismo”, con lo scopo non solo di chiarire la nostra posizione in merito, ma anche di dare il via ad un dibattito, che sia fruttuoso per il movimento stesso.

Neofemminismo – 2. Maschilismi & Co.

Da un po’ di tempo a questa parte nel web, complice anche il fatto che si può dire quello che si vuole ed essere difficilmente riconosciuti, sono numerosissimi i gruppi/associazioni/siti/blog che si autodefiniscono maschilisti o antifemministi. Bene. Maschilista mi è chiaro cosa significa, ma antifemminista? Essere antifemminista è la stessa cosa di essere maschilista, è essere contro le donne, o è essere a favore del fatto che la donna faccia armi e bagagli e se ne torni in cucina e nei luoghi che più le competono?

Siccome non mi era ben chiaro cosa significasse proclamarsi “antifemministi” e “antifemministe”, ho fatto un po’ di ricerche, e ho scoperto che i gruppi antifemministi non sono contro le donne, eh no, ma sono contro il femminismo. Aah, ora è tutto molto più chiaro. Talvolta si tratta di donne, molto più spesso sono uomini. Approfondendo un po’ le mie ricerche ho capito che questi se la prendono, si arrabbiano, si indignano contro una precisa interpretazione di femminismo, quella che si potrebbe chiamare “femminismo revisionato”. Il grosso dell’ideologia che da metà Ottocento in poi ha fatto nascere un po’ in tutto il mondo movimenti, comitati, gruppi di donne che sentivano l’esigenza di combattere per dei diritti che  erano loro negati, ebbene questa ideologia viene re-interpretata, le sue istanze totalmente sradicate dal contesto e dalle esigenze per cui erano sorte e sorgono tutt’ora. Questa sorta di revisionismo viene messo in atto costantemente dall’opinione pubblica e non solo in materia di femminismo.

I comunisti mangiano i bambini, quando c’era il nonno Benito i treni erano in orario,  tutti gli immigrati puzzano e dovrebbero essere mandati al loro paese,  la Resistenza non è servita a nulla. Solo qualche esempio molto evidente di come lavora la tattica revisionista.

Nello specifico il femminismo dei maschilisti/antifemministi presenta alcuni caratteri peculiari che vale la pena di studiare. Come premessa sarà necessario imparare come essi considerano la donna. Definizione di donna: la donna non è più la femmina della specie animale uomo, no, la donna è la somma di tutti i maggiori terribili spaventevoli difetti che possiate trovare nella razza umana. Questo paradigma può declinarsi in innumerevoli modi a seconda dei gusti e delle esigenze. Per le antifemministe donne, per esempio, la donna è meschina, violenta, pettegola, invidiosa, e così via fino all’impiego di appellativi via via più triviali in rapporto direttamente proporzionale alle relazioni del marito con altre donne. Se invece abbiamo a che fare con un maschilista, quindi  con un uomo, la donna è arrivista, opportunista, cattiva, assetata di potere, egoista, incurante dei sentimenti del prossimo. Insomma questi non fanno altro che generalizzare i difetti stereotipati dell’essere donna e considerarli una definizione efficacie. È come se io donna considerassi tutti gli uomini non solo degli stronzi (questo purtroppo è uno stereotipo che molte di noi aiutano ad alimentare) ma violenti e tutti stupratori solo perché ce ne sono in giro che sono così. Lo trovo francamente ridicolo.

Ecco le malefatte che il femminismo secondo questi gruppi ha creato:

1) Per questi gruppi il femminismo avrebbe proposto, riuscendoci (?!) il predominio della donna sull’uomo. E a noi nessuno l’aveva detto. Ebbene per costoro il femminismo propone lo scontro tra i sessi e la superiorità della donna sull’uomo.

2) Tra le mura domestiche. Questi gruppi affermano che il femminismo, proponendo la superiorità della donna e l’inferiorità del maschio, ha creato disparità all’interno della coppia, creando un rapporto univoco, per cui l’uomo obbedisce e la donna comanda. I maschilisti/antifemministi accusano il femminismo di colpevolizzazione del maschio e rivendicano il diritto alla paternità, (che sarebbe più o meno: io donna non voglio un figlio e intendo abortire il mio compagno lo vuole, dovrebbe avere il diritto per vie legali di farmelo tenere e farlo nascere),  all’affido condiviso, o alla possibilità di passare tempo con i figli. Interessante notare del resto, che moltissimi di questi gruppi/blog/siti/pagine (date un’occhiata per esempio alla pagina “Il Femminismo”  o  “Il Femminismo è una pratica anticostituzionale” su Facebook) sono legate ad associazioni di padri separati che non possono vedere, o non possono vedere spesso, i propri figli. Ma io dico, considerando pure del tutto sacrosante le loro rivendicazioni, ma come è possibile che se tua moglie non ti fa vedere i figli sia colpa del femminismo? Al massimo o è colpa di tua moglie o è colpa del fatto che non c’è una legislazione adeguata o magari è colpa tua. Ma si sa, costruirsi un nemico da odiare  rende il sopravvivere un po’ meno duro. Il fatto che una madre impedisca al padre di vedere il figlio non è dovuto al femminismo e alla natura cattiva delle donne che il femminismo ha contribuito a liberare, sarebbe come dire che fa parte dell’essere uomo prendere i figli, separarli dalla madre e portarli chi sa dove all’altro capo del mondo. Il che mi sembra ancora più cretino.

3) Ancora più interessante notare quanto arretrate siano le rivendicazioni di questi gruppi. Il femminismo sarebbe infatti colpevole di aver “rivelato” alla donna che il suo ruolo può essere diverso dall’essere madre, casalinga, moglie.

Un’ultima considerazione. Ho un quesito verso questi gruppi e soprattutto verso le donne che fanno parte di questi gruppi: come rapportarsi nei confronti di quelle conquiste effettive che il femminismo ha ottenuto modificando la società e le sue leggi? Fa comodo ad una donna che lo stupro sia considerato reato, che si possa divorziare, che non esista più il delitto d’onore, il diritto di famiglia, l’aborto? A me sembra di sì, per questo credo che tutte le donne dovrebbe essere un po’ più femministe almeno per rispetto alle nonne, bisnonne, prozie che hanno combattuto per i diritti di cui tutte possiamo usufruire da 40 anni a questa parte. Se no facciamo come gli operai che votano PdL… che mi sembra francamente proprio imbecille.

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22 commenti leave one →
  1. 11 maggio 2010 18:56

    GRAZIE, Concordo.
    IO SONO FEMMINISTA e talvolta mi sento guardata con sospetto dalle stesse donne che pure mostrano sensibilità alle “differenze di genere”, come oggi definite, a fronte del precedente: “questione femminile” ma sempre dello stesso argomento ahimè si tratta, sul quale molto,molto c’è ancora da lavorare. Nel caso qualcuno avesse voglia di scoprire quali e quante “battaglie” siano state fatte per ottenere i più elementari diritti civili segnalo in calce il link del mio sito. Ecco comunque un qualche accenno:
    1970 approvazione della legge sul divorzio
    1971 legalizzazione della PILLOLA CONTRACCETIVA (precedentemente l’assumerla o il
    venderla era punito come reato, ma ve lo immaginate ??!)
    1975 Abolizione della patria potestà: stessi diritti e uguali doveri per i coniugi
    1977 Parità sul lavoro (ma è tuttora veramente così?)
    non mi dilungo oltre, i dati sono meno noiosi se letti attraverso le Immagini che nel sito potete trovare, ma un’ultima annotazione:
    solo nel 1996 la violenza sessuale viene riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale (come dire: “che importa se una donna stuprata è ferita, offesa, umiliata, ciò che conta è non porsi contro il comune senso della morale”.
    Furono le ragazze d’allora a lottare per questo, con i loro gonnelloni informi (?) e zoccoletti,
    le femministe, poco femminili, scalmanate e contro i maschi (???)
    Opportuno sarebbe meglio informarsi a cominciare dalla nostra Ministra per le pari opportunità, di cui, con doloroso,amaro diletto ho le opinioni (intervista Corr.sera di un paio d’anni), consoni ai clichè di cui sopra.
    Per sintetizzare ecco una citazione che potrei fare mia:
    “in my heart, I think a woman has two choice: either she’s a feminist or a masochist”
    Gloria Stheinem
    il LINK: http://www.storiadidonne.it

    • 15 maggio 2010 16:24

      Grazie Liliana, abbiamo aggiunto il tuo bel sito tra i nostri link qui a fianco. Scusa per il ritardo con cui il tuo commento è stato pubblicato, era inspiegabilmente finito nello spam! A presto

  2. 13 maggio 2010 15:00

    a proposito di antifemministi, ecco un esempio attualissimo che riguarda il mail bombing contro la pupa e il secchione.

    “Le femministe, se tengono tanto alla dignità della donna, non dovrebbero prendersela con La pupa e il secchione perché questa trasmissione non fa altro che riflettere il modo di fare della maggior parte delle donne. Care femministe, ammettete che quasi tutte le donne sono zoccole arriviste e vergognatevi di loro, non degli uomini che sognano donne dolci e si ritrovano in un Mondo popolato da zozzone, ubriacone, invidiose, approfittatrici e doppiogiochiste.”

    http://attriciemodelle.blogspot.com/2010/05/le-femministe-attaccano-la-pupa-e-il.html

  3. varvarapetrovna permalink*
    13 maggio 2010 16:06

    è sempre la solita storia. Si noti che il post che inveisce contro le donne colpevoli di essere zozzone, ubriacone, approfittatrici ecc ecc è pubblicato in un blog che si chiama “attrici e modelle purchè sian porcelle”.
    C’è qualcosa che mi sfugge…non c’è un evidente cortocircuito in tutto ciò??? O.o

  4. redazionefemminileplurale permalink*
    15 maggio 2010 18:04

    Il commento di “ammazzasboldre” (sic!) è stato rimosso come spam.

  5. Claudio permalink
    23 maggio 2010 17:52

    Essere maschilisti significherebbe essere contro le donne, essere femministe invece a favore di entrambi? Interessante: è come dire che milanista significa tenere solo per il Milan, mentre interista significa tifare per tutte le squadre

  6. varvarapetrovna permalink*
    23 maggio 2010 20:03

    @ Claudio: Il femminismo non considera le donne come superiori all’uomo, ma ricerca una parità, un riconoscimento dei medesimi diritti e dello stesso trattamento nei differenti ambiti della vita sociale e lavorativa, il tutto senza proporre odio nei confronti del genere maschile. Il post è una riflessione rispetto alle tesi e alle istanze di quei gruppi che si autodichiarano maschilisti (attenzione! non siamo noi a considerarli tali), e che affermano espressamente la superiorità dell’uomo sulla donna.

    • Claudio permalink
      24 maggio 2010 19:31

      Senti, tu puoi giocare con la dialettica quanto vuoi ma le chiacchiere stanno a zero: se maschilismo significa predicare la superiorità dell’uomo sulla donna, femminismo non può certo significare parità, basta fare 2+2 (se non è troppo difficile), altrimenti questi movimenti che tanto ti piacciono si chiamerebbero, per fare un esempio “egualitaristi” o “paritaristi”.
      Quella che i femminismo “rispetta gli uomini” è una favoletta alla quale non crede più nessuno, basta farsi un giro e VOLER vedere CERTE cose.

    • Claudio permalink
      24 maggio 2010 19:34

      Ah dimenticavo, come mai volete la “parità” nella rappresentanza politica e in tutti quei luoghi dove siete in inferiorità numerica, ma nessuna di voi dice “a” sul fatto che gli insegnanti sono ormai tutte donne (dai, ora dì che non è vero…)????????????????????????????????????
      Come mai quando in un campo non ci riuscite voi lo stato deve aiutarvi, e quando a scuola i ragazzi “sono meno bravi” nessuno chiede di aiutarli, ma invece si canta vittoria????????????????????????????
      E potrei farti altri esempi dell’obiettività delle illustrissime “femministe”

      • Zolfo permalink
        15 gennaio 2012 10:15

        Va che basta che vai a leggere in wikipedia…
        Il termine maschilismo viene usato a partire dagli anni sessanta, per indicare un atteggiamento culturale e sociale basato sull’idea di una superiorità fisica e intellettuale dell’uomo sulla donna in contrapposizione al termine femminismo, pur non essendo il corrispettivo maschile di quell’insieme di movimenti egualitari.
        Essendo movimenti politici non è che l’etimologia deve per forza sempre essere giustificata da una collezione di valori

  7. Claudio permalink
    24 maggio 2010 19:59

    Le tue amiche “femministe” ci vorrebbero bene? Guarda in Svezia (paese “illuminato”) che programma politico avevano (da “La Repubblica del 6/11/2005):

    Primo, tassare alla nascita tutti i bambini maschi. Tassarli in quanto maschi, perché siccome gli uomini a parità di incarico guadagnano il 25 per cento in più delle donne è giusto che rifondano la somma che usurperanno fin dal momento in cui vengono al mondo.
    Secondo, e conseguente: risarcire del 25 per cento di salario sottratto e ristabilire immediatamente la norma «equal pay for equal work».
    Terzo: eliminare i nomi sessuati, dare ai bambini nomi neutri in modo che possano decidere loro, da grandi, se si sentono maschi o femmine.
    Quarto: obbligare gli uomini a stare a casa otto dei sedici mesi concessi dallo Stato per la maternità/paternità. Non «dar loro la possibilità di»: questo è già legge. Obbligarli.
    Quinto: abolire il matrimonio e sostituirlo con un «codice di convivenza civile» che non faccia riferimento al genere e al numero delle persone coinvolte. Il quinto punto ha subito fatto pensare ad una legittimazione della poligamia perciò le proponenti hanno dovuto precisare: odiosa poligamia esclusa.
    Sesto: limitare la presenza degli uomini dei gruppi direttivi al 25 per cento.
    Settimo: stabilire per legge che nessuna donna deve percorrere più di 15 minuti di strada a piedi per raggiungere un servizio essenziale.
    Ottavo: rivedere la legge sulla violenza sessuale nel punto in cui si dice che la donna offesa deve dimostrare di aver resistito. La donna, anche nell´ambito domestico, non deve fornire un silenzio assenso all´atto sessuale ma deve esplicitamente richiederlo.
    Nono: aprire un´inchiesta governativa che stabilisca perché le ambulanze arrivano più tardi quando a patire un infarto è una donna.
    Decimo: abolire la monarchia

  8. antigonexxx permalink*
    24 maggio 2010 19:59

    @claudio: se nella scuola ci sono più donne insegnanti che uomini, questo non è il frutto di una discriminazione, quanto piuttosto del fatto che ci sono meno uomini che ambiscono a fare gli insegnanti. Se poi molte donne prediligono questo tipo di occupazioni rispetto ad altre è dovuto al fatto che si tratta di un lavoro il cui carico lascia più tempo ai figli e alla famiglia. Mi sembri un po’ prevenuto. Oltre al fatto che credo che la maggior parte di quello che dici sia più il frutto di un’incazzatura che di una riflessione…non riesco davvero a capire come puoi dire che gli uomini sono discriminati nell’accesso alla professione scolastica…mi sembra proprio una mistificazione di basso livello, nonchè facilmente criticabile

    • 25 maggio 2010 20:35

      Eh certo, dove siamo in maggioranza noi (per esempio in politica) non può essere che discriminazione nei confronti della donna (figurati se si può pensare che un uomo possa essere meritevole), mentre se siete in maggioranza voi allora non può che essere merito!
      (Ti è sfuggito un piccolo interrogativo: non può essere che le ragazze prendono voti migliori perché il modo di insegnare di una donna è più congeniale alle ragazze e viceversa? Mi rendo conto che la tentazione di credere al fatto che siete superiori sia molto più forte)
      P.S.: riguardo alle incazzature pensate al vostro “tremate le streghe son tornate”!

      • antigonexxx permalink*
        25 maggio 2010 21:00

        @claudio: il confronto tra carriera politica e insegnamento non è per niente azzeccato. Peraltro, ma credo che tu il mio commento non lo abbia neppure letto, in caso contrario avresti delle serie difficoltà di comprensione, non ho detto che è un merito per le donne il fatto che fanno le insegnanti. Ho detto che ci sono più donne che uomini che vogliono fare quel mestiere, per via degli orari. Questo non è nè un merito delle donne, nè un demerito degli uomini…con il merito non ha proprio niente a che fare. In tutto il discorso che ho fatto non vedo cosa centri poi che le ragazze abbiano voti migliori a scuola. Io non ne ho parlato. Infine per quanto riguarda il “tremate, tremate, le streghe son tornate” ebbene sì le donne erano molto incazzate, non con gli uomini in sè, ma con una politica ed una società che le discriminava (vatti a leggere il diritto di famiglia prima del 1975). Tu invece con chi sei incazzato?

  9. Claudio permalink
    24 maggio 2010 20:00

    O che dire della vostra amatissima Spagna di Zapatero dove a parità di reato l’uomo paga una pena superiore, è giusto vero???????
    Chissà chi sarà stata a proporla, le femministe? Noooooooo, per carità…….

  10. Claudio permalink
    24 maggio 2010 20:04

    e se non vogliamo andare molto lontano, e, per esempio, rimanere su questo sito si potrebbe segnalare

    https://femminileplurale.wordpress.com/2010/05/18/neofemmininismo-3/#more-2854

    “”La battaglia per i diritti delle donne passa, che lo si voglia o no, anche attraverso gli uomini. Con questo non intendo certamente dire che ci si aspetti delle concessioni, o che si speri nel riconoscimento di un’equità di trattamento da parte loro.”

    (….)

    “Sono i corpi delle donne quelli responsabili della procreazione. Certamente gli uomini danno il loro contributo (e per almeno una decina di minuti, nella maggior parte dei casi) ma la gravidanza e la maternità sono una faccenda tutta femminile.”

    (ah dimenticavo, complimenti poi per la bella vignetta: questo sì che è rispetto dell’altro sesso)

    oppure il bel post “Rasa il pratino” dove gli uomini vengono bollati come pedofili

    “Mi sono sempre spiegata questa tendenza pensando che facesse parte delle fantasie maschili, in modo più o meno sano (?), un lato un po’ pedofilo per cui gli uomini tendono ad eccitarsi – o ad eccitarsi più facilmente – all’idea di avere di fronte una donna-bambina, un soggetto più debole rispetto al quale sentire di avere una dominanza psicologica.”

    (….)

    “Ma sembra proprio che alla vagina sia associato un nuvolone di paure da parte maschile”

    (….)

    “credo che invece moltissimi uomini – e ne conosco – abbiano questa fantasia (anche e proprio in relazione al porno);”

    LE FAVOLETTE VALLE A RACCONTARE A QUALCUN ALTRO!!!!!!!!!!!!!

  11. antigonexxx permalink*
    24 maggio 2010 20:06

    @claudio: se ci dessi qualche riferimento concreto a quello che dici forse potremmo pure discuterne. Non ho trovato su Repubblica l’articolo sulla svezia a cui ti riferisci. E riguardo alla Codice penale spagnolo, potresti darci il link dove hai trovato queste info?

    • Claudio permalink
      25 maggio 2010 20:41

      Figurati se non venivano sollevati dubbi (com’è possibile che un uomo subisca torti? Ma non scherziamo….)

      Per quanto riguarda la Svezia prova per esempio a guardare quì
      http://forum.giovani.it/politica/113556-femminismo-armato-europa.html

      poi se non ci vuoi credere, pazienza, campo lo stesso….

      e per quanto riguarda la Spagna dell'”illuminatissimo” Zapatero

      “La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).”

      http://bottegadolls.forumcommunity.net/?t=20424757

      in ogni caso non ho assolutamente voglia di avvelenarmi il sangue a “dialogare” con chi, per esempio, nega che in questo post (https://femminileplurale.wordpress.com/2010/05/08/rasa-il-pratino/) siano stati bollati gli uomini come pedofili

  12. Claudio permalink
    25 maggio 2010 20:52

    detto ciò passo e chiudo!

    • antigonexxx permalink*
      25 maggio 2010 21:02

      ripeto: @claudio: se ci dessi qualche riferimento concreto a quello che dici forse potremmo pure discuterne. Non ho trovato su Repubblica l’articolo sulla svezia a cui ti riferisci. E riguardo alla Codice penale spagnolo, potresti darci il link dove hai trovato queste info?
      non è che il tuo passo e chiudo sia dovuto al fatto che non hai risposte a questa semplice domanda?

  13. Giuliana permalink
    25 maggio 2010 22:32

    povero Claudio, si sente circondato dalle femministe minacciose e armate e non si rende conto di vivere nella repubblica delle veline (giovani femmine e apparentemente compiacenti e fragili, sempre seminude) e dei loro manager (anziani maschi, apparentemente sicuri di sé e sempre vestiti).

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