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Aspirazioni

20 maggio 2010

«La mia unica aspirazione? Trombarmi una diciottenne». Sono parole di un verbale comunale di Arenzano, provincia di Genova.

Succede che un consigliere chiede al sindaco: “Sindaco, quali sono le sue aspirazioni?”. E lui risponde: “La mia unica aspirazione è trombarmi una diciotenne”. È ufficiale. Viene messo a verbale, e si continua. Il sindaco si chiama Luigi Gambino. E parlerebbe a nome di tutti i suoi cittadini, come fa giustamente notare Arenzano Notizie.

Non solo ad Arenzano però: oggi in tutta Italia una mentalità molto diffusa asseconda battute come questa. Per gli uomini sono divertenti e addirittura rilassanti: hanno una enorme potenza assolutoria. Dalle donne, paradossalmente, sono accettate per lo stesso motivo: certo che il vecio si vuole trombare una diciottenne. Perché? Non è forse così che va? Ci si strizza l’occhio, ci si scambia una gomitata, si assiste allo spettacolo a cui si è da sempre abituati. Chi è il potente? L’uomo. E che cosa vuole il potente? Le donne. Di che età le gradisce signore?

Uhm, non saprei… secondo lei a diciotto anni è già legale?”

Senz’altro signore. Lo dice l’articolo 519 del codice penale”.

Allora vada per i diciotto anni. Mannaggia, pure a diciassette però… e a sedici? Mmh, mi viene l’acquolina in bocca ma poi mi viene un infarto, non posso… Ma insomma che fa lei, si sbrighi! Che vuole, farmi diventare vecchio mentre aspetto? Ah ah, tanto lo sono già!”

Scherza, Luigi Gambino. È un burlone, bisogna capirlo. «E comunque il Cavaliere non mi ha ancora chiamato per complimentarsi», ridacchia lui. Ma io non mi diverto. E mi diverto ancora meno se penso che Luigi Gambino non è del Pdl: è del Partito Democratico. Che vorrei avesse qualche aspirazione in più. Appunto.

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3 commenti leave one →
  1. paola permalink
    20 maggio 2010 08:18

    Che vi devo dire? Tanti, tanti anni fa, non sarebbe successo: negli anni ’50-’60 per effetto del “puritanesimo” del vecchio PCI, negli anni ’70 perché il veteroporcomaschilista sarebbe stato, giustamente, processato dall’opinione pubblica femminista. Oggi, siamo nell’Italia che ha subito la persuasione occulta della televisione regressiva, e i diritti conquistati sul piano giuridico dalle donne sono oscurati dall’osceno revisionismo culturale che ci impone il modello tettaculistico: anche il PD, in alcuni suoi esponenti, come si vede, si adegua, per non perdere il contatto con la società incivile. E le donne che ancora pensano con la loro testa? Come possono intervenire in un caso come questo? E come possono svegliare quelle che si sono già adeguate al ruolo di corpi da fruizione?

  2. 20 maggio 2010 13:35

    che charme

  3. roberta permalink
    22 maggio 2010 14:54

    Spero che in quel consiglio si siano alzate tutte le donne (ma anche gli uomini con un minimo di intelligenza e rispetto) ed abbiano abbandonato la sala; non burlone, ma poche incline al rispetto per il genere femminile e anche maschile se vuole rappresentare la categoria.

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