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Darla o non darla, this is the question

26 maggio 2010

L’altro giorno, quasi per caso, mi sono imbattuta in un post di Uominibeta.org, post dal titolo “Dalla”, scritto dal giornalista Paolo Bernard. Quanto scritto mi ha incuriosito per diverse ragioni: innazitutto per il tono, a tratti canzonatorio, a tratti sofferto e sincero, poi per l’alto numero di commenti (ben 168, cosa che mi ha fatto pensare che l’argomento fosse molto sentito), infine perché mi ha dato una diversa interpretazione delle dinamiche del maschilismo (al  quale non assimilo però quanto scritto nel post stesso, quanto piuttosto in alcuni commenti ad esso). Si parla di donne, uomini e di sesso, laddove per esso si intende una specifica declinazione del concetto più generale, ovvero il “sesso ludico”, quello che ha come scopo il divertimento fine a se stesso. A parte le divagazioni sul modo diverso di relazionarsi al sesso di uomini e donne (argomenti talvolta frutto di pregiudizi), si conclude con un gentile invito al genere femminile a lasciarsi andare di più. Ciò che ha attirato la mia attenzione è la frase seguente:

«E quello che ci fate è, in sintesi, questo: volete il terzo millennio nei rapporti sociali, ma pretendete il medioevo quando di mezzo c’è il darla via. Voi non avete un’idea di quanto ci costi ciò, la fatica, la frustrazione che ci indurisce anno dopo anno, perennemente a correre dietro a sta carota appesa al bastone come ciuchi storditi; così dall’età di 14 anni, col testosterone che ci martella il cranio, e le principesse sulle mura del castello a guardar di sotto i nostri goffi inchini. “Gliela do o non gliela do“…

Non avete un’idea di come siete, dovete rinascere uomo per capirlo, ma non ve lo auguro… in questa sfera del vivere, intendo. Per ora posso solo dire: poveracci noi… nella medesima sfera del vivere, intendo.

Dovete compiere un atto di fede, rinunciate al potere fra le gambe, aiutateci a cambiare, ne avrete doni impensabili. Cordialmente, B.»

A questo punto nasce spontanea una riflessione. Molto spesso ho l’impressione che il maschilismo (non mi riferisco al post) derivi da questioni più personali che ideologiche (solo una persona con evidenti carenze intellettive può dirsi a favore della superiorità di un genere rispetto all’altro, della giustizia nella sopraffazione dell’uomo sulla donna). E se i maschilisti fossero solo dei frustrati a livello sessuale? Maschilisti, ammettetelo, non è il femminismo il vostro problema, ma le donne che non ve la danno!

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88 commenti
  1. 27 maggio 2010 00:26

    Cara Antigone e care/i donne e uomini di Femminile Plurale, mi chiamo Fabrizio Marchi e sono il fondatore e il gestore del sito http://www.Uomini Beta.org
    Ci avete scritto per segnalarci questo vostro commento a firma appunto di Antigone in cui viene citato e commentato l’articolo di Paolo Barnard, uno dei nostri più autorevoli collaboratori.
    L’articolo non viene giudicato di per sé “maschilista”. Questa accusa (perché in questo senso è concepito e utilizzato il termine “maschilismo”, a differenza di “femminismo” che viene sempre considerato in un’accezione positiva), o se preferite questa critica, viene mossa ai commenti o ad una parte di questi pubblicati dagli utenti del blog.
    Intanto è bene chiarire subito un concetto fondamentale. La linea politica, la strategia, i valori e l’orizzonte culturale, filosofico e politico del Movimento degli Uomini Beta non si evincono dai commenti sul blog ma dagli articoli nel sito, in particolare quelli pubblicati sulla homepage, nello spazio “articoli” e in quello degli “editoriali” (lo spazio dei “contributi” è appositamente stato creato per contributi esterni anche non necessariamente in linea con la nostra filosofia) e soprattutto nel Manifesto del Movimento (Il Movimento Beta) e nella Carta dei Principi, entrambi pubblicati sulla homepage.
    Il blog invece è uno spazio assolutamente libero, altrimenti non avrebbe neanche senso creare un luogo di confronto e di discussione, dove ovviamente ciascuno è libero di esprimere la propria opinione in totale libertà purchè naturalmente nel rispetto degli altri. Ciò significa che nel blog ci sono interventi e commenti che molto spesso sono distanti se non addirittura contrari alla filosofia che anima il nostro Movimento. Si chiama democrazia e cerchiamo di inverarla e praticarla, per quanto è nelle nostre modeste possibilità e capacità.
    Ciò detto, nell’articolo a firma di Antigone, e soprattutto nel fatto che ci avete scritto per segnalarcelo (e vi ringraziamo per questo), c’è, a mio parere, una gigantesca contraddizione. Anzi due. La prima è che si segnala un articolo, probabilmente con il fine di promuovere il sito (non ci sarebbe comunque nulla di male), e al contempo si insultano di fatto gli utenti del blog (abbiamo già spiegato perché è un insulto…)in questione definendoli “maschilisti”.
    Ora, francamente, mi pare che il paradosso sia evidente. Da una parte, anche se forse strumentalmente, c’è un’apertura di dialogo attraverso la segnalazione del sito, ma nello stesso tempo gli stessi a cui quel dialogo viene proposto vengono insultati. Per quanto mi riguarda non c’è dubbio che qualcuno degli utenti del nostro blog possa essere considerato maschilista. Questo però non toglie che la contraddizione rimanga.
    Ma c’è un altro punto che mi preme sottolineare. L’articolo di Antigone si chiude testualmente con queste parole:” A questo punto nasce spontanea una riflessione. Molto spesso ho l’impressione che il maschilismo (non mi riferisco al post) derivi da questioni più personali che ideologiche (solo una persona con evidenti carenze intellettive può dirsi a favore della superiorità di un genere rispetto all’altro, della giustizia nella sopraffazione dell’uomo sulla donna). E se i maschilisti fossero solo dei frustrati a livello sessuale? Maschilisti, ammettetelo, non è il femminismo il vostro problema, ma le donne che non ve la danno!”.
    Ora, a mio avviso questa ultima affermazione è esattamente opposta e speculare a quella che ormai tanti anni fa i più beceri e volgari qualunquisti, reazionari e maschilisti (quelli sì) rivolgevano alle femministe e più in generale alle donne impegnate in politica. “Sei femminista – questo era l’assunto, se così possiamo definirlo – perché sei racchia e non ti si scopa nessuno, altrimenti avresti ben altro da fare nella vita che non occuparti di queste cose”.
    Abbiamo ascoltato questo ritornello idiota milioni di volte, oramai tanti anni fa, così come, da molti anni, per milioni di volte, lo abbiamo sentito e lo sentiamo ripetere, a parti invertite, nei confronti di quegli uomini (pochi per la verità) che “osano” avanzare una critica al femminismo e più in generale al “femminile”, per lo meno per come ha scelto di declinarsi negli ultimi quarant’anni all’interno del nostro sistema.
    “Sei critico nei confronti del femminile? Allora vuol dire che sei uno sfigato, un represso, un “segaiolo”, un misogino, un frustrato, un maschilista, sessista, razzista e pure fascista”. Perché un uomo critico nei confronti delle magnifiche sorti e progressive dell’universo femminile e della infallibilità della sua avanguardia, il femminismo, non può che essere quella “roba lì”. Et voilà, il gioco è fatto, il cerchio si stringe, la pratica è evasa e siamo (siete) tutte contente/i.
    La mia personale opinione è che questi due “paradigmi” (e ci metto centomila virgolette…), e mi scuso fin d’ora con l’autrice dell’articolo per le mie parole ma è ciò che penso, si annullino vicendevolmente per la loro imbecillità o per la loro malafede. Perché solo un imbecille o una persona in malafede potrebbe liquidare la grande questione della relazione fra i generi, con tutte le problematiche che questa comporta, con affermazioni sommarie, superficiali, banali, e soprattutto sessiste e razziste, come quelle di cui sopra, anche se da posizioni opposte.
    Quindi, anche ammettendo che ci siano ancora tanti maschilisti in circolazione (cosa peraltro vera), questo comporta che il problema debba essere affrontato con questa rozzezza e povertà di analisi?
    Pensate se il sottoscritto liquidasse il fenomeno della mercificazione sessuale femminile con lo stesso spirito e soprattutto lo stesso approccio con cui Antigone ha liquidato il “maschilismo” nella parte conclusiva del suo pezzo. “Donne, il problema non è che viviamo in un sistema sociale, economico e culturale fondato sulla ragione strumentale e mercantile (all’interno del quale le donne giocano purtroppo un ruolo determinante), il problema siete soltanto voi che da che mondo è mondo siete una banda di troie”.
    Come ripeto, se siamo intellettualmente onesti, se il sottoscritto dovesse utilizzare lo stesso metro e lo stesso approccio interpretativo di Antigone, queste dovrebbero essere coerentemente le sue parole. E naturalmente sarebbe accusato di maschilismo, sessismo, razzismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta…(in questo caso anche giustamente).
    Ma, anche ammettendo che ci siano tanti “sfigati”, così come ci sono tante “sfigate” (e non v’è dubbio che sia così, da un certo punto di vista), vi sembra questo un approccio democratico, di sinistra (noi lo siamo e apertamente), egualitario e “progressista” alla questione? A me sembra l’esatto contrario. Io non mi sognerei mai di pensare un essere umano, uomo o donna che sia, come uno sfigato/a, frustrato/a, con il disprezzo umano, sociale e di genere mal celato dietro ad un simile pensiero.
    Eppure questo modo di pensare e di essere alligna proprio in quegli ambienti progressisti, di sinistra e “politically correct” (solo per le questioni che fanno comodo a loro…) che dovrebbero invece esserne addirittura immuni.
    Non sarebbe il caso di gettare alle ortiche questa immondizia e di cominciare a riflettere seriamente su quanto avvenuto negli ultimi decenni e quanto sta avvenendo tuttora nella relazione fra i generi?
    Io penso di sì, noi pensiamo di sì. Possibile che tutto ciò che hai da dire, cara Antigone, dopo aver letto l’articolo di Paolo Barnard (e presumo forse anche altri) siano quelle quattro parole sul maschilismo e sui maschi sfigati a cui non la danno mai? Queste scemenze lasciamole ai qualunquisti, ai reazionari, ai superficiali e agli stupidi. Noi siamo un’altra cosa. Voglio pensare che sia lo stesso anche per voi.
    Cordiali saluti.
    Fabrizio Marchi

    • antigonexxx permalink*
      27 maggio 2010 09:05

      @Fabrizio: credo che tu abbia frainteso (volontariamente, involontariamente?)il senso del post che ho scritto. Innanzitutto non vedo dove sia il problema nell’accusa di maschilismo rivolta ad alcuni utenti del tuo blog. Hai detto tu stesso che, trattandosi di una democrazia, alcuni commenti sono fatti da persone lontane dalla vostra filosofia. E aggiungo: anche noi, soprattutto negli ultimi tempi, abbiamo ricevuto un gran numero di repliche agli articoli, di carattere evidentemente maschilista. Se qualcuno lo segnalasse in un altro blog, nessuno qui avrebbe da ridire. In effetti, che ci sarebbe di male?
      Per quanto riguarda il merito del post, mi spiace che tu non abbia colto il tono ironico con cui veniva posta la domanda. Fortunatamente, pur essendo “imbecille e in malafede”, a differenza tua, sono riuscita a cogliere l’ironia del post di Bernard e ho avuto l’intelligenza di andare al di là delle semplici parole, soffermandomi sulle quali, avrei potuto fraintendere il senso di tutto l’articolo: e che, Bernard non vorrà mica dire che le donne si approcciano al sesso solo per questioni di potere? Quasi fossimo tutte delle grandissimi zoccole che si vendono pur di avere qualcosa…ecco io questo ragionamento non l’ho fatto. Sai a volte l’imbecillità fa guardare lontano. E poi: il mio non voleva essere il racconto dell’esegesi del maschilismo, non aveva pretese definitorie, ma poneva semplicemente una domanda (l’ironia l’hai colta?Io quella di Bernard sì). Ti volevo inoltre dire che questa tendenza, alla quale tu ti attieni acriticamente, a equiparare femminismo e maschilismo è fallimentare fin dalle sue origini. Sono movimenti nati con scopi diversi, e, come ben sai è il fine ciò che vi è di davvero determinante. Il maschilista accusa la femminista che vuole emanciparsi rispetto alle discriminazioni sociali etc di essere frustrata lo farà per delegittimarne le richieste. Anche la femminista lo fa per lo stesso motivo. Ma tu capisci bene che ci sono richieste e richieste e che quelle di emancipazione sono legittime, quelle di un maschilista no.
      Sperò che tu apprezzerai che pur essendo imbecille e in malafede, non ho usato con te gli stessi toni, ma mi sono attenuta a quello che dovrebbe essere un dialogo civile.

  2. 27 maggio 2010 09:38

    Io noto astio, sia da una parte che dall’altra, per un argomento portato all’esasperazione un pò per colpa dei singoli un pò per colpa del sistema che cerca sempre di dividere l’uomo dalla donna. Ci sono tantissimi aspetti che secondo me bisognerebbe tenere in considerazione, ad esempio la nostra mentalità medievale che fa sentire “troia” una donna che le piace divertirsi con tanti uomini conteporaneamente. E questa società ci frena molto, e noi donne a nostra volta però dobbiamo ammettere che non siamo solo delle vittime; quante ragazze ho conosciuto che se la tirano dvanti ai ragazzi… gliela fanno vedere e poi se ne vanno tra risate e prese per i fondelli. Però sono una minoranza secondo la mia opinione. Chiunque uomo che si ritiene un maschilista è un frustrato sessualmente per me, perchè non gliela danno oppure non riesce lui a rapportarsi con noi donne e dà la colpa di questo a noi. Oppure vede le donne di oggi forti, autonome, invece lui magari vuole ritornare al medioevo dove avrebbe avuto un potere assoluto sulla donna la quale ora gli darebbe solo un bel calcio nei fondelli.
    Per il bene di noi donne, non si dovrebbe neanche insistere su questo argomento, perchè è un’ulteriore pressione che noi donne subiamo. Siamo già tempestate di messaggi assolutamente nocivi che cercano di deviare la nostra natura femminile verso il sistema di mercato odierno.
    Io spero che tutte le donne vivano la loro sessualità in maniera semplice e tranquilla. La vuoi dare a 20 uomini questa sera? Dalla!! Non vuoi darla a nessuno? Bene non darla a nessuno. L’importante è vivere tutto senza vergogne o preoccupazioni di essere viste in un certo modo sia nella prima situazione che nell’altra. Padrone di noi stesse e delle nostre decisioni!!

  3. 27 maggio 2010 09:47

    scusatemi per i miei ORRORI grammaticali, sto lavorando…:-)

  4. 27 maggio 2010 14:51

    Anche io credo che il giudizio su alcuni utenti di un blog non implichi nessuna contraddizione con il blog stesso. “Ieri ho visto un idiota con in mano un libro di Dostoevsky”. Che c’è di male? Non ho mica dato dell’idiota a Dostoevsky. “E’ un cretino ma legge tutto il giorno Freud”. Mica si offenderebbe Freud. Comunque Fabrizio, sei protettivo verso i tuoi lettori e in un certo senso ti fa onore, a patto di non tirare fuori argomenti troooppo pretestuosi.
    Quanto alle tue proteste sui maschilisti come frustrati sessuali, mi pare che antigonexxx se la rida sotto i baffi… perché questo tipo di accuse diventa immediatamente assurdo non appena passano dall’essere rivolte alle donne ad essere rivolte agli uomini.
    Detto tutto ciò, quoto Elena: ma in questo post non si doveva parlare di sesso? 😉

  5. 27 maggio 2010 17:22

    Avevo letto l’articolo di Barnard sul suo blog ancora mesi fa e, in linea di massima, lo condividevo.
    Tuttavia anche Barnard vorrebbe sostenere la teoria secondo la quale le donne “non la danno” perché sono “biologicamente strutturate” per non darla, ovvero non avrebbero uno stimolo sessuale pari agli uomini.
    Ma cari uomini, ci avete pensato voi, per millenni, a fare in modo che gli stimoli sessuali femminili (e non solo quelli) venissero repressi in ogni modo possibile!!! E vorreste che 100 anni di pseudo-liberazione ci avessero già dato la vostra capacità di “sesso ludico”?
    Io sarei la più grande sostenitrice del sesso ludico, ma vi sono 2 grossi ostacoli ad esso, e finché non si supereranno, ciò non potrà mai esistere.
    1. La mentalità: come diceva qualcuno, il mito della troia (cioè della donna “che si diverte”) è duro a tramontare.
    Ma questo infondo non è un grosso problema… Basta voler cambiare, e lo si potrebbe fare…
    Il problema più grosso è il secondo: dimentichiamo che, sebbene per gli uomini il sesso abbia ben poche conseguenze, purtroppo per le donne non è così: per esse, è ancora sinonimo di procreazione. La possibilità della contraccezione è recente, spesso ostacolata (da molti uomini e dalle donne misogine), l’aborto si sta cercando di renderlo di nuovo illegale… Cari uomini, se continuerete a ostacolare la libertà riproduttiva delle donne non ci sarà mai né sesso ludico, né cooperazione tra i sessi, né libertà, né alcun rapporto che non sia mercantile.
    Solo quando una donna avrà la sicurezza che non dovrà modificare radicalmente la sua vita per la passione di una notte, potrà veramente acconsentire al sesso ludico, con la leggerezza e la mancanza di “calcoli” che Barnard auspica nel suo articolo.
    Se volete che le donne “la diano liberamente”, imparate a non ostacolare la libertà di gestire la loro fertilità. Il resto verrà da sè.

    • antigonexxx permalink*
      27 maggio 2010 17:35

      grazie del tuo commento. Ti quoto in pieno su tutto, in particolare su questa parte,
      “Cari uomini, se continuerete a ostacolare la libertà riproduttiva delle donne non ci sarà mai né sesso ludico, né cooperazione tra i sessi, né libertà, né alcun rapporto che non sia mercantile.” In effetti credo anch’io che ci sia uno stretto rapporto tra gli elementi da te qui elencati. Si tratta di cose che si implicano a vicenda. Per questo ho dedotto la possibilità della frustrazione sessuale sia la causa di parte del maschilismo.

  6. Er Cipolla permalink
    27 maggio 2010 19:46

    A Lucrè.. stamme un po a senti.. anzi a legge và.. come poi vedè.. io un ciò la tua crasse ner scrivere.. ma te ne spari de catazze! ma taaante… in principio diciamolo.. le donne oggi so tutte troie? no.. perchè le troie la danno per diletto.. e a me piacciono.. voi no! la date dietro compenso.. peggio che le signorine bonasera e bona sorca della prenestina.. anzi! ve state pure a fa le risa se varcuno ve viene a di bonasera! il resto so tutte vaccate.. e lo sai che so così… artrimenti er monno nun girava intorno alla fregna.. artro che maschilismo.. maschilismo de che? e stica e stoca! Artra cosa.. te stai a lamenta che nun ve abbiamo dato la possibilità de pratica er sesso ludico.. ma te dimme na cosa.. famme capì.. negli ultimi 30 anni sei stata sulla luna? no sai.. perchè qui non semo restati ar televisore eh?!?!? ce ne de metodi contraccettivi.. pure maschili.. quindi dai retta cocca.. spara meno vaginate.. fai prima a di che con la fregna oggi ce se campa come ci si è sempre campato.. sei piu’ credibbile! ma purtroppo fai meno ride.. Datti pace e vai a pontificà da qualche altra parte.. che poi diciamocelo.. ve la sapete vender bene.. ma come ve piace er cazzo duro eh?!?!? Ciao COCCA! ah.. ultimo saluto.. femministe? baciateme er cupolone!

    • 28 maggio 2010 02:09

      Mi viene da dire “salute”, come dopo che qualcuno ha fatto un rutto.

  7. 28 maggio 2010 10:04

    Cara Antigone, non sono certo animato dal desiderio di fare il “muro contro muro”. Tu dici che non ho colto l’ironia del tuo post? Può darsi. E se così fosse non avrei alcun problema ad ammetterlo. D’altronde siamo talmente abituati ad aggressioni forsennate da parte di tante ma anche di tanti (maschietti pentiti, “collaborazionisti” o zerbini, come siamo usi definirli, con poca ironia per la verità…) nei nostri confronti, che è diventato per noi molto difficile, credimi, distinguere fra chi ci insulta e chi fa dell’ironia…
    D’altronde avevamo già preventivato questo rischio. Un gruppo di uomini dichiaratamente di sinistra (il sottoscritto e Barnard sono “addirittura” di formazione marxista) e altrettanto dichiaratamente critici nei confronti del femminismo e del “femminile”. Praticamente un’eresia, una contraddizione in termini: solo per i superficiali, i dogmatici e per coloro che non vogliono leggere la realtà con lucidità e onestà intellettuale. Ma non entro nel merito, vi invito in tal senso a leggere il nostro Manifesto e tutti gli altri articoli pubblicati sul sito.
    Mi limito in questa sede a rispondere al tuo post. Non credo proprio che l’articolo in questione di Barnard, così come gli altri, fosse ironico (o solo in parte). Egli tocca in modo molto puntuale e diretto, a mio parere, un tasto molto dolente (per voi donne, e di riflesso anche per noi uomini), e cioè il modo di concepire, di vivere e di “utilizzare” la vostra sessualità. Naturalmente il discorso sarebbe estremamente lungo e complesso e mi limito, in questa sede, solo ad alcune brevi considerazioni .
    Quando noi sosteniamo che le donne vivono secondo le logiche dell’ideologia dominante, cioè secondo la ragione strumentale e mercantile che è alle fondamenta del sistema in cui viviamo, non vogliamo semplicemente dire che tutte (o quasi tutte) la “danno” solo per un mero tornaconto economico o per conquistare posizioni di potere o di prestigio all’interno della piramide sociale. Se così fosse, tutto sommato il problema sarebbe relativamente poco importante. In fondo questo è sempre successo (l’importante è ammetterlo e non rimuoverlo ipocritamente) nella storia e non ci sarebbe nessuna novità. E’ una schiera nutrita, è vero, quella delle donne che vivono seguendo questi parametri ma, come si suol dire, “se la conosci la eviti”, e il discorso si chiuderebbe qui.
    E invece purtroppo non si chiude qui perché la questione è estremamente più complessa e riguarda la psiche profonda degli individui (in questo caso di sesso femminile) sulla quale i vari sistemi dominanti che si sono succeduti hanno lavorato molto, molto bene, arrivando ad innestare su una diversità di ordine ontologico-biologico fra donne e uomini (innegabile se non vogliamo fare demagogia) tutta una serie di condizionamenti che hanno contribuito in maniera nefasta e determinante a devastare ulteriormente la già difficile (in natura) relazione fra i sessi.
    Il sistema dominante attuale (che non è una stanza dei bottoni con quattro o cinque “cattivoni/e” che ordiscono trame ma un complesso intreccio di interessi, processi e gruppi, sociali e oggi anche di genere) è stato abilissimo a penetrare e a condizionare a livello profondo la sfera più intima degli individui, in questo caso delle donne, le quali hanno interiorizzato le dinamiche dell’ideologia dominante fondate sui concetti di mercato, merce, proprietà, competizione. E questo processo di condizionamento è penetrato talmente in profondità che è ormai diventato impossibile distinguere tra natura e cultura (come spiego peraltro personalmente in un articolo sul nostro sito dal titolo appunto “Natura e cultura”). Le donne, insomma, hanno talmente interiorizzato questi concetti, che “si vivono” concettualmente, psicologicamente, e culturalmente parlando, come una merce, cioè come una proprietà (personale, sia chiaro). E voi mi insegnate che una proprietà non la si dona, ma la si investe o tutt’al più la si aliena per trarne un utile. La conseguenza di questo sofisticatissimo processo che pochi hanno compreso (se mi passate la presunzione, ma questo è ciò che penso, e vale soprattutto per gli uomini più che per le donne) è appunto che, anche se apparentemente (e spesso è così) in modo non consapevole, la sessualità non viene vissuta naturalmente, giocosamente e serenamente, ma secondo le dinamiche psicologicamente strumentali di cui sopra. Conseguentemente , la sessualità diventa uno strumento, per le donne, di gestione e di dominio sulla grande maggioranza degli uomini. Ma nel momento in cui la sessualità viene concettualmente, psicologicamente e culturalmente, oltre che praticamente, mercificata, cioè sottoposta alla legge del do ut des, è evidente che questa stessa diventa un potentissimo strumento di perpetrazione del dominio sociale che ha necessità ASSOLUTA di controllare ogni aspetto della vita degli individui, anche il più remoto e profondo. Anzi, il controllo del foro interiore e degli aspetti più privati ed intimi (la sessualità e tutto ciò che da questa consegue) delle persone, diventa oggi molto più importante del controllo della dimensione pubblica.
    Ergo, quando diciamo che le donne si mercificano, non ci riferiamo alla folla di aspiranti veline, attrici, soubrette, ballerine, veline e ormai anche escort di lusso, di cui tutto sommato ce ne potremmo anche fregare. Ci riferiamo al modo di pensare, di viversi, di concepirsi e di relazionarsi con gli uomini, della purtroppo grandissima maggioranza delle donne che ha sposato, chi in modo più consapevole (le elite dominanti femminili che ormai fanno parte del sistema a pieno titolo assieme alle elite maschili), chi meno (la grande maggioranza delle donne) l’ideologia di cui sopra. A tal punto che è diventato anche improprio definirla ideologia tanto è ormai penetrata nella psiche profonda (in questo caso delle donne, gli uomini hanno altri condizionamenti).
    In questo contesto il “dalla” di Barnard (e nostro) non è quindi o solo una provocazione ironica, ma un messaggio alle donne che io non esito a definire RIVOLUZIONARIO. Perché è un invito a spezzare questa catena, a gettare alle ortiche l’ideologia dominante ma anche il potere, la rendita di posizione e i privilegi che questa condizione garantisce alla grande maggioranza delle donne, per costruire con gli uomini (quelli non appartenenti alle elite dominanti) una relazione all’insegna della RECIPROCITA’, della SPONTANEITA’ e del GIOCO.
    Ma è evidente che questa scelta (questa sì, rivoluzionaria, non le quote rosa sessiste, razziste e discriminanti, per lo meno finchè non verranno richieste anche per lavorare nelle miniere, nei cantieri edili e in generale in tutti quei luoghi di lavoro dove si muore o ci si ammala e non solo per le assemblee elettive, a proposito il 95% dei morti sul lavoro a tutt’oggi sono uomini …) comporta la perdita delle suddette rendite di posizione da parte delle donne. Ve la sentite?, dice Barnard e noi con lui. Ve la sentite di scendere dal piedistallo e di relazionarvi con gli uomini da pari a pari? Ve la sentite di fare quello che gli uomini hanno sempre fatto, cioè ad esempio proporsi, rischiare il rifiuto, invitare a cena un uomo e offrirgliela o magari fare a mezzi, alla “romana”, come si suol dire (perché no? Siamo tutti eguali, non vedo perché non si dovrebbe gettare al macero una volta e per sempre questo retaggio maschilista, tutte le donne saranno certamente d’accordo con questa proposta…) e magari con altrettanto grande disinvoltura sorridergli e dargli un bacio (sto parlando del primo approccio…se è così facile perché non lo fate anche voi…). Vi suggerisco caldamente di vedere entrambi i video dei due comici miei compaesani (romani) , Lillo e Greg, che abbiamo pubblicato sul nostro sito, dal titolo “Il mondo che vorrei” e “Utopia”. Bene, una volta fatto (è propedeutico), interrogatevi. Ve la sentite di vivere in quel modo e di sfidare anche il giudizio ipocrita, perbenista e fasullo di qualche coglione che vi giudicherà? E se anche fosse ( e sarà) chi se ne frega, noi non lo faremo, ve lo garantisco, anzi vi apprezzeremo molto, e con noi molti uomini evoluti. Vi preoccupate forse del giudizio di qualche (o tanti) maschilisti reazionari, ipocriti, bigotti e trogloditi? Oppure c’è dell’altro, al quale non volete rinunciare e il timore di questo giudizio è ormai solo un alibi?
    Ecco, come dice Barnard, non sapete quanto ne potreste guadagnare optando per questa scelta, in termini di libertà, di gioia, di vita vissuta pienamente, ma soprattutto della possibilità di costruire una relazione diversa, più naturale, spontanea, insomma più umana, con l’altro genere.
    O forse, come dicevo, c’è dell’altro, e anche per voi donne “u cummannari è megghio che u futtiri”, o come si dice (“il comandare è meglio che fottere”)?
    A voi l’ardua (forse) risposta. Perché se sarete oneste con voi stesse prima ancora che con noi, non sarà una risposta facile. E non parlo di sintassi, ovviamente, ma di contenuti.
    Un caro saluto, scusandomi per la lunghezza.
    Fabrizio Marchi

    P.S. Pubblicherò questo post anche sul nostro sito così da favorire la lettura e il confronto degli utenti di entrambi i due blog

    • antigonexxx permalink*
      29 maggio 2010 12:43

      caro Fabrizio ho l’impressione che il tuo ragionamento faccia acqua in un punto. E questo punto riguarda la natura del sesso in genere, e in particolare della sessualità femminile. Innanzitutto reputo il sesso l’unico vero aspetto, il punto centrale, del legame che l’uomo ha con la natura. Ciò comporta che se tutto può essere il frutto di un condizionamento sociale, per quanto riguarda il sesso permane una parte che non è in alcun modo condizionabile nè dall’ambiente nè dalla società (ad esempio se un uomo è omosessuale non c’è verso che nulla lo renda etero, nonostante la pressione sociale che su di lui è esercitata).
      Il secondo punto è questo: una donna può scegliere liberamente di scopare per due motivi: o per piacere o per potere. Mettiamo che, come dici tu, le donne smettano di farlo per potere ed optino per la prima opzione: il farlo esclusivamente per piacere. E decidano di farlo tralasciando tutti i condizionamenti sociale etc., decidendo a favore di un piacere libero. Sei sicuro che la conseguenza sarebbe che le donne inizierebbero a fare sesso così come lo fanno gli uomini?Incontrando uno una sera e portandoselo direttamente a letto? e che questo possa significare per una donna “l’accesso immediato al piacere”? Mi sembra che il vostro ragionamento sia viziato dalla trasposizione al genere femminile di una sessualità di tipo maschile. Ma questo non può avvenire, perchè per quanto le donne possano sforzarsi, il modo in cui naturalmente vivono il sesso è diverso. Se tu dici che le donne sono portatrici, proprio nel loro corpo, delle dinamiche del capitalismo, in quanto non scopano liberamente così come fanno gli uomini ti sbagli di grosso. Ci sono donne che lo fanno per potere (e queste possono rientrare nel tuo ragionamento) e molte donne che lo fanno per piacere. E queste non potranno mai vivere la sessualità così come la vive un uomo. E su questo elemento, eminentemente naturale, non c’è condizionamento sociale, nè imposizione, nè nulla che possa avere una qualche influenza.

  8. 28 maggio 2010 12:38

    Buon giorno Antigone. Sono capitata nel tuo blog quasi per caso e, se me lo consenti, credo che l’aggiungero’ come link nel mio.
    Per quanto riguarda gli ometti beta, tempo fa anche io Lameduck e Galatea, abbiamo avuto a che fare con loro. Ovviamente siamo state tutte e tre insultate. L’accusa che ci veniva mossa era la nostra cafonaggine e l’impossibilita’ che secondo loro avevamo di rapportarci educatamente. Nei miei confronti, poi, e’ anche stato proferito altro che ti lascio immaginare, ma cio’ e’ ininfkuente. Per cui tutte e tre abbiamo deciso di non partecipare piu’ alle loro discussioni nelle quali la finalita’ era che loro avevano sempre ragione e noi eravamo a turno, sceme, maleducate o puttane.
    Altre donne hanno in seguito tentato di partecipare alle loro discussioni (una in particolare, Nicole, e’ anche stata molto paziente nel raffrontarsi con loro), ma praticamente alla fine anche lei ha dovuto rassegnarsi; tutte quelle che entrano prima o poi, per un motivo o per l’altro, vengono in qualche modo insultate (pubblicamente, pero’ in segreto corteggiate privatamente, ma anche questo e’ ininfluente).
    Persino alcuni uomini che hanno provato, intelligentemente, a tenere una posizione bilanciata ed hanno tentato di rapportarsi, come ad esempio Giosby, sono stati insultati e costretti ad abbandonare il campo sovrastati dal branco. L’unica differenza, credo, e’ che privatamente non hanno ricevuto email scritte con finalita’ di rimorchiare,
    Io, ma non solo io, ho definito quel luogo una setta di persone frustrate. In poche parole degli sfigati.
    Comunque tu parli d’ironia, ma per certa gente credo che l’ironia sia qualcosa di totalmente sconosciuto. D’altronde lo si capisce dal modo in cui lo stesso “capetto” si prende sul serio e si sente investito da una missione per la salvezza del genere maschile. E che quest’ultimo nella vita abbia davvero poche altre cose di cui occuparsi, lo si capisce anche dal tempo che dedica alla scrittura de suoi lunghissimi commenti autoreferenziali . A proposito di lui, se gia’ non lo conoscessi, sa per sicuro di in un libercolo che ha scritto, nel quale il primo capitolo di ben quaranta pagine (dico, 40!) era dedicato interamente all’arte della “masturbazione”.
    Potrai capire quindi perche’, da quando ho scoperto questo dettaglio, ogni tanto mi diverta ad usare lui ed il suo clan di sfigati come esempio dell’inconcludenza e della ridicolaggine di un certo tipo di maschio eternamente alla ricerca, con ogni mezzo possibile, di qualcuna che gliela smolli. Quindi non molto dissimile da quello che accade un po’ ovunque, siano essi maschi alfa, beta o gamma. Ma questo e’ solo il parere di una persona cafona, dotata di poco acume e poca cultura come loro, giustamente, mi hanno etichettata.
    Saluti.

  9. 28 maggio 2010 13:02

    Cara Antigone, mi sembra che tu sia di una pasta diversa da questa Chiara di Notte (una ex escort, peraltro, ma non sarebbe questo il problema…) che ti ha appena scritto, e lascio a te valutare…
    Questi che leggi sono i contenuti e i toni mediamente utilizzati da una serie di personaggi, sia femminili che maschili, che hanno fatto irruzione nel nostro blog.
    Non entro nel merito e chiedo anche a te di sorvolare. Non ho e non abbiamo nessuna voglia di riaprire inutili polemiche con questa gente.
    Continuiamo a discutere e a confrontarci, se vuoi, ma seriamente, ma non di queste scemenze e sopratutto non con questa gente.

    • 28 maggio 2010 14:09

      Ma non si può dire, semplicemente, che l’articolo di Bernard è un po’ stupido? L’umorismo su questo luogo comune del “darla” è trito e ritrito e non fa ridere più: se invece vuole essere usato seriamente, chi è nel Medioevo è, in primo luogo, Bernard. Non so a quale uomo/maschio si rivolga, ma a me no. Non so a quale donna/femmina si rivolga, ma nessuna di quelle che stimo lo considererebbe seriamente. Basta con questa roba, davvero, non se ne può più.

    • 28 maggio 2010 14:17

      @ Fabrizio Marchi: una ex escort, peraltro, ma non sarebbe questo il problema…

      Allora se non e’ un problema, perche lo puntualizzi?
      Come se un ex mestiere contribuisse a sminuire cio’ che affermo. Una cosa invece detta da una ex commessa, o da un ex parrucchiera ha piu’ o meno valore?
      Questo basta ed avanza a valutare la mentalita’ che hai. Mi fa piacere che ti sei esposto. Cosi’ chi legge puo’ giudicare.
      Anzi, dato che per te non e’ un problema, puoi anche usare l’argomento che oltre ad ex puttana sono anche omosessuale, cosi’ dai piu’ forza ai concetti.

  10. michela permalink
    28 maggio 2010 15:47

    Er Cipolla……si capisce lontano 3 km che sei minimo di Livorno e non di Roma,nonostante tu “ce stia a prova’”,ma il succo non cambia….ti prego,lascia le discussioni a chi ha un nuemro di neuroni maggiore della radice quadrata di 2,magari ne viene fuori un confronto interessante senza interventi di chi,è lampante,non ha capito una mazza di nulla in tutta la storia del mondo.Grazie

  11. antigonexxx permalink*
    28 maggio 2010 15:56

    @michela: 😉

  12. 28 maggio 2010 17:41

    “Il sistema dominante attuale (che non è una stanza dei bottoni con quattro o cinque “cattivoni/e” che ordiscono trame ma un complesso intreccio di interessi, processi e gruppi, sociali e oggi anche di genere) è stato abilissimo a penetrare e a condizionare a livello profondo la sfera più intima degli individui, in questo caso delle donne, le quali hanno interiorizzato le dinamiche dell’ideologia dominante fondate sui concetti di mercato, merce, proprietà, competizione.”

    Cosa intendi con “attuale”? Spero tu non ti riferisca al periodo dal ’68 in poi, perché se parliamo di “vendersi” o “darla per soldi”, questo è stato il modus operandi di tutte le donne “furbe” da minimo 2000 anni… Leggiti un romanzo qualsiasi di Jane Austen: nel primo ‘800 inglese (e suppongo anche altrove), a qualsiasi giovane donna medio-benestante ma “carina” (ma anche non) veniva caldamente sconsigliato dalla famiglia e dalla società intera di sposare uno senza soldi… E non lo facevano di nascosto: erano discorsi normali, scelte fatte a tavolino, di semplice “buonsenso economico”. Conseguenza: la donna si offriva (o veniva offerta) a chi pagava di più. E’ sempre stato così, e chi era più bella (e anche vergine) era una merce di più valore e i maschi erano disposti a sborsare una somma più alta.
    Come mai parli di “sistema attuale”? La mercificazione del sesso è sempre esistita, l’ideologia dominante mercantile anche, solo che un tempo avveniva sotto forma di contratto matrimoniale.
    E’ qualcosa che il femminismo ha sempre cercato di combattere, non certo di favorire: rendere le donne libere, in modo che non siano costrette a vendersi per sopravvivere. A meno che, naturalmente, non lo vogliano loro stesse, intraprendendo nel qual caso professioni come l’escort, l’accompagnatrice ecc…. tutti ruoli che dovrebbero essere riconosciuti e legalizzati, di modo che una non sia costretta a vendersi ma ad offrire semplicemente una prestazione, analoga a quella di parrucchiera o badante. E che si tratti semplicemente di un lavoro come un altro.

    Forse l’unica differenza, ora, è che stavolta la merce donna è diventata sponsor di sé stessa e non ha più bisogno del padre/padrone che la espone sulla piazza, potendo di conseguenza rifiutare le offerte che non ritiene adeguate. Probabilmente è questo che da fastidio, non tanto l’essere merce della donna.
    Del resto, in un mondo in cui tutto è merce (acqua compresa) non si vede perché non dovrebbe esserlo il sesso… E’ un bisogno come altri, giusto? Perché non protestiamo per il fatto che il cibo sia una merce? Che siamo costretti a pagare per mangiare? Non avremmo forse il diritto di nutrirci per il solo fatto di esistere?
    Eppure non sento crociate contro tali ingiustizie, neanche dalla cosiddetta sinistra…
    Quello che voglio dire è che se si lotta contro l’ideologia mercantile, la lotta si dovrebbe applicarla ad ogni ambito della realtà, a partire dalle “origini” e dalle cose fondamentali, il cibo, appunto, ma anche il lavoro: perché si deve lavorare per vivere? Non è il lavoro, intendo quelli intrapresi solo per necessità, una forma di prostituzione? Che differenza c’è tra una donna che si sposa per soldi, una prostituta e una operaia qualsiasi che vende la sua forza lavoro, il suo tempo, la sua energia, e quindi, di fatto, il suo corpo, solo per soldi? A mio avviso nessuna.
    Siamo, in definitiva, tutti prostitute del sistema. Non ci piace che sia così? Ok, ma allora evitiamo di concentrarci sulla singola prostituta del sistema che pretende la cena pagata dal corteggiatore di turno e vediamo la cosa in modo più generale: chi o cosa ha permesso che esista ciò? E come mai le donne hanno solo un tipo di merce da mettere sul mercato? Forse perché in definitiva, nonostante le apparenze, altro potere non ne hanno? Forse che gli uomini sono “spirituali” e “disinteressati” e non fanno calcoli in queste cose? Può darsi che, essendo mercificata tutta la loro vita, desiderino comprensibilmente autenticità e libertà nella sfera sessuale. Purtroppo, però, il sesso è l’unica fonte di potere reale per le donne, a questo punto della storia.

    Eh già. In qualche modo è successo che l’aspetto che tra i sessi dovrebbe essere più bello, quello sentimentale-sessuale, è stato anche quello più mercificato. Per non dire altro: è stato tabuizzato, demonizzato, artificiosamente ristretto alla sfera “matrimoniale” (ossia mercantile anch’essa) o fatto vivere come vizio e depravazione in ambiti eslege… e reso violento, sporco, volgare, ridicolo.
    Sono sicura che le donne hanno avuto la loro parte di responsabilità, storicamente parlando, in tutto questo. Ma, tenendo conto di chi è stato il potere fino a tempi recenti (e chi di fatto lo detiene in modo prioritario nonostante le apparenze di qualche “donna ministro”) credo che la maggior parte della responsabilità ricada sugli uomini.

    Per concludere, io personalmente non ho mai né preteso né richiesto “favori economici” dagli uomini con cui stavo e non è mai dipeso da questo il mio andarci o non andarci a letto. Se gli uomini trovano sempre e solo tale tipo di donna non è perché cercano in tutti i modi di evitare il male per antonomasia, ovvero le femministe? Conosco molti uomini che storcono il naso o ridacchiano o sbuffano al solo sentir nominare il femminismo, convinti che le brave ragazze “casa e chiesa” siano le uniche per cui valga la pena interessarsi. Ma di solito sono queste quelle che “presentano il conto”: la scelta “casa e chiesa” è una scelta mercantile, e si comportano di conseguenza (non c’è nessuna contraddizione tra essere “casa e chiesa” e essere una prostituta: anzi!). E ho notato che gli uomini pagano.

  13. 28 maggio 2010 21:30

    Io ho provato a cercare di capire cosa portasse a certe conclusioni (sballate a mio modesto parere) ma non è una cosa semplice.
    In primo luogo se non si è d’accordo si è subito “polemici” ed un altra cosa che non ricordo più ma che si potrebbe tradurre come rompicoglioni.
    Secondariamente il dibattito è senza senso e scopo; nn c’è dibattito perchè in realtà non esiste contradditorio e perchè in fondo non esiste la materia su cui discutere.
    Non posso pensare di discutere seriamente con chi scrive robe così :
    “Alla Thyssen ci sono stati i morti (in basso) e gli inguaiati (in alto). Non ci sono né morte né inguaiate. Salve tutte e tutte con vitalizi garantiti. Grassi o magri che siano. Agli uni il rischio, la morte, la prigione, la rovina. Alle altre la vita e la libertà.”
    Come si fa a discutere se la base è questa?
    Quale è la visione del mondo Beta? Semplice.
    Gli uomini che scopano sono Alfa e sono ricchi, potenti, brutti, vecchi, con l’alito alla topo di fogna ed i piedi puzzolenti.
    Gli uomini Beta non scopano perchè non sono potenti nè ricchi ma sono gentili, educati, sensibili, intelligenti e pure simpatici; eppure per qualche strano motivo non trombano..
    Le donne…tutte zoccole che la danno solo agli Alfa e non ai Beta e queste troie vanno pure a cercarsi i negroni ai tropici quando qua c’è tanta fame…
    Dimentico una cosa…i Beta vorrebbero la gnocca gratis e giocherellona (gnocca usa e getta) però di qualità..mica lo scorfano ma la ragazza carina.
    E se per caso la rivoluzione Beta non portasse alla gnocca easy…pesta la colga:
    – le donne dovrebbero andare a farsi ammazzare in afganistan come gli uomini ..anzi verrebbero istituite le quote rosa a disposizione dei talebani in modo da non creare discriminazioni;
    – per ogni operaio edile uomo morto si bruceranno dieci segretarie;
    e così via..
    a.y.s. Bibi
    P.S. contrariamente a quanto può sembrare dal nick, appartengo al genere maschile ma non mi sono mai fatto tante seghe mentali…

  14. Luke Cage permalink
    28 maggio 2010 22:23

    Pur non condividendo il tuo punto di vista Lucrezia, sono molti i punti e gli argomenti che hai utilizzato e punti che hai toccato che mi trovano clamorosamente d’accordo.
    Per chiarezza devo dirti che laddove tu sostieni coerentemente che “ se si lotta contro l’ideologia mercantile, la lotta si dovrebbe applicarla ad ogni ambito della realtà, a partire dalle “origini” e dalle cose fondamentali” altro non fai che fornirci un assist:
    http://www.uominibeta.org/2009/11/29/movimento-degli-uomini-beta/
    Se sostieni che oggi la donna è padrona di gestire il sesso e tutto ciò che ruota attorno ad esso senza più dover passare per “ del padre/padrone che la espone sulla piazza, potendo di conseguenza rifiutare le offerte che non ritiene adeguate” allora tu stessa smentisci coloro che accusano il maschilismo (sulla terminologia dovremmo in realtà fare un discorso a parte) di essere il responsabile dell’immagine della donna veicolata dalle nostre tv private nonchè il fenomeno del velinismo in politica, in tv e nella società.

    Quando dici “Che differenza c’è tra una donna che si sposa per soldi, una prostituta e una operaia qualsiasi che vende la sua forza lavoro, il suo tempo, la sua energia, e quindi, di fatto, il suo corpo, solo per soldi? A mio avviso nessuna.” concordo pienamente.
    Ma proprio per questo perchè non lavorare per trasformare la società in cui viviamo smettendo di fingere che non vi sia alcun legame tra questi meccanismi mercantili che tu stessa ammetti esistere e il funzionamento di una società che dal punto di vista della libertà e del rispetto reciproco offre sempre meno?Non potete rassegnarvi dicendo che “il sesso è l’unica fonte di potere reale per le donne, a questo punto della storia.”.
    Primo perchè non è più vero da un pezzo.
    Secondo, perchè contrariamente alla sinistra a cui fai riferimento nel tuo commento e in cui noi non ci riconosciamo siamo contro il tipo di prostituzione a cui alludi (dove dici “Siamo, in definitiva, tutti prostitute del sistema.”) e che viene promossa dalla cultura oggi dominante .

    L

  15. Luke Cage permalink
    28 maggio 2010 22:43

    x Bibi:
    preparati a leggere la risposta che mi darà Lucrezia, poi prendi nota e torna a rileggere i tuoi “commenti” sul nostro sito.
    Sicuramente sei capitato qui per caso anche tu vero ?
    Spero che non piovino qui altrettanto “per caso” tutti gli altri membri della corte dei miracoli, anche se “Esmeralda” li starà già mobilitando tutti per porre termine ad una pacifica occasione di confronto ancora prima che possa iniziare.

  16. 28 maggio 2010 23:01

    @ Luke

    No, non sono arrivato qui per caso ma leggendo gli interventi di Antigone su “Dalla”.
    Anche se farai fatica a comprenderlo, continuo a cercare di capire ed a leggere.
    Se poi desideri, rileggerò i miei commenti e leggerò la risposta di Lucrezia (non comprendo il nesso visto che non ho proprio nessuna interazione con Lucrezia..ma se ciò può darti piacere..).
    Infine, per tua conoscenza, non appartengo a nessuna corte (io….tu non so). Scrivo cazzate su un blog per mio divertimento e piacere … però almeno sono cosciente delle cazzate che scrivo a differenza di molti altri.
    a.y.s. Bibi

  17. 29 maggio 2010 08:46

    A Luke Cage.

    Beh innanzi tutto io non fornisco assist a nessuno, come dici: mi limito a constatare dati di fatto su cui da sempre il mondo femminista è d’accordo, ovvero che la questione mercificazione del sesso non è la new entry degli ultimi 50 anni ma esiste almeno da quando esiste la proprietà privata. Se poi voi la pensate allo stesso modo, tanto meglio. Ma il ragionamento “a squadre contrapposte” (della serie: stai sostenendo il gruppo B anziché il gruppo A, come se le verità fossero appannaggio di una squadra anziché di un’altra) non si confà minimamente al mio modo di considerare le cose.

    Poi dici: “allora tu stessa smentisci coloro che accusano il maschilismo (sulla terminologia dovremmo in realtà fare un discorso a parte) di essere il responsabile dell’immagine della donna veicolata dalle nostre tv private nonchè il fenomeno del velinismo in politica, in tv e nella società. ” In realtà non ho fatto nulla di tutto ciò. Secondo me il maschilismo è il responsabile di tutto ciò e anche ciò di cui parlavo prima, e per maschilismo io intendo un movimento ideologico nato per razionalizzare con pretese di scientificità la mentalità misogina che sta alla base della società patriarcale / mercantile / capitalistica, fondata sulla guerra, la proprietà privata, la famiglia, la gerarchia, l’ubbidienza, la paura – ne parla Riane Eisler nel suo The Chalice and the Blade e in Sacred Pleasure, dove tra l’altro auspica una riscoperta del sesso per il sesso, cosa che dovrebbe interessarvi, dicendo che fintantoché il sesso sarà motivato da finalità economiche e procreative non potrà mai essere libero. Perché il sesso sia libero si devono eliminare due fattori: 1. la possibilità che qualcuno guadagni con il sesso (siete voi il mercato: boicottatelo, è così che si fa per far cadere un prodotto) 2. l’uso del sesso per la riproduzione (figli come prodotto, sesso come fabbrica di produzione di forza lavoro , implicano necessariamete la perdita del significato sacrale-rituale-edonistico del sesso).

    Il maschilismo è semplicemente una forma di razzismo (cioè di odio per un gruppo, come per esempio verso gli omosessuali, i neri, gli extracomunitari) che tenta di propagandarsi per ragionevole e razionale (“i gay sono malati”, “i negri sono ladri e sporchi”) al fine di attrarre quegli “adepti” che non avrebbero il coraggio di dire semplicemente: “Io odio le donne in quanto donne” e hanno bisogno di un apparato ideologico alle loro spalle per poter esprimere questi sentimenti. Non c’è nulla di nuovo: storicamente parlando, in molti tempi e luoghi, in situazioni anche molto diverse tra loro, ci sono stati uomini che hanno scritto chilometri di parole contro le donne, accusate in genere di tutte le colpe possibili e immaginabili, anche contrapposte (in certi casi erano troppo “bacchettone e acide”, in altri troppo inclini al sesso, animalesche e carnali, basti pensare ai padri della chiesa…) e comunque la causa prima dei “mali” che colpivano una data società in un dato momento. Tra l’altro Virginia Woolf ne parlava nel suo A Room of One’s Own.
    Questo è il maschilismo per me: misoginia camuffata. Voi vi definite maschilisti o meno, secondo la mia descrizione?
    Facciamo la prova del nove: se le vostre critiche riguardano solo la questione “liberiamo il sesso” (più o meno quello che scrive Barnard) in un’ottica che si contrappone alla mercificazione della società tutta, forse non lo siete, se siete invece oltre a ciò anche antiabortisti, allora siete maschilisti, o meglio misogini. Semplicemente perché c’è un’abissale contraddizione tra l’auspicare la liberazione del sesso e mettere poi paletti alla libertà di chi quel sesso dovrebbe liberamente praticarlo. Se siete antiabortisti, non potete desiderare veramente che le donne la diano liberamente e senza farsi troppe “pare mentali”, perché se il rischio è la gravidanza indesiderata, ciò non avverrà mai. Perché pensate che un tempo le donne ci tenessero ad arrivare vergini al matrimonio? Perché erano particolarmente religiose o sessuofobiche? Figuriamoci! Semplicemente perché era più sicuro ed era meglio evitare di ritrovarsi incinte senza una “protezione”. Allora magari fingevano pudori e rossori virginali, per far credere che “se non la davano” (come dite voi) era solo per “modestia e castità”. Non so, forse a voi piacerebbe tornare a periodi del genere. A me personalmente fanno ribrezzo: preferisco l’esplicita mercificazione delle veline, almeno si vedono le cose per quello che sono. E si può sempre dire di no.

    “Non potete rassegnarvi dicendo che “il sesso è l’unica fonte di potere reale per le donne, a questo punto della storia.”.
    Primo perchè non è più vero da un pezzo.
    Secondo, perchè contrariamente alla sinistra a cui fai riferimento nel tuo commento e in cui noi non ci riconosciamo siamo contro il tipo di prostituzione a cui alludi (dove dici “Siamo, in definitiva, tutti prostitute del sistema.”) e che viene promossa dalla cultura oggi dominante .”
    Così come ci sono “donne mercantili” (una scopata in cambio di una poltrona in parlamento, per dirne una) nella nostra società ci sono anche “uomini mercantili” (semianalfabeti con la porsche, imprenditori senza scrupoli che cementificano e inquinano il paesaggio, i berluscones, i “grande fratello”, il mondo del calcio, e peggio che peggio, la chiesa). Vogliamo ridurre la mercificazione a “colpa femminile”? Molto comodo da parte vostra! Il mondo va male: colpa delle puttane che lo fanno per soldi. Semplicistico e banale. Peccato che le “puttane” siano messe dove sono sempre da uomini: da sole in certi luoghi non arriverebbero mai. Attenzione: non dico che una sia “costretta” ad acconsentire al sesso in cambio di denaro (a certi livelli della scala sociale), dico che quelle che sono inclini a fare tale scelta, vengono ampiamente favorite dal sistema. Il Italia, poi, molto più che altrove.
    Quindi il problema è del sistema, non delle donne.
    Bisogna cambiare il sistema, che fare? La risposta non è semplice. In un’altra occasione, suggerivo l’abbandono, da parte delle donne, degli stili di vita imposti dal sistema stesso, come primo passo verso la liberazione… ma il discorso sarebbe lungo da fare.
    Infine, dici che siete contro la prostituzione di sistema di cui parlavo. Beh, sono contro anch’io: il problema è, cosa si fa? Io vedo 2 vie parallele: boicottare l’economia e favorire il sistema della decrescita (http://www.decrescita.it/joomla/)

  18. fiffy permalink
    29 maggio 2010 10:04

    “Il maschilismo è semplicemente una forma di razzismo”(Lucrezia)

    Sono d’accordo. Ma lo è anche il femminismo, o almeno una sua parte.

    Proclamare la superiorità biologica, morale e intellettuale delle donne rispetto agli uomini, non è razzismo? Tu risponderai che non pensi una cosa simile a riguardo di donne e uomini, beh te ne dò atto, ma se leggi le dichiarazioni di molte femministe e femministi, attestanti la “superiorità” della donna rispetto agli uomini nonchè intrise di derisione e di disprezzo per il genere maschile(“i maschi sono così..”, “i maschi sono un disastro”, “i maschi sono meno intelligenti donne”, “le donne sono più..”,questo sentiamo dai benpensanti per tv, salotti, e guirnali ecc).

    Pretendere(e ottenere) trattamenti privilegiati per sole donne(finanziamenti per soli imprenditori donne, borse di studio per sole donne, trattamenti sanitari per sole donne, ecc)Beh, questo non è razzismo?

    Fare come ha fatto Zapatero in Spagna, cioè diversificare la legge penale e civile a seconda dei due sessi(in effetti anche qui in Italia si fa così, però almeno sulla carta la legge vale allo stesso modo per uomini e donne..ma vedrete che fra non molto anche qui verranno diversificate le leggi a seconda dei sessi), in cui a parità di reato una donna verrà punita in modo minore rispetto ad un uomo..non è razzismo?

    Chiedere, come hanno fatto le femministe in Svezia, una “tassa per i maschi”, cioè che i cittadini di sesso maschile, tutti, indiscriminatamente,in quanto “colpevoli” di essere nati maschi, sarebbero obbligati a pagare una tassa speciale per risarcire i presunti torti che avrebbe subito il genere femminile da quello maschile, non è razzismo?

    E potremo continuare…

    Sai, Lucrezia, quale è la differenza tra maschilismo e femminismo? Che mentre il maschilismo è (giustamente) condannato, il femminismo invece è stato elevato a sommo valore cui tutti, quindi, devono credere ciecamente, pena l’esclusione e la derisione sociali.

    Poi, capisco e so che vi sono molte persone che si dichiarano “femministe”, ma che sono contrarie alla disparità di trattamento tra uomini e donne. Diciamo che queste persone più che femministe le considero “egualitarie”. Come lo sono io. In quanto un conto è procacciare e difendere la parità di diritti, doveri e dignità tra uomini e donne, è un altro conto è il femminismo che altro non è che un atteggiamento sessista e razzista che si maschera dietro i nobili ideali dell’ uguaglianza e delle pari opportunità.

  19. 29 maggio 2010 12:03

    “questo sentiamo dai benpensanti per tv, salotti, e guirnali ”

    se è qui dove raccogli le tue informazioni, siamo lontani luce dall’avere la stessa idea di femminismo! Io la TV non la guardo: non sono così masochista.
    Il femminismo in TV non esiste, esiste una specie di “pensiero” politically correct che col femminismo non ha nulla a che vedere ma che a molto a che vedere con la banalizzazione di qualsiasi cosa importante. Per me il femminismo è rappresentato da Simone De Beauvoir, Betty Friedan, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Luce Irigaray, Naomi Wolf, Susan Faludi, questo blog, Olympe de Gouges, Flora Tristan, me stessa, Vandana Shiva, Riane Eisler, Marija Gimbutas e tante altre che ora non mi vengono in mente, comprese tutte le donne meravigliose che hanno lottato per dare a noi certi diritti che ora ci sogneremmo, se non fosse stato per loro.

    “il femminismo invece è stato elevato a sommo valore cui tutti, quindi, devono credere ciecamente, pena l’esclusione e la derisione sociali.” In Italia? Stai parlando dell’Italia? Ma sei sicuro di aver capito bene dove siamo? Siamo in un paese in cui, se una ragazzina viene stuprata da un branco, si è ancora capaci di dire che in qualche modo “se l’è cercata”, e tu parli di femminismo come di “sommo valore”???(http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_ottobre_26/montalto_scontro_tv_maffioletti-1601919706859.shtml). Un paese in cui le donne a parità di lavoro guadagnano meno degli uomini, in cui la maternità è un dovere che però non viene adeguatamente sostenuto, né con strutture né con la sicurezza del lavoro, in cui rischi 3 volte si e 1 no di trovare il famoso farmacista / medico “antiabortista” che non ti prescrive la pillola del giorno dopo (che non è abortiva) con la balla che lui “crede alla vita”, un paese in cui si rischia lo stupro anche in pubblico e di giorno, per non parlare dell’interno delle mura domestiche, dove succede di tutto; un paese in cui se “la dai” sei “zoccola” e se non la dai “te la tiri”; un paese in cui le uniche donne che hanno visibilità mediatica sono donne giovani, belle, possibilmente mute e che hanno concesso i loro favori al potente di turno; un paese che non concede alle donne che vogliono diventare madri (nonostante tutto il cancan sul calo delle nascite, l’importanza della famiglia e stronzate varie) la possibilità della fecondazione eterologa; un paese in cui un giorno si e un giorno no si sente che una donna è stata uccisa dall’ex-marito/amante/fidanzato ecc… incapace di accettare di essere stato lasciato (quante volte succede il contrario?? Così poche, che quando succede se ne parla per mesi…).
    Magari il femminismo fosse il sommo valore!! Ma siamo anni luce da una cosa del genere…

  20. antigonexxx permalink*
    29 maggio 2010 12:23

    @lucrezia: a quanto mi par di capire gli uomini beta scambiano per femminismo qualcosa che con esso non ha nulla a che vedere. Scambiano per femministe le vallette-aspiranti-politiche, oppure le donne che girano in tv mezze nude. Forse non hanno capito che queste probabilmente neanche sanno cosa sia il femminismo. Mi sembra che la loro concezione della vita delle donne in Italia sia viziata dall’attenzione verso i mass media (internet, tv, giornali) quando la realtà delle donne italiane è ben diversa da quella qui rappresentata. In particolare mi pare che alle loro riflessioni in merito alla questione femminile manchi un concreto ancoraggio alla realtà di tutti i giorni. Parlano del diritto all’aborto come se fosse qualcosa di acquisito, quasi che le critiche sulla pillola abortiva, sul numero sempre crescente di medici e farmacisti obbiettori non fosse il segnale di un ritorno indietro. I diritti delle donne, se pur esistono, vengono costantemente rimessi in discussione almeno nella realtà di tutti i giorni. Peraltro non riesco a capire in cosa la piena accettazione di queste richieste possa ledere il genere maschile.

  21. 29 maggio 2010 12:32

    Cara Lucrezia, finalmente una persona intelligente e una interlocutrice di rango. Una donna che articola un ragionamento e non si limita a canticchiare la filastrocca “sfigati.frustrati-repressi-segaioli”. E’ già molto e ti ringrazio per questo. Mi permetto quindi di “sguinzagliarmi” in libertà e senza limiti di spazio e tempo. Poi se ti annoierai non dovrai far altro che smettere di leggermi.
    Ti dirò di più. Sei talmente abile da riuscire a glissare con grande maestria e nonchalance tutte, ma proprio tutte le argomentazioni da me portate nei due precedenti post. Ma in fondo è giusto che sia così, fa parte del gioco dialettico e politico e ciascuno deve portare acqua al proprio mulino.
    Nondimeno nella tua analisi, di chiara marca femminista, ci sono delle contraddizioni enormi. E’ tipico di quel pensiero affermare tutto e il contrario di tutto, affermare e negare, negare e affermare, riconoscere e disconoscere, a seconda del momento e della convenienza. Forse è per questo che ci sono tanti filoni e correnti nel femminismo che sostengono concetti spesso completamente diversi fra loro. Quegli stessi concetti che vengono utilizzati, ora l’uno, ora l’altro, a seconda della bisogna, come si suol dire. E tu non fai eccezione alla regola.
    “Siamo tutti prostitute in un sistema di mercato dove ciascuno vende ciò che ha o ciò che gli è consentito vendere”. Questo è fondamentalmente il tuo paradigma. Ed è il paradigma del giustificazionismo storico, della totale (o quasi) deresponsabilizzazione delle donne, sia a livello individuale che di genere. “Cos’altro avrebbero potuto fare le donne dal momento che la mercificazione del loro corpo era l’unico percorso a loro consentito?” Naturalmente su questo si potrebbe discutere a lungo perché io non prendo affatto come oro colato la narrazione e l’interpretazione femminista della storia. Ma ammettiamo anche che le cose siano andate solo e sempre in questa maniera.
    E allora si apre la prima enorme, ciclopica contraddizione. Se la mercificazione sessuale, per via mercenaria o matrimoniale, era una volta l’unica strada, quasi obbligata, per la totalità delle donne, come mai quella stessa, proprio oggi, nella fase storica in cui le donne si trovano (per lo meno se valutiamo la situazione odierna rispetto ad altre del passato) all’apice della loro libertà e della loro espansione, invece di ridursi si è ulteriormente, direi stratosfericamente accentuata se non centuplicata? Fino a diventare pensiero, psiche, cultura e naturalmente prassi comune e diffusa. E non sto parlando in questo caso, come hai già capito, di chi sceglie di diventare una puttana di lusso (oggi si chiamano escort, fa più trendy) o fa di tutto per posare per quanto più tempo possibile il suo bel culetto su uno yacht (una schiera assai nutrita per la verità ma ora non è questo che ci interessa). Sto parlando di un modo di essere, di vivere, di pensarsi, di concepirsi, con gli altri e con se stesse. Ma su questo ho già scritto e tu hai glissato. Non ci ritorno.
    Eppure sarebbe dovuto accadere esattamente il contrario. E’ la logica che ce lo dice, non la filosofia. Aumentando, direi enormemente, gli spazi e le opportunità per le donne,la mercificazione avrebbe dovuto ridursi drasticamente, quanto meno in misura proporzionale. E invece è accaduto e accade esattamente il contrario (sempre se siamo onesti intellettualmente); più aumentano quegli spazi e più il fenomeno della mercificazione (sto sempre parlando non solo in termini spiccioli ma soprattutto psicologici e culturali) aumenta in modo esponenziale, direi in misura anche più che proporzionale.
    E’ un bel paradosso. Non trovi? Ne ho parlato nel mio primo libro (non per farmi pubblicità ma perché è così) dal titolo “Le donne: una rivoluzione mai nata” (Mimesis Edizioni), proprio nel capitolo conclusivo. In quel capitoletto il sottoscritto, pur di evitare di arrivare a conclusioni che avrebbero messo in seria crisi le sue vecchie convinzioni ideologiche (ma ormai impossibilitato a chiudere gli occhi di fronte ad una realtà evidente, la consapevolezza è una brutta bestia…), chiedeva metaforicamente aiuto a qualche donna in grado di dare una risposta convincente a questo macroscopico paradosso. Perché di questo si tratta, se non vogliamo arrampicarci sugli specchi. Naturalmente non c’è n’è stata alcuna, eccezion fatta per una postfazione di Lidia Ravera che sembra la fotocopia di un volantino di un collettivo femminista degli anni ’70…Forse non poteva fare di più. E non perché sia una stupida, sia chiaro, ma solo perché non avrebbe saputo cos’altro dire se non glissare come te e ripetere la solita litania che comunque la colpa di tutto è sempre e comunque del potere maschile…
    D’altro canto, noi uomini e donne di sinistra (anzi, per lo meno per quanto mi riguarda, di formazione marxista e non me ne vergogno di certo), con quanti paradossi e con quante contraddizioni abbiamo dovuto fare i conti? Al punto da dover digerire il boccone amarissimo del fallimento epocale del comunismo, non quello che avevamo nella nostra testa ma quello che si è fatto stato e ha oppresso centinaia di milioni di uomini. Un po’ meno le donne, per la verità, ma evidentemente non era quel tipo di eguaglianza a cui aspiravano le femministe. Da quelle parti il “gentil sesso” veniva spedito a spalmare, insieme agli uomini, il catrame per le strade, così come, sempre insieme agli uomini, veniva spedito nello spazio. E se qualcuna pretendeva di farsi pagare la cena da un uomo, come nella Cina di Mao, le facevano un processo popolare pubblico con l’accusa di essere un elemento piccolo borghese reazionario desideroso di restaurare il vecchio ordine capitalista (e da un certo punto di vista non era neanche del tutto sbagliato, la critica intendo, non certo il processo o la condanna, ovviamente…).
    Ma come? L’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione non avrebbe dovuto innescare un circuito virtuoso di liberazione degli uomini e delle donne creando le condizioni per la costruzione di una società realmente nuova, libera dal lavoro salariato e dalla divisione sociale del lavoro? E soprattutto, non avrebbe dovuto liberare nuove forze ed energie, liberate dal giogo capitalista?
    Niente di tutto questo. Le masse,liberate dalla schiavitù del lavoro salariato, a lavorare non ci andavano proprio più e se ne fregavano altamente della costruzione del socialismo. Poi anche da quelle parti hanno cominciato a capire che i conti non tornavano, soprattutto quando (in Urss) hanno scoperto che il 3% dei piccolissimi appezzamenti di terre private sul totale della terra coltivabile, produceva il 25% dell’intera produzione agricola del paese…
    Una bella contraddizione, sarai d’accordo con me. Bè, ce la siamo sciroppata tutta così come ci siamo sciroppati tutte quelle, ben più gravi (invasioni, repressioni, campi di lavoro ecc.) che sono venute successivamente.
    Con questo non voglio certo dire che la prospettiva di una trasformazione radicale della realtà sia da abbandonare. Tutt’altro. E siamo qui per questo. Però non possiamo neanche chiudere gli occhi e far finta di nulla. Forse l’esempio è stato un po’ troppo macroscopico ma credo calzante.
    Tu, cara Lucrezia, nel tuo sforzo di giustificare sempre e comunque tutte le donne, la tua testa ce la metti tutta sotto la sabbia, forse perché anche tu non riesci, perché è dura (e io lo bene) prendere atto di un fallimento. Le donne, “liberate”, non sono andate nella direzione auspicata e auspicabile, ma da tutt’altra parte. Proprio verso quella che dicevano di voler combattere.
    Non possiamo quindi che constatare che le donne, che sembravano essere il soggetto di una trasformazione epocale, così per lo meno sostenevano e noi che eravamo molto giovani e ideologizzati ci avevamo creduto, in realtà non lo sono state e non lo sono affatto, specie oggi. Anzi, al momento, e tu stessa di fatto lo riconosci nel momento in cui dici che “siamo tutti prostitute”, le donne alimentano viepiù il sistema dominante proprio perché costituiscono quel valore aggiunto (la sessualità, uno strumento potentissimo in una società che ha superato l’era del pane) di cui il sistema ha una necessità assoluta. Quindi le donne, oltre a “prostituirsi” come gli uomini dal punto di vista della vendita della loro forza lavoro (più intellettuale che manuale, per la verità, nel caso delle donne, perché in miniera e in fonderia a lavorare e a morire continuano ad essere gli uomini beta, né più e né meno di ciò che avveniva in tutte le epoche nelle quali TUTTI gli uomini erano sempre e comunque gli oppressori…), continuano a prostituirsi dal punto di vista sessuale (sempre concettualmente parlando, e non solo praticamente). Non solo, questa forma di prostituzione è praticata secondo criteri rigidamente di classe. Come tu hai detto, cito testualmente, “l’unica differenza, ora, è che stavolta la merce donna è diventata sponsor di se stessa e non ha più bisogno del padre/padrone…potendo rifiutare le offerte che non ritiene adeguate, e questo è quello che da fastidio, non tanto l’essere merce della donna”. Quindi, seguendo il ragionamento, “Ora che siamo libere, la “smolliamo” (sempre parlando non solo in termini spiccioli ma a livello molto più sottile e profondo) agli industriali, ai banchieri, ai divi del cinema, ai calciatori, e comunque a tutti coloro che sono in grado di mettere sul piatto offerte adeguate. E quelli in grado di presentare queste offerte non sono certo i postini,gli spazzini, i lavoratori precari o i disoccupati…” Si potrebbe quindi affermare, secondo il metodo di interpretazione marxiano (a me molto caro), che in questi ultimi quarant’anni abbiamo assistito ad un gigantesco processo di liberazione delle forze produttive…
    Fantastico! … E’ proprio la realizzazione dell’ideale che abbiamo sognato nei nostri anni giovanili…
    E vengo al tuo primo punto, dove sostanzialmente affermi che la mercificazione c’è sempre stata, in tutte le epoche, solo che prima la donna era passiva e in qualche modo costretta, direttamente o indirettamente,mentre oggi sceglie di vendersi (e di comprare, le cose non sono mai a senso unico…) liberamente, essendo padrona di se stessa e della sua libertà (anche) di vendersi. E come vedi si ripropone puntualmente il paradosso. Ma non siamo proprio capaci di concepire altri orizzonti?…Ma andiamo avanti…
    Oggi siamo di fronte ad un fenomeno nuovo. La donne non si vendono (e comprano, specie quelle appartenenti alle elite femminili dominanti, a pari merito degli uomini alpha dominanti) solo o tanto per una vita agiata, un’esistenza borghese, una carriera lampo o semplicemente per denaro. Questo, in fondo, come dici tu, lo hanno sempre fatto e non sarebbe certo una novità. Oggi il paradigma è molto più sofisticato. Perché le donne hanno interiorizzato i “valori” dominanti e, come spiegavo nel mio precedente post che tu hai glissato, si vivono come una proprietà, come una merce, a livello psicologico profondo. “Mi corteggia il top manager?Allora vuol dire che valgo. Mi corteggia l’impiegato delle poste? Allora significa che non valgo, nulla o quasi”. I concetti economici di valore d’uso e di scambio (che ritroviamo da Ricardo a Keynes, passando per Pareto e Marx, e guarda che non te lo dico per fare sfoggio di cultura ma solo perché se parliamo seriamente lo dobbiamo fare a ragione veduta, e tu sei una donna che merita il massimo di attenzione) sono quindi stati del tutto sovrapposti a quello di valore in senso lato.
    L’obiettivo quindi non è tanto o solo passare la vita su uno yacht, comprarsi o farsi comprare l’appartamento ai Parioli o sulla Via Cassia, o circolare su una Mercedes, quanto qualcosa di più profondo: il concetto di valore, declinato in senso rigidamente e concettualmente economico ma applicato alla sfera emotiva e psicologica.
    Un capolavoro assoluto! Non c’è dubbio. Se mi ponessi nell’ottica di osservatore imparziale (ed è impossibile) potrei addirittura arrivare a commuovermi di fronte a tanta genialità così come ci si commuove davanti ad un dipinto del Caravaggio o del Botticelli. Abbiamo di fronte un Leviatano di fronte al quale quello di Hobbes fa sorridere. Per combatterlo (e speriamo superarlo) dobbiamo saperne una e una sporta più di lui ma dobbiamo innanzi tutto riconoscerne la grandezza, come fece la buonanima di Marx nei confronti della borghesia…
    Le donne ( che ormai fanno parte di questo sistema, ai vari livelli, è ovvio) ci sono cascate con tutte le scarpe. O forse, più semplicemente, si sono dette (ne parlo nel primo capitoletto del mio libro):” Ma chi ce lo fa fare di combatterlo? Il compromesso che ci hanno proposto è accettabilissimo. “Questi” (i maschi alpha dominanti) hanno bisogno di noi come il pane perché non ce la fanno più a mandare avanti il sistema e sono disposti a pagare per questo dei prezzi salatissimi e pesantissimi. Abbiamo ai nostri piedi la quasi totalità dei maschietti, sì certo, con le rare eccezione dei supermaschi alpha dominanti, ma comunque ormai anche noi siamo quasi arrivate alla stanza dei bottoni, anzi, in parecchie sono già state ammesse, e non manca molto al giorno in cui metteremo le mani su tutta la torta…Chi ce lo fa fare di mettere in discussione la baracca? Che si fottano la liberazione, la rivoluzione… ecc…Ma poi in fondo, ce ne è mai fregato qualcosa? Adesso che abbiamo quasi tutto e fra non molto avremo tutto. Gli uomini? Che si fottano pure loro, sai a noi cosa ce ne importa…quando ne vogliamo uno per il nostro diletto ce lo prendiamo, se vogliamo avere un figlio ce lo possiamo fare anche da sole…La rivoluzione? Ma in fondo in parte (la nostra, quella che riguarda i cazzi nostri) l’abbiamo già fatta e la stiamo facendo. Certo, non abbiamo trasformato nulla della realtà, non abbiamo messo in discussione i cardini fondamentali del sistema che continua ad essere lo stesso e a funzionare nello stesso modo. Solo che adesso gli attori, anzi, sempre più spesso le attrici, sono cambiate. La Marcegaglia è la brutta copia di Montezemolo al femminile? Condoleeza Rice è il Bush al femminile? La specificità di genere va farsi benedire, dite voi? E va bè, sarà per la prossima puntata, se ne occuperanno le nostre pronipoti, noi il posto al sole ce lo siamo già conquistate.
    Già, la “specificità di genere”, tanto sbandierata dal femminismo storico, e in particolare da quello che ha fatto più danni, cioè quello della differenza. Quello che sosteneva che le donne non potranno mai commettere le stesse nefandezze che hanno sempre commesso gli uomini perché loro sono diverse: non si è mai capito poi se questa “diversità” sia di ordine ontologico-biologico o culturale, perché qualche differenza la comporta, o no? O forse entrambe le cose, o no? Ma se si afferma che le donne sono comunque diverse (e quindi migliori degli uomini, secondo l’interpretazione femminista), incapaci ad esempio non solo di commettere violenza (la violenza è sempre maschile…) ma addirittura di concepirla, ebbene, questa non è forse un’affermazione sessista e razzista? A me pare proprio di sì. Se così fosse dovremmo seriamente domandarci quale terribile sciagura sia mai stata concepita dalla Natura, Dio o Chi per loro per avere messo al mondo un genere così nefasto e ontologicamente sbagliato come quello maschile. Non solo. Dovremmo pensare seriamente a come metterlo in condizione di non nuocere. La pulizia etnica non si può fare e allora i maschi vanno rieducati.
    Tranquilli/e (magari potessimo esserlo…). Non ce n’è bisogno perché le donne, audite audite, hanno scoperto quegli infingardi degli “ometti beta”, sono proprio come gli uomini, né più e né meno. Non è vero che hanno una loro specificità di genere che le impedirebbe di commettere le peggiori brutture che possono commettere solo gli uomini. No, anche le donne fanno e hanno fatto tutto quello che hanno sempre commesso gli uomini, a volte solo in forme diverse. Hanno scatenato guerre, torturato, ammazzato, incarcerato, perseguitato, quando ne hanno avuto la possibilità e l’occasione. Non c’è necessità di tornare indietro nella storia e di citare Maria La Cattolica, Elisabetta, Caterina la Grande, Lucrezia Borgia e compagnia cantando. L’essere donne non ha impedito alla progressista e femminista israeliana Tzipi Livni, dal mettere a ferro e fuoco la Striscia di Gaza massacrando 1500 civili di cui 350 bambini/e e alla sua predecessora Golda Meir di fare altrettanto, non ha impedito all’ex numero 2 della Casa Bianca, Condoleeza Rice, di bombardare l’Iraq con l’uranio impoverito e non ha impedito alla Signora Tatcher di portare avanti una delle politiche neoliberiste più sfrenate che ha gettato sul lastrico e ha portato alla disperazione centinaia di migliaia di lavoratori britannici (fra cui molti suicidi).
    Ma non è finita. Perché purtroppo l’essere donne non mette al riparo neanche da quelle forme di violenza di cui normalmente vengono ritenuti responsabili solo gli uomini, come spiega egregiamente la progressista e femminista Giovanna Botteri in un video che abbiamo pubblicato sul nostro sito dal titolo “Un brusco risveglio”. Negli USA, ci viene spiegato da una delle più autorevoli giornaliste italiane, il 50% e molto probabilmente di più, delle violenze e degli abusi sessuali sui minori sono commessi da donne e da madri. Si presuppone che la dimensione del dramma non sia molto diversa in tutti gli altri paesi del mondo industrializzato.
    Et voilà, cade un ‘altra testa, quella della specificità di genere. Facciamo proprio tutti parte, e senza sconti per nessuno/a, di questa grande famiglia che è il genere umano, con tutti i pro e tutti i contro.
    Ma tu sarai sicuramente d’accordo con me, da questo punto di vista, se ho capito la corrente femminista alla quale appartieni. E infatti tu stessa ammetti che tra un’impiegata e una escort non c’è alcuna differenza, dal momento che entrambe vendono la propria forza lavoro. Anzi, la escort guadagna enormemente di più, non solo di un’impiegata ma anche di una dirigente d’azienda o di una grafica pubblicitaria che comunque, come l’impiegata e l’operaia, prestano la loro opera come lavoratrici salariate, sia pure ad alti e ad altri livelli, e comunque sempre all’interno di relazioni di tipo mercantile. E allora, da un certo punto di vista, se considerassimo l’essere umano come una mera macchina economica ciò che affermi non farebbe una grinza. Quindi, seguendo il tuo ragionamento, se tua figlia un bel giorno si presentasse e ti dicesse che ha interrotto da tempo, anche se a tua insaputa, gli studi universitari oppure il corso di formazione per diventare, che so, un esperta di informatica, perché da tempo ha intrapreso la professione di escort con la quale si mette in tasca 1000 euro al giorno al netto (all’incirca questa è la cifra che guadagna una prostituta di un certo livello e neanche al top) tu non avresti nulla da dire e approveresti la sua scelta con gioia. Anzi, lo proporresti anche all’altra tua figlia, quella più piccola, “Guarda tua sorella come sé stata brava, figlia mia, lei sì che ha capito come gira il mondo, mica come quella fessa di tua madre (e di tuo padre) che hanno lavorato una vita, e per cosa?…” .
    Naturalmente e fortunatamente non sarebbe questa la tua reazione, e non perché sei una moralista (come non lo sono io) ma perché sei un essere umano, fortunatamente non (del tutto) riducibile a “homo aeconomicus” o a “femina eaconomica”. E questa è anche la fortuna, non solo tua, ma di coloro che ambiscono a costruire una società diversa dove gli esseri umani non siano ridotti a merce, consapevolmente o meno.
    L’ho fatta troppo lunga, anzi lunghissima, ma mi ha fatto piacere relazionarmi con te. Spero di non averti annoiato e soprattutto che ci siano altre occasioni di confronto.
    Fabrizio Marchi
    P.S. Un filosofo politico contemporaneo, che io stimo molto, che si chiama Mario Tronti, ha pronunciato una volta questa frase che io condivido in toto:”Il vero pensiero si riconosce in questo: divide”.

  22. varvarapetrovna permalink*
    29 maggio 2010 12:36

    @ fiffy: il femminismo non è un maschilismo al contrario. Le persone che come te equiparano femminismo e maschilismo si giustificano richimandosi a fantomatiche dichiarazioni di femministi e femministe contro gli uomini in generale. Ora, tali dichiarazioni, qualora esistano sul serioo, vengono del tutto estratte dal contesto. Sono spesso dichiarazoni fatte negli anni ’70, quando il movimento era appena nato e aveva quella portata di rottura e ribellione che oggi ha decisamente perso. Il femminismo nasce dall’osservazione della realtà e dal principio secondo cui uomini e donne vanno considerati uguali. Diversi spesso, ma uguali in tutti gli ambiti della vita sociale, civile, lavorativa. A partire dalla constatazione che questa uguaglianza talvolta manca nasce l’istanza femminista. Il femminismo non è contro gli uomini. Il maschilismo, invece, nato proprio in contrapposizioe al femminismo, si oppone a questa uguaglianza, proponendo o il mantenimento dello status quo (laddove l’uomo sia in posizione preminente di comando) o il ritorno ad una superiorità dell’uomo sulla donna.

  23. 29 maggio 2010 12:47

    @antigonexxx

    sono assolutamente d’accordo: vedono una percentuale statisticamente insignificante delle donne di un paese (quelle che il sistema vuole mostrare, ma più a noi che a loro, per obbligarci a seguire un modello prestabilito) e vorrebbero che essa fosse rappresentativa del genere femminile nella sua totalità.
    E’ come se io dicessi che, poiché molti uomini sono stupratori, questa è l’essenza dell’essere uomo, e che ogni uomo è “potenzialmente” uno stupratore.

    Mi chiedo se si rendano conto che, oltre alle Noemi Letizia, esistono anche bambine, donne non avvenenti e come tali prive di chances dal punto di vista sentimentale-sessuale, donne anziane che quadagnano 400 euro al mese di pensione (mia nonna, per esempio), madri sole, lesbiche, prostitute extracomunitarie (non “escort di lusso”) alla mercè della bestialità maschile (quella si, concreta e reale, altro che “imprenditoria femminile”!!!), donne umiliate dal cosiddetto “movimento per la vita” perché vogliono ricorrere all’aborto; donne che si realizzano nello studio, nella ricerca (e magari se ne vanno all’estero) e infine, donne che non sono interessate a questo sistema mercenario e ne stanno fuori, per quanto possibile.
    Ma è vero che la ragazza in fila per il provino di velina salta molto più all’occhio di quella chiusa in biblioteca a studiare. Eppure ci sono anche queste ultime.

    Quanto alla tua domanda finale, questo è un quesito al quale si può forse rispondere solo dicendo che l’irrazionalità della misoginia non permette di valutare in modo obiettivo il fatto che i diritti femminili (peraltro non certo “compiuti”, né sicuri, né globalmente ottenuti) non sono in alcun modo una minaccia per quelli maschili. La misoginia vede qualunque progresso che implichi una possibilità di scelta per la donna come una perdita di potere per l’uomo: emblematico è il caso dell’aborto.

  24. 29 maggio 2010 14:14

    Caro Fabrizio,

    quanto a glissare, neanche tu non scherzi: prendiamo l’aborto e la possibilità di vivere la sessualità in modo libero. Cosa ne pensate voi uomini beta? Sbaglio o siete antiabortisti? Suppongo lo siate nello stile pasoliniano, dell’aborto come “prodotto della società consumistica”. Niente di nuovo, lo era anche Tolstoi nel suo “La sonata a Kreutzer”, dove diceva che “la donna diventa cosa se ricorre all’aborto” (non sono le parole testuali, ma il concetto era quello). Invece se partoriva un figlio dopo l’altro, modalità catena di montaggio, era molto più umana suppongo…

    Comunque, a parte questo, ho letto il tuo commento e, anche se non riesco certo a rispondere a tutto, vorrei sottolineare un paio di cose:
    primo, quando io ho scritto che ora le donne sono libere di autovendersi anziché essere vendute da qualcun altro, non stavo elogiando questo! Anzi: il mio era un tentativo di mostrare che la schiavitù femminile (ma anche quella maschile) al mercato è tanto viva ora come 100 o 300 anni fa, solo che lo è in modo diverso. Questo non significa certo dire: “che bello, ora possiamo venderci noi anziché farci vendere da qualcos’altro” ma era semmai una constatazione che gli intenti del femminismo (che sono bel altra cosa che quello che voi sembrate credere, come diceva Antigone) non si sono pienamente (anzi, si sono ben poco) realizzati nel mondo attuale. Allo stesso modo in cui non si sono realizzati gli intenti del marxismo. E’ per questo che io e le curatrici di questo blog ci definiamo femministe: non perché siamo convinte che il femminismo imperi sovrano, ma perché pensiamo sia qualcosa che in realtà è ancora da venire. Nella mia (personale?) concezione del femminismo, esso non può essere di alcuna utilità se non si associa, nel suo agire, ai seguenti movimenti:
    – l’ambientalismo e l’ecologia (forse la cosa più importante, dal punto di vista della situazione contemporanea)
    – il movimento no global
    – il laicismo
    – la decrescita

    La società attuale non è né marxista né femminista, secondo gli intenti di questi movimenti: dovremmo smettere per questo di desiderare che lo sia, e di fare in modo, nel nostro piccolo, che lo diventi?
    Il punto è: ci sono le donne che sono complici del sistema? Ci sono. Ci sono donne che hanno interiorizzato così tanto l’ideologia del sistema mercantile da non poter concepire un’ideologia alternativa e che compiono azioni criminali? Ci sono. Un esempio di una donna che particolarmente disprezzo: Renata Polverini. Allo stesso modo ci sono gli uomini che fanno ciò. Vogliamo mettere una pietra sopra alla storia passata, senza chiederci chi ha avuto più responsabilità nel causare questo stato di cose? Benissimo, facciamolo.
    Il punto è: perché dare la colpa al femminismo (che semmai ha l’unica colpa di non essere riuscito a portare a compimento i suoi ideali) della situazione attuale? E’ come se dicessi che è colpa di Marx se McDonald ha colonizzato il mondo!
    Pensate sul serio che se non ci fosse stato il femminismo le cose sarebbero andate meglio? Per quanto riguarda la mia limitata esperienza, ti direi che se fossi credente ringrazierei il cielo di aver avuto la possibilità, sin da quando ero giovane, di venire in contatto con il pensiero femminista e con le autrici, filosofe, intellettuali che ho citato prima: chissà (penso sempre) se non avessi conosciuto loro, probabilmente in questo momento starei facendo shopping, magari con la mente incessantemente tormentata dal pensiero se il blu stia meglio col giallo o con il verde, completamente lobotomizzata da canale 5 e quelli che altrove ho chiamato i “programmi di rimbecillimento di massa”. Sarei forse convinta che gli Stati Uniti siano “buoni” e “portino la democrazia” e tutti gli altri “terroristi cattivi”; penserei che non ci sia niente di male nella privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, perché “il pil deve crescere”; penserei che più automobili si vendono, meglio è per la “crescita economica”… e forse penserei anche, come dicevi tu, che se un uomo “non è disposto a pagare per me”, è perché non valgo niente.
    Io non penso tutto questo. Ma conosco donne che lo pensano, e che inorridirebbero al solo sentirsi definire femministe: per loro il femminismo è sinonimo di incomprensibile isterismo, associato a donne brutte e “difficili”, che non sanno stare al mondo.
    Insomma, tutto questo per dire che mi sembra che il vostro target sia contraddittorio con i vostri stessi intenti: disprezzate le donne “mercantili”, ma attaccate proprio quelle che contro questo sistema hanno cercato (probabilmente senza successo, come si è visto) di combattere.
    Quanto al femminismo che sosterrebbe la “non violenza” delle donne, o che le donne siano intrinsecamente migliori degli uomini, io personalmente non lo credo, ma devo anche dire che, all’interno delle mie letture, non ho mai trovato chi dicesse che “le donne sono buone e gli uomini cattivi”, ontologicamente parlando. Si è di sicuro analizzato ben bene la malvagità maschile nel corso dei secoli, e soprattutto nei confronti delle donne o di minoranze etniche, sociali ecc… Il punto chiave è: gli uomini i diritti ce li hanno perché sono buoni e bravi o perché sono uomini, ovvero persone? Allo stesso modo, dovremmo negare i diritti alle donne perché esistono le Condoleeza Rice? Ci sono donne cattive, ergo il femminismo non ha ragione di esistere, sembrate dire. E’ come dire che non si può lottare per i diritti a lungo negati se il gruppo per cui si lotta presenta al suo interno persone che per semplificare definisco “cattive”. Nessun diritto per le minoranze etniche, per gli omosessuali, per le minoranze religiose, e per altri gruppi che abbiano subito attacchi, nel corso della storia, semplicemente per essere “quello che erano”, perché in fondo il sistema è marcio, tutti siamo fondamentalmente cattivi e mercenari, nessuno si merita nulla.

    Mah…. forse sto divagando. Concludo dicendo che non ritengo né gli uomini né le donne buoni o cattivi in sé e per sé. Siamo semplicemente dotati di quelli che Dawkins chiamava i “geni egoisti” e cerchiamo faticosamente di evolverci dalla schiavitù della specie per diventare propriamente umani e far si che le nostre azioni non siano motivate da puri moti biologici/economici, ma da qualcosa di più alto, di più “gratuito”. Ci riusciremo? Personalmente credo di no. Siamo una razza imperfetta, probabilmente destinata ad autodistruggerci distruggendo il pianeta che ci nutre. E ce lo meritiamo. La cosa triste è che non distruggeremo tutto a causa di una ybris faustiana, di un’insopprimibile sete di sapere che ci spinge ad andare oltre i limiti e a conoscere l’inconoscibile, ma che lo faremo per semplice e volgare ignoranza, avidità, egoismo, incapacità di concepire ciò che veramente vale.
    In tutto questo che io definisco “lo sfacelo totale” le poche voci che cercano (per quanto inutilmente) di salvare il salvabile, come il femminismo appunto (se legato anche agli altri movimenti di cui parlavo prima) io le accolgo e le sostengo, nel mio piccolo. Mentre non posso condividere le idee di chi pretende di affibbiare la colpa del male alle donne vagheggiando una mai esistita età dell’oro in cui tutti “si volevano bene” e che, peggio ancora, prendono a modello le donne “mercantili” (riassumo con questo termine, per non ripetere quello che hai già detto tu a proposito dei ragionamenti che sarebbero alla base dei comportamenti di chi decide di non proseguire la lotta e adagiarsi nello status quo) quale prototipo delle donne in generale e pretendono di delegittimare con ciò la ricerca dei diritti di TUTTE le donne
    anziché rendersi conto che le forze andrebbero unite per lottare contro il sistema (che è in definitiva la struttura economica capitalistica).
    Mi sembra un po’ la storia dello schiavo che lotta contro l’altro schiavo che secondo lui “ha un pezzo di pane in più” per evitare di combattere il vero nemico, il padrone di tutti e due. E intanto, da qualche parte, uomini e (qualche) donna venduta alla causa mercantile (quelle che arrivano alla stanza dei bottoni sono ancora poche e accuratamente selezionate: non devono essere una minaccia per il sistema) se la ridono.

  25. 29 maggio 2010 14:58

    Ho letto con interesse… se ti interessa troverai come la penso qui: http://quandotialziunamattina.blogspot.com/2010/05/peraltro.html

  26. Luke Cage permalink
    29 maggio 2010 15:45

    Va bè….
    La discussione qui si sta trasformando in una partita a scacchi,con tecniche del tipo “ti rispondo con una domanda e mi dò la risposta”: la domanda a cui mi riferisco è sulla nostra posizione realtiva all’aborto.
    Lucrezia…ma hai capito bene chi siamo? Anti-abortismo?? Come ti salta in mente di chiederci una cosa del genere..
    http://www.uominibeta.org/2010/03/22/aborto-questione-politica-e-non-solo-etica/

    (Le nostre posizioni si evincono dal Manifesto che ho linkato poco sopra nell’altro commento,dagli Articoli e dagli Editoriali del nostro sito, te lo dico perchè è inutile usare argomentazioni “presumendo” che il tuo interlocutore la pensi in un modo invece che in un altro).
    Tra l’altro sei e siamo al corrente e (tu ti sei presa la briga di specificarlo) che il femminismo non ha una sola voce ed un solo interprete, per cui nobiltarlo “in toto” come tu in parte fai finisce per essere la classica difesa d’ufficio, il ragionare “per squadre contrapposte” che tu stigmatizzi.
    C’è comunque un aspetto fondamentale che è destinato ad impedirci anche solo di comunicare, per quanto possiamo sforzarci.
    Noi siamo convinti che il femminismo ha trionfato su tutta la linea e che oggi possiamo e dovremmo parlare più di post-femminismo per non fare confusione, proprio per distinguere anche quelle istanze più genuine del femminismo a cui alcune donne si ispirano e si sono ispirate in passato (siamo anti-razzisti, anti-sessisti quindi non ci sogneremmo mai di negare gli aspetti progressisti e positivi del femminismo:fare il contrario sarebbe come tu stessa dici accusare qualsiasi movimento come quello degli Afro-americani di M.L.King ad esempio di essere un movimento razzista al contrario,un assurdità ).
    Temo invece che voi siate convinte che viviamo in una società tuttora maschilista,misogina e che quindi i maschi tutti siano più o meno avvantaggiati da tale contesto, cosa che verso la fine del commento sembreresti sconfessare usando un argomento che noi conosciamo bene (ma non lo sai perchè temo che continuerai a non leggere i nostri articoli e ad attribuirci quindi pensieri ed idee speculari ad un contradditorio, come nel caso dell’aborto).
    Ma non c’è problema, va bene così,nessuno è qui per convincere nessuno.
    Saluti

    L

  27. 29 maggio 2010 16:16

    Caro Luke, visto che anche voi, come io stessa, postate commenti non proprio succinti e stringati ma anzi articolati con dovizia di particolari, non vedevo dove fosse il problema nel riassumere qui la vostra posizione sull’aborto… Comunque l’ho letta e ti dirò che mi trova completamente d’accordo: penso che se una donna resta incinta, vuole portare avanti la gravidanza ma il suo compagno è contrario, ha solo 2 possibilità:
    – porta avanti la gravidanza da sola, con le responsabilità che comporta (proprio perché è lei maggiormente responsabile di quello che succede dentro il suo corpo)
    – interrompe la gravidanza, in questo caso credo abbia il diritto di chiedere il supporto del suo partner nell’affrontare la situazione

    ciao

  28. 29 maggio 2010 16:44

    che strano…

  29. 30 maggio 2010 01:04

    Ho seguito il suggerimento di Luke ed ho letto le risposte di Lucrezia.
    Ammetto che ho fatto fatica a seguire tutto per filo e per segno: ignoranza mia sull’argomento e forse un tipo di linguaggio a cui non sono aduso.
    Ma con santa pazienza ed un dizionario a portata di mano e google..ci sono riuscito.
    Che dire? In linea di massima sono d’accordo su praticamente tutto.
    Io avrei sintetizzato dicendo che la società di oggi non è assolutamente femminista e che le donne non sono tutte veline (anche se purtroppo nelle giovani generazione calciatori e veline sono il traguardo di una vita..), che il problema non è nel rapporto uomo/donna ma nel come è strutturata la nostra società, che è inutile e stupido dire che il problema è la donna in quanto tale (o perchè non la molla) quando invece dovrebbero essere i fantomatici “alfa” l’obbiettivo ed il centro della discussione.
    Ma tutto questo serve a nulla perchè nel mondo Beta è come acqua che scorre in un fiume, passa e va senza lasciare traccia.
    a.y.s. Bibi

  30. 30 maggio 2010 12:20

    Cara Antigone, non ho mai pensato (e credo nessun utente del nostro blog) che uomini e donne siano uguali, nel senso di uniformi. Anche perché siamo due generi differenti, con caratteristiche fisiche, sessuali, somatiche e quindi anche psicologiche diverse. Non siamo certo noi a negarlo. Anzi, lo ha fatto, ipocritamente a mio parere, una determinata corrente del femminismo che ha voluto disconoscere proprio questa diversità con il fine di negare l’evidenza, e cioè che gli uomini hanno un bisogno sessuale enormemente superiore a quello delle donne.
    Perché è stato negato ciò che è evidente agli occhi di tutti? Perché l’obiettivo era quello di mettere il bavaglio e le manette (psicologicamente parlando) agli uomini (beta), castrandoli nella loro stessa natura, per metterli nell’angolo, impedendogli di liberare la loro energia, la loro vitalità e la loro spontaneità (ormai assassinata…). Proprio quelle peculiarità maschili che una donna sana è in grado di apprezzare in un uomo, se siamo onesti. Quindi anche l’”audacia” nel proporsi; ciò che le donne, sempre se riusciamo ad essere onesti, tranne rarissime eccezioni, non sanno neanche cosa voglia dire. Forse solo perché non appartiene alla loro natura, e non ci sarebbe nulla di male, basterebbe solo riconoscersi RECIPROCAMENTE nelle rispettive peculiarità e diversità. Che invece vengono negate, a senso unico. Ma negare queste diversità significa giustificare tanti altri comportamenti femminili. Ad esempio la possibilità per le donne di assumere determinati atteggiamenti come se nulla fosse, di vestirsi in un certo modo, di provocare costantemente gli uomini, di tenerli “ a bagnomaria”, come si suol dire, e di fatto giocare al gatto con il topo con la grandissima maggioranza di loro, ridotti a cagnolini con la lingua di fuori e la coda scodinzolante nell’attesa e nella speranza che qualcuna gliela smolli non senza essere passati per la solita ipocrita, falsa, scontata e penosa recita normalmente definita “corteggiamento”. Una pantomima a senso unico dove solo una delle due parti (il maschile) va verso l’altra (il femminile), tranne appunto quando si è in presenza di maschi cosiddetti dominanti, cioè il 2° o il 3% dell’intera popolazione maschile. In questi casi il “gioco” si capovolge completamente e sono le donne, in modo anche più sfacciato ed evidente di quanto facciano normalmente gli uomini, a proporsi. Una bella contraddizione anche questa, non ti sembra?…
    Questa è la situazione, cara Antigone, che si trova a vivere la stragrande maggioranza degli uomini “normali”, quelli che ancora voi femministe vi ostinate a definire come gli “oppressori” del genere femminile…Voglio buttarla a ridere perché altrimenti ci sarebbe da piangere o meglio incazzarsi. E pure parecchio.
    Gli uomini “normali” (cioè circa il 95% della popolazione maschile) sono costretti a barcamenarsi, a “sbattersi” dalla mattina alla sera per riuscire a vivere uno straccio di sessualità e affettività. E se non lo fanno sono condannati ad una vita desertificata, perché se aspettano che siano le donne a muoversi, è meglio che si decidano a intraprendere una carriera monastica.
    E questo sarebbe il risultato del “potere maschile”? Bè, se questi sono gli effetti, le cose sono due e non c’è alternativa: o questi maschi sono veramente un branco di idioti minus habens oppure NON è affatto vero che detengano il potere nella relazione con le donne. Altrimenti la situazione sarebbe ben altra. Non credi?
    Io credo di sì ed infatti sono convinto che oggi la grande maggioranza degli uomini NON ABBIA ALCUN POTERE SULLE DONNE.
    Naturalmente, e qui arriviamo al secondo punto della vicenda, su questa diversità ontologico-biologica che comporta una asimmetria EVIDENTE dal punto di vista sessuale che solo persone in malafede possono negare, sia le donne (nella loro grande maggioranza) che il sistema ci hanno “lavorato” sopra.
    In che modo? Le donne utilizzano questo “squilibrio” sessuale come arma di gestione, controllo, ricatto e dominio sugli uomini (beta) mentre i vari sistemi dominanti lo hanno utilizzato e lo utilizzano pro domo loro per perpetrare il loro dominio, attraverso un complesso meccanismo di condizionamenti di vario genere. Durante i secoli dell’oscurantismo religioso la sessualità era repressa in tutte le direzioni, sia femminile che maschile (se si reprime quella femminile è logico e conseguente che si reprime anche quella maschile…). Il fine era quello di perpetrare il potere dei ceti dominanti di allora (clero e aristocrazia) anche attraverso la castrazione sessuale e psicologica delle persone. Tanto chi comandava faceva il comodo proprio come ha sempre fatto. I precetti moralistici servivano e servono ad ingabbiare gli altri, i sottoposti, non certo i dominanti…Ed è sempre stato così nella storia…
    Oggi il condizionamento a sfondo religioso è stato quasi del tutto sostituito da quello mercantile capitalista, penetrato ormai nel profondo della psiche degli individui, in questo caso, se parliamo di sesso, delle donne. La sessualità non può essere liberata altrimenti metterebbe in crisi l’intera struttura del sistema. Deve essere a tutti i costi strettamente canalizzata all’interno di dinamiche psicologicamente e concettualmente mercantili. E questo è uno di quei punti che voi femministe proprio non volete capire. E cioè che il nostro obiettivo non è criminalizzare questa o quella donna ma l’esatto contrario. E cioè far capire che determinati meccanismi (sottolineo, psicologici e culturali) appartengono purtroppo a tutte o quasi tutte le donne. E non si tratta quindi di distinguerle in “buone o cattive”, come fate voi (non noi), ma di capire che se vogliamo trasformare la realtà DOBBIAMO necessariamente fuoriuscire da determinate logiche, che, ahinoi, la grande maggioranza delle donne, piaccia o no alle femministe, ha fatto proprie.
    La colpa (perché lo è, ne avrete qualcuna anche voi o solo gli uomini?) del femminismo, oggi, è di rimuovere completamente questo aspetto, di scaricare OGNI responsabilità sugli uomini (tutti, il che è semplicemente ridicolo e fuori della realtà), di giustificare e deresponsabilizzare TUTTE le donne, e quindi di assolverle. E in questo modo non solo non le fa crescere ma contribuisce a farle sprofondare sempre di più nel loro deserto esistenziale, pagato al prezzo del dominio sulla grande maggioranza degli uomini beta (e non solo questo). Insomma, la vecchia logica del “piatto di lenticchie”. Solo che oggi non è più tale perché il controllo sul 95% della popolazione maschile non può essere considerato un mero piatto di lenticchie ma lo scotto (molto alto) che il sistema è stato costretto a pagare, pena la sua stessa sopravvivenza. Diciamo che è stato un vero e proprio compromesso, questo sì, storico, e soprattutto realizzato.
    Il femminismo non dice una parola su questo né forse potrebbe dirla, perché significherebbe l’ammissione di un fallimento epocale. Un fallimento che solo un cieco potrebbe non vedere. Eppure ci si ostina, anche con protervia, a ripetere le solite vecchie stantie e logore litanie pur di non prendere atto della situazione.
    E’ per questa ragione che oggi il femminismo ufficiale si è ridotto ad essere il coperchio ideologico di una situazione che vede la grande maggioranza delle donne agire e vivere secondo le logiche dominanti e quindi a tradire completamente quella che avrebbe dovuto essere la sua missione storica.
    Quanto e quale sia il grado di consapevolezza in questa prassi, è relativo alle condizioni sociali, intellettuali, culturali e quant’altro in cui una donna si trova a vivere. E’ chiaro che una “manager in carriera”, pessima e ancora più spregevole copia del “manager in carriera” uomo, o una soubrette televisiva, avranno molta più consapevolezza del loro modo di vivere secondo quelle logiche testè descritte rispetto alla commessa di un supermercato. La quale vive comunque, anche se al suo “livello” (inteso senza nessuna accezione classista, ovviamente…) secondo quelle stesse logiche, e non prenderà neanche in considerazione, se non come ultima spiaggia, l’ipotesi di avere un suo collega pari grado, come “obiettivo” della sua vita. E non perché è “cattiva” ma perché vive e ragiona secondo questi parametri.
    Quindi non si tratta di dire, come dite voi, che ci sono tante donne valide e poche mele marce. Questa è una visione manichea, moralistica, giustificazionista ma soprattutto non laica, non razionale e non lucida (e certamente tutt’altro che marxista…lo dico in questo caso a Lucrezia che si è definita tale).
    La questione è ben altra ed estremamente più complessa ma voi fate finta di non vederla. E qui entra in ballo l’opportunismo politico delle femministe. Troppo duro ammettere il fallimento. “Chi ce lo fa fare?”.
    Perché, non è stato forse duro per un’intera generazione di comunisti (compresa la mia) prendere atto del fallimento del sistema comunista? Certo che sì, eppure lo abbiamo fatto. E i primi che cominciarono a farlo, in tempi non sospetti, furono tacciati di essere degli agenti dell’imperialismo, dei provocatori mercenari, dei fascisti.
    Ecco, la stessa cosa, per quanto riguarda la questione della relazione fra i generi, sta avvenendo con noi, oggi, che da “sinistra” abbiamo iniziato (da tempo) ad aprire gli occhi e soprattutto una riflessione strutturalmente critica, rompendo gli schemi, le liturgie e i luoghi comuni con i quali è stata “cementificata” la famosa equazione: TUTTI gli uomini (e sottolineo tutti), sempre, comunque e dovunque oppressori; TUTTE le donne (e sottolineo tutte) sempre comunque e dovunque oppresse.
    Non scherziamo….Questa equazione, per quanto ci riguarda, allo stato attuale, NON HA PIU’ ALCUNA ATTINENZA CONCRETA CON LA REALTA’ e se c’è un gruppo sociale e di genere che si trova all’ultimo stadio della piramide sociale, questo è quello degli uomini beta, cioè degli uomini non appartenenti alle elite dominanti.
    Il nostro obiettivo non è certo quello di portare avanti una sciocca e qualunquistica guerricciola contro le donne ma quello di portare avanti una critica strutturale e complessiva al sistema dominante invitando le donne non appartenenti alle elite femminili dominanti (queste ultime parte integrante e attiva a tutti i livelli del sistema come e più degli uomini, e non semplici e sparute comparse, come dice sempre Lucrezia) ad abbandonare le logiche di cui sopra.
    Il nostro non è un vezzo. Abbiamo solo compreso che questa grande questione non è “sovrastrutturale”, come sarebbe stata valutata una volta, ma STRUTTURALE. E in fondo se abbiamo capito questo è anche un po’ merito del femminismo che per primo, è stato capace di porre la questione di genere. Ebbene, ora la poniamo anche noi, dal nostro punto di vista.
    Care amiche, direbbe Marx, avete costruito voi stesse la vostra contraddizione. Con la differenza che noi non vogliamo annientarvi ma solo costruire una relazione diversa. E’ anche e soprattutto da questa che deriva la possibilità di combattere questo ordine di cose e trasformare la realtà e non viceversa.
    Questo assunto lo abbiamo imparato proprio dal femminismo. Dovreste essere contente, almeno di questo.
    Fabrizio Marchi

    • antigonexxx permalink*
      31 maggio 2010 19:15

      @Fabrizio:
      scusami se sarò sintetica ma il tempo è tiranno:
      a- quando definisci il femminismo fai riferimento ad uno specifico modo di intendere questo concetto che non può essere, in alcun modo applicato, a quello che noi intendiamo per femminismo. Le tue critiche in tal senso vanno a vuoto. Sarebbe come equiparare il comunismo di Berlinguer a quello di Mao…non ha davvero senso. Mi dai la stessa impressione di quando sento Berlusconi parlare di comunismo…
      Quindi quando vuoi criticare quello che scriviamo non dovresti fare un’analisi su quello che tu intendi per femminismo, ma valutare, in maniera circostanziata, quello che scriviamo noi. Tutto gli altri discorsi non hanno senso, se fatti in modo così generalizzante.
      b-non abbiamo mai negato che anche gli uomini abbiano delle serie difficoltà nella società in cui viviamo, né ci siamo mai scagliate contro il genere maschile, né abbiamo alcun interesse a farlo. Quindi quando parli di morti sul lavoro etc sappi che è un tema che anche a noi sta molto a cuore, come anche quello degli immigrati etc. Non siamo cieche di fronte alla realtà che ci circonda.
      c- il nostro modo di intendere il femminismo è tutt’altro che ideologico, anzi muove da situazioni concrete, senza la pretesa di formulare dogmi assoluti sul genere femminile, il genere maschile etc. Il nostro sforzo è eminentemente pratico.
      d- riguardo alla questione della differente sessualità tra uomini e donne il mio appunto faceva riferimento all’articolo di Barnard. Ovvero siamo sicure che se le donne non facessero più sesso per potere ma solo per piacere, allora la darebbero via di più di quanto fanno ora?Ovvero cambierebbe davvero qualcosa per gli uominibeta?Credo di no. Se una donna ha voglia e il piacere di scopare con un uomo beta, ci scoperà a prescindere che ci siano altre donne che vanno a letto solo con uomini alpha. Ovvero dal punto di vista della vita sessuale degli uominibeta non cambierà nulla.

      • 31 maggio 2010 19:43

        Se una donna ha voglia e il piacere di scopare con un uomo beta, ci scoperà a prescindere che ci siano altre donne che vanno a letto solo con uomini alpha. Ovvero dal punto di vista della vita sessuale degli uominibeta non cambierà nulla.

        E’ questo il punto.

        E credo che questo concetto non sia facilmente assimilabile da certi uomini che commentano qui. Innanzi tutto non hanno spiegato ancora perche’ le donne dovrebbero convincersi a seguire i consigli di Barnard. Cioe’ perche’ io dovrei dire “ok dai, mi hai convinta, andiamo a letto”.
        “Per piacere”, dicono loro. Ma quale piacere intendono? Per me il piacere e’ andare con la persona che voglio io, e non la classifico certo in base alle lettere dell’alfabeto greco. Se la persona mi va, ok. Se non mi va puo’ essere alfa, beta o gamma, che proprio non mi tocca neppure di striscio.
        Ora, la mia domanda e’: per quale motivo dovrei scegliere un uomo beta?
        Sono gli uomini beta piu’ desiderabili?
        Sono piu’ abili nel sesso?
        Sono piu’ comprensivi?
        Sono piu’ simpatici? Generosi? Accattivanti?
        Sono cosa?
        Sono esattamente come ogni altro uomo. Ce ne saranno di desiderabili come di non desiderabili ed il giudizio sara’ sempre e solo mio, soggettivo e non basato sulla loro appartenenza ad un clan o ad un gruppo antropologico. A meno che non mi convincano a provare per loro pena…
        Oppure tanti discorsi non siano altro che un modo per tornare indietro di secoli, in cui ogni uomo, alfa, beta o gamma che fosse si sentiva in diritto di rapire le “sabine” ed obbligarle ai propri voleri.

  31. 30 maggio 2010 13:50

    @ fabrizio

    “.. o questi maschi sono veramente un branco di idioti minus habens oppure NON è affatto vero che detengano il potere nella relazione con le donne. ”
    Buona la prima.
    a.y.s.Bibi
    P.S. scusa..lo so che l0 humour non è il tuo forte e l’argomento è serio..ect ect. ect. però non ho resistito. Stasera userò il cilicio per penitenza ma credimi che ogni tanto un sorriso non fa male.

  32. fiffy permalink
    30 maggio 2010 21:54

    ” . Un paese in cui le donne a parità di lavoro guadagnano meno degli uomini,”(Lucrezia)

    Ecco la solita barzelletta. Lucrezia, tu ti bevi le scemenze che ti dice Mamma TV, così come magari ti sei bevuta la scemenza della “prima casua di morte delle donne i italiane è la violenza maschile”(nel.A parità di lavoro, uomini e donne guadagnano allo stesso modo. La legge vieta discriminazioni di retribuizioni a parità di lavoro. Figuriamoci nello Statale. Se, per fantasia, un imprenditore pagasse di meno alle done, non avrebbe più convenienza economica ad assumere uomini. E cmq non gli converrebbe perchè se lo beccassero rischierebbe di brutto. Gli uomini guadagnano GLOBALMENTE di più delle donne, perchè decidono di scegliere i lavori più rischiosi e/o tecnici. le donne decidono di scegliere altri lavori, ma aparità di lavoro guadagnano alla stessa maniera. Ti copie e incollo questo commento di Armando Ermini:

    l Corriere della sera dell’ 8 marzo inizia a fare giustizia delle bugie citando lo studio dell’”Osservatorio sulla gestione della diversità” dell’Università Bocconi, secondo il quale le differenze retributive fra uomini e donne sarebbero nell’ordine del 2% (quindi praticamente nulle), a parità di qualifica, mansioni, inquadramento e anzianità.
    La differenza rispetto ad altre ricerche è notevole. L’Istat aveva stimato, nel 2007, la differenza al 7%, Unioncamere, nel 2008, al 17%, mentre per Eurispes, nel 2009, il differenziale avrebbe toccato il 16%. Il “segreto” della nuova verità si alligna proprio nei criteri della ricerca, che, differentemente da altri studi, non si limita a mettere a confronto il monte salari di uomini e donnne deducendo la discriminazione dal diverso ammontare. “La novità- dice la coordinatrice dell’Osservatorio Simona Cuomo- è che non ci siamo fermati a valutare la differenza tra lo stipendio medio delle donne e degli uomini ma siamo andati a vedere quanto guadagnano esattamente un uomo e una donna a parità di qualifica, mansione, inquadramento, anzianità di servizio”.

    Il risultato è quello sopra ricordato, e non potrebbe essere diversamente dal momento che le retribuzioni nel nostro paese sono regolate in massima parte dai contratti collettivi di lavoro (nazionali e integrativi aziendali) che, ovviamente, non fanno discriminazioni per sesso. Non le fanno e nemmeno le potrebbero fare perchè, semplicemente, urterebbero contro un principio cardine della Costituzione.

    Solo la malafede o una patente imbecillità scientifica (e dica il lettore cosa è peggio) hanno potuto far scrivere e dire le falsità che abbiamo letto e ascoltato (non mi riferisco ad Antigone ma ai servizi Tv e giornalistici). Rimane un piccolo margine, quel 2% che l’articolo non spiega, ma che potrebbe agevolmente essere fatto risalire o al maggior numero di ore di straordinari che gli uomini si sobbarcano rispetto alle donne oppure a qualche forma di retribuzione “ad personam” che le aziende possono concedere al lavoratore in funzione dei meriti personali acquisiti. Quisquilie, comunque, e giustificate!

    Nello stesso articolo si parla anche, però, del fatto che via via che i livelli di qualifica aumentano, il numero di donne diminuisce. Non c’è motivo di disconoscerlo, ma è evidente che si tratta di un problema del tutto diverso dalla inesistente discriminazione retributiva. Nè dalla differenza di qualifiche professionali può essere automaticamente dedotta una forma di discriminazione. Qualsiasi datore di lavoro che non sia folle o autolesionista, con la parziale eccezione degli enti pubblici in cui valgono ancora, si spera per poco, logiche clientelari piuttosto che meritocratiche, ha tutto l’interesse a incentivare anche con avanzamenti di carriera i lavoratori che concorrono al buon andamento dell’azienda, ovvero alla produzione di utili. Il contrario sarebbe in contraddizione col principio del profitto che sovraintende all’economia di mercato. Ed il profitto, lo si sa, non tollera discriminazioni che potrebbero incidere in negativo sulla sua crescita. Questo dicono logica e buon senso. Fattori questi che non sono mai presi in considerazioni da tesi che si fondano sul dogma ideologico secondo il quale uomini e donne, se lasciati liberi di scegliere, avrebbero gli stessi interessi, gli stessi gusti, le stesse passioni, le stesse inclinazioni, gli stessi desideri, e si porrebbero gli stessi obbiettivi . E’ solo partendo da questo dogma indimostrato e indimostrabile che si può desumere una discriminazione sessista dal minor numero di personale femminile nei ruoli più alti. Ed è sempre per questo dogma che si invocano le quote rosa nei consigli d’amministrazione aziendali (in Norvegia è già così), o si pretende che la promozione di un uomo debba essere giustificata e se del caso rifiutata in favore di quella di una donna senza altri motivi che non siano il sesso della promuovenda. E’ già realtà nel pubblico impiego, ma ci si avvia nella stessa direzione anche nel privato.
    Se la differenza di genere fosse davvero solo un “costrutto culturale” in sè discriminatorio, logica vorrebbe che i sostenitori di questa teoria richiedessero misure simili dappertutto, anche, ad esempio, per i lavori pericolosi, notoriamente appannaggio quasi esclusivo degli uomini (e sia chiaro che non me ne lamento). Ma chiedere coerenza a costoro è chiedere troppo. In ogni caso non sono neanche sfiorati dal sospetto che, senza che siano in discussione intelligenza e capacità, una donna possa preferire un lavoro meno impegnativo che le lasci tempo per i figli e per la cura della casa e della famiglia, o che un lavoro part-time possa bene attagliarsi ai suoi desideri o alle sue necessità. E quando il dogma è contraddetto dalle parole delle stesse donne, allora i loro “difensori” le accusano di sottomissione psicologica al potere patriarcale.

    Inoltre leggi anche qui:

    Le donne guadagnano meno degli uomini

    Avete mai visto un contratto di lavoro che discrimini le donne? Se ci fosse sarebbe illegale, anticostituzionale, antieuropeo e antisindacale. Verrebbe cassato alla prima seduta da qualsiasi tribunale.
    Avete mai visto una differenza stipendiale a parità di lavoro in busta paga? Non potrebbe mai essere per gli stessi motivi di cui sopra.
    Se questo, per assurdo, fosse vero, allora i datori di lavoro assumerebbero solo donne, per poter avere manodopera a prezzo inferiore, e questo avverrebbe fino al riequilibrio totale delle retribuzioni.
    Eppure il piagnisteo è perpetuo: le donne guadagnano di meno! Come si può arrivare a costruire una simile menzogna? I metodi sono semplici:

    1.
    Il part-time è una forma di contratto lavorativo utilizzato quasi esclusivamente dalle donne. Se confrontiamo gli stipendi degli uomini che lavorano a tempo pieno e quelli delle donne senza curarci della percentuale di quelle che scelgono il part-time, ecco che risulterebbe che gli uomini guadagnano di più. Basterebbe riferirsi alla paga oraria e la discriminazione cesserebbe, ma questo è inaccettabile perché farebbe da calmiere al piagnisteo femminista.
    2.
    I lavori altamente rischiosi e usuranti. E’ noto che tali lavori sono soltanto maschili. Ed è altrettanto comprensibile che per spingere qualcuno a rischiare con facilità la pelle occorre, come minimo, pagarlo un po’ di più che per lavori normali. Se confrontiamo nella stessa azienda gli stipendi di chi fa lavori usuranti e rischiosi e quelli delle segretarie notiamo, logicamente, una certa disparità. Se ci si riferisse a parità di mansione gli stipendi sarebbero uguali, ma il piagnisteo femminista ha bisogno di confrontare mansioni diverse per potere alimentare artificiosamente il proprio vittimismo.
    3.
    Certi lavori richiedono una dedizione 24 ore su 24 oppure spostamenti continui e su distanze enormi che quasi nessuna donna riesce a tollerare. Per esempio il dovere essere reperibili sempre indipendentemente da turni,compresi i giorni di Pasqua e di Natale, cosa tipica di molti managers, dirigenti d’azienda, ma anche di altre figure, come, per esempio, riparatori di attrezzature tecnologiche di importanza critica. Ovviamente il femminismo vede queste professioni come privilegi, e ne recrimina i ruoli e gli stipendi, non spiegando perché quando una donna, qualora giunga a tali cariche, spesso abbandona dopo poco motivando la sua scelta con il fatto che non ne regge lo stress.
    4.
    Le professioni tecniche e scientifiche sono in gran parte maschili. Nessuna donna viene discriminata in queste professioni, ma spontaneamente le donne scelgono altri tipi di lavori, che considerano più congeniali. Se le donne generalente non scelgono questo tipo di professioni, è logico che il femminismo debba comunque trovare una colpa da addebitare agli uomini.

    http://www.landriscina.it/wiki/doku.php?id=qm:bufale

  33. fiffy permalink
    30 maggio 2010 22:32

    “Ma sei sicuro di aver capito bene dove siamo? Siamo in un paese in cui, se una ragazzina viene stuprata da un branco, si è ancora capaci di dire che in qualche modo “se l’è cercata(Lucrezia)

    E’ inutile il tuo vittimismo, Lucrezia. Non esiste solo lo stupro(violenza grave, non discuto), ma anche altre violenze, non meno gravi e anche più numerose, eppure punite in modo molto più blando dello stupro il quale, invece, è punito in modo molto severo.

    “I magistrati ritengono che il carcere deve essere deciso da un giudice dopo una valutazione processuale complessiva e non, come demanda il DL[il decreto antistupri, ndb], dalla polizia giudiziaria o dal pm. Estendere ai reati a sfondo sessuale la stessa norma che regola l’obbligatorietà del carcere per i reati di mafia è una forzatura, sotto il profilo tecnico, irrazionale e irragionevole”.”

    Ecco cosa dice il CSM(consiglio superiore della magistratura) sulla legge sullo Stupro fatta approvare dalla Lega e Berlusconi. Con questo decreto, agli accusati e/o condannati di stupro vengono spogliati dei più elementari diritti giuridici e della legge Gozzini e obbligo del carcere Preventivo a seguito della denuncia e divieto di arresti domiciliar, tutti ditritti invece di cui anche uno stragista può usufruire, mentre un condannato per stupro, no!!!. In poche parole lo stupro è coniderato come la violenza piàù grave che ci sia, mentre le altre sono coniderate di serie B: con buona pace delle vittime di omicidio, di chi viene pestato, di chi subisce torture o aggressioni razziali. E questo sarebbe il paese “maskilista”, eh!!! Bel lavaggio di cervello!!!!

    “cui le uniche donne che hanno visibilità mediatica sono donne giovani, belle, possibilmente mute e che hanno concesso i loro favori al potente di turno”Lucrezia)

    Viorrei ricordarti che una donna bella a colpi di pompini può diventare ministra o deputata senza aver fatto un briciolo di vita politica, oppure può prendere un volto alto all’università esibendo il suo perizomino al prof zerbino e sbavoso, oppure di risalire ruoli e grado in ambito lavorativo, con il “potere dellas gnocca”. Al contrario du un uomo oppure di una donnaa brutta a i quali invece non avendo il “potere della gnocca”, cioè il potwere sessuali, sono costretti a fare anni e anni di sacrifici per diventare qualcuno. Perciò, non cambiare le carte in tavola! quelloc he tu chiami “svantaggio” è in realtà un privilegio. Se poi, invece tu sei una donna brutta, allora ti dò ragione.

    “un paese in cui un giorno si e un giorno no si sente che una donna è stata uccisa dall’ex-marito/amante/fidanzato ecc… incapace di accettare di essere stato lasciato (quante volte succede il contrario?? Così poche, che quando succede se ne parla per mesi…).”(Lucrezia)

    E certo: nella stragrande maggioranza deio casi i divorzi sono chiesti dalle donne e nel 94% dei casi, figli e quindi la casa(anche se del marito) vemgono affidati a lei(alla faccia della società “maschilista”), quindi significa che lui se ne deva andare di casa e fare una vita di fame. Eì ovvio che il germe del raptus omicida in famiglia accade più negli uomini che nelle donne. Perchè invece nion parli delle madri infanticide, vera e propria emergezna!!! eppure vengono sempre perdonate perchè “depresse”, poverine, mentre un uomo uxoricida viene condannato all’ergastolo, la mogliettina che uccide il marito “violento”(a suo dire) che dorme a colpi d’ascia, invece, viene assolta!!! E questa sarebbe la società “maschilista”, eh!!!! bel lavaggio di cervello!!!!

  34. fiffy permalink
    30 maggio 2010 22:40

    In questa società “maschilista”, gli uomini vivono in media sette anni in meno rispetto alla donna, fanno il avori più richiosi e usuranti(infatti la stragrande maggioranza dei morti sul lavoro sono uomimni), somno maggiormente soggetti alle malattie come cancri o cardiovascolari, oppure al suicidio, al tabagismo, ecc. vanno in opensione 5 anni più tardi delle donne(nonostante vivono 7 anni in meno della donna e svolgono i lavori più rischiosi e usuranti. Eccetera, eccetera, eccetera:

    Vediamo un pò come questa società “maschilista” discrimina le donne:

    http://www.landriscina.it/wiki/doku.php?id=qm:sopraffazioni_delle_donne

  35. 31 maggio 2010 02:05

    Continuo ad essere dell’idea che il modo mellifluo che hanno alcuni appartenenti al movimento dei betini, cioe’ di attirare donne fingendo di stendere il tappeto rosso dell’accoglienza e facendo loro credere di gradire un confronto, non sia altro che un modo per arrivare ad insultarle, velatamente o meno, supportati dall’intero branco.
    Tutto cio’ secondo me nasconde, ma poi neanche cosi’ tanto, un odio viscerale unito ad una profonda frustrazione.
    Il risultato alla fine che quello che loro vogliono non e’ un ambiente misto, dove si discute alla pari, ma esercitare nella virtualita’ quel potere che loro non riescono ad esercitare nel reale.
    Cio’ che vogliono realizzare e’ quello che ho piu’ volte affermato: un hammam frequentato da soli uomini.
    In fondo, non puo’ esistere donna dotata di un minimo di intelligenza e di amor proprio che possa accettare di seguirli davvero oltre un certo limite (sulle poche, quasi uniche, che frequentano il loro blog nutro qualche dubbio di travestitismo), in quanto ben presto tutte si rendono conto di essere capitate in un covo di persone disturbate il cui unico fine e’ quello di sfogare l’odio covato.
    Sono anche convinta che qualcuno trasferisca in tale comportamento finanche una componente morbosa afferente alla sessualita’, e che addirittura provi un orgasmo quando puo’ finalmente insultare una donna potendo contare sul supporto del suo branco.
    Per questo motivo, dopo aver scambiato il minimo di parole indispensabili per rendersi conto dove si e’ capitate, si fugge via schifate. L’abbiamo gia’ fatto in diverse. Io, Lameduck, Galatea, Nicole… e adesso credo che anche Antigone si rendera’ conto quanto le mie parole non siano cosi’ prive di fondamento.

    • Vanessa permalink
      27 luglio 2010 15:31

      Chiara, credo di aver capito qual è il vero problema dei maschi beta. Per divertimento ho “misurato” i loro interventi. A parte Lucrezia, che è l’unica a dilungarsi nelle spiegazioni, peraltro ben articolate, le donne sono stringate ed essenziali. Gli interventi maschili, soprattutto quelli di Fabrizio, durano quasi tutti ben oltre le cento righe larghe. Le donne non scopano i maschi beta perchè i maschi beta parlano troppo e annoiano le suddette donne :-))Personalmente riterrei una notte con Sgarbi un incubo…..sarà alfa ma chiacchera beta.

  36. Luke Cage permalink
    31 maggio 2010 05:08

    Ciao Szùka!!
    L’odio viscerale è quello che hai tu verso qualsiasi maschio non stia acquattatto a leccarti i piedi (o qualcos’altro).
    Non esistono solo casi umani come te.
    Un giorno scoprirò cosa ti hanno combinato gli uomini (italiani soprattutto) per serbare tanto rancore.
    E comunque Antigone saprà farsi lei un’ idea riguardo all’avere a che fare con segaioli frustrati come tu ci ritieni (avanzi dubbi di travestitismo sulle donne che hanno aderito al nostro movimento ?complimenti..con lo stesso metro dovrei definire per lo meno gay la rappresentanza maschile sul tuo sito…che buffona).
    Smettila di tirare in ballo gente che non conosci (Lameduck,Galatea) che per quanto in sintonia con te non sono le tue marionette ( come chi ha creato un blog contro di noi e a cui tu ti sei iscritta per prima…che coincideeeenza,sono sempre più basito!).
    Comunque la tua presenza su questo sito prelude ad un inevitabile abbassamento qualitativo del dibattito visto che il “core” delle tue argomentazioni è rappresentato da ingiurie,infamie,menzogne e attacchi ingiustificati.
    Un ultima cosa…Antigone non è stata attirata da noi e non sta ricevendo alcun trattamento di favore perchè donna, ha già capito che abbiamo posizioni molto lontane :non c’è nessun tappeto rosso da nessuna parte (nè su questo sito nè sul nostro).
    Sei talmente egocentrica che se la mia idea di te è corretta non resisterai a “farla fuori dal vaso” anche qui…(come hai fatto da noi, confidando nella solidarietà di genere su cui fai perno e che dovrebbe impedire le gestrici del sito di prenderti a calci in culo).

    • 31 maggio 2010 10:01

      Tutto cio’ secondo me nasconde, ma poi neanche cosi’ tanto, un odio viscerale unito ad una profonda frustrazione.

      C.V.D.

      • 31 maggio 2010 10:20

        “..persone disturbate il cui unico fine e’ quello di sfogare l’odio covato.”
        Ecco un esempio di proiezione. Sulla tua sanità mentale mi sono già espresso tracciando un tuo identikit altrove.

      • antigonexxx permalink*
        31 maggio 2010 10:27

        @luke cage, @chiaradinotte: questo blog non è uno spazio per insultarsi reciprocamente. Le diatribe personali restino fuori di qui, grazie.

  37. 31 maggio 2010 09:40

    @ Lucrezia

    Vorrei chiarire una parte di quello che ho scritto perchè è stato travisato da qualche paragnosta.
    Nel mio precedente commento ho detto che “io avrei sintettizzato” e questo non voleva dire che sintetizzavo il “tuo” pensiero sia chiaro.
    Ulteriore precisazione merita un inciso riguardante la santa pazienza, il dizionario e google.
    Era un modo bonario per sottolineare una cosa che mi ha colpito nei tuoi interventi in risposta a fabrizio (ai suoi mi sono abituato e pensavo fosse caso unico ed isolato): l’estrema complessità e tortuosità con cui si sviluppa il discorso.
    Riferimenti bibliografici, storici, citazioni, intricatissime trame che costringono a leggere e spesso a tornare indietro per essere sicuri di non aver capito male.
    Ora, tutto questo va benissimo quando si scrive un saggio, una tesi, un’articolo, un libro o ci si prepara ad una conferenza ma a mio modesto avviso su un blog, strumento che è nato per divulgare e diffondere informazioni fruibili da tutti…questo è un pò eccessivo.
    Mi spiego ulteriormente. Non dico che bisogna arrivare ad usare le finezze linguistiche di Luke che riesce ad insultare anche in magiaro, ma esiste, deve esistere la possibilità di affrontare discorsi e tematiche complesse in maniera intelleggibile e comprensibile anche per chi non ha frequentato le “scuole alte”.
    Anche perchè a me personalmente e penso a molti altri lettori/lettrici interessava più sapere cosa pensavi tu e non quello che ha scritto o detto Riane Eisler (che con tutto il rispetto possibile non conoscevo).
    Tutto qua, una precisazione semplice e chiara. Forse è chiedere troppo, forse è un approccio errato però ho notato che la chiarezza e semplicità del messaggio pagano; quando Berlusconi prometteva un milione di posti di lavoro o riduzione dell’ICI (tutte bufale intendiamoci) dall’altra parte si prometteva il “cuneo fiscale”!!!
    a.y.s. Bibi

  38. 31 maggio 2010 10:44

    Hai ragione Antigone.
    Però se concedi spazio a chi ci denigra (Bibi,Chiara,Nicole…) potrei anche sentirmi in dovere di difendermi/ci, sempre che la linea e gli argomenti di Chiara&Co. non siano da te condivise (se così fosse non temere,basta dirlo e chiudiamo qui ogni discorso).

  39. 31 maggio 2010 10:55

    Non mi pareva di aver insultato nello specifico Luke Cage. Il mio commento era relativo agli ometti beta ed al meccanismo che taluni di loro usano per attirare interlocutrici femminili allo scopo di insultarle. Se questo ha offeso qualcuno che si sente parte di un branco, mi dispiace, ma se mi viene dato modo di esprimere le mie opinioni, le esprimo nel modo piu’ sincero ed onesto che posso. Non sono solita cadere nelle diatribe da asilo mariuccia. Cio’ che avevo da dire l’ho detto.

  40. 31 maggio 2010 11:11

    @ Bibi

    Capisco la tua “lamentela”… del resto i miei interventi, lungi dall’essere simili a saggi, tesi o articoli sono buttati lì sull’impulso del momento e non sono certo strutturati come dovrebbe essere un qualsiasi testo pensato per la fruizione di un pubblico ampio (nel qual caso mi sarei presa il mio tempo e avrei cercato di dare al tutto una struttura “razionale”). Il tentativo di esprimere quanti più pensieri possibile avendo a disposizione poco tempo e non volendo dilungarsi a scrivere, appunto, una tesi di laurea spinge a condensare e, inevitabilmente, a tagliare e omettere.
    Quanto alle citazioni di personaggi noti e meno noti, li ho riportati semplicemente per indicare da chi fossero influenzate certe idee: poiché si parlava di femminismo come se in TV non si vedesse altro, mi è sembrato opportuno indicare quali fossero i personaggi da cui si sono ricavati certi spunti.
    Sulla Eisler, ritenendo il suo pensiero interessante, l’ho citata proprio perché chi ne fosse interessato cercasse maggiori info sul suo conto in altri luoghi del web: avrei potuto fare un riassunto delle sue idee, ma per i motivi detti sopra ho preferito tagliare. In ogni caso, ho scritto un commento sul suo testo “Sacred Pleasure” (non mi risulta ne sia disponibile una traduzione italiana) qui: http://www.elhacedor.com/index.php?option=com_content&view=article&id=133:piacere-sacro&catid=37:filosofia&Itemid=76
    Per il resto… mi dispiace se sono stata poco chiara o “difficile da leggere”, ma non è stato volontario! Se hai qualcosa in particolare che vorresti discutere, mi farebbe piacere risponderti anche se, visto che non posso passare tutto il giorno al pc, non garantisco la risposta in tempi brevi.
    Ciao

  41. 31 maggio 2010 12:04

    @ Lucrezia

    Per carità..lungi da essere una lamentela..nel mio modo di porla era un’osservazione direi scherzosa, una brezza primaverile giusto per smuovere l’aria cupa ed invernale che aveva preso il dibattito.
    Del resto se la domanda è fumosa..la risposta non può che essere sequenziale e relativa.
    Inoltre ho premesso la mia totale ignoranza sul tema.
    a.y.s. Bibi

  42. 31 maggio 2010 12:49

    @Antigone

    “meccanismo […] per ATTIRARE interlocutriCI FEMMINILI allo scopo di insultarle”

    ….se non è paranoia questa..(oltre ad un’ altra accusa diffamatoria nei confronti del nostro Movimento,definito sessisticamente “branco”,come si usa con gli stupratori e i violenti).
    Se qualcuno scrivesse sul nostro sito amenità/imprecisioni/offese contro Femminile Plurale interverremmo senza esitare..anche se sul femminismo in generale abbiamo un punto di vista radicalmente diverso. Si chiama rispetto reciproco nella diversità delle opinioni e delle posizioni.
    A chi non sa cosa vuole dire viene riservato il trattamento che merita.

  43. 31 maggio 2010 13:36

    @chiaradinotte:

    Esimia, preso atto che da tempo ci hai catalogati come “ometti betini” e quant’altro, su base di vaginate soggettive/surreali e vistosamente di parte, per correttezza di trattazione, vorrei usare lo stesso metro di misura per un appellativo che ti si confà! con buona pace delle pari opportunità tanto professate, ti comunico con piacere che sei stata riconosciuta nel nuovo nick “Chiava-di-notte-scopa-di-giorno-sparacazzate-nel-pomeriggio” (bello vero? ^_^) Non solo manifesto del tuo reale potenziale sociale, di cui ti siamo grati nell’aver dato previo pagamento inequivocabili momenti di benessere fisico a tanti uomini italiani e non che, ingiustamente, hanno pagato fior di euro per avere il tuo corpo, sacro tempio della tua persona e che tu, costretta da questa società maschilista, hai preferito usare per sfamarti non volendo levare un posto ad un uomo negli altiforni, (aaah.. quanto ti stimo ^_^ :* smack!),ma sopratutto per dimostrare con che ineguagliabile enfasi professi da brava metresse! ( magari un pò becera ed ingrata, diciamolo! 😉 ), oltre che per un giusto riscontro alle tue ineguagliabili capacità di blogger!! poffarbacco! Di tale epiteto, puoi fregiartene finche ovviamente perdurerà il tuo catalogarci a betini, si capisce, nella velata ipotesi che tu potessi dimostrare un minimo di senso critico/costruttivo, scevro da coinvolgimenti vaginali, fammi un fischio (usa le labbra di sopra, mi raccomando!) Ciao!! ^_^ ;-)) :* kisses!

  44. 31 maggio 2010 13:46

    Esimia, quanto esporro’ inevitabilmente sarà prolisso, perchè laddove voi esponete criptici assiomi, noi inevitabilmente siamo tenuti da tempo immemore al supplizio della vostra interpretazione, (in maniera ironica/provocatoria espressa qui:http://www.bastardidentro.it/node/view/3786) [Fonte: Bastardidentro.com], salvo poi divenire finalmente UOMINI, ragionare come loro, dinanzi al tornaconto, spesso impersonato negli uomini Alpha, o nel SISTEMA CORROTTO, si capisce..dobbiamo spiegarci in quanto è nella natura delle donne essere da sempre criptiche, o forse non vuoi ammettere che da sempre preferite che gli uomini vi capiscano con uno sguardo? questo sarebbe possibile se foste sincere per natura, se per voi no significasse no, ma sappiamo entrambi che così non è, anzi.. siete voi che ci capite al volo, perchè siamo noi ad essere sinceri, da sempre! e per tale valore ci disprezzate! per poi magari lamentarvi di fronte allo stronzo che, circuendovi, gliela avete mollata per poi mandarvi a cagare.. giusto? noi non possiamo fingere un orgasmo, voi si (ed i più navigati come molti tra gli UB comunque vi sgamano) ergo e’ necessario fare chiarezza, non quindi perchè voi in quanto superiori intellettualmente parlando, si capisce, dobbiate venirci incontro, ma piu’ semplicemente perchè al contrario noi uomini capiamo come vi incasiniate l’esistenza dietro i vostri comportamenti ambigui, anche se oggi cio’ ci porta ad una esasperazione psicologica/socio-emotiva/legale non piu’ tollerabile nel sociale, dove anzi, grazie alla oculata gestione del ficapower, avete ridotto la mascolinità ai minimi termini, cercando di sopprimere ogni piccola cellula sana rimasta come molti uomini di questo sito, uomini che ripeto, si sanno gestire tranquillamente l’esistenza, una casa, un lavoro e chi ce li ha anche i figli.. gli stronzi/le stronze quindi evitiamole.. non portano nessun contributo nella trattazione.

    Il femminismo vuole una parità tra sessi, per fare ciò motiva le sue ragioni nel passato patriarcale, e nelle vessazioni subite dalle donne, ora, a parte il fatto che non tutte si sono lamentate, perchè nell’immediato dopo guerra trovare un marito che avese uno straccio di impiego e che fosse benestante era l’ambizione primaria di tante donne che vedevano quindi nel matrimonio la loro realizzazione e l’uscita di casa dal padre-padrone, anzichenò, per molte era l’unico metodo per farsi una vita propria visto che di reale emancipazione non se ne parlava, quindi su questo possiamo anche essere concordi, ma da spettatori storici, sia chiaro, perchè faccio presente che non ci sono più gli uomini e quelle donne di una volta. I pochi rimasti, per la maggior parte, o sono tornati ad essere polvere alla polvere e cenere alla cenere, oppure stanno andando mano nella mano verso la fine dei loro giorni, e se gli dici che il loro computer è infettato da un virus, e che serve installargli l’antivirus ti rispondono “prendi sto tizio e fagli una puntura di pennicellina sperando che sto virus gli passi!”. Quelli attuali sono una generazione di uomini e donne, ometti e donnette, maschietti e femminuccee, trans e lesbiche, bianchi e neri, a pallini colorati e fucsia, gay e etero, mettila come ti pare >>DIVERSA<<, che nulla hanno a che vedere nel raffronto contenuto nelle basi motivazionali del FEMMINISMO, ergo io, in quanto un UOMO di questi tempi, ma puoi mettere qui: ___________ un/una rappresentante di persone che preferisci, non vi/ti devo NULLA!…mira lo spelling?!?!? N-U-L-L-A! se non ciò che mi sento di dare per MIA ESCLUSIVA VOLONTA', io non vi devo PAGARE nulla, a meno che non lo voglia io, non devo usare modi cavallereschi, in primis perchè le dame sono estinte, ed in secundis lo farei solo se ME LA SENTO DI FARLO, e questo spesso va di pari passo con il rispetto che mi vedo ricevere dalla Lei di turno, non devo sottostare a ricatti morali passati, perchè non c'ero o se c'ero mangiavo, cagavo piangevo e dormivo in un box come molte delle femministe di oggi! preso atto di questo, sentito il parere delle femministe, sono FAVOREVOLE, leggilo bene e passa parola nel tuo Blog ed in altri se preferisci, Antigone, IO-DAMIEN-SONO-FAVOREVOLE a:1)aborto, laddove parimenti venga riconosciuto alla persona uomo il diritto di decidere della sua paternità 2)che facciate sesso ludico alla stregua degli uomini 3) a sfanculizzare gli ometti che vi chiamano troie se gestite la vostra sessualita laddove sia PRIVA DI MERCIFICAZIONE (ergo.. le varie chiavadinottescopadigiornosparacazzatenelpomeriggiosulblog non mi interessano). Se serve da sfanculizzare qualcuno chiamami, verrò ovunque sia sui vari blog a tema femminista sia nelle varie locations di godimento dove addirittura pagate se non mantenete gli uomini per avere la vostra giusta sessualità, verro' a difendervi a spada tratta, e se mi piacete vi dono la mia sessualità senza problemi, anche se non avete un corpo da pin-up o se fate le bibbliotecarie.. basta infine che non rompete il cazzo…succhiatelo, che è molto più divertente…; 4) PARI OPPORTUNITA' andate a lavorare in miniera, alle acciaierie,negli altiforni, ad asfaltare le strade, a ramare i campi, e quant'altro ESATTAMENTE come fanno tutti gli uomini – tra l'altro molte di voi ruttano già benissimo -; 5) se vi piace un uomo fate come lui, non vi vuole complicare la vita, vuole solo star bene con voi, non vi rompe le palle se ha ancora la barba lunga, se ha la pancetta, se ha un lavoro precario, se non ha i vestiti firmati, non vi chiede se sia o meno attraente com'è vestito, o che dobbiate capirlo per ogni suo problema, non vi mena le ovaie se ha un problema all'uretra, quindi se andate con lui in auto ditegli tranquillamente " ti va di leccarmela un pò? ho una voglia.." 6) prova a domandare a qualche tua amica se ha in borsa dei preservativi, 90% di loro ti risponderà di no, oppure che e' un obbligo per gli uomini, oppure per chi mi hai presa? per una chiava-di-notte-scopa-di-giorno-sparacazzate-nel-pomeriggio ed altro ancora, si parla quindi di aborto quando poi si delega all'uomo, anche in questo caso, il costo e la prevensione delle malattie veneree, ma loro forse credono che la pillola basti anche per quelle; e qui continuando, chiaro?!? ma un momento.. scusa Antigone.. ora levo la vagina dal cervello ed il pene da fuori i pantaloni.. ecco.. vediamo.. ah ecco! dunque.. volete si la parità.. ma una parità intesa in senso lato.. moooolto lato.. volete riconosciuta la vostra persona, quindi i vostri limiti, le vostre paure, le vostre insicurezze,spesso amplificate da una società maschilista uhm.. capisco.. quindi vi sentite costrette, non vi piace che gli uomini o, per meglio dire, gli ometti, vi rompano le scatole se andate vestite con gonne inguinali, perchè voi volete esser capite e apprezzate per come siete, un po come dire.. vado vestito da barbone.. ma poi esigo che le donne mi guardino per l'uomo che sono dentro.. capisco.. cominciamo quindi a far luce su questo ed altri aspetti.. voi volete la parità? no.. volete BENEFICI! solo quelli.. se vorreste realmente la reale parità, quella vera, quella che in definitiva non fa eccezioni, ci sareste già arrivate.. e non contente invece di vivere in una società dettata dal ficapower, suffragata dal sistema corrotto che vi vuole merci alla stregua della nutella che consumate, nonchè strumenti di potere con i vostri tornaconti, ve la prendete con gli ultimi uomini con la U maiuscola rimasti che, contrariamente a quanto pensate, vi apprezzano in quanto PERSONE donne! sia chiaro Antigone, e lo voglio ripetere, è da ipocriti pensare che oggi, anche il piu' sfigato, non possa godere della sessualità, un pompino oggi te lo fanno per 20 euro, se ne aggiungi 30 al massaggio cinese che si pubblicizza sui tanti quotidiani nazionali, ti fai anche una bella trombata (vedi anche reportage di Striscia la notizia) se vuoi fartene una normale con una tipa normale, ne spendi 50 bocca-fica, se ne vuoi una di un certo livello ne spendi 150, se ne vuoi una come chiava-di-notte-scopa-di-giorno-spara-cazzate-sul-blog-di-pomeriggio allunghi 200/250 euro per 45 minuti (come da lei stessa citata nel suo ultimo post di una sua collega, dove pontifica sulla chimica (ha ragione per quanto riguarda alcune donne, su altre ci sarebbe da disquisire sulla chimica a meno che non trattasi di chimico che guadagna vagonate di euro preso ad esempio..)), paradossalmente molte di voi che hanno visto piu' schizzi loro che gli scogli di sorrento se la tirano, vogliono darsi un contegno, facendo spendere all'uomo normale, allo stipendiato co.co.pro.co.pe.peba.ba esattamente come tante donne normali di oggi senza prospettive lavorative, quelle che dicono di non trovare lavoro come gli uomini, ma basta che dicono pero' io so fare bene i pompini il lavoro lo trovano (e qui si spazia dalla casa bianca a palazzo Chigi), somme ben piu' onerose, molte per tirarsela e ostentare il ficapower, altre perchè vogliono sondare una improbabile serietà di relazione, come se la sessualità fosse il PERNO PORTANTE di una relazione, quindi che si fottano i sentimenti.. il sesso e' da sempre il collante in un rapporto, ma visto che non viviamo in un mondo fatato con le winx e i winnithepooh, dobbiamo anche basarci su fattori ben piu' pratici!ergo non potendo scopare h24, e' improponibile basare un rapporto sul mero sesso, serve anche emotività, serietà e tanti altri valori umani che molte di voi hanno rifiutato, a meno che non trattasi di valori espressi nelle piu' comuni valute, si capisce o magari da un tornaconto.. Quindi smettiamola di essere ipocriti, gestite la sessualità per quello che e', poi valutate se avete affinità di coppia! esattamente come molti uomini fanno.. e invece no.. molte di voi, come tante TOPE GHIACCIE, si sentono in diritto di rompere le pelotas in quanto donne, ti prosciugano di tutto e se ti va bene, dopo che hai speso 500 euro tra cene, locali e quant'altro, ti ritengono finalmente degno…di un misero pompino.., (il chè, commercialmente parlando, usando il vostro metro di mercato, siete un investimento a perdere), e magari lo fanno anche male perche' il pene non va morso.. va amorevolmente succhiato, lubbrificato e voluttuosamente assaporato, esattamente come un bel cunnilinguo! Basta! diciamocelo, eccezioni a parte, generalmente voi donne di oggi NON VOLETE IL FEMMINISMO, LA TANTO PROFESSATA PARITA'A 360°, ma solo privilegi, questo non solo pensato da me, ma da tante, pensa, mamme, nonne che ho sempre sentito andare contro le donne odierne, che stanno volentieri sul divano a dormire a 33 anni stanche di esser state in disco tutta la notte e che manco sanno farti uno spaghetto che non vada al di la dei 4 salti in padella, a questo punto, con grande enfasi, permettete che mi alzi dalla sedia, allunghi il mio braccio dinanzi al monitor lcd da 24 pollici, alzi la mano e con il dito medio irto di fiera umana comprensione, permettete che vi mandi poco cortesemente affanculo! e scusate il francesismo, la mancanza di tatto e Netiquette! e per tutto il resto.. c'e' Mastercard!(r)
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  45. 31 maggio 2010 13:47

    e femmniste, o meglio, i femminismi di oggi si sono arenati sulla spiaggia dei privilegi, credendoli una sorta di rivalsa contenuta negli “ismi” stessi, nulla di piu’ sbagliato.

    Per quanto mi riguarda l’affrontare la situazione odierna, parto dal pensiero, dalle basi, espresse nel 1897 da Emma Goldman:”«Io chiedo l’indipendenza della donna, il suo diritto di mantenere se stessa, di vivere per se stessa, di amare chi e quanti vuole. Chiedo libertà per entrambi i sessi, libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità» Infermiera di professione, era fautrice dell’educazione delle donne in materia di controllo delle nascite, alternativa positiva all’aborto praticato spesso e clandestinamente come tragica conseguenza di infelici condizioni sociali. Sostenne l’amore libero, criticò l’istituzione matrimoniale e il fanatismo religioso. Vide nell’uscita dal capitalismo la soluzione per l’emancipazione, non solo femminile, ma di tutta l’umanità. [fonte:Wikipedia],

    Bene, veniamo ai giorni d’oggi e proviamo a mettere in evidenza quanto espresso.

    Tralasciando le estremiste, con loro manco disquisisco, constatiamo che, se lei oggi fosse ancora tra noi, sarebbe parecchio preoccupata, ma andiamo ad eviscerare quanto sopra:

    Emma Goldman:”«Io chiedo l’indipendenza della donna(omissis)» L’indipendenza dalla donna.. da cosa? dall’uomo? no… essa vide nello Stato il braccio armato della società patriarcale, quindi lei era conscia che lo Stato, oggi possiamo individuarlo in una serie di cause chiamate SISTEMA (come spesso cito) è il vero problema principe, non tutti gli uomini, perchè questo SISTEMA di potere ricordiamocelo, è detenuto da POCHI uomini, non tutti, una vera e propria elitè di uomini, ben tronfi e ligi a detenere tale potere, noi uomini normali, uomini beta, li definiamo da sempre con l’appellativo di uomini ALPHA. Ebbene, chiarito il primo punto del discorso di Emma, la donna oggi che comportamenti attua nel concreto per combattere in questo ambito? Si comporta esattamente come il SISTEMA stesso che dovrebbe combattere, Forte coi debili e debole coi Forti, in altre parole, anzichè combattere proprio contro il SISTEMA e, di conseguenza, contro gli uomini ALPHA (calciatori, cantanti, politici, managers, gli imprenditori e quant’altro) se la prendono con gli uomini normali, gli uomini beta, che non detengono nessun tipo di potere, dalle quali subiscono ogni forma di vessazione, prostituendosi in tutti i sensi al SISTEMA, brave!..

    Continuando: Emma Goldman:”«(omissis)..il suo diritto di mantenere se stessa(omissis)» Tale diritto sarebbe possibile se non ci fossero tutta una serie di situazioni che toccano anche l’uomo beta, esempio lampante trova fondamento nella situazione nazionale ed estera, dove la certezza di un lavoro sicuro e’ appannaggio di pochi, anche se nel pubblico e’ maggiore la presenza femminile di quella maschile, addirittura nei media, negli ultimi venti anni circa si e’ vista una sempre maggiore presenza femminile, il problema occupazionale quindi esiste per entrambi i sessi, e la donna negli ultimi periodi ha raggiunto la parità occupazionale, che poi il sistema lavoro faccia pena e’ una realtà condizionata non dagli uomini beta, che la subiscono alla stregua di tante donne, ma dalla gestione dello stato, ad esempio l’occupazione femminile nel sud italia e’ da sempre latente, ergo il diritto a mantenersi risulta difficile, e questo ci riporta al punto precedente, anzichè prendersela con lo stato, con il sistema, le donne se ne guardano bene, e preferiscono prendersela con gli uomini che hanno accanto, che versano nelle medesime situazioni, bella coerenza!

    Emma Goldman:”«(omissis)..di vivere per se stessa(omissis)» ecco, su questo punto sono perfettamente conscio che oggi, la donna, ci sia riuscita perfettamente, anzi! il suo sodalizio con il sistema le ha donato la capacità di VIVERE PER SE STESSA, senza curarsi di nessun altro! ecco dove risiede la vera rivoluzione femminista di oggi, La donna oggi vive per SE STESSA, fregandosene dell’uomo (beta) in tutti i sensi, sociale/economico/sessuale/emozionale, e per far cio adduce tutte una serie di situazioni, come abbiamo visto, il SODALIZIO col SISTEMA (che dovrebbero combattere) e l’usare il passato remoto patriarcale come forma mentis per colpevolizzare l’uomo (beta) odierno di colpe mai espresse ed imporre i suoi voleri di donna emancipata! brave! coerenza allo stato puro.. sono commosso!

    Emma Goldman:”«(omissis).. di amare chi e quanti vuole..(omissis)» Ora qui sarebbe da chiedere alla buona Emma se il termine amare sia riferito al reciproco scambio affettivo, al’amore, appunto, quello vero, forte, che supera ogni confine, limite e problematica, quello scevro da interessi e quant’altro che congiunge un uomo ed una donna, (tralasciando le altre tipologie di amore che non fanno testo in questo caso come l’amore per l’Arte etc etc.) oppure quello odierno che le donne amano professare, l’amore spicciolo, consumistico, del giorno prima, che molte oggi attuano alla stregua delle tante soubrettes che si vedono in tv e nelle riviste, o quello a scadenza, che attuano alla bisogna per garantirsi una casa ed un benefit a vita, a seconda dei casi potremmo disquisire in merito parecchio! comunque appare lampante che anche in questo campo ci siano riuscite benissimo, “amano” molti uomini, questo si.. ma le modalità non sono esattamente fondate su questo nobile sentimento, ma su ben altre basi.. liberalizzare l’amore oggi ha prodotto donne prive dell’amore stesso che professano di perseguire e di donare, sempre pronte al proprio tornaconto, si badano bene dal rispettare l’amore che non sia il loro egoistico bisogno di amare a modo loro, poco importa se poi producono danni enormi verso l’altro sesso.

    Emma Goldman:”«(omissis).. Chiedo libertà per entrambi i sessi..(omissis)» Oggi cara Emma, con questo sistema sociale, nessuno si puo’ realmente sentire libero, anche se le donne grazie al ficapower, arroganti come sono, si sentono di esserlo un po di piu’, ma purtroppo sono esse stesse vittime e carnefici del sistema stesso.

    Emma Goldman:”«(omissis)..libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità»

    La donna oggi, cara Emma, puo’ fare cio’ che vuole, anzi.. puo’ permettersi di andare ben oltre il piu’ ragionevole dei compromessi, il tutto spesso tutelato legalmente, a scapito del sistema? certo che no cara Emma, sempre e comunque ligie all’assioma Forte coi deboli e deboli coi Forti, esse si guardano bene dal non pestare i piedi al vero colpevole, alla stregua degli schiavi neri d’america che si scannavano tra loro e spesso per un misero tornaconto dal comune padrone. Brave!, nell’amore sono infine libere, talmente libere che se ne sono definitivamente LIBERATE, nel senso letterario del termine cara Emma, le donne oggi non sanno piu’ cos’e’ l’amore, datti pace, o meglio.. sono capaci di cose travolgenti se passi in bmw e le vai a prendere verso le 21 per portarle a cena e poi a farle divertire, tu sapessi come ti amano!! e per la maternita’?? cara Emma, qui parlano di aborto, ma pensa te, molte delle donne che si incontrano in borsetta hanno di tutto ma non i preservativi, come se la pillola fosse l’unico strumento per debellare tale problema poi sembrano non curarsi delle altre malattie veneree sessualmente trasmissibili, forse credono che la pillola le protegga anche da queste! come dire.. parlano giustamente di aborto ma peccano persino nelle nozioni di base della prevenzione sulle gravidanze indesiderate e delle malattie veneree.. brave!

    Ma allora, cara Emma, le donne di oggi che cosa perseguono viene da chiedersi.. o forse no.. e’ alla portata di tutti evincere il loro modo di porsi dinanzi al femminismo che tanto tu difendesti al’epoca e loro oggi, tronfie del loro ficapower, professano in ogni dove: PRIVILEGI! .. cara Emma, null’altro interessa realmente loro.. ne una parità totale e neanche combattere per quanto tu, con tanta veemenza e con la mia stima, hai creduto giusto per le donne di oggi. Riposa in pace ed un bacio sulla guancia.

  46. 31 maggio 2010 14:39

    Dopo aver letto gli ultimi commenti che mi riguardano, devo confessare che mi dispiace, ma non per gli insulti che vi sono scritti, quelli alle persone dotate di un’intelligenza matura, come io spero di essere, scivolano addosso. Parlo invece del fatto che mi accorgo che si sta scatenando il peggio del trollismo, creando una condizione per la quale alcune persone, a mio parere con evidenti problemi, entrano in questo spazio in cui sono ospite per creare caos e discussioni intorno alla mia figura al fine giungere ad una diatriba infinita.
    Siccome oltre ad avere un’intelligenza matura spero anche di essere anche abbastanza educata, tanto da capire quando certe situazioni stanno andando oltre i limiti, mi scuso per i problemi che posso aver causato con la mia presenza qui. Mi ritengo infatti responsabile dell’arrivo di certi esagitati e, se e’ il caso, sono pronta a ritirarmi o a tacere lasciando spazio alla discussione, sperando che senza di me questa proceda in modo meno contrastato.

    • 31 maggio 2010 17:31

      Mi scuso anch’io se la mia condotta ha fatto si che il presente sito abbia finito col privarsi di una persona educata, rispettosa del prossimo (soprattutto di Fabrizio Marchi, invitato qui a discutere dall’autrice del post) e assolutamente in buona fede,vittima della nostra persecuzione (eravamo qui tutti per romperle le uova nel paniere,non si è capito?).
      Ma torna a raccogliere l’uva dài..

      • 31 maggio 2010 19:23

        rispettosa del prossimo (soprattutto di Fabrizio Marchi)

        Tu chi saresti? il “ghedini” del “capo”?
        Manda te a difenderlo? 🙂
        Almeno, se lo devi difendere, fallo bene. Cosi’ non gli fai fare una bella figura.

        Ma torna a raccogliere l’uva dài..

        Hai per caso qualche problema anche contro chi raccoglie l’uva oltre a chi ha esercitato il mestiere oppure non e’ eterosessuale?
        In ogni caso, io almeno ho qualcosa da fare (raccolgo l’uva) e non devo passare tutta la vita con le dita su una tastiera ad insultare ovunque c’e’ da insultare.
        Anche l’insulto e’ un arte. Ricordalo. 🙂

  47. 31 maggio 2010 14:39

    @ Damien

    Onestamente ammiro tale dedizione ed impegno nel sostenere le proprie idee, ha un che di zelotico. E il riferimento all’antichità non è casuale dato che tali idee mi paiono paleo-inquisizioniste.
    Ma passiamo oltre, superiamo ogni problema e vediamo se si riesce a dare una definizione chiara, univoca e introvertibile di “uomo beta”.
    Guarda che l’idea me l’hai data tu con il finale del secondo post dove ti definisci per filo e per segno.
    Da piccolo a scuola mi hanno insegnato l’insiemistica come penso a tutti e in filosofia si usano le categorie per indicare le specificità ( non chiedermi i riferimenti storici, didattici ect ..non me li ricordo, si parla di una trentina di anni fa e da allora la filosofia nel lavoro mi è servita quanto un calcio nei coglioni).
    Vediamo se riusciamo a definire l’insieme “uomo beta” con l’uso delle categorie.
    Io parto dall’insieme “genere umano” che contiene due insiemi e cioè l’insieme “uomo” e l’insieme “donna”. Tra i due insiemi ci sarebbero due sotto insiemi e precisamente “alpha” e “beta” che contengono elementi di entrambi.
    Ora..a scuola mi dicevano: l’insieme degli uomini contiene gli insiemi degli uomini con i capelli rossi, quello con i capelli neri, ect ect ect penso che il concetto sia chiaro.
    Riusciamo a fare lo stesso con l’insieme “uomini beta” cioè quella parte dell’insieme “beta” riferito solo agli uomini e cioè riusciamo (o “riesci” forse è meglio..) ad individuare le “caratteristiche” (colore capelli..nel caso preso ad esempio prima) che individuano “precisamente” l’uomo-beta o l’uomo beta è solo un’astrazione filosofica?
    a.y.s. Bibi

  48. Damien permalink
    31 maggio 2010 17:52

    Ma cara chiava-di-notte-scopa-di-giorno-sparacazzate-di-pomeriggio!!! ^_^ suvvia!! non mi dire che te la sei presa dai! sei una personcina cosi intelligente! ;-)), pensa, anche io mica me la sono presa quando ho saputo che, una persona del tuo calibro, del tuo livello CULturale mi apostrofava carinamente sia qui che nel tuo blog! 😀 mi sono detto, ma dai.. non e’ possibile che qualcuna che neanche mi conosce, mette in dubbio la mia virilità, ma nooo.. scherza!! mi sono detto.. “però! che bel tipino.. chissà quali contributi avrà portato alla causa femminista e/o maschilista!” costatata finalmente tutta la tua meravigliosa storia dalla quale puoi serenamente dare un contributo alle piu’ svariate discussioni in tema, sono rimasto commosso, veramente! ^_^ credimi!!!! daiiii!!! anzi, siccome sono un tipo gioviale e socievole mi sono detto, “devo assolutamente dimostrarle quello che vale!” ecco quindi la coniazione di un altrettanto bel nickname.. se non ti piace, potevi dirlo.. no?… Peccato.. peccato tu ci lasci proprio ora.. 😦 .vabbè! sono certo che tornerai a leggerci..:-) magari di nascosto.. 😉 CiaooOOOooOOoo!!!! bacibacibaci! ^_^ *smack!*

    • 31 maggio 2010 19:12

      pensa, anche io mica me la sono presa quando ho saputo che, una persona del tuo calibro, del tuo livello CULturale mi apostrofava carinamente sia qui che nel tuo blog!

      No, scusa… ma a te chi ti ha mai calcolato?
      Mai citato il tuo nick ne’ qui ne’ altrove. Mi sa che ti stai confondendo. 🙂

      • 31 maggio 2010 19:21

        Ti adoro! sei così prevedibile… ^_^ che quasi quasi mi commuovo.. facciamo un giochetto? 😀 dai susu! allora il gioco si chiama SEGUI-LA-FRECCIA–> via! Fabrizio—–>www.uominibeta.org—–>utenti——>discussioni—–>chiavadinottescopadigiornosparacazzatedipomeriggio——>omettibeta—->sfigati—–>trolls—–>esagitati——>iosonoioevoinonsieteuncazzo—->argomentistupididiomettisfigati—–>damienutentediuominibeta.org—–>damiennoncistaafarsichiamareometto—->damiensiinforma—->ahahahahahahaahmae’questaqui?—–>vediamochecontributisanciscequesta—–>vaacagareSTOOOOP! di piu’ non andare… no perchè sai.. dei miei tre interventi ti sei fermata solo al primo.. ora prova a trovare la motivazione del perchè sono venuto qui! daiii!!!! ^_^ e comunque.. susu!! da brava.. come tu stessa pontifichi su second life, io NON ESISTO! e quindi.. perchè ti infervori cosi cuoricino mucci mucci!!! :* baci!! ^_^ p.s.: per favore.. resta… 😦 senno’ mi scende la lacrimuccia.. ecco.. e non riesco piu’ ad avere una motivazione per fare il troll! UFFI!

      • 31 maggio 2010 20:06

        già rientrata dalla sessione di SecondLife ? Ma siamo ancora qua ? Non avevi di meglio da fare che perdere tempo ?

        p.s. Torna a raccogliere l’uva era per dire, avrei potuto anche dirti “vai a farti mungere”…muuuuu…
        Contro gli omosessuali ?E dove l’hai letto?!
        Per quel che riguarda il fatto che battevi sei tu che ne fai una malattia…molto grave tra l’altro: ripeto, tu hai avuto delle brutte esperienze e ti sfoghi in maniera sbagliata.
        Nessuno è perfetto mia cara kurva. Dividere il mondo in Super- Kiava vs Gli-Ometti- Beta-Sfigati-che -la-vogliono-gratis è infantile e controproducente.
        Cresci…impara a coltivare qualcosa che non sia il tuo orticello privato (virtuale e non), potresti scoprire nuovi frutti (e sappiamo quanto sei golosona).

  49. 31 maggio 2010 19:13

    @Bibi:

    Se vuoi trovare una definizione chiara del significato di “uomini beta” o per meglio chiarire del “movimento uomini beta” non devi far altro che cliccare qui:

    http://www.uominibeta.org/2009/11/29/i-principi/

    tuttavia, Bibi, credo che tu, in quanto frequentatore del nostro sito, lo abbia già letto..vero? no perchè sai.. a questo punto.. se mi dicessi di si, avrei da obiettare sul tuo intervento.. in maniera anche incisiva, e se mi dicessi di no, potrei scambiarti per uno dei tanti trolls che la nostra cara ed amata (innominata) ha fatto menzione piu’ sopra.. sai quelli che non sapendo nulla, magari perchè scodinzolano, fomentano i blog di flames.. hai presente?

  50. 31 maggio 2010 20:06

    @ Damien: e quindi.. perchè ti infervori cosi cuoricino mucci mucci!!!

    Ma chi si infervora?
    Mi sa che ti stai dando troppa importanza.
    Inoltre con me caschi male: di tipi esagitati come te ne ho gia’ incontrati a centinaia, e non mi fate piu’ alcun effetto. Siete quasi noiosi.
    Comunque, hai sbagliato i calcoli. Qui chi sta dando di se un’immagine davvero penosa non sono io.
    E se vuoi continua cosi’ all’infinito. Si vede che hai tanto tempo da perdere. Beato te.

  51. 31 maggio 2010 20:08

    @ Luka Cage: Nessuno è perfetto mia cara kurva

    Kurva significa puttana? 🙂

    • 31 maggio 2010 20:29

      @ Chiara

      Sì Chiara, il significato è quello, devono avergli comprato il traduttore multilingue :
      http://www.traduttoresimultaneo.com/

      Dato che ci sono altre 18 lingue inserite (oltre all’italiano ma presumo che almeno per quello non gli serva) preparati ad altri 17 interventi “istruttivi” e “costruttivi”.
      a.y.s. Bibi

      • 31 maggio 2010 20:41

        Grande Bibi!!Hai ripristinato il tuo avatar con Bibìebibò.
        Non ti preoccupare, non interverrò più, abbiamo toccato il fondo già da un pezzo e sai com’è, con la tua amica si finirebbe inevitabilmente con lo scavare ulteriormente (con te invece tutto sommato basta ignorarti,quando non sei chiamato in causa ti stanchi e tendi ad andare a fare il pirla altrove,per questo mi sei quasi simpatico..).

      • 31 maggio 2010 20:55

        I soliti interventi di sempre, presumo. Ormai ci sono abituata.
        Fin da quando lo leggo, ‘sto qua, ha sempre avuto quella parola pronta sulla punta delle dita da attribuire qualsiasi interlocutrice che non accettasse di farsi prendere in giro e gli rispondesse per le rime.
        Che fosse Galatea, Lameduck, o Chiara non importa. il fatto stesso di essere donna presuppone che si sia kurva. Chissa’ perche’ , poi, lo ha detto con un termine slavo-romeno. Avra’ voluto essere educato… misteri dei betini.

        E poi si sa… gli ometti beta vogliono solo discutere e confrontarsi, mica insultare.
        Basterebbe fotografare questo 3D e leggere i commenti di alcuni per capire che infatti loro non insultano mai ed affrontano le discussioni su un piano di mero confronto dialettico. 🙂

  52. 31 maggio 2010 20:25

    @ Damien

    Caro Damien, ho letto i principi ma io non sto chiedendo il “significato” ma “l’identificazione” o “classificazione” dell’uomo-beta.
    A questo punto provo a proseguire da solo e tu mi raccomando seguimi e se sbaglio correggimi..
    Dunque eravamo rimasti all’insieme “uomo-beta” che è incluso nell’insieme “uomini” e quindi caratteristiche comuni: pisello, barba ect ect. cromosomi ect ect.
    Quali sono a questo punto le caratteristiche distintive? Vediamo se dai principi ci arrivo da solo.
    Prima caratteristica : “libertè, egalitè, fraternitè ” cioè il primo capoverso dei principi.
    Quindi l’insieme “uomo-beta” non può contenere per esclusione : fascisti, estremisti ed in generale tutti coloro i quali prevaricano e sottomettono.
    Seconda caratteristica: la non appartenenza ad elitè dominanti.
    Ustia.. qui ci tagliamo via un bel pò di roba..quindi l’insieme “uomo- beta ” non può contenere : premier, capi di stato, politici in genere (assessori comunali compresi), preti, vescovi e papi, manager di impresa (solo quelle in amministrazione controllata sono ammesse), capi reparto o comunque quadri dirigenti con responsabilità gestionali, calciatori e sportivi in genere (con esclusione degli sport poveri), avvocati, commercialisti ..in genere tutti coloro che hanno un reddito elevato..(quanto elevato??? dipende…se passano le gabbie salariali..ne discuteremo a parte si farà domanda d’ammissione).
    Ricapitolando appartengono all’insieme “uomo-beta” gli uomini intellettuali, liberali, progressisti, democratici, che non hanno potere (di nessun tipo…) che hanno basso reddito (essendo il reddito una discriminante ..nel senso che con 10 milioni di euro in tasca…un certo potere lo si compra..).
    Manca qualcosa?
    Ci sarebbe anche il problemuccio che è all’origine del post e cioè il fatto che dovrebbero trombare poco se non per nulla addirittura. E questo perchè la parte dell’insieme “donne” la molla solo agli appartenenti all’insieme “uomini-alpha”.
    Apro una parentesi riguardo all’insieme “donne che la danno agli alpha e solo agli alpha” che poi sono il bersaglio principale delle proteste degli uomini beta. Se rileggo il testo dei principi che tu Damine mi hai gentilmente ricordato, trovo questo : “sia nei confronti delle suddette elite che della GRANDE maggioranza della popolazione femminile”.
    Questo vuole dire che la GRANDE maggioranza della popolazione femminile la molla solo agli alpha.
    Resta quindi il mistero di come si riproducano i beta ma se ne occuperà Piero Angela in uno speciale.

    A questo punto mi chiedo come mai tu possa dire di appartenere all’insieme “uomini-beta”:
    hai un buon lavoro e magari di responsabilità, trombi, hai amiche..ed hai persino una bella macchina..e magari giochi pure a pallone..

    Ovviamente ho scherzato ma visto che non hai colto l’opportunità di dare (forse perchè non ne sei in grado o non ne hai avuto il permesso ) una definizione di “uomo-beta” che non fosse legata a qualche noioso sproloquio sessantottino infarcito con un paio di novità post craxiane ,ho dovuto arrangiarmi.
    a.y.s. Bibi
    P.S. scusa..ma ho riletto e la parola “troll” l’ho trovata nel “TUO” intervento. Se poi pensi che sono un “troll” e per di più di Chiara..beh allora bisogna togliere “intellettuali” dalle caratteristiche “beta”.

  53. 31 maggio 2010 20:51

    @ Luke

    Ti sbagli..l’unico che si è stancato è stato il tuo padroncino anche perchè onestamente non aveva più nulla da dire dopo la storia dei pugili….
    In quanto all’avatar è una questione troppo complessa, non vorrei partire dal commodore come di solito si usa nel mondo beta….però vediamo se riesco..”cookies”..”Ip”…”computer diversi”. Dovrebbe essere chiaro ma al massimo prova col traduttore …potresti riuscire anche a scrivere la Divina Commedia.
    a.y.s. Bibi

  54. 31 maggio 2010 21:13

    Cara Antigone, dissento profondamente da quello che dici. Però,se è vero quanto affermi, e cioè che se anche le donne decidessero di fare sesso indipendentemente da qualsiasi condizionamento la situazione per gli uomini beta non cambierebbe (perché esiste comunque un’asimmetria da questo punto di vista che non potrà neanche minimamente essere ridotta e che tu riconosci), ciò significa che le donne hanno un potere enorme sugli uomini. Negarlo sarebbe sciocco oltre che ridicolo. Quindi, se la logica è tale e non un’opinione, tu, forse involontariamente, hai appena affermato che le donne hanno in effetti questo potere. Non mi sembra cosa da poco, o no? A meno che tu non pensi che la sessualità sia una “cosuccia” da poco”.
    Di questo potere, enorme, a mio parere, per lo meno se parliamo delle nostre società occidentali che hanno superato l’”era del pane”, le femministe, di qualsiasi corrente, non parlano mai, fanno finta di nulla, come se non esistesse. Il femminismo, in tutte le sue correnti, è specializzato nel glissare le problematiche e nell’affrontare solo quelle che portano acqua al suo mulino. Parlare della condizione della donna , ad esempio, senza tener conto di quanto abbiamo appena detto (e cioè del potere incredibile che le donne hanno sugli uomini dal punto di vista sessuale) equivale, se mi passi la battuta, a parlare del Napoli con o senza Maradona. Con Maradona il Napoli era una squadra di valore mondiale, senza di lui era una buona squadra da terzo o quarto posto nel campionato italiano e nulla più…
    Ti ricordo che praticamente tutta o quasi la psicoanalisi, e non solo quella tradizionale, sostiene che tutto ciò che gli uomini hanno fatto è il risultato della sublimazione dell’energia sessuale. Tradotto in termini poverissimi, e me ne scuso, quasi tutto quello che fanno i maschi lo fanno per arrivare alle femmine…Ciò significa che il potere sessuale delle donne è ENORME. Se ti pare poco…E’ ovvio che questo potere deve essere disconosciuto, perchè se venisse ammesso, cadrebbe tutto l’impianto ideologico femminista che, come tutti gli impianti ideologici, si regge su delle certezze che non possono essere minimamente messe in discussione. Se si ammettesse che le donne hanno questo potere si romperebbe il giocattolo. Quindi non si può toccare neanche una tegola, altrimenti cade l’intero tetto…
    Ciò detto, non sono d’accordo con quanto dici. Intanto perché se le donne “dismettessero” le logiche dominanti e gettassero alle ortiche tutti i condizionamenti sociali e culturali la relazione con gli uomini beta sarebbe enormemente più libera e serena. Anche perché ci sarebbe una maggiore spontaneità, libertà, gli uomini potrebbero proporsi in modo molto più diretto e giocoso di quanto non facciano oggi che sono costretti (dai suddetti condizionamenti culturali, sociali e psicologici) a seguire modelli e copioni preconfezionati, false quanto ipocrite e avvilenti recite. Non solo. Anche le donne sarebbero in grado di aprirsi di più; certo, non vivrebbero mai la sessualità in modo del tutto speculare a quella maschile, è evidente. Però posso assicurarti che ci sono stati e ci sono contesti dove le donne sono molto, molto più libere rispetto al nostro paese o al mondo occidentale nel sul complesso. E qui entrano appunto in ballo i condizionamenti culturali.
    Quando i primi bastimenti europei, intorno al ‘700, cominciarono a sbarcare in Polinesia, in Micronesia e in tutti gli arcipelaghi del Pacifico, accolti da ragazze nude o quasi che gli si offrivano sessualmente con la stessa disinvoltura con cui gli porgevano del latte di cocco o una spremuta di mango, i marinai di quelle navi impazzirono letteralmente, pensarono addirittura di sognare, di stare in una sorta di paradiso. Cosa vuol dire questo? Che anche le donne, in contesti culturali, sociali e talvolta naturali differenti, possono viversi la sessualità in modo molto più libero, certamente in modo molto più libero di come la viviamo noi (e ci vuole anche poco…).
    Potrei naturalmente portarti centomila esempi. Pensa solo al fatto che nelle popolazioni esquimesi si usava offrire la propria moglie all’ospite (e se l’ospite rifiutava si offendeva sia il marito che la moglie…). Ma, senza andare a ritroso nel tempo, posso assicurarti che in molti paesi africani, dove si vive molto più a contatto con la natura e dove i condizionamenti socio-culturali sono infinitamente minori, il sesso è vissuto in modo ESTREMAMENTE più libero che non dalle nostre parti. Direi che è proprio l’ultimo dei problemi, sia per le donne che per gli uomini.
    Ovviamente il discorso sarebbe molto lungo e ci obbligherebbe ad un analisi per capire le ragioni per le quali millenni di “cultura” hanno castigato la sessualità. Non lo faccio, per ovvie ragioni.
    Sul femminismo. Sono perfettamente consapevole delle varie e differenti forme di femminismo, così, come so perfettamente che il “femminile” contemporaneo ha poco o nulla a che spartire con il femminismo storico e anche con quello contemporaneo. Sto per scrivere un articolo a tal proposito che pubblicherò sul nostro blog. Quindi non faccio nessuna confusione, come tu dici.
    Mi chiedo però (ma la risposta già te l’ho data poco sopra): perché il femminismo invece di aggredire solo e sempre gli uomini non si rivolge con la stessa criticità anche alle donne, mettendole davanti ad un grande metaforico specchio, per chiedergli:”Signore, amiche, sorelle, dove state andando? Siete sicure di stare andando nella direzione giusta? Quella che noi auspicavamo, cioè di cambiare il mondo, la società ecc. ecc….Perché a noi pare proprio di no”. E se glielo dicesse anche con una certa veemenza non farebbe un soldo di danno. Invece nulla, silenzio tombale. La colpa di tutto, anche del fenomeno di massa della mercificazione (parlo sempre a livello concettuale e non delle veline e affini di cui non me ne frega veramente nulla) è sempre e comunque degli uomini, del potere maschile. Ma di quale potere maschile? Quanti sono oggi gli uomini nel mondo occidentale in grado di esercitare un reale potere su una donna? Il 5% dell’intera popolazione maschile? Secondo me è già troppo ma diamolo per buono. Tu, Antigone, ti senti oppressa dagli uomini? Io sono in grado di esercitare forse qualche potere su di te? Dimmelo perché se è così non me ne sono accorto…E qual è la percentuale di donne in grado di esercitare il potere reale di cui parlavo prima sugli uomini? Molto, ma molto superiore al 5%…Se sei onesta, sarai d’accordo con me. E allora? Di quale potere maschile stiamo parlando? Quello di una ristretta minoranza di maschi appartenenti alle elite dominanti. Il resto,che si trova in uno stato pressoché di inconsapevolezza e abbrutimento psicologico, vive” elemosinando”, perché di questo si tratta se abbiamo il coraggio di guardare le cose nella loro cruda realtà, un brandello di sessualità e affettività…
    Io credo che si potrebbe tutti vivere molto ma molto meglio di quanto non viviamo oggi da questo punto di vista. E questa sarebbe la vera rivoluzione femminista. Fuoriuscire da queste logiche di potere e di dominio fondate sull’utilizzo più o meno strumentale della sessualità. Finchè non saranno in grado di fare questo, di rinunciare una volta per tutte a quel potere non saranno neanche credibili come soggetto di una trasformazione possibile della realtà. E infatti non l’hanno trasformata affatto se non per ottenere spazi di potere all’interno del sistema di cui ormai fanno parte a pieno titolo.
    Fabrizio

  55. Flyingboy permalink
    31 maggio 2010 23:56

    Leggendo Luke Cage e Damien…

    Ho un senso che vaga tra’ l’agitazione e disgusto. Personaggi come questi privi di educazione, buon gusto, intelletto, gonfi di supremazia sono la ragione perche’ i movimenti femministi DEVONO esserci.

    Bamboccioni gne gne che si spacciano per intellettuali gonfiandosi di egoismo alla fine non si dimostrano che insultatori di bassa lega.

    Io non sono qui per illuminare la strada ai ciechi di pippe continue, anzi, mi viene la voglia perfida di dirli, SI SI carissimi, avete ragione, e attendere che compiano 85 anni ancora verginelli in un social club dove giocano a poker con carte di donzelle nude , acidi e rancorosi, soli e abbandonati. Che si raccontano le storie di “guerra”, “ah , sai, una volta, avevo 35 anni, quasi scopai, ma la zoccola mi faceva delle storie”, immagino i altri affetti di Parkins con la birra mezza sul tavolo mezza sulla canottiera unta, frutto dal tremor e agitazzione a suon di parola “scopare”… Toh piu’ ci penso, piu’ mi viene da gridare:
    AVETE RAGIONE BETTINI, CONTINUATE PURE COSI’…

    • 1 giugno 2010 00:21

      …sopraggiunse così anche l’insetto, tutti a raccolta, alè, come volevasi dimostrare.Quando Esmeralda chiama, la corte (dei miracoli) risponde.
      Gnè gnè lo fa tua sorella Yolanka quando gli rubano il marciapiede mentre il “Parkins” deve essere una delle discoteche dove vai a spacciare.

      • 1 giugno 2010 00:31

        @ Luke

        Ho giusto scritto un post pensando a te..
        a.y.s. Bibi
        P.S. una informazione di servizio, non ho visto policy nel sito, questo vuol dire che c’è “rutto” libero (intendo i post di certe persone) o esiste una qualsivoglia forma di moderazione ? Se così fosse, ovviamente potete rimuovere questo post (se considerato flame).
        Lo so che tra persone civili non dovrebbe essere necessario ma purtroppo.. dovete capirci..uomini ..che volete? Ragioniamo solo con le gonadi..e spesso e volentieri non sappiamo neanche a cosa servono…(40 pagine per scoprirlo…).

      • Flyingboy permalink
        1 giugno 2010 00:45

        @Luke in the Cage

        Come volevasi dimostrare… come volevasi dimostrare 🙂

        grazie per mettere accento sulle mie osservazioni e di non smentirti mai.

  56. 1 giugno 2010 00:55

    @Bibi
    Prima che compariste voi il livello era più che accettabile.
    A un certo punto salti fuori tu a diffamare “il mondo dei Beta” e a lamentarti di chi scrive in italiano citando autori che non conosci (guai a scoprire qualcosa di nuovo eh, simpaticone..).
    Poi a ruota tutto il seguito dei “gobbi”.
    La gente deve adeguarsi a voi giustamente,ovunque vi presentate: a me come ho dimostrato non costa nulla (bisogna saper interagire con tutti,anche con chi la natura non è stata benevola).
    p.s.: hai notato come sul tuo blog Chiara ti abbia chiamato, “Italico”, dicendo (come sempre) “voi italici” e dandoti dell’ipocrita?Ce l’hai una dignità oppure di fronte ad una donna(?!!!) pensi si debba sempre fare la mezzasega,nella speranza di guadagnarne la considerazione (che giustamente non ci sarà mai per chi “lecca”)?
    Macchè sto a raccontarti, mi hai praticamente dedicato un post anche te come hanno fatto altrE,siete veramente imbarazzanti…

    • 1 giugno 2010 06:12

      @ Luke

      usa il traduttore …. k.m.a.

      a.y.s. Bibi

      P.S. diffamare il mondo beta? no grazie..ci riesci molto meglio tu..anzi tu sei proprio un beta..fatto

  57. Giuseppe permalink
    3 giugno 2010 15:33

    Ciao, un commento velocissimissimo che mo nn c’ho nè tempo nè voglia ma vorrei dire: cara Anti, forse la frustazione sessuale è causa del maschilismo, non saprei, ma ti posso assicurare che ci sono modi e modi per NON darla, questo te lo dico sia in quanto “masculo” e sia in quanto sfigato. Bye

    P.S. Perchè nn postate i vs articoli su OKnotizie x far conoscere questo blog?

  58. Sasha permalink
    4 giugno 2010 10:48

    Ragazzo volante sei davvero disarmante ( bella la rima?). I tuoi insulti gratuiti sparati nel mucchio ti classificano meglio di qualunque commento. Tientele strette le tue amiche femministe, noi ne facciamo volentieri a meno. A proposito: ci vogliono gli attributi a prendere le nostre posizioni, abbiamo solo da perderci, non a compiacere il pensiero unico.

  59. roby permalink
    24 luglio 2010 15:18

    mah ….io sono roberto di torino, ho 43 anni.
    a me la danno… se nn me a danno la chiedo a qualcun altra.
    finora mai rimasto senza.
    nn vedo il problema.
    saluti da torino.

  60. 24 luglio 2010 23:35

    Felicitazioni.

  61. 26 luglio 2010 11:30

    In effetti questa solfa del “darla non darla” anche a me ha fatto due coglie quanto due mongolfiere.

  62. paola permalink
    27 luglio 2010 23:06

    care amministratrici e cari amministratori, da quando questo spazio è stato colonizzato dalle interminabili farneticazioni “maschilistiche”, e da chi da’ ad esse alimento, sia pure nella più totale buona fede di poter intessere un confronto di opinioni, io non sono mai più riuscita a leggere tre righe di seguito: forse la mia reazione di rigetto è anche di altr*?

  63. 28 luglio 2010 12:37

    Ma poi a me alcuni che pretenderebbero di occuparsi di “QM” (che di per sé è una questione piuttosto seria e reale) fanno proprio ridere (seppure ci sarebbe da piangere): prima dilapidano fior di quattrini appresso a escort, spogliarelliste, lapdancer, massaggiatrici e sgualdrine di questa risma e poi si lamentano che le donne “costano” e non la “danno gratis” e giù con sbrodoloni “scientifici” sull’argomento. Ma tu guarda che “cattive” ste donne…

    Ma si vede che se per costoro il “problema” è tutto qui non hanno dei veri problemi nella vita.

  64. 28 luglio 2010 13:02

    Ah, un’altra cosa.

    Una cosa è ludica quando è considerata un gioco, come dice la parola. Un gioco è qualcosa di divertente e piacevole ma di cui se ne può fare benissimo a meno.
    Chi fa sesso ludico lo fa per divertirsi non per necessità, può anche non farlo senza soffrirne più di tanto. Se invece considera il sesso una cosa di cui non può farne a meno allora non si parla di sesso ludico ma di sesso compulsivo, di un’ossessione chiamata “sesso”.
    Articoli di un certo genere a mio avviso dimostrano che la concezione del sesso ispiratrice dell’articolo stesso è appunto quella di tipo ossessivo-compulsiva e niente affatto ludica.

I commenti sono chiusi.

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