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La quota blu – Giovannino

31 maggio 2010

Israele ammazza la pace

Stanotte è stata scritta una nuova pagina di vergogna da parte di Israele.

Non bastasse l’assedio della striscia di Gaza e l’uso criminale del fosforo bianco per le operazioni militari di due anni fa, questi terroristi (perché è questo il termine più appropriato) hanno pensato bene di compiere un atto che si commenta nella sua stessa descrizione: hanno assaltato una flotta di navi piene di pacifisti, uccidendone almeno una ventina. Questa notte la “Freedom Flotillia”, composta da sei navi, era salpata dalle acque internazionali cipriote in direzione di Gaza: questa iniziativa era stata organizzata da diverse ONG che si occupano della Striscia, e coinvolgeva attivisti di 40 nazionalità diverse. A bordo, oltre a 10 tonnellate di materiale umanitario di vario tipo (dal cemento alle medicine, dagli occhiali da vista alle sedie a rotelle… tutti oggetti vietati dal governo israeliano) si trovavano anche 5 parlamentari provenienti da Irlanda, Italia, Bulgaria, Norvegia e Svezia. Insomma, non si può certo dire che si trattasse di una flotta di pirati. I veri pirati in effetti sono stati ancora una volta le forze dell’esercito israeliano, che a notte fonda hanno condotto un blitz contro la nave ammiraglia di questa flotta, battente bandiera turca, cercando di prenderne il controllo. Risultato: una carneficina. Per adesso si parla di 20 morti, ma la cosa è avvenuta poche ore fa, quindi il bilancio potrebbe salire. Potrei criticare il fatto che questo attacco sia stato condotto in acque interazionali e non israeliane, potrei insistere sull’invio di militari armati a bordo di una nave di pacifisti o cercare di dare un quadro delle violente reazioni politiche e forse militari che questo evento causerà, ma vorrei invece limitami ad una semplice riflessione.

Non facciamo altro che sentire, da anni ormai, che lo stato di Israele è sotto attacco e che ha “il diritto di difendersi”. Ora, uno Stato che organizza operazioni simili, che impedisce a dei pacifisti di portare aiuti umanitari ammazzandoli come cani, secondo voi vuole la pace? Chi semina fame, morte, distruzione, povertà, e lavora tutti i giorni affinchè queste cose persistano, vuole forse che il conflitto abbia fine? Signori, forse è ora di rendersi conto che il governo israeliano si crogiuola in questa situazione di tensione, poichè questo stato di guerra costante gli permette di avere un potere assoluto, al di là dei trattati interazionali e in scherno anche alle più basilari norme della dignità umana. Il fatto che l’unico politico che in questi anni ha provato a creare le condizioni per la pace sul serio e non solo nelle dichiarazioni ufficiali, Yithzak Rabin, sia stato ucciso da un suo connazionale, mi sembra emblematico del clima che all’interno di Israele si respira.

Se chi vuole la pace è visto come un traditore, la guerra è l’unico futuro, e forse, oggi, il ricordo di Rabin è stato cancellato per sempre.

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3 commenti leave one →
  1. 31 maggio 2010 16:09

    Sottoscrivo completamente il tuo punto di vista, Giovannino. Aggiungo che è in atto una politica criminale da parte sia di Israele che degli USA per strangolare la Striscia di Gaza, facendo pressione economica e politica sull’Egitto, ormai ridotto a loro ostaggio. La costruzione del muro anche da parte di questo paese sancisce la reclusione forzata di un milione e mezzo di palestinesi che vivono nella Striscia, ormai un vero e proprio “giardino zoologico” per esseri umani.
    Siamo al terrorismo di stato palese e indiscriminato; agli israeliani tutto è possibile. Possono permettersi di commettere le peggiori nefandezze coperti dall’America e di fatto anche dall’Europa e dai cosiddetti paesi arabi moderati che ogni tanto fanno finta di alzare la voce ma sostanzialmente sono in affari con loro.
    Ma non è solo questo il punto e dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Ciò che gli permette di fare quello che fanno è l’eterno alibi dell’olocausto, il fottutissimo e ipocrita senso di colpa che mai sarà sanato e che gli sta consentendo di portare avanti quello che ormai non può che essere considerato un vero e proprio genocidio. E’ venuta l’ora di separare una volta e per sempre la tragedia dell’olocausto dalla politica terroristica dello stato di Israele. Le due cose non hanno nulla a che vedere fra loro. E proprio perchè siamo in prima fila nella battaglia contro ogni forma di fascismo, razzismo e neonazismo, non possiamo che schierarci a fianco del popolo palestinesse contro questa barbara occupazione necolonaiale e razzista che sta subendo da più di 50 anni.
    Che la vergogna piombi su Israele, che la risposta delle azioni criminali del suo governo, del suo esercito e dei suoi apparati di sicurezza sia il disprezzo totale da parte di tutti i popoli della Terra.

  2. 31 maggio 2010 17:15

    Sono curiosa di vedere cosa dichiarerà il nostro Nobel per la Pace.

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