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Ultra-violenza

4 giugno 2010

Un agghiacciante articolo sulla prima pagina del New York Times di ieri iniziava così:

«At least 11 states have passed laws this year regulating or restricting abortion, giving opponents of abortion what partisans on both sides of the issue say is an unusually high number of victories».

Quest’anno almeno 11 stati hanno approvato leggi che regolano o restringono l’aborto, dando agli oppositori dell’aborto un numero di vittorie che i sostenitori di entrambi gli schieramenti definiscono come insolitamente alto“.

In diversi stati americani la copertura dell’aborto è stata esclusa per legge dalle nuove assicurazioni sanitarie. Si opta così per l’ipocrisia di stato approdando all’aborto d’oro, per cui abortiscono in condizioni sicure solo le donne che se le possono permettere (il costo di un aborto negli Stati Uniti varia dai 300 ai 500 dollari). Questo accade, per esempio, in Mississipi. In Oklahoma, invece, il medico dovrà rispondere a 38 domande dopo ogni singolo intervento, e verrà personalmente interrogato circa le ragioni che hanno spinto la donna ad abortire. Se i medici dovessero omettere di comunicare ai genitori le malformazioni del feto, una nuova legge impedisce ai genitori di denunciarli. Nelle cliniche del Tennessee sono affissi cartelli che chiariscano che è illegale spingere una donna all’aborto. In Nebraska sono stati vietati tutti gli aborti dopo la 20 settimana, quale che sia la situazione in corso, senza alcun riguardo per la salute della madre.

Il New York Times sostiene che il fronte pro-life sta spostando la battaglia al livello delle legislazioni dei singoli stati, e che così sta raggiungendo molti più risultati di quanti non ne avrebbe ottenuti a Washington. Mary Spaulding Balch, direttrice del National Right to Life Committee, dice di sentire attorno a sé un clima “molto più amichevole”. Ha indubbiamente ragione.

Ma tra queste nuove vittorie anti-abortiste, la più feroce è in Oklahoma. Appena prima di sottoporsi all’interruzione di gravidanza, le donne in Oklahoma saranno obbligate per legge ad ascoltare una dettagliata descrizione del feto e a vedere una sua ecografia. Per ora, sono ancora autorizzate a chiudere gli occhi.

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