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Bocce Mondiali

9 giugno 2010

In vista degli imminenti mondiali, una catena di rosticcerie sudafricana ha preparato un nuovo spot per incrementare gli introiti. E cosa si usa per vendere hamburger e patatine? Donne seminude, ovviamente.

Il video è pubblicato anche su Repubblica tv, ecco la didascalia:

“Altro che Nike o Adidas. In vista dei Mondiali 2010 sul web spopola la pubblicità di Nando’s – famosa catena di rosticcerie sudafricana – che ironizza sugli stereotipi che caratterizzano il Sudafrica e condizionano i turisti. Come la credenza, appunto, che le donne africane girino sempre col seno scoperto. Lo spot ha per protagonista il comico sudafricano Chris Forrest.”

Lo spot avrà pure il suo lato ironico per carità, ma non mi sembra così divertente.  Non capisco bene, inoltre, questo stereotipo  per cui tutte le donne africane andrebbero in giro a bocce di  fuori. Ma poi che stereotipo è? Mi sembra una roba da colonialismo fine ‘800, da esploratore in sahariana che va all’avventura per  incontrare i Selvaggi.  Mah…

Senza dover sottolineare che ancora una volta il corpo femminile è impiegato per vendere  qualsiasi cosa.

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8 commenti leave one →
  1. 9 giugno 2010 11:00

    Beh come il fatto che in vista dei mondiali hanno fatto vedere come sono le donne tifose di tutti gli stati: tutte in bikini col colore del proprio stato. Ecco come sono le donne che si approcciano al calcio. E io ad esempio? Seguo il calcio da quando ho imparato a camminare, con mio padre ho passato le serate a vedermi le partite e i commenti successivi. Io, che ho sempre discusso tecnicamente e tatticamente ogni partita, ogni giocatore, io… dove sono io? Sono tra quelle donne che pretendono ancora rispetto e quindi sono lasciate in periferia, fuori dalla conoscenza collettiva. Il bello è che noi donne siamo le prime a spogliarci e le prime a dover manifestare senza muovere un dito.

  2. Walai permalink
    9 giugno 2010 11:31

    Perchè è vero. Esiste ancora questo stereotipo razzista. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale tutti si scambiavano cartoline sulle colonie africane con le donne a seno scoperto perchè tanto quelle erano animali, non era pornografia. Mentre una donna bianca a seno scoperto era uno scandalo, perchè era una donna vera, o meglio..un loro prodotto di consumo personale, mentre la donna da colonia era un pezzo di carne da violentare in quanto essere inferiore, primitiva.

  3. varvarapetrovna permalink*
    9 giugno 2010 12:02

    @ Elena: credo tu abbia ragione. Nel calcio le donne sono delle belle statuine servono allo show, quindi meglio se sono modelle in bikini. Non ho ben capito però cosa intendi quando dici che noi donne siamo le prime a spogliarci e a manifestare senza muovere un dito. Io non credo che il fatto che ci siano donne nude dovunque nei media sia veramente colpa delle donne. Al massimo credo che la colpa imputabile sia quella di non sottrarsi o non cercare di cambiare le cose. Noi siamo qui per questo!! 😉
    @ Walai: grazie per l’informazione, io francamente non lo immaginavo. Questo rende questo spot ancora più triste secondo me. è giusto ironizzare su uno stereotipo così triste e terribile, per pubblicizzare pollo fritto e patatine? E inoltre stanno veramente ironizzando sullo stereotipo quando non fanno altro che riproporlo per tutto lo spot? Credo che piuttosto sia una scusa bella e buona per mostrare ragazze seminude e vendere il prodotto.

  4. anna chiara permalink
    9 giugno 2010 12:34

    mi viene da dire: viva le tette nude! se fossimo un pò meno bacchettoni rispetto alla nudità, nessuno potrebbe usare il nudo per vendere…donne e uomini , spogliamoci di più e più spesso! detto questo 2 cose tirano nelle pubblicità : il sesso e l’ironia. nando’s ha fatto una pubblicità efficace, tutto qui.

  5. varvarapetrovna permalink*
    9 giugno 2010 13:39

    @ Anna Chiara: certo la pubblicità di Nando’s sarà sicuramente efficace, ma sempre e solo grazie all’impiego del corpo femminile o di parti di esso . Non so se si tratta di nudità e basta, qui si tratta di tette, il che è un po’ diverso. Come rilevi tu, infatti, si tratta di sesso e ironia. Ma in questo spot mi pare che più che l’ironia vinca solo il sesso. Inoltre è vero che nella pubblicità il sesso fa vendere, ma mi chiedo se sia questo l’unico modo per fare pubblicità efficaci e divertenti. Di sicuro mostrare una quarantina di tette in 40 secondi di spot è il mezzo più facile e immediato.

  6. paola permalink
    10 giugno 2010 01:09

    Scusate se ricordo un’ovvietà: anche a voler rimanere nella logica del “che cosa tira nella pubblicità” ma ci rendiamo conto o no che che si tratta di una imposizione di un “punto di vista” maschile, o se vogliamo di un “punto di vista” imposto culturalmente ai maschi, che viene gabellato come universale? Perché le tette di un’altra donna dovrebbero “tirare” una donna? E aggiungo, nemmeno nel caso che la donna sia lesbica, perché il “punto di vista” di una lesbica sulle tette di un’altra donna è sicuramente differente dal “punto di vista” maschile. I destinatari della pubblicità non sono un neutro universale uniformato alle sensibilità che si presumono proprie degli esseri umani maschi: e allora perché io, che sono una donna, dovrei essere raggiunta e convinta da una pubblicità pensata per i maschi? devo dedurne che pollo fritto e patatine sono generi di consumo esclusivamente maschili?

  7. varvarapetrovna permalink*
    10 giugno 2010 08:04

    @paola: sono perfettamente d’accordo con te. è probabile però che la pubblicità sia pensata proprio per il pubblico maschile, che in numero maggiore rispetto alle donne, sceglierà di andare in sudafrica a vedere il mondiale. Ciò non toglie che sia uno spot avvilente secondo me.

  8. paola permalink
    10 giugno 2010 12:55

    Giusto, in questo caso è proprio così: la pubblicità è mirata ad un pubblico maschile, quello previsto per i mondiali di calcio in Sudafrica, evento per cui il governo sudafricano ha per tempo allertato i controlli verso il traffico di esseri umani prontamente attivato anche da oltre confine: esseri umani di ambo i generi, spesso minori, destinati allo sfruttamento sessuale, per soddisfare ogni esigenza esotica dei danorosi turisti del calcio. Non sono in grado di citare le fonti della notizia, ma non sarà difficile reperirle. Ed e’ ovvio che la colpa non è del gioco del calcio…

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