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Le donne rom

9 giugno 2010

Qui si è parlato più volte di soggetti socialmente deboli dicendo che, anche se le distinzioni sono molte e reali, il punto è sempre quello: sono coloro i quali la società lascia soli e per i quali la politica non vuole trovare rimedio. Soggetti socialmente deboli sono donne, genitori single, omosessuali, lavoratori dipendenti, precari immigrati. E, ovviamente, zingari.

Penso, per esempio, alle famiglie mandate via dai campi con le ruspe e ai bambini a cui si volevano prendere le impronte digitali. (Un signore coi baffi aveva idee non troppo diverse, di quelle che sono dure a morire).

Riguardo al caso di Luca Cioffi (rapito a Nocera poche ore dopo il parto e poi ritrovato in casa di un’infermiera), ha ragione Gilioli: il titolo di molti giornali Caccia a due donne rom non aveva nulla di giornalistico.

Era ideologico, dato che per la Polizia i casi di minori scomparsi non hanno relazione con i rom. Era ingenuo, perché è ovvio che i rom non hanno il potere politico, organizzativo e militare per anche solo pensare a un’operazione del genere. Ed era falso, visto che la rapitrice del neonato era, guarda un po’, italianissima.

Ma la giostra del capro espiatorio non ha bisogno di altro che di ingenuità, ideologia e falsità per continuare a girare. E i soggetti socialmente deboli, o debolissimi – donne, rom, non proprietarie, non lavoratrici, non cittadine – sono un’ottima ed economica benzina.

P.S. I Punkreas.

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