Skip to content

Cioccolatino felice

14 giugno 2010

Qualche tempo fa abbiamo cominciato un progettino sulla genitorialità. Nel capitolo uno ci si chiedeva come mai il senso comune dominante nel nostro Paese pretende che possano avere figli solo le persone (a) eterosessuali, (b) fertili, (c) in coppia – mentre, al contrario, i fatti parlano chiaro: per essere bravi genitori ci vuole molto di più, molto altro, che essere eterosessuali-fertili-accoppiati. Queste caratteristiche assicurano la biologia – ma quando pensiamo alle condizioni ideali per i bambini pensiamo alla genitorialità nel senso più alto, il “prendersi cura di”. Quindi nel primo capitolo ci chiedevamo: perché mai le coppie omosessuali non possono nemmeno essere prese in considerazione per l’adozione? Ovviamente dovrebbero essere sottoposte alle stesse verifiche da parte del Tribunale e dei Servizi cui sono sottoposte le coppie eterosessuali, ci mancherebbe.

Lo dice l’articolo 6 della legge 184 del 1983 che l’adozione è permessa a chi è “idoneo ad educare, istruire ed in grado di mantenere” i bambini che intende adottare. Ma c’è un po’ di più:

«L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare».

È quel “uniti in matrimonio” che non convince. Perché? Siamo davvero così sicuri che gli omosessuali e i single non possano crescere bambini felici ed equilibrati?

Esempio. Nella foto Barack Obama con la sua mamma single, rimasta incinta ancora teenager di un suo compagno d’università. Se questa ragazza fosse stata italiana, se avesse avuto problemi di fertilità, e se si fosse presentata in tribunale per dichiarare disponibilità all’adozione, cosa si sarebbe sentita rispondere? Picche, ovviamente. Perché una persona sola, per legge, non è idonea a crescere un bambino – che sarebbe infelice, insicuro, incompleto e probabilmente votato a una vita di insuccessi.

Annunci
11 commenti leave one →
  1. 14 giugno 2010 18:55

    Per dare un contributo alla discussione. Un articolo che ho trovato e che mi trova pienamente d’accordo.
    Sarebbe ora che i luoghi comuni venissero sfatati una volta per tutte anche dal punto di vista scientifico.

    http://www.blitzquotidiano.it/societa/i-genitori-migliori-sono-le-coppie-di-lesbiche-417652/

  2. 14 giugno 2010 19:39

    Il motivo per cui in Italia ciò non è possibile è molto semplice, secondo me: Chiesa Cattolica.

    Il problema che si pone poi è: per quale oscuro motivo gli italiani ci tengono tanto a tenersela, la chiesa? Basti guardare l’ultimo sproloquio di D’Alema in merito…

  3. 14 giugno 2010 23:44

    Che Quagliarello abbia scritto un libro mi fa venire i brividi. L’ossequio di D’Alema per il potere è un classico, però secondo me è vero che se domani mense, oratori, asili e campi estivi della chiesa dovessero chiudere, sarebbe un disastro. Se con “elementi di coesione sociale” lui intende questo, io (purtroppo) mi trovo d’accordo.
    Quanto al fatto che due mamme se la cavino egregiamente, e meglio di molte coppie etero, dimostra che la pratica è dalla nostra.

    P.S. Ho trovato questo: http://friendfeed.com/isolavirtuale/b615bf62/capiremo-che-molto-e-stato-fatto-contro-la

  4. paola permalink
    15 giugno 2010 12:49

    Bell’esempio, e potrebbero moltiplicarsi, aggiungendo tutte quelle donne che da sempre hanno cresciuto figlie e figli da “single” in quanto… vedove. A loro nessuna legge intimava di risposarsi per garantire la figura genitoriale maschile e, comunque, mi sono sempre chiesta come si risolve la contraddizione giuridica esistente tra la facoltà che ha ogni donna di riprodursi con metodi naturali e allevare figlie e figli come e quando le pare senza contrarre matrimonio, e le leggi che le impediscono di adottare gli stessi figli e figlie se non è sposata, e con un uomo.

  5. anna chiara permalink
    15 giugno 2010 13:18

    @isarose e @chiaradinotte
    che coppie omosessuali possano essere genitori altrettanto “bravi” delle coppie etero mi sta benissimo (anche se il campionato del bravo genitore mi pare di per sè pericoloso, ognuno è il genitore imperfetto che è , per fortuna!!!) ma che siano “i migliori” o che “se la cavino anche meglio” mi pare offensivo verso chi omosessuale non è…il rispetto deve essere reciproco.

  6. 15 giugno 2010 13:49

    @ anna chiara: Non capisco perche’ ogni qual volta si citano dei risultati di studi scientifici ci sia sempre qualcuno che si offende. E si offende con chi riporta quei dati.
    Secondo me, la notizia dovrebbe servire come spunto per la discussione, per ampliare le conoscenze, e non per iniziare un dialogo conflittuale dove da una parte c’e’ chi si ritiene sminuito o danneggiato e chi sta dall’altra parte e’ qualcuno che si diverte ad offendere.
    Non ho fatto che riportare un articolo che riguarda uno studio eseguito dall’Universita’ di San Francisco e che ha testato il fenomeno dal 1986 in poi (un periodo abbastanza lungo).
    Non ha niente a che vedere con la morale, non era mia intenzione offendere ed e’ fuori luogo che qualcuno si senta sminuito per cio’ che e’ scritto nell’articolo. Se mai dovrebbero essere le lesbiche, che finora sono sempre state considerate inadeguate a crescere dei figli proprio perche’ proponevano un modello di famiglia (secondo alcuni) sbagliato se non additittura patologico, a sentirsi in qualche modo riconsiderate e rivalutate, quindi a trarne soddisfazione, non l’esterosessuale che si sente defraudato di un primato che credeva di possedere. Forse e’ questa perdita del primato che offende?

  7. anna chiara permalink
    15 giugno 2010 15:16

    @chiara di notte
    ho risposto a te perchè tu dichiari di “essere pienamente d’accordo”. la ricerca mi pare sciocca, perchè ripeto non mi sembra produttiva la classifica del “bravo genitore”…non è polemica, solo mi dispiace che ogni volta che si vuole rivendicare il sacrosanto diritto alla propria diversità, si senta il bisogno di sentirsi “migliori”, “di più” e “più bravi”, mettendosi così sullo stesso piano di chi considera “inferiori”, in base alle scelte sessuali.
    in ogni caso la ricerca è presentata male, ma questo è colpa dell’articolo originale, e secondo me risulta inefficace: piace a chi già pensa la pensa così, e non porta nessuno a cambiare opinione, che è , credo, il senso di un blog come questo.

  8. 15 giugno 2010 16:29

    @anna chiara
    Sono d’accordo con te, e ti ringrazio di averlo sottolineato, che sia controproducente creare la mela d’oro “al genitore più bravo” quando vogliamo solo offrire spunti di riflessione e discussione.
    Allora, si vuole verificare se le coppie lesbiche siano “idonee ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare”. Io credo che il punto sia statistico: e statisticamente può benissimo essere che coppie lesbiche riescano meglio di coppie etero (anche se con un senso di “meglio” da definire). Comunque, a naso, non ci vedrei nulla di strano: se l’amore di una mamma è tutto, l’amore di due, beh, dev’essere un’altra dimensione. Quindi le coppie lesbiche sono potenzialmente idonee a crescere bambini (e, come dice paola, sono idonee anche le vedove, i vedovi, le nonne, etc.) E forse alcune di queste combinazioni sono statisticamente preferibili a coppie etero. Concordo con chiara di notte nel dirlo ad alta voce – anche se credo sia controproducente farne una bandiera.
    Comunque per me il punto rimane uno solo e mi interessa la vostra opinione in merito: tira su bene un bambino chi lo ama e si prende cura di lui & e l’amore se ne frega di dna, genere, coppie, single e preferenze sessuali.

  9. 15 giugno 2010 19:25

    @ anna chiara: ho risposto a te perchè tu dichiari di “essere pienamente d’accordo”.

    Certo, ma essere pienamente d’accordo non significa offendere chi non e’ lesbica.
    Altrimenti ogni lesbica si dovrebbe offendere perche’ tu sei pienamente in disaccordo?
    Cio’ che ho voluto dire, postando quell’articolo – che ripeto riguarda uno studio che non ho fatto io, ma persone, credo, molto piu’ capaci di me – e’ che tuttora sussistono pregiudizi nei confronti delle coppie lesbiche su come non siano adatte ad educare dei figli (ricordo la solita tiritera sulla necessarieta’ della figura paterna che, come si vede, non e’ indispensabile); pregiudizi che alla fine dei conti non hanno motivo di esistere perche’ recenti studi affermano tutto il contrario.
    Bastava dire “io non sono d’accordo” spiegando il perche’, senza tirare fuori la volonta’ offensiva di chi ha proposto una notizia. Fra l’altro posso dirti che sono d’accordo non su basi teoriche, ma anche perche’ ho potuto valutarlo personalmente e lo valuto ogni giorno che passa.

  10. anna chiara permalink
    16 giugno 2010 13:20

    siamo d’accordo. la discriminante per essere in grado di crescere un figlio, proprio o altrui, è solo la capacità di prendersi cura. punto.
    sono in grado di crescere un figlio, o sono costretti a imparare a farlo: vedove e vedovi, separati, tutti quelli rimasti single per scelta o per forza. come me.
    confermo che una mamma, a volte, è più che sufficiente.
    so anche che una mamma e un papà erano quello che speravo per i miei figli.
    era quello che sperava mio figlio, maschio, oggi. forse quando saprà perchè suo padre non c’è sarà felice di quello che ha avuto, chissà.
    sono argomenti così dolorosi e delicati che mi pare sempre riduttivo giocare a chi è migliore…
    auguro a tutte le persone che si amano e sanno amare di trovare cuccioli a cui donare il loro tempo, ma ricordiamoci sempre che siamo bravi genitori quando sappiamo di sbagliare, perchè ogni nostra scelta ricadrà su qualcuno che non l’ha compiuta.

    • 16 giugno 2010 15:14

      Grazie anna chiara, mi piace quello che dici e come lo dici. Non oso dire nulla sulla tua situazione personale ma personalmente credo che una mamma sola, anche se con fatica, possa creare una famiglia felice. Chi dice che le famiglie monoparentali siano peggio… di che cosa poi? Certo, le aspettative dei figli c’erano, ci sono.
      Lo so che non si dovrebbe fare, ma cito un libro che non ho (ancora) letto perché mi pare che sintetizzi la nostra discussione, lasciando perdere la gara a chi-è-migliore-di-chi e valorizzando il benessere dei figli.

      “Obiezioni e resistenze si sgretolano sotto la mole di ricerche scientifiche che dimostrano come i bambini cresciuti in famiglie omosessuali siano mentalmente sani e socialmente integrati quanto quelli cresciuti in famiglie eterosessuali”.
      Chiara Lalli, ‘Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay’

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: