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Esercizio pieno

2 luglio 2010

Che ci crediate o no, in questo paese statico, ricattato, incastrato da blocchi di potere che recitano sempre la stessa parte e trattano sempre con le stesse persone, qualcosa si muove. Si denuncia che la marginalità culturale nella quale ci troviamo sprofondati la pagano, trasversalmente, soprattutto le donne. Siamo cittadine, siamo libere, siamo emancipate: sulla carta. Nella realtà, no. Nella realtà è un altro discorso.

«I possenti movimenti di emancipazione e liberazione femminili, che avevano espresso nel corso degli anni ‘60 e ‘70 cultura e forza politica, hanno portato alla conquista di ampi diritti di cittadinanza per le donne italiane, ma si sono bloccati nel passaggio all’esercizio pieno della decisione politica».

Estratto dal documento dell’associazione “Di Nuovo”, che il 2 luglio a Roma mette in scena “Libere“, atto unico di Cristina Comencini. Si parla di donne, oggi, in Italia. Questo il manifesto completo.

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