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Tanto valeva dire che è colpa del caldo

18 luglio 2010

Questo post arriva un po’ in ritardo, ma è necessario: è infatti di un paio di giorni fa l’articolo di Marcello Veneziani sul Giornale che ha scatenato tanta indignazione – ma non ancora abbastanza – tra le donne. Dico non ancora abbastanza perché nella situazione ideale si dovrebbe avere la decenza di non pensare nemmeno certe stupidaggini: e magari si trattasse soltanto di stupidaggini. Si tratta di affermazioni criminali, e Veneziani si fa portatore di un messaggio che, oltre ad essere banalmente sbagliato, è estremamente pericoloso perché sostanzialmente apologetico. Il suo articolo si commenterebbe da sé, ma mi interessa metterne in evidenza alcuni punti.

[C’è anche chi si occupa seriamente della questione, per fortuna. Noi lo sosteniamo: qui.]

Innanzi tutto, il Nostro si produce nell’elenco delle obiezioni alla teoria secondo la quale (riassumo all’osso) l’exploit di omicidi di donne di queste ultime settimane sarebbe da addebitare all’incapacità degli uomini di accettare l’emancipazione femminile. Al di là della spiegazione in sé, sulla quale si potrebbe discutere, divertono e indignano allo stesso tempo le geniali osservazioni dell’autore. Il femminismo e le sue conquiste non c’entrano per nulla, perché negli anni ’70 non c’erano tutti questi omicidi (ha fatto una ricerca?), eppure le rivendicazioni di quel movimento erano molto più sconcertanti e, soprattutto, attenzione attenzione, «molte di quelle rivendicazioni che all’epoca sconcertavano, sono diventate ormai orizzonte comune». No, scusi caro Veneziani, quali? La parità dei diritti, la libertà procreativa, l’aborto, la sessualità responsabile, la non discriminazione sul luogo del lavoro (questione maternità inclusa, ovviamente), l’equità nel trattamento economico di uomini e donne, la presenza sulla scena politica e in generale ai vertici, quale di queste rivendicazioni sarebbe orizzonte comune? Perché – saremo pure sbadate, impegnate come siamo a farci le unghie – ma noi non ce n’eravamo accorte.

Abbiamo poi una seconda obiezione; d’altra parte, pubblicando nell’ambito di certi ameni ambienti culturali, di certo questa non se la poteva far mancare. Insomma: non si dice «per ovvie ragioni ideologiche tipiche del politically correct», ma ammettiamolo, la responsabilità della «brutalizzazione dei rapporti» tra uomo e donna (ma allora c’è una brutalizzazione dei rapporti o no?!) è degli immigrati, che provengono da «mondi» (?!) nei quali i diritti delle donne non sono riconosciuti. Ma gli omicidi di questi giorni sono stati compiuti da italiani, direte voi. Eh no care, avete dimenticato un aspetto fondamentale: «la forza dell’emulazione non è da trascurare e non sono pochi i casi di violenze alle donne da parte di immigrati». Allora: a parte il fatto che Veneziani farebbe bene a leggere qualche statistica sulle violenze nei confronti delle donne (ma è un giornalista, non si capisce perché dovrebbe informarsi prima di parlare), non saprei proprio come definire questa, che non è un’argomentazione e dunque non può essere confutata, ma – lasciatemelo dire, dato che il politically correct, come ci insegna l’illustre, è cosa legata a ragioni ideologiche – una stronzata. L’affermazione di Veneziani non ha alcun fondamento di alcun genere. Gli sarà venuta in mente mentre beveva il caffè quella mattina. Gli italiani sarebbero buoni, di per sé, è che hanno un cattivo esempio.

Infine, la terza obiezione, che non è un’obiezione ma già l’esposizione della tesi, ci dice che l’uccisione di una donna da parte di un uomo non è l’affermazione di un predominio, ma piuttosto è segno del «terrore della solitudine» da parte dell’uomo che viene lasciato dalla sua donna. Qual è il meccanismo? Cito interamente il passo, perché ne vale la pena:

Il femminismo aggressivo ed espansivo dei nostri anni, unito alla regressione anche numerica dei maschi e perfino al destino genetico di scomparsa e di tramonto che viene copiosamente descritto attraverso quelle X e quelle Y inquietanti, ha intimidito i maschi li ha portati alla fuga, sulla difensiva, col timore di competere o in cerca di surrogati, come l’omosessualità o la transessualità. Ma li ha portati soprattutto a restar bambini, perché avvertono il peso della fragilità e della dipendenza. […]. Non è in discussione il ruolo della donna, ma al contrario, è una conseguenza del ruolo accresciuto della donna che produce questa dipendenza tossica fino al crimine, del bambino perduto.

Insomma, perché tutti questi uomini che ammazzano le donne? Per colpa delle donne, ovviamente: siamo noi, con il nostro femminismo aggressivo ed espansivo (ma espansivo de che?!), a metterli in difficoltà; e poi è una questione «numerica», perché gli uomini stanno diventando di meno: avranno paura che ce li mangiamo, quindi, nel dubbio, ci ammazzano. Non mi esprimo nemmeno sulla presunta ricerca di surrogati «come l’omosessualità o la transessualità», perché Veneziani mostra una tale ignoranza di ciò di cui sta parlando che dovrebbe semplicemente essere licenziato. Peccato che in questo Paese non si licenzino mai gli incapaci. Così come non si assumono i competenti. Ma questo è un altro discorso.

In sostanza, qual è il punto? Siamo all’apice signore e signori: «si è trattato forse di una rivolta degli schiavi, i maschi, a cui è stato tolto il pane della loro vita». Sarebbe anche divertente, se non fosse stato scritto veramente. Veneziani è maschilista, nonostante si diletti a scrivere che le rivendicazioni femminili sono ormai patrimonio condiviso. O, quanto meno, la metafora è sbagliata (ma allora che cambi lavoro). Si suppone che se gli schiavi scatenano una rivolta, siano dalla parte del giusto. Voglio dire, voi per chi simpatizzate, per i padroni o per gli schiavi? A rigor di logica, se svolgiamo la metafora, gli uomini si starebbero rivoltando giustamente contro la condizione nella quale sono tenuti dai loro padroni, ossia le donne. La grave condizione di sottomissione dell’uomo nella società italiana, d’altra parte, è sotto gli occhi di tutti. Per carità, spesso si ammazzano dopo aver ammazzato le donne, perché «non si sopporta l’idea del carcere e del vituperio generale» (vituperio?! Hai ucciso tua moglie perché ti ha lasciato? Brutto!). Ma in fondo hanno ragione, poverini: il problema è che la donna comanda, e se lascia il suo uomo costui soffre talmente tanto che non può che ammazzarla. A voi verrebbe forse in mente di fare qualcosa di diverso, se foste lasciati?

«Perché mi hai abbandonato? È il grido che risuona nelle metropoli, nelle periferie e nei paesi e qui parlano ancora di maschilismo». Ha ragione, Veneziani: le violenze contro le donne non hanno per nulla a che vedere con il fatto che le donne siano considerate degli oggetti decorativi, delle puttane o delle macchine da riproduzione. Non hanno nulla a che vedere con il fatto che il loro corpo sia usato per vendere cose. Non hanno nulla a che vedere con il fatto che siano relegate ai margini della società. E non hanno nulla a che vedere con gente come te che finisce sempre per giustificarle, in qualche modo.

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27 commenti leave one →
  1. nanni pepino permalink
    18 luglio 2010 04:42

    signorine…. “pensare fa male lo so”. Nulla di giustificazionismo, ma pensare che in qualcosa c’entrate? il femminismo serio era tutt’altra cosa….quello attuale è la brutta caricatura del vittimismo irresponsabile, anche un po’tanto razzista! ESPANSIVO DI UN MAMMISMO ESASPERATO che fotte uomini e donnr! Vi chiede mai come educate figlie e figli? Ri consiglierei una attenta rilettura di “Dalla parte delle Bambine”

  2. sauerophelia permalink
    18 luglio 2010 11:20

    Caro Nanni, ti ringrazio per il commento ma non mi è chiaro quello che vuoi dire. In che senso «in qualcosa c’entrate?»? Intendi con i delitti nei confronti delle donne?
    E in che senso il femminismo attuale è una caricatura del «vittimismo irresponsabile»? Ma soprattutto, perché razzista? Mi sembra di aver scritto esattamente il contrario criticando Veneziani, ma forse non hai colto il tono sarcastico.
    Lo stesso vale per il «mammismo esasperato»: di chi nei confronti di chi?
    Infine, personalmente di figli non ne ho ancora, ma a come si debbano educare i figli ci si pensa molto qui, ed è un aspetto fondamentale – su questo hai ragione – perché come diceva la Martini, gli uomini son figli delle donne. Bisogna cambiare gli uomini e per farlo bisogna cambiare le donne, concordo con te. Ma siamo sicuri che sia proprio, sempre, colpa del femminismo quando qualcosa non va? Esempio: un marito ammazza la moglie che l’ha lasciato. La prima spiegazione che cerchiamo e la prima responsabilità che attribuiamo riguarda il femminismo, sua madre, sua moglie o lui? Mi sembra importante esser chiari su questo punto.

  3. nanni pepino permalink
    18 luglio 2010 11:34

    Il femminismo, quello vero, ha solo dei meriti! ha liberato anche noi “maschietti” dall’ingessatura di ruoli rigidi ed astorici! ha cambiato,x chi l’à voluto, in meglio,i rapporti con le nosrtre(non è possessivo!) compagne, figlie e madri. Quando chiunque ammazza chiunque è colpevole, punto e basta. Ma le responsabilità sono, almeno, relazionali. Vale per tutti i rapporti intimi!il punto è che ora sta prendendo piede uno pseudo-femminismo,a-storico,che fa, a priori la donna vittima ed il maschio trucido!
    Non credo che su certe strade radical-non-chic si possa fare passi avanti nella sanguinosa guerra fra i sessi. x chiarire meglio, se ti\vi va “Dal dolore alla violenza”su you tube, scritto a quattro mani con la (mia)compagna. da quando si aveva 16 anni, con corsi e ricorsi!

  4. paola permalink
    18 luglio 2010 12:39

    Bellissimo post, anche se fa disperare il dover constatare che cosa si può pubblicare oggi su un giornale quotidiano iataliano. Per i commenti sulle responsabilità relazionali chi viene ammazzat*, anzi ammazzata, attendo chiarimenti.

    • sauerophelia permalink
      18 luglio 2010 12:57

      Grazie Paola, vedo ora che abbiamo scritto la stessa cosa, nello stesso momento. Sono piuttosto curiosa anch’io.

  5. sauerophelia permalink
    18 luglio 2010 12:48

    Affermare che le responsabilità sono relazionali quando si sta parlando di omicidio e violenze è, a mio avviso, non soltanto scorretto, ma inaccettabile. Possiamo certamente riflettere, dal punto di vista antropologico e psicologico, su quali siano le cause che portano alla violenza sulle donne, ma affermare che queste siano in fondo corresponsabili significa pensare che tale violenza possa essere in qualche modo giustificata.
    E non capisco, francamente, dove tu veda questo «pseudo-femminismo, a-storico,che fa, a priori la donna vittima ed il maschio trucido». A-storica, piuttosto, mi sembra la tua visione del femminismo attuale, così come a priori mi sembra essere il giudizio che ne dai. E qui di guerra dei sessi non si è mai parlato. Si parla di rivendicazione di diritti, di violenze sulle donne (e in questo caso chi sia la vittima non è in dubbio, a meno che non vogliamo tornare al «te la sei cercata»), di sessualità responsabile, di supporto alla maternità, e via di seguito. Non capisco dove tu veda il vittimismo.

    • Cecilia permalink
      18 luglio 2010 15:19

      Nanni Pepino, se non ho capito male, è uno psicoterapeuta molto vicino al giro e se non ho capito male, un sostenitore della PAS. Dunque non mi sorprende che abbia risposto in questo modo.
      In ogni caso..bel post che condivido in pieno.
      Cecilia

  6. Paola permalink
    18 luglio 2010 15:13

    I commenti fin qui letti riportano, secondo me, ad una domanda che mi pongo anch’io.

    Dinanzi al dilagare di così inafferate violenze sulle donne, ma le femministe, o quelle che si dichiarano tali, dove sono? cosa hanno detto? o scritto? Il femminismo non ha colore quando siamo spettatrici di simili delitti…

    Mi rivolgo soprattutto a coloro le quali sono impegnate politicamente nei vari ministeri, come quello delle Pari Opportunità, che di pari ha soltanto la voce opportunità!!! e mi fermo qui.

    Un tempo si scendeva in piazza, oggi scriviamo, ma la nostra voce rimane inascoltata forse perché si è stufi della solita “querelle”.

  7. nanni pepino permalink
    18 luglio 2010 16:23

    non gentile cecilia, minuscolo, non ho nulla a che fare con “papà separati”! sono solo un uomo pensante! che si occupa attivamente, da volontario, di donne, bimbi, uomini, abusati!
    Mi spiace deluderla, non rientro nei suoi schemi!
    i vostri post sono la prova provata dell’impossibilità, con certe donne, per fortuna non maggioritarie,dell’impossibilità del dialogo!

    • Cecilia permalink
      18 luglio 2010 16:30

      Caro Nanni,
      se non erro avevo precisato: . Mi fa piacere che lei si occupi di tutto ciò. In bocca al lupo per la sua “missione”.
      Cordialmente
      Cecilia

      • Cecilia permalink
        18 luglio 2010 16:40

        avevo precisato: se non ho capito male

    • sauerophelia permalink
      18 luglio 2010 18:47

      Caro Nanni, ma per quale motivo il dialogo sarebbe impossibile? Questo blog mi sembra essere la prova del contrario. A questo proposito, non mi ha più risposto alla replica che le ho lasciato.

      @Cecilia: grazie!

      • nanni pepino permalink
        18 luglio 2010 18:59

        Mi appello al 5°emendamento, discutere per me non è prendersi a pesci in faccia!raggiungibile da chi vuole confrontarsi,il mio profilo, in chiaro per tutti, dà le “indicazioni x l’uso!

  8. nanni pepino permalink
    18 luglio 2010 17:14

    evito di commentare! cecilia si commenta da sola!

  9. paola permalink
    18 luglio 2010 18:12

    Ok Cecilia, indipendentemente dalle “appartenenze” di chi scrive, sono d’accordo che ciò che si scrive si commenta da solo, infatti 😉

  10. sauerophelia permalink
    18 luglio 2010 19:39

    Peccato Nanni: abbiamo perso un’occasione di confronto. Non mi sembrava, tra l’altro, di averla presa a pesci in faccia, ma soltanto di averle chiesto delle delucidazioni, dal momento che lei aveva commentato al mio post… pazienza!

    • nanni pepino permalink
      18 luglio 2010 19:48

      se gli incontri sono validi e le persone in buonafede, ci si reincontra sempre 🙂
      purtroppo nei blog è difficile separare il grano dal loglio!limiti e grandezze del Web!

  11. anna chiara permalink
    20 luglio 2010 09:53

    @ nanni pepino
    al di là della sua “pro-vocazione”, ho ascoltato con attenzione “dal dolore alla violenza” e lo ritengo una lettura di grande equilibrio.
    personalmente raccolgo l’invito ad una analisi più approfondita delle relazioni, senza cadere nella trappola della guerra tra i sessi.
    resta il problema aperto di quelle persone che non sono in grado di ragionare su sè stesse o sul partner in maniera equilibrata, e purtroppo se la patologia è grave ci scappa il morto.
    è anche vero che il morto è quasi sempre una lei. è vero anche ciò che lei dice su altri tipi di violenza, ma in questi casi una soluzione c’è, magari alla lunga, di fronte alla morte no.
    ed è questo credo che scatena forti reazioni da parte di chi si sente in dovere di difendere le donne, in questo caso il soggetto più debole…
    grazie

  12. anna chiara permalink
    20 luglio 2010 13:32

    l’articolo di veneziani non è del tutto sbagliato…
    concordo sulla critica ad alcuni passaggi ( l’emulazione dello straniero e la scomparsa dell’uomo) ma ha ragione, non è il maschilismo il problema, ma l’infantilismo. ed è anche vero che sono uomini dipendenti, non uomini forti, quelli che arrivano ad uccidere.
    la società del desiderio e l’incapacità di reggere alle frustrazioni sono ottimi stimoli per la riflessione.
    questo non significa che il femminismo abbia alcuna colpa, ma forse interrogarsi sul ruolo delle donne per “crescere insieme” nelle famiglie, nelle coppie , nella società è importante.

  13. nanni pepino permalink
    20 luglio 2010 14:09

    Grazie Anna Chiara! credo che il confronto Donna \Uomo – Femmina\Maschio sia un dovere verso le nostre figlie\i nostri figli, oltre che ovviamente noi stessi. ogni spiraglio di confronto mi apre il cuore e la mente. Ogni irrigidimento preconcetto mi… torce le budella.Grazie ancora per l acorretta attenzione!P.S. se la “patologia è grave”, la guerra di genere è solo il pentagramma su cui suona un’orchestra “scordata”!

  14. Claudio permalink
    24 agosto 2010 08:27

    La nostra sauerophelia ha colto subito la palla al balzo per sparare a zero sugli uomini, che altro non sono che dei biechi dittatori che hanno paura della parità, chissà cosa pensa la nostra sauerophelia delle donne che ammazzano i figli perché “depresse” (mi posso immaginare chi sarebbe la “vera” vittima ed il “vero” colpevole), chissà, quando si parla di violenza cosa pensa delle tante badanti che pestano di botte gli anziani, o delle maestre d’asilo che pestano i bambini, eh già ma la violenza è maschile.
    Chissà cosa pensa la nostra sauerophelia del fatto che è stato aperto anche un centro di accoglienza per uomini maltrattati (http://www.centrostudi-ancoragenitori.it/gender-question/sportello-per-i-maltrattamenti-contro-gli-uomini-aperto-a-milano.html).
    Chissà cosa pensa la nostra sauerophelia quando vedrà queste due pagine
    http://violenza-donne.blogspot.com/2006/12/uxoricidi.html
    http://violenza-donne.blogspot.com/2006/12/violenza-domestica.html
    dove vengono elencati tanti episodi che vedono le donne “protagoniste”
    Chissà se la nostra sauerophelia ha mai saputo che non poche volte sono le donne ad alzare le mani per prima o a lanciare oggetti durante le discussioni, chissà se alla nostra sauerophelia è mai venuto in mente che è molto più imbarazzante denunciare per un uomo che subisce da una donna.
    Chissà se la nostra sauerophelia ha mai notato che tanti uomini violenti, irresponsabili e chi più ne ha più ne metta, non di rado hanno tante donne che gli vanno di dietro (anche quando si vede lontano 1 km che sono gente poco raccomandabile), e che tanti uomini assolutamente affidabili, fedeli e responsabili hanno le maggiori difficoltà a trovare una compagna, e che sono spesso presi in giro, scherniti, e trattati come pezze da piedi.
    Vogliamo fare un’analisi? E facciamola, ma facciamola A TRECENTOSESSANTA GRADI, dove verrebbe fuori che il “diavolo” non è poi così brutto e l'”angelo” non è poi così bello, ma dubito che questo sia il tuo obiettivo, e non credo di essere l’unico ad essersene accorto

  15. Claudio permalink
    24 agosto 2010 11:03

    E figuriamoci se ci si lasciava sfuggire l’occasione per fare il processo agli uomini, questi esseri biechi ed ottusi che hanno così paura delle donne, della loro intelligenza e della loro indipendenza. Poi ci spieghi quale scoperta scientifica ufficiale ha stabilito che dietro un omicidio si nasconde il senso di inferiorità dell’uomo di fronte al “femminismo”

    Chissà se la nostra sauerophelia si è accorta che ci sono molte donne che uccidono i figli perché “depresse” (chissà se un padre uccidesse i figli perché “depresso” cosa si direbbe?)

    Chissà se la nostra sauerophelia si è accorta che esistono sempre più numerose badanti che pestano di botte gli anziani, o delle maestre d’asilo che pestano i bambini

    Chissà se la nostra sauerophelia ha mai visto questi link dove si elencano episodi di omicidi e violenza domestica con donne “protagoniste”
    http://violenza-donne.blogspot.com/2006/12/uxoricidi.html
    http://violenza-donne.blogspot.com/2006/12/violenza-domestica.html
    (per la cronaca ci sono anche link riguardanti lo stalking, le false accuse strumentali, il bullismo al femminile e gli infanticidi)

    Chissà se la nostra sauerophelia ha mai visto questo video dove Sarah Viola, una donna (maschilista anche lei?) psicologa, consulente di tribunali parla di come vengono trattati tanti uomini, http://www.youtube.com/watch?v=zLmf2Lyhpv8

    Chissà se la nostra sauerophelia ha mai visto che tanti uomini violenti, o, comunque, assolutamente non raccomandabili, hanno molte donne che gli vanno didietro senza essere state obbligate, anche quando si vede lontano 1 km che sono persone assolutamente da evitare.

    Chissà se la nostra sauerophelia si è mai accorta di quei tanti uomini affidabili, seri, fedeli e responsabili che sono stati cornificati, dileggiati, scherniti, presi in giro e trattati come pezze da piedi da donne, e che questo tio di uomini ha molte più difficoltà a trovare una donna, sicuramente molte di meno di quelli che invece hanno meno scrupoli

    Vogliamo fare un’analisi? Vogliamo fare un confronto? Vogliamo fare un bel dialogo? Facciamolo, MA FACCIAMO SERIAMENTE A 360° vedrai quante cose che non sai (o fai finta di non sapere) scoprirai, vedrai che l'”angelo” non sempre è così bello e che il “demonio” non sempre è così malvagio. Certo, bisogna vedere SE E’ QUESTO il tuo VERO obiettivo

  16. Marco permalink
    18 settembre 2010 12:04

    M questo è pazzo!!!!!!

    • Claudio permalink
      18 settembre 2010 12:31

      Se ti stai riferendo a me ti sbagli di grosso, io ho portato dei dati e dei numeri

      • Marco permalink
        20 settembre 2010 10:44

        Credo che tu abbia semplicemente tanto,TROPPO,odio. Trapela in ogni tuo messaggio! Non veicolare i tuoi giudizi esclusivamente in base alle tue esperienze.
        Buona fortuna!

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  1. Cowboy e indiane « femminileplurale

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