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Il maschilismo è conformismo

11 agosto 2010

Ci sono molti pregiudizi, molto comuni, che circolano attorno alle donne e al loro ruolo nella società. Sono talmente comuni, che è l’aria che respiriamo tutti i giorni. È l’atmosfera sociale dell’Italia 2010. Come tutti i pregiudizi, non è necessario che si sia coscienti di averli, per averli effettivamente. Anzi, può essere molto utile credere di non esserne affetti.

Una persona può essere perfettamente, pienamente razzista senza avere una struttura concettuale articolata che teorizzi la superiorità della propria razza. In fondo, per essere razzisti basta vedere una persona di colore e  immediatamente pensare che avrà fatto qualcosa di sbagliato, di illegale, di immorale. O semplicemente di sporco. Per essere razzisti, non è necessario pensare di esserlo. La falsa percezione di non avere un pregiudizio, quando in realtà lo si ha eccome, è auto-assolutoria e, in fondo, favorevole all’espressione del pregiudizio stesso. “Io non sono razzista, però…“. Chiamiamolo razzismo soft. Non è necessario tatuarsi una svastica per assorbire a pieno questo razzismo dall’ambiente. L’atmosfera sociale razzista ci raggiunge e ci contagia: viene dai parenti, dagli amici, dai tg, dalle chiacchiere normali che fanno persone normali. Che credono di avere idee perfettamente normali.

Il maschilismo soft è un pregiudizio di natura molto simile, che agisce secondo la stessa logica. Non è necessario essere consapevoli di avere pregiudizi contro le donne, per averli effettivamene. Si tratta di una clima culturale conformistico. Così gli immigrati sono “negri non hanno voglia di lavorare“. Le donne che non scelgono la strada della famiglia, della rinuncia lavorativa, della sottomissione al marito, sono “puttane” o “snaturate“.

Il maschilismo soft è l’idea che le donne abbiano (o debbano avere) un ruolo predefinito che non scelgono da sé ma che viene scelto per loro dall’ambiente circostante. Che cosa include questo ruolo predefinito? Per esempio, che le donne debbano per forza sposarsi, accasarsi e figliare. Che non è necessario che si preoccupino della propria indipendenza economica. Che tette e culi in tv siano uno spettacolo rilassante e divertente. Che gli uomini siano naturalmente più adatti a ricoprire ruoli di comando. Che una donna che diventa madre sia destinata dalla natura stessa a rinunciare al proprio lavoro. Che gli uomini che perseguitano e uccidono, in fondo, siano stati provocati.

Il maschilismo soft è un pensiero violento che si autointerpreta come un pensiero innocuo. In effetti non stupisce che, prima del bollettino di guerra, ci siano le condizioni culturali che lo rendono possibile.

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18 commenti leave one →
  1. nanni pepino permalink
    11 agosto 2010 19:53

    Concordo su tutto ma…….. anche l’androfobia soft è altrettanto esiziale!

  2. antigonexxx permalink*
    12 agosto 2010 09:39

    L’identificazione di maschilismo e conformismo mi sembra davvero azzeccata. In effetti non c’è solo il maschilismo violento e apertamente aggressivo nei confronti delle donne, quello che tutti condannano apertamente e senza remore. C’è anche quello che tu definisci un maschilismo soft. La “scoperta” di esso, l’aver individuato che molto spesso è tra le righe dei discorsi della gente che occorre leggere il loro pensiero, permette di spiegare un sacco di cose. Come ad esempio il fatto che quando, discutendo tra amici, si inizia a discutere del problema della violenza sulle donne, la maggior parte degli uomini resta stupita e o non sa di cosa si stia parlando (ma perchè c’è un problema di violenza sulle donne?) oppure la considera un fatto dato, sul quale non si possa agire o nei confronti del quale la donna ha più di qualche responsabilità.

  3. 12 agosto 2010 09:53

    invece…quando si parla di alienazione dei figli, guando si parla di figli usati daslle madri contro i padri….tutte le donne riconoscono che sono problemi seri……(sic!)
    Consiglierei i due begli articol su R2 di Repubblica( merc 11 agosto)di Anais Ginori e MassimoAmmaniti.
    Riconmoscere un problema serio non vuo dire negare l’altra faccia della medaglia! Habbiamo uonini e donne avuto una Madre ed un Padre!

  4. 12 agosto 2010 20:00

    re-fuso! :-)))))

  5. sauerophelia permalink
    13 agosto 2010 19:34

    Concordo sull’analisi, ma ho qualche problema con il SOFT, a meno che non si riferisca soltanto all’espressione pubblica di questo tipo di maschilismo. Perché, per tutto il resto, a me sembra che si tratti della stessa struttura sociale e culturale nel quale siamo immersi tutti, e che sia anche una struttura particolarmente impositiva e violenta.
    E, più che di conformismo, parlerei di complicità (cosciente o meno che sia). Altrimenti si rischia di banalizzare o rendere innocuo quello che è un contributo attivo al mantenimento della struttura di cui sopra. Chi inizia un discorso – o agisce in modo analogo – con «Io non sono maschilista (o razzista), però…» solitamente è il peggiore dei maschilisti (o dei razzisti), aggravato per di più dal finto politically correct per cui “fa brutto” essere razzisti, ma in fondo si pensa di essere giustificati dal comportamento dei “negri” o dal ruolo storico o dalle cattive azioni delle “femmine”.

  6. Giuseppe permalink
    15 agosto 2010 18:28

    Ciao, ogni tanto faccio un salto da queste parti a dire la mia, di solito discordante dalla vs opinione, tant’è che d’ora in avanti vedendo il mio nome potrete subito pensare che io sia un maschilista creando su di me un pregiudizio!

    Ma io non mi reputo un maschilista…..semmai un pò misogino!^^….è una battuta, x oggi non ve la spiego!!!O_o

    A parte gli scherzi, secondo me siete rimaste un pò “indietro” nel leggere la realtà che vi/ci circonda.

    Dove lavoro io è un posto in cui si ha a che fare con tante donne e non ho mai avuto l’impressione che ci sia un maschilismo come voi lo descrivete; nel senso che non si ritiene che le donne nn siano in grado di svolgere i loro compiti al pari degli uomini, e inoltre ci sono anche diverse “cape”.

    Semmai quando si “attacca bottone” con qualche collega donna è tutto un fioccare di battute sessiste e a doppio senso che, vi assicuro, non provocano nessuna reazione sdegnata, anzi ci fanno su pure le risatine…divento io rosso al posto loro, e la mattina quando si arrvia a lavoro a malapena mi salutano magari perchè non hanno con me la confidenza che hanno con colleghi più “audaci”.

    Eppure stando a come la raccontate voi, dovrei essere io quello circondato dalle donne!!!

    Invece no, ed è da questo modo di comportarsi, dal non esigere il rispetto, che si creano i pregiudizi di cui tanto lamentate: che le donne sono tutte sciaquette sgallettate perchè per tali si comportano.

    Vogliamo poi aprire il discorso sulla mercificazione del corpo femminile??? Non lo apriamo per ora và, se no usciamo fuori argomento e mettiamo troppa carne al fuoco.

    Io penso che il peccato originale del femminismo sia che ogni rivendicazione, giusta e sacrosanta che sia, è sempre e comunque preposta a qualcosa che l’uomo deve concedervi, invece di essere voi donne a prendere coscienza dei diritti e del rispetto che vi è dovuto.

    Ma insomma, preferite tentare di cambiare come l’uomo vive la sua sessualità, ovvero sbavando su ogni donna nuda che vede in tv (come, lo ammetto, faccio pure io e nn voglio rinunciarci!!!), piuttosto che fare un discorso “tra di voi” e considerarvi, voi per prime, più di un bel sedere o di una casalinga o di una velina.

    Bye

  7. anna chiara permalink
    17 agosto 2010 14:33

    @ nanni
    molto interessante l’articolo, di fatto conferma questo post.

    sono infatti le donne che devono destreggiarsi tra casa e lavoro, trovare un nuovo modo di essere anche madri, o di non esserlo, visto che i modelli proposti dalla società sono “la madre Perfetta” e la “crocerossina”
    il primo porta quasi sempre a grandi rinunce lavorative, il secondo aumenta drammaticamente la possibilità di una morte violenta.

    e non lo dico da femminista, ma per esperienza: le rinunce e/o salti mortali che vedo fare a tante donne li ho visti fare molto più raramente da uomini. è un fatto.

    forse basterebbe riconoscere questo per ridare dignità a quelle che per anni subiscono un vero e proprio sfruttamento legalizzato.
    se poi in sede di separazione la gente si cava gli occhi (e ci vanno di mezzo i figli) non sarà anche per questo??

  8. anna chiara permalink
    17 agosto 2010 14:37

    p.s. dimenticavo un altro fondamentale modello a cui noi donne possiamo fare riferimento: escort e veline…
    😉

  9. paola permalink
    17 agosto 2010 23:47

    Un po’ di storia per Giuseppe: 1) il femminismo è, appunto, la “presa di coscienza, da parte delle donne, dei diritti e del rispetto che è loro dovuto”, dagli uomini, intendendo con rispetto il riconoscimento del loro diritto all’ autodeterminazione. 2) per conseguire questo risultato le femministe hanno ben presto preso coscienza della necessità di “fare un discorso tra loro”, e lo hanno fatto. 3) Il fatto che le tue colleghe, o alcune di loro, mostrino di compiacersi delle battutine sessiste, a doppio senso etc, tali da farti arrossire, non è che la dimostrazione di quanti passi indietro abbia fatto la diffusione dell’autoconsapevolezza tra le donne, italiane, e la rimonta dell’introiezione, da parte delle donne, italiane, della visione maschilista del mondo. Scusami per la sintesi imposta dal formato blog, se ti interessa un po’ di bibliografia, possiamo indicartela. Grazie per l’attenzione.

    • 18 agosto 2010 12:51

      Cara Paola grazie x il ripasso, d’ accordissimo sui punti 1 e sopratutto 3, quest’ultimo una sintesi di quello che ho scritto io…credo adesso tocchi a voi ripassare il punto 2.
      Ciao

  10. paola permalink
    19 agosto 2010 14:23

    @Giuseppe: Per il punto 2): mi riferivo a quanto esperito dalle donne dei movimenti femministi di qualche decennio fa, quando si praticava il parlare tra donne, esperienza produttiva di nuove acquisizioni e a sua volta sostenuta da nuove riflessioni. In un circolo virtuoso che manteneva la comunicazione con il resto della società. Comunicazione che si è però interrotta, a mia memoria intorno alla metà degli anni ’80: per sopravvenuta incapacità delle donne pensanti di comunicare? per aver scelto temi di riflessione che le allontanavano da una diretta traduzione socio-politica di quei temi? per mutato contesto storico-culturale che allontanava le altre donne dagli interessi che avrebbero dovuto essere anche i loro? per inadeguatezza rispetto alle nuove strategie mediatiche che avrebbero formato il panorama culturale italiano di massa? Questa situazione di fatto è stata spesso imputata alle femministe, accusate di pensare in modo troppo astruso e di parlare troppo tra loro, trascurando di parlare alle altre. Dunque, il problema non è la necessità che le donne consapevoli della propria condizione parlino tra loro, cosa che hanno fatto abbondantemente, ma che in questo discorso vengano coinvolte le donne che consapevoli non sono della loro perdurante condizione di minorità, e che credono di essere libere e indipendenti. Libere di farsi il capo, come diceva quella pubblicità. Ti sembra facile come compito? Quello di parlare a donne che pensano che “femminista” sia un insulto? Che sculettare in televisione sia la massima aspirazione? Oppure che pensano che quelle che sculettano in televisione siano delle esibizioniste opportuniste, invece che delle poverette indottrinate dalla cultura di massa che hanno subito? a me no. E non saprei da dove cominciare, anche se tento di farlo. Dacci tempo. E se hai degli amici, cominciate a parlare di voi tra voi, sarà il modo migliore per contribuire. Grazie.

  11. 21 agosto 2010 10:32

    veramente ben fatto l’articolo, come sempre…
    A proposito di conformismo io sul mio blog ho posto l’attenzione sul porno al femminile come una vera e propria rivoluzione per abolire alcuni clichés maschilisti dilanti anche nel mondo dell’eros, mi piacerebbe una vostra opinione in proposito.

    Erika Lust e il porno al femminile, la rvoluzione dell eros?

  12. Claudio permalink
    21 agosto 2010 12:44

    Brave, gli uomini sono tutti uguali e i pregiudizi li hanno solo loro.
    Le donne invece sono tutte sante

  13. Claudio permalink
    21 agosto 2010 12:45

    Se gli uomini fossero intelligenti dovrebbero andare TUTTI a chiedere scusa a tutte le donne, ma purtroppo sono quello che sono e non lo faranno mai

    • 22 agosto 2010 15:54

      Claudio, se fai un po’ di attenzione noterai che né in questo post né in nessun altro di questo blog si accusano mai gli uomini in quanto tali. Muovere accuse a un intero genere sessuale (“tutti gli uomini pensano questo” oppure “tutti gli uomini fanno quest’altro”) sarebbe miope e sciocco, così come lo sono affermazioni del tipo “tutte le donne…”.
      In questo post in particolare accuso, sì: ma non gli uomini in quanto tali (che tu invece vorresti difendere in quanto tali? anche questo è parecchio discutibile) ma sollevo il problema di un “clima culturale” maschilista.

      • Claudio permalink
        22 agosto 2010 18:27

        Ma perché? Non siete d’accordo che gli uomini non solo servono a nulla ma sono addirittura dannosi? Ma è talmente evidente:
        1) Si mettono con le donne solo per dominarle, stuprarle e sottometterle
        2) Sui posti di lavoro discriminano le donne
        3) A scuola sono dei somari
        4) A casa se ne fregano dei figli e delle faccende domestiche
        5) Quando vengono lasciati o picchiano la ex o la uccidono
        6) Pensano solo ad una cosa
        7) Le guerre le hanno sempre fatte e proposte gli uomini
        8) Vogliono posizioni di privilegio nei confronti delle donne
        9) Hanno paura dell’intelligenza delle donne perché temono di perdere il dominio

        Vorreste forse negare quello che ho scritto?

        Le donne cos’hanno mai fatto agli uomini? Niente ed allora:
        1) Le donne sono più buone degli uomini
        2) Gli uomini dovrebbero solo chiedere scusa a tutte le donne per tutte le malefatte che hanno fatto e continuano a fare

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