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Qualcuno sa spiegarmi perché

30 agosto 2010

500 ragazze (hostess), sono state assoldate (in realtà con miseri compensi) per presenziare ad un discorso di Gheddafi?

Ieri sera ho letto la notizia su Repubblica.it e non trovandone alcuna motivazione ho dato un’occhiata alle diverse testate italiane ma non ho trovato nulla. Nessuno che fornisse uno straccio di giustificazione. Nessuno si è chiesto il perchè di tale situazione. Nessuno che si scandalizza per la ragione implicita sottesa a questo evento.

Ci sono due fatti davvero gravi. Uno riguarda l’atteggiamento del governo italiano quando si tratta di compiacere un dittatore che oramai considera l’Italia come porto franco per i suoi affari economici. Ma l’Italia viene considerata come spazio libero anche in un altro senso. Spazio nel quale è lecito richiedere al proprio arrivo l’accoglienza di cinquecento ragazze. Spazio nel quale il potere politico si impegna ad agire come un magnaccia per compiacere i propri partner commerciali. Ma non solo. È anche lo spazio in cui si trovano con una certa facilità cinquecento ragazze disposte, per soli settanta euro, a questa forma di prostituzione-soft. Di chi è la colpa? Di chi ci governa? Di chi accondiscende ad una tale mentalità? Del potere politico maschile o di quella parte di società femminile che accetta, per un po’ di visibilità, di trasformarsi in puro ornamento? Il problema forse è che tali situazioni non si dovrebbero creare. Ciò comporterebbe una trasformazione globale del modo di intendere non solo la donna, ma anche il lavoro e infine  la politica stessa. Prestarsi a simili “lavori” dovrebbe essere qualcosa di socialmente condannato, richiedere simili prestazioni pure. Questo forse il modo per uscire da una situazione in cui percepire l’uso del corpo della donna come ornamento politico è recepito come normalità. La donna-ornamento è una delle tante variazioni sul tema donna-oggetto (tra le quali compaiono anche la donna-status-symbol, la donna-incubatrice, la donna-sex toy). La donna-ornamento (capace di un movimento virtuoso dai calendari alla vita reale), ecco il ruolo politico che ci spetta e che ci aspetta se stiamo ferme a guardare. Qui un interessante articolo sulla vicenda (grazie a Lucrezia per avercelo segnalato).

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12 commenti leave one →
  1. Federico permalink
    30 agosto 2010 14:57

    Nessuno ha obbligato quelle ragazze ad accettare quell’incarico.
    Per la stessa cifra, c’è la possibilità di fare la Baby Sitter, le pulizie, e così via
    poi ci sono i corsi da operaio specializzato, tecnico informatico…

    Se fanno quel lavoro, è perchè vogliono fare quel lavoro.

    • antigonexxx permalink*
      30 agosto 2010 15:35

      @Federico: Il punto è proprio questo, ovvero perchè queste ragazze anzichè fare le baby sitter accettano di prestarsi a questa forma soft di prostituzione (soft anche nei compensi)? Perchè vogliono fare questo lavoro. Ok. Ma non vedo dove sia il bello, il gratificante. Nemmeno la retribuzione in questo caso può giustificarlo. Non riesco a comprenderne la motivazione. Anche se una motivazione deve esserci per forza, solo che io non la vedo.

      • Federico permalink
        30 agosto 2010 16:36

        La spiegazione è molto semplice. La vita della hostess è (apparentemente) più comoda di quella di una donna che lavora (sul serio).
        Non devi usare il cervello, ma solo esibire la bellezza.

  2. 30 agosto 2010 16:44

    Bel post, complimenti!
    Provo a dir la mia

    Secondo me è una sorta di mentalità neofeudale.
    La molla che spinge a questa prostituzione soft -come giustamente definita- potrebbe essere non tanto l’utile immediato dei 50 euro, quanto l’idea che la vicinanza al Potere possa garantire un posto al sole per il futuro , mentalità clientelare caratteristica del tessuto sociale italiano (la DC ci costruì il suo impero e questa mentalità ci fu anche nel PCI, anzi a mio avviso fu una delle principali cause della sua deriva).
    Relativamente alla donna, vent’anni di “cultura” mediaset hanno contribuito a far dimenticare alle giovani generazioni le lotte delle loro madri negli anni ’60 e ’70 sull’importanza della gestione del corpo femminile e di quanto il maschilismo passi per esso.
    Combinando questi due fattori forse si può tentare di capirci qualcosa.

    • antigonexxx permalink*
      30 agosto 2010 20:04

      Grazie del contributo. In effetti quest’idea della vicinanza al potere ci sta. Il problema allora è questo: affinchè una donna possa avvicinarsi al potere DEVE prostituirsi. E quanto piu’ ci saranno donne che continuano ad avvallare tale sistema, tanto piu’ esso potrà servirsene. E’ quindi a partire dalle donne che bisogna lavorare. Bisogna che le donne cerchino una nuova via, lontana dai facili riflettori e dalle minigonne vertiginose.

  3. 30 agosto 2010 18:47

    Ciao,

    personalmente concordo con Brunaccio, ma anche con quanto è scritto nell’articolo a proposito dell’ignoranza di queste persone. Probabilmente per loro sfilare per un provino mediaset o con Gheddafi è la stessa cosa: un modo per apparire in TV.

    Mi fa ridere poi chi sostiene che si tratta di un lavoro come un altro: se fossero prostitute, pochi sosterrebbero ciò. Anzi! Partirebbero gli strali contro la corruzione dei costumi, la modernità decadente ecc… Tuttavia un gesto del genere io lo ritengo, moralmente, ben più grave e degradante di qualsiasi amplesso a pagamento. Una donna che fosse stata pagata per entrare privatamente nella tenda di Gheddafi a scopo sessuale sarebbe ben più degna.

    • antigonexxx permalink*
      30 agosto 2010 19:59

      Anch’io credo che il motivo principale per cui lo fanno sia una qualche forma di visibilità mediatica ma non credo sia solo frutto di ignoranza. Lo è nella misura in cui si pensa che queste donne si presentano di fronte ad un dittatore senza la minima considerazione dei fatti e delle idee a cui è legato. Ma c’è un ulteriore risvolto, quello che al di là dell’ignoranza nei confronti dell’altro, riguarda la considerazione che queste donne hanno di loro stesse. Come si può svendere cosi’ la propria dignità?quale società accondiscende e strizza l’occhio ad atteggiamenti del genere?

  4. 31 agosto 2010 00:30

    Concordo appieno con Lucrezia che essere pagate per un rapporto sessuale privato sarebbe più degno di questa prostituzione soft, che è in realtà ancor più degradante di quella classica e privata perchè legittima pubblicamente tutto un sistema, qui rappresentato da Berlusconi e Gheddafi, di cui la donna dovrebbe essere nemica, per il machismo ma anche per il modo in cui fanno crepare di fame i migranti nel deserto, che non è poco, e la solidarietà, secondo me, è sempre un dovere.

    Antigone.
    Anche gli uomini come Emilio Fede, per dire il caso più evidente, in un certo modo si prostituiscono, vendendo la loro dignità intellettuale e morale. Il fatto è che la donna è ormai considerata quasi esclusivamente un corpo/merce per cui questo è il veicolo con cui vendere la sua dignità per le finalità che ho esposto nel precedente commento; e se non ci sbrighiamo a far capire questo alle nuove generazioni, tuti i diritti che sono stati conquistati dalle donne (e sono ancora pochi) cadranno, come stanno cadendo i residui diritti dei lavoratori, già martoriati in precdenza dalla “sinistra”.

    Come uscire da quest’empasse? Io non lo so; credo solo che sia dovere minimo di ogni donna e uomo di buona volontà andare contro questa china nelle forme e nei modi che la vita offre; dal discorso parlato e scritto, alla coerenza di vita, alla militanza politica ove ci siano i presupposti.

    Almeno questa è la mia opinione. Grazie tante dell’attenzione, ciao!

  5. 31 agosto 2010 13:33

    Ciao, bel post. Questa cosa [anzi, questE cosE] passa inosservata e pochi ci fanno caso perché qui è la norma. Donne che per avvicinarsi alla visibilità ed al “potere” si prostituiscono in ogni maniera è quanto di più normale la nostra gente possa concepire, in questa società fallocratica che vede le donne oggetti, incubatrici e sex toys.
    Quelle donne hanno idea di cosa significhi e cosa c’è dietro? Probabilmente no, perché sono lì per assecondare l’indole che ormai hanno sviluppato, quella che le porta a svendersi e considerare questa pratica come unica e indiscussa, pur di compiere la “scalata”. A volte anche quando la società tutta intorno sembra muoversi in direzioni diverse, ovvero verso una considerazione giusta della donna, sono le stesse donne [alcune donne] ad aver da ridire e a tornare al gradino di sotto.
    Come si fa a cambiare le cose, da dove si deve partire, concretamente?

    • antigonexxx permalink*
      31 agosto 2010 13:56

      Già, il problema è che chissà perchè quando un comportamento è socialmente accettato viene percepito anche come moralmente giusto. L’unica arma che abbiamo è condannare, condannare, condannare. E ciò perchè poco alla volta si diffonda un modo di pensare tale che un simile comportamento diventi per tutti motivo di profonda vergogna (merce rara di questi tempi!).

  6. 1 settembre 2010 14:06

    almeno noi, non stiamo zitti. Comunque per me è bellissimo questo, e va fatto girare il più possibile:

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