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Trova le differenze

28 settembre 2010

Paola è una signora malata di leucemia che a causa della malattia sta rischiando la vita. Paola ha una sorella, Luisa, la quale è geneticamente compatibile e che potrebbe salvarle la vita, se solo accettasse di sottoporsi a un prelievo del midollo da donare alla sorella. Ma non vuole. Nonostante il prelievo di midollo non comporti rischi, Luisa non vuole sottoporvisi. Le motivazioni di Luisa, buone o cattive che siano, hanno importanza relativa: nessuno può obbligarla a salvare la vita di qualcun altro se questo implica delle scelte che riguardano il suo corpo.

Il Corriere del Veneto e La Stampa riportano che una scritta che recitava “Luisa F. ucciderà sua sorella se non dona il midollo” è perseguita dalla polizia. Ipotesi di reato: diffamazione e calunnia.

Ora, mi piacerebbe sapere qual è la differenza con l’aborto. Perché quando una donna vuole abortire e le si dà dell’assassina non si viene perseguitati per diffamazione e calunnia? Le motivazioni della donna, buone o cattive che siano, hanno importanza relativa: nessuno può obbligarla a salvare la vita di qualcun altro se questo implica delle scelte che riguardano il suo corpo.

A maggior ragione se teniamo in conto che salvare Paola sarebbe eticamente ben più importante che salvare qualcosa che essere umano, ancora, non è.

P.S. Grazie a Giovannino per la segnalazione.

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19 commenti leave one →
  1. Giuseppe permalink
    28 settembre 2010 13:19

    MMMM….ho letto di questa storia delle due sorelle, ma nn avevo pensato di vedere le cose da questo punto di vista….ma perchè nn segnalate i post su OKnotizie x avere più visibilità???

    • 28 settembre 2010 13:23

      lo facciamo da un po’: http://oknotizie.virgilio.it/femminileplurale

      • 28 settembre 2010 14:52

        Una domanda che, leggendo questa notizia, mi è sorta spontanea è: dove sono i comitati PRO-LIFE, che fanno tanto casino quando c’è un caso eclatante di cronaca che coinvolge l’aborto o l'”eutanasia”? Loro sono liberi di urlare “assassino!” al padre di Eluana con l’approvazione della Chiesa, e quindi della maggioranza dei poltici italiani, sono liberi di raccogliere bottiglie d’acqua in piazza Duomo a Milano, su consiglio di Giuliano Ferrara (sic!), per “dare da bere a Eluana” con una copertura mediatica enorme, mentre per chi appende uno striscione contente un’informazionme esatta si scatenano le forze dell’ordine che indagano per calunnia (?) e diffamazione. Per una donna che lascia morire sua sorella di leucemia, quando con una operazione che si fa in day-hospital potrebbe salvarla, si invoca la sacralità della decisione personale e del libero arbitrio, alla faccia delle pubblicità progresso coi bambini sorridenti che ci ricordano che donare il midollo salva la vita dei malati, mentre per un padre che invoca un minimo di dignità nel momento di porre fine alla vita di sua figlia che è in stato vegetativo permanente viene messa in atto una gogna mediatica senza precedenti ne pietà, e si cerca addirittura di fare passre in parlamento una legge apposita. Se proprio bisogna mettere in atto una gogna, che comunque è sempre deplorevole, che almeno lo si faccia nei confronti di chi, con una disumanità impressionante, decide di sua volontà di lasciare morire sua sorella. Più che per mettere qualcuno alla gogna, questo fatto di cronaca sarebbe utile per informare le persone, spiegarle perchè la donazione del midollo è un’operazione sicura e veloce, che può veramente salvare la vita di qualcuno. Si potrebbe, per una volta, fare una campagna mediatica che, almeno negli intenti, possa essere costruttiva, possa informare. Ma in Italia non si parla mai di medicina, ma solo di cosa il papa o i politici di CL pensino di essa. E’ questo, secondo me, puzza di medioevo e di Santo Uffizio.

  2. antigonexxx permalink*
    28 settembre 2010 16:17

    Neanche io avevo pensato al collegamento con la questione sull’aborto. In effetti il paragone ci sta ed è illuminante sotto molti punti di vista. Da sottolineare che tra fare un figlio e donare il midollo, la prima opzione è molto più invasiva per quanto riguarda il corpo, quindi è ancora più allucinante che nessuno abbia alzato la voce per la situazione di queste due sorelle.

  3. enea88 permalink
    28 settembre 2010 16:22

    Purtroppo esistono domande che hanno più di una risposta:
    Chi pensa che il feto sia una “persona” non ha problemi a parlare di omicidio mentre chi considera il feto come un insieme di cellule senza vita definisce l’aborto “un mezzo per il controllo del corpo”.
    Io non credo (come alcuni sostengono) che il feto sia una “persona” dotata di consapevolezza, ma sicuramente un essere vivente.

  4. enea88 permalink
    28 settembre 2010 16:31

    “Da sottolineare che tra fare un figlio e donare il midollo, la prima opzione è molto più invasiva per quanto riguarda il corpo”.

    Quindi l’aborto secondo te è un intervento assolutamente non invasivo che libera le donne da dei piccoli invasori?

    • antigonexxx permalink*
      28 settembre 2010 17:54

      se si giustifica la sorella che non vuole donare il midollo in quanto s tratterebbe di un operazione invasiva rispetto al suo corpo, allora lo stesso vale per una donna che non vuole tenere un figlio. Costringerla è essere invasivi rispetto al suo corpo. L’aborto, se voluto, non è configurabile come violenza invasiva. La RU486 sarebbe la soluzione migliore. Ma a quanto pare il fatto che sia poco invasiva non piace.

    • andrea permalink
      29 settembre 2010 12:04

      Ok, il paragone ci può stare.
      Però manca un passaggio secondo me. Il fatto che deve rimanere una provocazione. Perchè insomma, non augurere a una donna che ha abortito dovere entrare in causa – che dura anni, e che provocherebbe altro dolore – per via di un fanatico religioso. Sarebbe bene che queste cose non succedessero nemmeno, insomma.
      Per quanto rigurda la storia della signora che vuole donare il midollo.
      Sinceramente a me non me ne frega niente, lo dico in maniera brutale, dei vari discorsi della bioetica sulla libertà individuale. Se si tratta di salvare una persona senza nessun atto (perchè si tratta di una puntura) che sia permanente sul fisico, senza nessun gesto che violi l’intimità di una persona. Un conto sarebbe che togliersi un polmone o un rene… un conto è una puntura. Non ci può essere la possibilità di dire no.
      Cose come donare il midollo dovrebbero essere atti obbligatori.

      • 29 settembre 2010 13:27

        Il tuo punto di vista è un tantino estremo, io preferirei fare capire alla gente con le buone che donare il midollo è importante per salvare delle vite. Purtroppo, nella società contemporanea, se chiedi alla gente di pensare a chi gli sta vicino sembra che tu gli stia chiedendo il massimo sforzo. Certo, in casi come questo, faccio fatica a non essere d’accordo con te: qui non si tratta di donare un organo, ma di una operazione senza rischi che si fa in day hospital. Dato che fanno tante leggi ad personam, perchè, per una volta, non farne una che ti “obblighi” a salvare una vita? Ma, come dicevo prima, a nessuno frega niente di salvare delle vite, nemmeno ai PRO-LIFE, che infatti stanno ben zitti in casi come questo.

        • andrea permalink
          1 ottobre 2010 10:05

          Far capire con le buone? Ti ricordi quando Celentano in diretta tv, di fronte a milioni di persone, fece una sparata contro la donazione degli organi?

  5. enea88 permalink
    28 settembre 2010 18:10

    quindi un parto è più invasivo di un’interruzione di gravidanza?

    • antigonexxx permalink*
      28 settembre 2010 18:30

      chi ha parlato di parto?non vedo cosa centri…non è che una donna resta incinta e immediatamente dopo partorisce, di modo che l’unica cosa invasiva fisicamente sia il parto… ci sono quei 9 mesi in mezzo che non sono da tralasciare. Anche perchè non sono così poco invasivi, a livello fisico, viste tutte le modificazioni fisiche (e anche psichiche)che il corpo subisce.

  6. enea88 permalink
    28 settembre 2010 19:19

    L’aborto è un’interruzione di gravidanza per cui durante il periodo di gestazione (naturale) c’è un intervento (artificiale) che elimina il feto. Se una donna decide di abortire non partorisce, se partorisce non abortisce. Questo è il nesso; mi sembrava che tu volessi far sembrare l’aborto qualcosa di meno invasivo del parto stesso, per questo ho fatto la domanda.

  7. brunaccio permalink
    28 settembre 2010 23:21

    Mi trovo pienamente in sintonia con Giovannino. Sottoscrivo il suo commento punto per punto.

  8. michela permalink
    29 settembre 2010 15:38

    stavo riflettendo su come il midollo osseo (o un organo) è considerato “parte” di una persona, questo corpo è mio e lo gestisco io, un assioma fondamentale: la proprietà del proprio corpo e dei suoi pezzetti e l’assoluta autodeterminazione (tranne la vendita, certo), mentre la gravidanza ha un legame sociale assolutamente diverso, molto forte. Se una persona decide di operarsi o meno è una sua scelta (tutti d’accordo) se una donna decide di porre fine ad una gravidanza diventa oggetto di opinione pubblica, prima di lei il feto. la faccenda travalica i diretti interessati (lei e il padre) ma diventa da particolare ad assoluta: si parla della VITA, della continuazione della specie, della sacralità della perpetuazione del genere umano. il feto è parte della donna come il midollo osseo ma diventa in parte pubblico in quanto simbolo. è l’archetipo Neonato, mentre l’archetipo Signora Luisa è un po’ carente, direi proprio che manca di appeal. “Persona a cui è un dovere etico e morale salvare la vita” rimane purtroppo ad oggi troppo vago perchè l’opinione pubblica vi si possa affezionare e investire del valore VITA. Una foto, una storia commuovente che crei empatia, una persona fisica (buona) meglio con testimonianze di amici, vicini e conoscenti (vedi il caso Englaro), un prima e dopo la malattia, ed ecco la storia che smuove le coscienze e le assonanze, anche quelle Pro-life. la Nuova Zelanda è decisamente troppo lontana…

    • 29 settembre 2010 18:04

      Gentile michela, ti ringrazio del commento. Concordo: la signora Luisa mediaticamente non è sexy come un povero piccolo embrione, ma forse lei avrebbe qualcosa da ridire sul fatto di non essere VITA. Che male ha fatto la signora Luisa per non meritare di essere difesa in quanto vita umana appartenente alla nostra specie? Sospetto poi che a influenzare il giudizio sia una categoria di elaborazione religiosa, altamente emotiva, mediaticamente facilona ma, a mio avviso, eticamente indifendibile quale quella di “innocenza”. L’embrione, scevro da ogni peccato (a parte, forse, quello originale, ma questa è questione teologicamente complicata) merita di vivere, mentre alla signora Luisa non dispiacerà bruciare all’inferno un po’ in anticipo sulla tabella di marcia.
      Finché continueremo ad anteporre la vita umana non ancora formata alla vita umana piena e fiorente, il discorso, a mio parere, è a testa in giù.

  9. paola permalink
    30 settembre 2010 02:06

    Interessante, ma proviamo a vederlo da un altro punto di vista: alla sorella della Signora Luisa, anche la Chiesa (istituzione) riconosce lo statuto di essere umano dotato di libero arbitrio, che è pertanto libero/a di scegliere se aiutare un altro essere umano, cioè un/una suo prossimo/a, e nel caso proprio la sorella, oppure rifiutare di offrire questo aiuto. Nel primo caso le/gli sarà ascritto a merito, nel secondo a demerito, nella conta escatologica (beh, nel giorno del giudizio). Al contrario, nel caso della donna che non intende portare a termine una gravidanza, per i motivi più disparati, questo statuto non le si riconosce nemmeno: il libero arbitrio, e le sue conseguenze (nascita o aborto) non vengono rimesse al giudizio divino alla fine dei tempi, o alla fine del tempo individuale, bensì diventano oggetto di un auspicato intervento legislativo umano e temporale che dovrebbe obbligare la donna in questione ad agire in un senso piuttosto che nell’altro. Ciò che non viene nemmeno ipotizzato teoricamente per il caso della sorella della Signora Luisa. Perché? Perché al regime patriarcale (lasiatemi essere vetero- femminista) importa soltanto che le donna non possano disporre di sé stesse e del proprio corpo. Che poi le Signore Luise vivano o muoiano….

  10. paola permalink
    30 settembre 2010 02:27

    Mi accorgo di un’incompletezza: “importa soltanto che le donne non possano disporre di sé stesse e del proprio corpo” quando è in questione il loro ruolo di tramiti della discendenza maschile, anche se svincolata dal singolo ed estesa al collettivo, pertanto, quando è in questione il loro ruolo riproduttivo collettivo. Se invece si tratta di garantire o meno la sopravvivenza ad una donna qualsiasi, diventa un fatto privato.

  11. 30 settembre 2010 14:09

    “Sospetto poi che a influenzare il giudizio sia una categoria di elaborazione religiosa, altamente emotiva, mediaticamente facilona ma, a mio avviso, eticamente indifendibile quale quella di “innocenza”. L’embrione, scevro da ogni peccato (a parte, forse, quello originale, ma questa è questione teologicamente complicata) merita di vivere, mentre alla signora Luisa non dispiacerà bruciare all’inferno un po’ in anticipo sulla tabella di marcia.”

    “il libero arbitrio, e le sue conseguenze (nascita o aborto) non vengono rimesse al giudizio divino alla fine dei tempi, o alla fine del tempo individuale, bensì diventano oggetto di un auspicato intervento legislativo umano e temporale che dovrebbe obbligare la donna in questione ad agire in un senso piuttosto che nell’altro. Ciò che non viene nemmeno ipotizzato teoricamente per il caso della sorella della Signora Luisa. Perché? Perché al regime patriarcale (lasiatemi essere vetero- femminista) importa soltanto che le donna non possano disporre di sé stesse e del proprio corpo. Che poi le Signore Luise vivano o muoiano….”

    Beh direi che è stato detto tutto quello che serviva…

    Complimenti per l’articolo e gli interventi!

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